Lo strappo
Per poter comprendere il tema e il perché della mia tesina è necessario che ognuno di voi rifletta sulla propria vita e sulla vita in senso generale, come ho fatto io prima di scegliere quale sarebbe stato l’argomento di cui mi sarebbe piaciuto parlare in questa sede.
Analizzando la mia esistenza fino ad oggi e pensando al mio futuro, sono arrivata alla conclusione che per me oggi, questo esame, rappresenta uno strappo, uno strappo dal mio modo di vivere, dal mio modo di pensare o di reagire alle situazioni: fino ad oggi mi sono dedicata allo studio delle lingue straniere e da domani comincerò a studiare matematica.
Ecco, per poter capire meglio quello su cui vorrei avere la vostra attenzione, dovete immaginare la vita come un qualcosa di dinamico, che si muove in infinite direzioni grazie a molteplici e invisibili spinte, ognuna diversa dall’altra.
Questi movimenti, che io oggi vorrei farvi spiare, non sono altro che il vivere degli umani nel corso dei secoli. Di solito si tratta di processi lenti, eleganti, contenenti in sé delle trasformazioni piuttosto armoniche, poi però succede di trovarci davanti a dei movimenti bruschi, improvvisi, davanti a degli strappi, che cambiano in maniera apparentemente illogica direzione e si rivolgono verso altri gusti, altre logiche, altri modi di fare, di pensare e di credere.
Il primo ad aver intuito che la vita è fatta non solo di logica ma anche di strappi, di cambiamenti improvvisi e illogici è stato il filosofo tedesco Nietzsche.
Nella sua opera “La nascita della tragedia dallo spirito della musica”, il filosofo propone una nuova visione di classicità dove originariamente l’aspetto dionisiaco e apollineo si trovano fusi in modo armonico nella tragedia attica.
Ad un certo punto però lo spirito della tragedia muore, ed ecco che si verifica lo strappo. Il responsabile è, per il profeta del superuomo, Euripide che trasforma il mito tragico per soddisfare le esigenze di un determinato spettatore, Socrate, il quale nega l’assurdità dionisiaca dell’esistenza compiendo “l’uccisione” delle profondità istintuali della vita.
Nietzsche fa scaturire da questo strappo la decadenza della civiltà occidentale.
Spostandoci in un’ottica generale della letteratura straniera, soprattutto nel corso del ’900, molti sono gli strappi che si verificano rispetto alla tradizione letteraria precedente.
In English literature, for instance, as Thomas Eliot said, Joyce’s Ulysses is a watershed because it is the “Book” we are all in debt to.
The main difference between the literary tradition and Joyce’s work, is that Ulysses can’t be considered a real novel any more.
- Italiano:
Uno, nessuno, centomila (Pirandello)
- Filosofia:
La nascita della tragedia dallo spirito della musica (Nietzsche)
- Inglese:
Ulysses (Joyce)
- Francese:
Proust
- Spagnolo:
Niebla (Unamuno)
- Storia:
Gandhi
- Arte:
Catene spezzate (A. Butazzoni)