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Il mondo all’inizio del ’900

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“L’amore sano è quello che abbraccia una donna sola e intera, compreso il suo carattere e la sua intelligenza”

(Italo Svevo)

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All’aprirsi del XX secolo l’Europa era nel pieno della cosiddetta “Belle Époque” o Epoca Bella.

Questi furono gli anni del trionfo di una società borghese sicura di sé e di un continuo “progresso”.

Questa convinzione in parte era vera, ma era anche frutto di una percezione illusoria destinata a finire con lo scoppio della Prima Guerra Mondiale.

La società era attraversata da forti tensioni a livello sociale ed economico.

Alla fine dell’800 in molti paesi (tranne in Russia) ci fu lo sviluppo della partecipazione popolare alla vita politica, il diritto di voto maschile.

Accanto a questi conflitti interni c’erano poi le tensioni internazionali dovute alla corsa alle colonie da parte delle grandi potenze.

Si crearono così due blocchi di alleanze: la Triplice Intesa, formata da Francia, Inghilterra, Russia; e la Triplice Alleanza, formata da Austria, Italia e Germania.

Vi era inoltre instabilità nei Balcani, considerati dall’Austria propria sfera di influenza.

La Russia come l’Italia voleva affermare la propria egemonia e la Gran Bretagna voleva espandere i propri interessi sul Mediterraneo.

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’900

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Nei primi quindici anni del ’900 la figura dominante in Italia fu Giovanni Giolitti, liberale-democratico che cercò di conciliare gli interessi della borghesia industriale con il proletariato agricolo.

Giudicò importante e salutare la crescita del movimento sindacale e del partito socialista.

Nel momento in cui capì di non poter più governare da solo, decise di affiancare al governo Turati, cioè il capo del socialismo riformista.

L’obiettivo era quello di effettuare riforme graduali, al contrario dei socialisti rivoluzionari che volevano delle vere e proprie rivoluzioni.

Nel 1904 scoppiò un contrasto tra Turati e l’ala dei rivoluzionari: ne derivò per Turati una sconfitta e ciò portò alla proclamazione dello sciopero generale.

Giolitti ordinò ai prefetti di tollerare gli scioperi economici e di reprimere quelli di carattere politico, in quanto sosteneva che gli scioperi di carattere economico non sarebbero durati a lungo perché, non lavorando, gli operai non venivano pagati.

Successivamente furono presi importanti provvedimenti nel campo della legislazione sociale, come le leggi sulla tutela del lavoro, delle donne, dei bambini, sugli infortuni e sulla vecchiaia.

Giolittiana

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Gli interventi di maggior efficacia furono la statalizzazione delle ferrovie e la legge sulla pubblica istruzione, che prevedeva l’istruzione svolta da parte dello Stato e non più da parte dei preti.

Nei confronti dei cattolici, Giolitti si comportò con la stessa moderazione: appoggiò l’accordo tra liberali e cattolici.

Tale politica d’incontro venne effettuata nel 1913 con il Patto Gentiloni.

In questa situazione, un evento importante fu la Guerra in Libia del 1911 - 1912.

Questa guerra era stata presentata come un’opportunità economica, anche se la Libia all’epoca non aveva rilievo economico, non era fonte di materie prime e non c’era occasione di impiego per i lavoratori.

I successi ottenuti con la guerra in Libia e le elezioni del 1913 non mascherarono a lungo la crisi del sistema giolittiano.

Nel 1914, Giolitti rassegnò le dimissioni convinto di poter riprendere entro in breve tempo le redini del paese.

Il governo alla fine passò al conservatore Antonio Salandra, con cui l’Italia si avviò verso la Prima Guerra Mondiale.

Giolittiana

L’età

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Storia

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Le cause principali che portarono alla crisi del 1914 furono una crescente militarizzazione, un nazionalismo aggressivo, la corsa alle colonie da parte degli stati europei in Asia e in Africa e la corsa agli armamenti.

La guerra scoppiò nel 1914 e il casus belli fu provocato dall’attentato a Sarajevo contro l’arciduca Francesco Ferdinando, erede al trono d’Austria, che morì assassinato per mano di uno studente bosniaco di nazionalità serba.

L’Austria inviò un ultimatum alla Serbia; quest’ultima accettò tutte le condizioni tranne quella che prevedeva lo svolgimento delle indagini sull’attentato da parte di funzionari austriaci.

Tra il 1915 e il 1916 si completarono gli schieramenti con l’entrata in guerra degli stati balcanici, così facendo gli stati neutrali rimasero pochissimi.

La situazione militare rimaneva comunque bloccata su tutti i fronti; gli stati centrali tentarono quindi di lanciare una grande offensiva senza però alcun risultato.

Mondiale

L’Austria, il 28 luglio 1914, dichiarò guerra alla Serbia con l’appoggio del kaiser Guglielmo II.

Lo Zar, “protettore” della Serbia, ordinò la mobilitazione generale della Serbia.

Guerra

In risposta alla Germania, il primo Agosto 1914 dichiarò guerra alla Russia, provocando la mobilitazione generale della Francia.

Prima

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L’Italia entrò in Guerra nel 1915 a fianco di Francia e Inghilterra dopo aver ripudiato l’alleanza che da tempo la legava all’Austria e alla Germania.

Entrò nel conflitto tramite il Patto segreto di Londra, in cambio di concessioni territoriali, quali: Trentino, Trieste, Gorizia e il Tirolo Meridionale.

La popolazione italiana mirava alla conquista di Fiume benché il patto non lo prevedesse.

Sul fronte Italiano, fu dapprima tentato un attacco diretto per sfondare le linee austriache, ma senza alcun risultato.

Fu una guerra stazionaria, di trincea: i nemici si fronteggiarono per giorni, settimane e mesi, ripetendo assalti frontali che spesso si concludevano in bagni di sangue, avanzando di pochi metri all’interno del territorio nemico.

Una data drammatica fu l’Ottobre del 1917, quando Austriaci e Tedeschi sfondarono a Caporetto costringendo i reparti italiani a una ritirata.

Mondiale

La Germania, stremata economicamente, chiese all’intesa un armistizio firmato l’11 Settembre del 1918 e che sanciva la fine del conflitto.

A ottobre del 1918 l’esercito Italiano sbaragliò gli austriaci a Vittorio Veneto e l’Austria-Ungheria firmò un armistizio.

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English

The effects of the First World War on literature are various.

The most tragic expression of war comes from a group of young English poets who went to fight in France.

Many of them were killed there.

These poets have been termed the “War Poets” or the “tragic generation”, tragic because few of them lived to the age of thirty.

These men were not the only poets to write about the war experiences related to war, but there is something in their response to war that combines to produce an intensely poignant poetic statement of experience.

These war poets were Rupert Brooke, Siegfried Sassoon, Wilfred Owen and Isaac Rosenberg.

Wilfred Owen, born in England in 1893, studied at the University of London.

He worked as a private tutor in France for a while, before returning to England at the outbreak of the war.

He began writing poetry when he was still young.

The experience of war, and his decision to write verse that communicated the horror of that reality, forced him to change his style.

Owen is one of the most modern of the war poets.

His style is unrhetorical and he concentrated on creating the impression of reality in his verse.

Owen

He also rejected patriotic and nationalistic philosophies.

Wilfred

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Inglese

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Owen criticized the “war profiteers”, those people who, safe at home in England, benefited financially from the war.

His poetry often encourages an analysis of the contrast between positive human emotions, such as love and joy, and negative ones, such as fear and pain.

His overriding attitude to war is based on the immense pity that he feels for mankind; a pity that transcends national divisions.

Dulce et Decorum Est

This is probably the best known of all Owen’s poems.

The title is taken from Horace’s Ode III, “Dulce et Decorum Est pro patria mori”.

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Sintesi

Introduzione Inizio del 900 tesina

Questa tesina descrive i principali eventi del 1900 e i personaggi che si sono affermati in questo periodo. La tesina di maturità abbraccia i seguenti argomenti: Storia Belle Epoque, Giolitti, Prima Guerra Mondiale, Italiano Italo Svevo, Inglese Wilfred Owen, Storia dell'arte il Dadaismo, Fotografia Man Ray, Pianificazione pubblicitaria la radio, Progettazione grafica i manifesti.

Collegamenti

Inizio del 900 tesina

Storia - Belle Epoque, Giolitti, Prima Guerra Mondiale. Italiano - Italo Svevo. Inglese - Wilfred Owen. Storia dell'arte - Il Dadaismo. Fotografia - Man Ray. Pianificazione pubblicitaria - La radio. Progettazione grafica - I manifesti.
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