Introduzione
Il presente elaborato delinea il senso di responsabilità e le sue sfumature.
Il concetto di responsabilità viene analizzato e contestualizzato nelle diverse epoche storiche in cui viene trattato attraverso molteplici esempi in seno alla filosofia, alla letteratura e alla storia.
L’origine del termine “responsabilità”, che deriva dal latino respondere, “rispondere” – si riferisce al fatto che chiunque agisce liberamente deve rispondere delle proprie azioni, o, in altre parole, è tenuto a render conto di ciò che ha fatto e ne subisce le conseguenze.
Si noterà come il senso di responsabilità riguardi la sfera personale, come nel caso di Emma Bovary e l’omonima Ana Ozores spagnola in senso negativo; come invece, in altri casi, essa riguardi la società contemporanea della quale alcuni personaggi hanno potuto definirne i vizi in quanto vittime di essa in prima persona, dando vita alla denuncia sociale e, in ultimo, il futuro al quale siamo chiamati ad intervenire per preservare una buona qualità di vita.
Indice
- 1. Italiano: fuga dalle proprie responsabilità
- L’antieroe
- La Coscienza di Zeno
- L’etica professionale e la responsabilità del medico
- La consapevolezza dell’irresponsabile
- La cura
- 2. Francese: fuga dalle proprie responsabilità
- L’irresponsable
- Emma et la conséquence vers ceux qui l’entourent.
- 3. Spagnolo: fuga dalle proprie responsabilità
- La Regenta – Clarín
- Lo stile
- Somiglianza e differenza con Madame Bovary
- 4. Filosofia: la responsabilità nei suoi vari aspetti
- Kierkegaard: responsabilità delle proprie scelte
- Biografia – filosofia e il punto zero
- Responsabilità della scelta e del ciclo vitale
- Aut-aut
- Possibilità – che – non
- L’Angoscia e la Disperazione
- Sartre: responsabilità di se stessi e del mondo.
- L’Essere e il Nulla (1943)
- Responsabilità verso il mondo e verso se stessi
- «L’uomo è ciò che si fa» ed è esempio per gli altri
- Jonas: responsabilità verso le generazioni future.
- «Che destino riserveremo ai nostri figli?»
- Tecnologia come prometeo scatenato
- Imperativo categorico in Kant e Jonas.
- 5. Latino: responsabilità nei confronti della società
- Prime forme di denuncia sociale: il genere satirico.
- Decimo Giunio Giovenale
- Le satire.
- Giovenale, Persio e Marziale.
- Lingua e stile.
- 6. Inglese: responsabilità nei confronti della società
- La denuncia sociale
- Charles Dickens
- Oliver Twist
- 7. Storia: responsabilità
- John Maynard Keynes: lett. Libro
- Crisi del 1929 come conseguenza delle scelte fatte
- 8. Bibliografia
1. Italiano: fuga dalle proprie responsabilità
1.1 L’antieroe
1.2 La Coscienza di Zeno
1.3 L’etica professionale e la responsabilità del medico
1.4 La consapevolezza dell’irresponsabile
1.5 La cura
Prima di trattare coloro che sono carichi di senso responsabilità è opportuno definire il loro opposto: gli irresponsabili.
Nell’immaginario collettivo l’eroe è colui il quale agisce in nome di valori alti e nobili. Egli lotta per i propri ideali affrontando con dignità anche le avversità. Il coraggio è il contrassegno distintivo dell’eroe.
Nell’immaginario popolare la figura dell’eroe è sicuramente incarnata dal personaggio romantico. Questi è dolente, sofferente, pessimista.
La figura dell’eroe si trova in antitesi rispetto all’antieroe. La letteratura realista ed in particolar modo verista ci presenta una galleria di sconfitti ed emarginati ed infatti da questo momento si diffonde l’idea del personaggio “imperfetto”.
Nella prima parte del Novecento si ha il passaggio alla figura dell’inetto, l’antieroe per eccellenza.
La società del primo Novecento è fortemente massificata ed omologata. In essa l’uomo è un semplice ingranaggio. Adesso l’uomo ha perso certezza, anche sulla sua identità.
Gli inetti sono incapaci di agire perché non riescono a tradurre il pensiero in azione. Sono vittime fagocitate dalla realtà, che non riescono a dominare. Essi sono consapevoli di esser malati di inettitudine in una società di sani; in realtà i veri sani nella società sono gli inetti che hanno capito le regole del gioco. Il malato è colui che ha coscienza della crisi, dell’impossibilità di agire, del relativismo della conoscenza. Nei romanzi d’analisi predominano personaggi grigi, anonimi, esponenti della piccola borghesia tra cui Zeno Cosini.
Svevo, Italo. - Pseudonimo dello scrittore Ettore Schmitz (Trieste 1861 - Motta di Livenza 1928). È ritenuto uno dei principali esponenti della cultura mitteleuropea. Nei suoi tre romanzi Una vita (1892, ma con data 1893), Senilità (1898), e La coscienza di Zeno (1923), sono espressi i tratti salienti della sua opera, derivati in modo stringente dalle esperienze personali di S. e dalla temperie culturale in cui egli visse, quali la vocazione squisitamente autobiografica; il carattere antiletterario della prosa; l'uso di modi espressivi riconducibili al suo “plurilinguismo” (al dialetto triestino, al tedesco); la presenza di tematiche e procedimenti, come il monologo interiore, che l'apparentano alla corrente del romanzo d'analisi europeo.
Tratto da Treccani, L’Enciclopedia Italiana
Uno dei tratti distintivi di Italo Svevo è la sua formazione mitteleuropea: grazie a Trieste, una città multiculturale, nonché sua città d’origine, egli ha la possibilità di entrare in contatto e studiare facilmente le grandi correnti di pensiero. Svevo ha così modo di imparare diverse lingue e sentire l’influenza dei grandi filosofi del sospetto: Schopenhauer, Nietzsche e Freud.
1.1 La Coscienza di Zeno
Il capolavoro sveviano, La Coscienza di Zeno, fu iniziato nel 1919 e pubblicato nel 1923 a spese dell’autore. Dopo un primo silenzio iniziale, il romanzo ricevette le critiche positive di personaggi di spicco della cultura europea come James Joyce ed Eugenio Montale.
Zeno Cosini, un maturo e ricco commerciante di Trieste, quasi intossicato dal fumo, è stato indotto dal suo psicoanalista a scrivere un'autobiografia, nella speranza che ciò lo aiuti a guarire dal pericoloso vizio.
Interrotta dal paziente la terapia, il medico Dottor S., per vendetta, ne pubblica le memorie.
Zeno nel racconto ripercorre sei significativi episodi della sua vita, legati da una radice comune, l'incapacità di vivere, l'inettitudine che è la sua vera malattia. Ricorda come cominciò a fumare e come non sia mai riuscito ad accendere “l'ultima sigaretta”.
Il susseguirsi di pentimenti, buoni propositi e fallimenti che si realizza rispetto al fumo si estende anche alle circostanze più importanti della vita.
Nell'ultimo episodio la guerra sorprende Zeno ed egli ne rimane sconvolto. Ancora una volta la sorte lo aiuta e gli consente di arricchirsi con un fortunato commercio. Ciò lo fa sentire forte e sano e lo spinge ad abbandonare la cura psicoanalitica.
Chiude il romanzo l'apocalittica previsione di una catastrofe, prodotta dagli ordigni di guerra e che travolgerà la terra.
Tratto da l'Enciclopedia della Letteratura, Istituto Geografico De Agostini
1.2 L’etica professionale e la responsabilità del medico
Il romanzo costituisce uno fra i più importanti esempi di finzione letteraria, in quanto il testo altro non è che il manoscritto di Zeno Cosini, dato alle stampe dal suo psicanalista, il Dottor S.
Il medico fin da subito appare una figura alternativa per la professione che ricopre poiché ha indotto il paziente, per motivi terapeutici, a scrivere la sua autobiografia tentando di far rinascere quel senso di responsabilità ormai perduto.
Il medico, da un lato pare una figura professionale, dedita al suo lavoro, desiderosa di discutere riguardo un caso clinico interessante.
Dall’altro, la sua affermazione di pubblicare tale biografia come vendetta e il fatto che egli speri che ciò gli dispiaccia, lo collocano anche in una posizione fortemente opinabile, di piccolo uomo che si fa travolgere dagli eventi e che non riesce a mantenere la sua freddezza e capacità di giudizio. Un vero medico, infatti, si farebbe guidare dalle conoscenze scientifiche e non dai pregiudizi, dai risentimenti o dalle ripicche.
La finzione letteraria finisce per travolgere il dottore stesso inquadrandolo in una luce anomala e imprevista.
Egli intende presentare Zeno come non degno di fede per essersi sottratto scorrettamente alla cura, fornendo la prova dell’inettitudine del paziente.
Anche il medico si allontana così dall’etica della professione che ricopre.
1.3 La consapevolezza dell’irresponsabile
Parola-chiave del romanzo è il termine “coscienza”, il quale potrebbe indicare per Svevo un sinonimo di “psiche” poiché il romanzo verte sull’analisi della vita interiore del protagonista, ma è presumibile che esso esprima anche un’implicita polemica nei confronti della psicanalisi.
Il titolo potrebbe essere interpretato in chiave ironica in quanto il termine “coscienza” alluderebbe al suo opposto, ovvero all’incoscienza che emerge nelle ambigue ragioni con cui spesso Zeno giustifica i propri comportamenti, dettati da pulsioni che egli non può comprendere né dominare. Sono proprio suddette pulsioni che spingono il protagonista del romanzo ad allontanarsi da quelli che sono i propri doveri.
1.4 La cura
Zeno è incapace di scegliere: perennemente indeciso, ha bisogno di continue sollecitazioni esterne per decidersi all’azione. Esteriormente si adegua a tutti i valori “rispettabili” della società borghese, ma in realtà egli è sempre alla ricerca di strategie per sottrarsi ad essi.
Nel capitolo conclusivo, Zeno si dichiara guarito dal proprio disagio esistenziale in quanto consapevole della condizione di “malattia” che contraddistingue l’intera umanità; egli accetta così la propria condizione di “inetto”.
Sarà poi tale comportamento a scatenare le ire del medico.
Francese: fuga dalle proprie responsabilità
L’irresponsable
Emma et la conséquence vers ceux qui l'entourent.
Le personnage irresponsable n'est pas une figure développée exclusivement dans la littérature italienne. Nous trouvons également en France un modèle d'absence totale de responsabilité dans le personnage de la bourgeoise Emma Bovary. Le roman en question, Madame Bovary, est le premier grand roman réaliste, qui introduira ce courant à travers l’Europe entière. Le roman est centré sur une jeune fille rêveuse, sans réelle formation intellectuelle ou morale, exaltée par des lectures qu'elle comprend mal, et qui épouse un médiocre, vouée donc à une vie médiocre. Tout de suite, l'héroïne éprouve une insatisfaction profonde par sa vie conjugale qui, de toute évidence, n'est pas si aventureuse et si pleine de passion comme celle des livres qu’elle chérit tant.
«Madame Bovary c’est moi!» dit Flaubert. En effet le “bovarysme”, l'écart entre le rêve et la réalité est une maladie propre à une société entière, la société française du XIX siècle qui, comme Flaubert, a partagé les rêves du romantisme et qui, après la faillite de la Révolution de 1848, a cessé de rêver. Le bovarysme est “un état d'insatisfaction, sur les plans affectifs et sociaux, qui se traduit par des ambitions vaines et démesurées, avec comme conséquence une fuite dans l'imaginaire et les romanesque.”
La fuite de la réalité comporte pour Emma Bovary la fuite des responsabilités quotidiennes, en tant que épouse et mère.
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Introduzione senso di responsabilità, tesina
La presente tesina di maturità delinea il senso di responsabilità e le sue sfumature. Il concetto di responsabilità viene analizzato e contestualizzato nelle diverse epoche storiche in cui viene trattato attraverso molteplici esempi in seno alla filosofia, alla letteratura e alla storia. L’origine del termine “responsabilità”, che deriva dal latino respondere, “rispondere”, si riferisce al fatto che chiunque agisca liberamente deve rispondere delle proprie azioni, o, in altre parole, è tenuto a render conto di ciò che ha fatto e ne subisce le conseguenze.
Si noterà come il senso di responsabilità riguardi la sfera personale, come nel caso di Emma Bovary e l’omonima Ana Ozores spagnola in senso negativo; come invece, in altri casi, essa riguardi la società contemporanea della quale alcuni personaggi hanno potuto definirne i vizi in quanto vittime di essa in prima persona, dando vita alla denuncia sociale e, in ultimo, il futuro al quale siamo chiamati a intervenire per preservare una buona qualità di vita.
La tesina permette anche dei collegamenti con le altre materie di studio.
Collegamenti
Senso di responsabilità, tesina
- Italiano - "La Coscienza di Zeno" di Italo Svevo.
- Francese - "Mme Bovary", il bovarismo e Gustave Flaubert.
- Spagnolo - "La Regenta" di Clarin.
- Filosofia - Kierkegaard, Sartre, Jonas.
- Latino - La Satira in Giovenale, caduta del "mos maiorum".
- Inglese - Charles Dickens e Oliver Twist.
- Storia - J.M. Keynes, le conseguenze dei trattati di pace e la crisi del 29.