ISIS “Giovanni da Castiglione”
Liceo linguistico
A.S. 2011-2012
Classe V sez. I, Del Santo Jessica
Presentazione argomento
Premetto che non c’è una motivazione particolare per la quale abbia scelto questo tema, semplicemente mi è venuto in mente, ho provato a collegare ogni vizio ad una materia e mi è subito piaciuto il percorso che stavo creando.
Ho voluto collegare ogni vizio alla materia che più si addice e con un certo stupore ho scoperto quanto siano presenti i vizi capitali nella nostra vita.
Forse non ci rendiamo conto, ma se dovessimo seguire ciò che insegna il Cristianesimo la nostra anima sarebbe da tempo distrutta. Già, perché i vizi capitali sono quelle abitudini che si contrappongono alle virtù, sono perciò peccati, abitudini sbagliate da non seguire che corrompono e deviano l’animo umano.
Ma se ci soffermassimo a pensare ci accorgeremmo di quante volte nel corso di una giornata commettiamo un peccato. Diciamolo, i peccati capitali sono ormai diventati il nostro pane quotidiano e nemmeno ci rendiamo conto quando ne commettiamo uno.
Per questa ragione ho voluto approfondire questa tematica e mostrare come ogni vizio abbia cambiato in meglio o in peggio la nostra storia.
I sette vizi capitali
Superbia
Hitler e la supremazia della razza ariana
Accidia
Arthur Schopenhauer: “Il mondo come volontà e rappresentazione”
Avarizia
Charles Dickens: “A Christmas Carol”
Lussuria
Gabriele D’Annunzio e la teoria del piacere
Ira
Seneca: “De Ira”
Invidia
Gottfried Keller: “Romeo und Julia auf dem Dorf”
Gola
Laura Esquivel: “Como agua para chocolate”
Superbia
L’ipervalutazione della propria persona e delle proprie capacità.
Hitler e la supremazia della razza ariana
“Lo scopo supremo dello Stato nazionale è quello di conservare quei primordiali elementi di razza che, quali donatori di civiltà, creano la bellezza e la dignità d’un’umanità superiore.” A.H.
Chi meglio di lui può rappresentare questo vizio? Adolf Hitler, colui che riteneva la sua razza, la razza ariana, capace di dominare il mondo.
Secondo Hitler gli ebrei erano da disprezzare e odiare in quanto erano gli artefici della cabala bancaria internazionale responsabile della depressione economica tedesca degli anni ’30.
Inoltre secondo Hitler la principale funzione dello Stato era di educare e preparare il popolo alla guerra. Per ottenere la massima aggregazione del popolo era necessario eliminare tutti i gruppi non integrati nella società nazionale, come gli ebrei che erano una minoranza chiusa.
Erano da condannare in quanto ritenuti responsabili della nascita del bolscevismo e marxismo e, cosa ancor più grave, erano perfino accusati di deicidio.
Ma Hitler non era l’unico a provare un sentimento antisemita. Infatti nel 1921, nelle vesti di ispettore incaricato di controllare l’attività di un partito, il D.A.P. (Deutsche ArbeitPartei), Hitler era intenzionato a lanciarlo in politica come partito di massa, modificando la sigla in N.S.D.A.P. (Nationalsozialistische Deutsche ArbeitPartei).
Anche tra i membri del partito vi era un insano odio antisemita, gli ebrei venivano considerati un popolo di usurai, sfruttatori della Germania e generatori del male.
E Hitler, grazie alle sue doti retoriche, riuscì a diffondere nella popolazione tedesca un atteggiamento di risentimento nei loro confronti, basti pensare alla diffusione del documento falso “Il protocollo dei savi di Sion”, nel quale si parlava di un congresso ebraico dove gli ebrei pianificarono la prima guerra mondiale per distruggere la Germania.
Anche se era un falso, ebbe un effetto devastante sull’opinione pubblica, tanto che l’antisemitismo diventò un’ideologia di base.
Questo era lo scopo di Hitler: con l’approvazione del popolo tedesco poté iniziare la sua politica antisemita basata sullo sterminio della razza ebraica e di tutte le minoranze che impedivano al popolo tedesco di essere il migliore.
Durante il suo periodo di prigionia, nel luglio del 1925 Hitler scrisse e pubblicò un libro di grandissima importanza per comprendere il suo programma politico: “Mein Kampf”, la mia battaglia, libro vendutissimo e divenuto oggetto di culto per i nazionalsocialisti.
In quest’opera Hitler presentò i punti salienti del suo piano politico:
- Lotta al liberalismo ed alla prassi politica di esso: di conseguenza disprezzo per il parlamentarismo; per Hitler il concetto di libertà era sinonimo di decadenza e corruzione morale.
- Lotta al marxismo: vi è un odio per il bolscevismo, per la lotta di classe e ciò che questi comportano, la rivoluzione.
- Lotta contro gli ebrei: sono responsabili della crisi in Germania, della nascita del bolscevismo e marxismo e della morte di Gesù Cristo.
- Creare un nuovo Reich: Hitler vuole creare un regime totalitario che educhi le masse, al vertice di tutto deve esserci un capo supremo che sappia guidare la Germania verso un destino di potenza.
- Compito della razza ariana: al Führer spetta il compito di purificare e migliorare la razza ariana.
- Conquista dello spazio vitale: serve l’espansione e la guerra per poter vivere. Hitler vuole conquistare spazio dai territori dell’est, Russia.
Informazioni sulla vita
Fu Adolf Hitler (Braunau am Inn, 20 aprile 1889 – Berlino, 30 aprile 1945), politico austriaco naturalizzato tedesco, Cancelliere del Reich (Reichskanzler) dal 1933 e Führer della Germania dal 1934 al 1945.
Fu Führer del Partito Nazionalsocialista dei Lavoratori Tedeschi (NSDAP), noto con il nome abbreviato di Partito Nazista.
Hitler perseguì una politica estera estremamente aggressiva, volta principalmente ad espandere il Lebensraum (spazio vitale) tedesco a spese delle popolazioni dell’Europa orientale.
In un susseguirsi di atti di sfida alla comunità internazionale, giunse ad invadere la Polonia il 1º settembre del 1939, provocando lo scoppio della seconda guerra mondiale.
Sconfitto dagli eserciti alleati, con le truppe sovietiche ormai penetrate in città, si suicidò nel suo bunker di Berlino il 30 aprile 1945 insieme alla compagna Eva Braun.
Dalla presa del potere di Hitler, il 30 gennaio 1933, iniziò la sua propaganda contro gli ebrei e tutti coloro indegni di appartenere alla razza ariana: sinti, rom, avversari politici, omosessuali, portatori di handicap.
Così nell’aprile del 1933 Hitler vara la legge per il riordino della burocrazia professionale: chi non era ariano veniva sospeso dal lavoro ed escluso dalla vita pubblica e amministrativa.
Nel settembre del 1935 vengono varate le leggi di Norimberga per la protezione del sangue tedesco: gli ebrei non sono più parte della Nazione, vengono privati della cittadinanza tedesca, i matrimoni misti sono vietati e diventa un reato frequentare ebrei.
Con queste leggi ha inizio la segregazione razziale.
Nel 1938 la politica antisemita raggiunge il suo culmine con nuove leggi, come il denunciamento di patrimoni ebraici oltre i 5.000 marchi o l’espatrio forzato di ebrei polacchi dimoranti in Germania.
L’anno 1938 è anche l’anno della “Kristallnacht”, la notte dei cristalli, dove negozi ebrei, sinagoghe e cimiteri vengono distrutti o incendiati, con l’arresto di oltre 20.000 ebrei.
Ma Hitler non si ferma qui: dal 1938 viene vietato all’ebreo la frequentazione di luoghi pubblici e scuole, chi è ebreo deve portare la stella gialla di David cucita sugli indumenti per farsi riconoscere e vengono allestite delle zone isolate chiamate ghetti, dove vi vengono deportati gli ebrei.
Dai ghetti si passerà presto ai campi di concentramento o “Konzentrationslager”.
Il sistema dei lager venne inizialmente impiegato, nel 1933, per confinare gli oppositori politici al nazismo, comunisti, socialdemocratici e obiettori di coscienza, con lo scopo di “rieducarli”, ma successivamente vennero usati per la prigionia e lo sterminio degli ebrei e di altre categorie di indesiderati, zingari, omosessuali, apolidi ecc.
Il termine “lager” in tedesco significa sia “campo” che “magazzino”; si scelse quella parola quindi per significare che quello era un luogo in cui esercitare una stretta sorveglianza su un gran numero di individui, chiamati “pezzi”.
- Italiano: Gabriele D'Annunzio e la teoria del piacere
- Storia: Hitler e la supremazia della razza ariana
- Filosofia: Arthur Schopenhauer, "Il mondo come volontà e rappresentazione"
- Tedesco: Gottfried Keller
- Inglese: Charles Dickens, "A Christmas Carol"
- Spagnolo: Laura Esquivel, "Como agua para chocolate"
- Latino: Seneca, "De Ira"