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Mappa concettuale

  • Superbia: Hitler, Nazismo, Seconda guerra mondiale.
  • Avarizia: Charles Dickens “A Christmas Carol”.
  • Lussuria: Gabriele D’Annunzio “Il piacere”.
  • Accidia: Schopenhauer, Nietzsche.
  • Ira: Terremoti e Vulcani.
  • Gola: Van Gogh “I mangiatori di patate”.
  • Invidia: Seneca “De otio”, “De vita beata”, “De ira”.
  • Petronio “La cena di Trimalchione”.
  • Matematica: Teorema Rolle e Lagrance.
  • Fisica: Il campo elettrico.

Presentazione

L’idea dei 7 peccati capitali è nata all’improvviso, era il mese di maggio, in classe non si parlava che di tesine e di argomenti da collegare... tra le maschere, il tempo, crisi d’identità cercavo un qualcosa, un quid particolare. Ad un tratto una voce esclamò “accidia”. Non ci avevo mai pensato, eppure l’accidia è un male che è presente nella nostra società e nel cercare gli altri sei peccati restanti trovai il titolo: i 7 peccati capitali.

Durante il medioevo la Chiesa aveva incluso, nei 7 peccati capitali, la tristezza, in quanto questo sentimento indicava il non apprezzare le opere che Dio aveva compiuto per gli uomini. Secondo la Chiesa il peggiore dei sette peccati è la superbia, poiché con questo sentimento si tenderebbe a mettersi sullo stesso livello di Dio, considerarlo inferiore a come dovrebbe essere considerato. Infatti è proprio la superbia il peccato di cui si sono macchiati Adamo ed Eva.

Nella società moderna, spesso l’uomo si sente protagonista del mondo, invincibile, non accorgendosi che in realtà è solo una pedina nelle mani di chi non ha intenzione di perdere e conduce il suo gioco, l’uomo tende a guardare gli altri prima di se stesso, puntando il dito, accusando e condannando gli altri.

Se ci si riflette un po’, ci accorgiamo che tutti, almeno una volta, abbiamo peccato nel sentirci non adatti né preparati alla vita, nel non saper resistere a quel dolce che sembra chiamarci da dietro una vetrina, nel restare impigliati nella trappola dei piaceri del corpo, a tutti sarà capitato di invidiare qualcuno non per quello che l’altro possiede ma nel non avere ciò che l’altro ha, quante volte ci sentiamo superiori non rendendoci conti che nessuno è inferiore, e quanti non hanno mai perso il controllo lasciando spazio alla rabbia o hanno preferito tenere chiuso il portafogli. Siamo tutti vittime dei sette peccati capitali.

Superbia

Per superbia si intende la volontà di conquistare per se stessi, con ogni mezzo, una posizione di privilegio sempre maggiore rispetto agli altri.

Avarizia

L'avarizia è la scarsa disponibilità a spendere e a donare ciò che si possiede agli altri.

Lussuria

Per lussuria s’intende l’abbandono totale al piacere.

Accidia

L’accidia è la paura di affrontare la vita con i suoi dolori cercando una via di fuga.

Ira

Con il termine ira si indica uno stato psichico alterato, suscitato da uno o più elementi di provocazioni.

Gola

La gola è il desiderio di ingurgitare più di quanto l'individuo necessita. È l'ingordigia di cibi e bevande.

Invidia

L'invidia è un sentimento morboso che una persona prova verso i pregi e le cose degli altri.

Gabriele D’Annunzio

D’Annunzio è sinonimo di piacere anzi di piaceri. Egli ricercò e assaporò tutti gli aspetti del piacere della vita utilizzando ogni mezzo: la lussuria, il piacere perverso.

Il solo modo che conosceva per placare le voglie della carne, era quello di abbandonarsi alla “sensualità fuor dai sensi”, perché solo “dopo una lunga voluttà occulta, il corpo è come alleviato”.

Ma da buon maestro dei piaceri, sapeva bene che la voluttà è anche nel non essere mai sazio, perché il piacere sta “nel possedere il corpo intero”. Ma la cosa fantastica in D’Annunzio è che riusciva a trarre nutrimento intellettuale proprio dall'istinto del piacere.

“Il Piacere”, considerato la vera e propria “Bibbia” del decadentismo italiano, in cui il protagonista incarna il simbolo della sfrenatezza sensuale che sfocia nella lussuria, generando insoddisfazione e inappagamento dei desideri, è anche il simbolo del piacere di D’Annunzio che vuole esprimere, attraverso il protagonista, tutto il suo ardore per le belle donne.

Andrea Sperelli è un personaggio autobiografico, poiché è l'incarnazione di quello che l'autore avrebbe voluto essere. Andrea Sperelli è un giovane artista, il suo principio è di fare della sua vita un’opera d’arte. Questo diventa una forza distruttrice che lo priva di ogni energia vitale.

La crisi trova il suo riscatto nel rapporto con le donne. Sperelli si trova tra due donne: Elena Muti, che incarna la lussuria, e Maria Ferres, la donna pura, che ai suoi occhi rappresenta l’occasione di riscatto.

Ma in realtà la figura della Ferres è solo oggetto di un gioco perverso per fuggire da Elena che Andrea desidera ma lei lo respinge. Andrea tradirà il desiderio di avere Elena con Maria che alla fine lo abbandona e lui rimarrà solo e sconfitto.

La seconda guerra mondiale

Nel 1938 Hitler mette in atto i suoi progetti per la conquista dello spazio vitale per tutti i Tedeschi. A marzo invase l’Austria che si annesse alla Germania.

La Germania nazista si volse alla Cecoslovacchia per annettersi i territori abitati dai Tedeschi. Nel settembre del 1938 fu convocata la Conferenza di Monaco nella quale Mussolini fece da mediatore tra Hitler e i primi ministri inglese e francese.

La Cecoslovacchia fu costretta a rinunciare ai suoi territori che ingrandirono il Terzo Reich. Per completare il Reich ad Hitler serviva un pretesto per invadere la Polonia.

A Danzica lo trovò, nel marzo del 1939 Hitler rivendicò la città di Danzica e si apprestò ad attraversare in armi il confine polacco.

Francia e Inghilterra tentarono di garantire l’integrità territoriale della Polonia, promettendo loro che sarebbero intervenute in caso di aggressione.

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Sintesi

Introduzione tesina sui sette peccati capitali

L’idea dei sette peccati capitali è nata all’improvviso per la mia tesina, era il mese di maggio, in classe non si parlava che di tesine e di argomenti da collegare. Tra le maschere, il tempo, la crisi d’identità cercavo un qualcosa, un quid particolare. Ad un tratto una voce esclamò “accidia”. Non ci avevo mai pensato, eppure l’accidia è un male che è presente nella nostra società e nel cercare gli altri sei peccati restanti trovai il titolo: i sette peccati capitali. Durante il Medioevo la Chiesa aveva incluso, nei sette peccati capitali la tristezza, in quanto questo sentimento indicava il non apprezzare le opere che Dio aveva compiuto per gli uomini. Secondo la Chiesa il peggiore dei sette peccati è la superbia, poiché con questo sentimento si tenderebbe a mettersi sullo stesso livello di Dio, considerarlo inferiore a come dovrebbe essere considerato. Infatti, è proprio la Superbia il peccato di cui si sono macchiati Adamo ed Eva.

Collegamenti

Tesina sui sette peccati capitali

  • Italiano - Gabriele D'Annunzio e "Il piacere".
  • Latino - Seneca e "De otio" e "De vita beata", Petronio e la cena di Trimalchione.
  • Storia - Hitler, il nazismo e la Seconda Guerra mondiale.
  • Inglese - Dickens e A Christmas Carol.
  • Filosofia - Schopenhauer e Nietzsche.
  • Geografia astronomica - I terremoti e i vulcani.
  • Storia dell'arte - I mangiatori di patate di Van Gogh.
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