Estratto del documento

#The picture of Dorian Gray

#Gabriele d’Annunzio: la vita e il piacere

#Frida Kahlo

#La storia attraverso le fotografie

#La scuola di Francoforte

#Gli specchi

#Diagramma H-R

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Il termine selfie è una storpiatura del termine inglese self, “se stesso”.

Più comunemente conosciuto come autoscatto, che viene realizzato di solito con smartphone o webcam, e successivamente caricato sui social network.

Si tratta di una delle novità lessicali più in voga degli ultimi tempi; è indubbiamente la parola dell’anno, nell’agosto 2013 infatti entra a far parte dell’Oxford Dictionary. È già un tormentone globale, social e mediatico che spopola in rete investendo tutte le fasce d’età.

Oscar 2014: selfie per tutti

Ho scelto questo tema così attuale, perché senza che nemmeno ce ne rendessimo conto, il fenomeno si è inserito in pochissimo tempo, nelle nostre abitudini quotidiane. Sempre più frequente è l’uso che si fa di questo termine, in TV, alla radio, sui giornali; e non solo, sulle pagine del web e dei social network impazzano centinaia e centinaia di autoscatti.

Nell’ultimo mese poi, ho notato il crescente numero di selfie caricati dai miei amici, che in vista dell’imminente esame di Stato esprimevano i loro timori, le preoccupazioni: era come se i loro volti in preda alla disperazione parlassero.

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E, in effetti, cosa meglio di un selfie può comunicare lo stato d’animo di quel momento? Da lì ho avuto l’idea: perché non analizzare proprio questa pratica di cui si sente tanto parlare? Inoltre, la fotografia è un settore che mi ha sempre affascinata; le immagini hanno quel qualcosa in più, sono immediate e suscitano emozioni autentiche, vere, più di quanto le parole possano fare. In fondo il selfie è un nuovo modo di intendere la fotografia, più personale, alla portata di tutti, immediato e semplice.

Il selfie è dunque inteso come azione individuale, segno del crescente narcisismo della società occidentale, o come conseguenza di una moda sociale? La società di oggi esercita indubbiamente forti pressioni sugli individui, influenzandoli attraverso la moda, proponendo modelli eccelsi che rasentano la perfezione, anche se spesso stereotipati.

Ed è per questo che sempre più persone, attraverso il web, provano a farsi conoscere, ad emergere puntando sul fatto che sono autentiche e per questo riscuotono molto successo. Vengono alimentate così le speranze di moltissimi che sperano di ottenere quella stessa notorietà. Il selfie è un valido strumento per rendersi visibili e con l’aiuto dei social network (Facebook, Instagram, Twitter) il riscontro con il pubblico è immediato.

Arrivano così apprezzamenti, commenti e questo genera in noi un senso di appagamento, di soddisfazione. Il selfie sta rivoluzionando il modo in cui raccogliamo informazioni autobiografiche su di noi, si sta affermando come una forma di espressione della propria personalità. Cerchiamo di affinare e migliorare in continuazione l’immagine di noi che trasmettiamo agli altri; questi autoscatti vengono progettati e prodotti esclusivamente per il pubblico, per essere condivisi e per chiedere ed ottenere approvazione.

In fondo nel fenomeno non c’è niente di nuovo, in quanto, per citare Marx, gli uomini sono animali sociali che hanno sempre avuto bisogno di approvazione e autostima.

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The picture of Dorian Gray

Siamo consapevoli che nella società attuale l’immagine ha un ruolo chiave, e che inevitabilmente le priorità e i valori dell’uomo sono cambiati. L’apparenza e la bellezza diventano per questo essenziali; ho pensato di ricollegarmi all’estetismo, poiché l’esteta è colui che assume come principio regolatore della sua vita il bello; l’arte appare il valore più alto. Il massimo esponente dell’estetismo è Oscar Wilde, il cui romanzo “Il ritratto di Dorian Gray” incarna perfettamente questi valori.

The novel tells of a young handsome man named Dorian Gray, who is portrayed by a famous painter, Basil Hallward, attracted by his beauty. When Dorian sees his picture he’s impressed by the perfection of his beauty; when he meets Lord Henry Wotton, a friend of Basil’s, becomes enchanted by Lord Henry’s world view. Espousing a new hedonism, Lord Henry suggests the only important things in life are beauty and achievement of the senses. So, realizing that one day his beauty will fade, Dorian expresses the desire to sell his soul to remain young forever.

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Meanwhile he lives an immoral life, the signs of age, experience and vice appear on the portrait, which becomes horrible and transfigured, instead of Dorian’s appearance remains unchanged. When the painter sees the corrupted image of the portrait, Dorian kills him. Later he wants to free himself of the portrait, so he stabs it, but he mysteriously kills himself. After that the picture returns to its original perfection, and all the signs appeared on Dorian’s body, which becomes withered, wrinkled and disgusting.

This novel is deeply allegorical and full of symbolic meanings, based on the theme of the double. The picture represents Dorian’s double side, the dark side that is the symbol of immorality, of dirty conscience and also of Victorian middle class. On the other side Dorian, with his pure innocent appearance, represents the Victorian bourgeois hypocrisy. In other words Dorian’s double existence reflects the contradictions of the Victorian Age and his beauty represents the importance given to external appearance in that period. Beauty is the wonder of wonders.

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Gabriele d’Annunzio: la vita e il piacere

Un altro grande esteta è D’Annunzio, massimo esponente italiano di questa corrente letteraria. La sua vita è considerata una delle sue opere più interessanti; egli puntava a creare l’immagine di una vita eccezionale, (un vivere inimitabile) fatta di continue avventure galanti, lusso e duelli. A creargli intorno un alone di mito contribuivano anche i suoi amori, specie quello con la bellissima attrice Eleonora Duse, la donna più desiderata e famosa dell’epoca, che probabilmente fu scelta dal poeta per far accrescere il suo prestigio. Lo scrittore voleva porsi in primo piano all’attenzione pubblica, per vendere meglio la sua immagine e i suoi prodotti letterari, cercava fama e approvazione. A pensarci bene è proprio questo che tendiamo a fare postando questi autoscatti sui social: vendiamo la nostra immagine.

Il selfie nasconde aspetti più profondi della personalità. L’appetibilità sociale diviene l’unico indice di valutazione nella ricerca del piacere, costruiamo un’immagine artificiale, appositamente confezionata per suscitare ammirazione, arrivando a sacrificare anche i valori più profondi.

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Inoltre questa immagine sempre mantenuta con grande fatica e impegno, va a dispetto di un’identità reale, fragile ed estremamente debole, legata al non riconoscimento della propria identità. Spesso dietro l’obiettivo si nasconde una profonda crisi dell’individuo.

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Sintesi

Introduzione selfie tesina

Il termine selfie è una storpiatura del termine inglese self “se stesso”. Più comunemente conosciuto come autoscatto, che viene realizzato di solito con smartphone o webcam, e successivamente caricato sui social network. Si tratta di una delle novità lessicali più in voga degli ultimi tempi; è indubbiamente la parola dell’anno, nell’agosto 2013, infatti, entra a far parte dell’Oxford dictionary. È già un tormentone globale, social e mediatico che spopola in rete investendo tutte le fasce d’età.

Ho scelto questo tema così attuale per la mia tesina, perché senza che nemmeno ce ne rendessimo conto, il fenomeno si è inserito in pochissimo tempo, nelle nostre abitudini quotidiane. Sempre più frequente è l’uso che si fa di questo termine, in tv, alla radio sui giornali; e non solo, sulle pagine del web e dei social network impazzano centinaia e centinaia di autoscatti. Nell’ultimo mese poi, ho notato il crescente numero di selfie caricati dai miei amici, che in vista dell’imminente esame di stato, esprimevano i loro timori, le preoccupazioni erano come se i loro volti in preda alla disperazione parlassero. E, in effetti, cosa meglio di un selfie può comunicare lo stato d’animo di quel momento? Da lì ho avuto l’idea: perché non analizzare proprio questa pratica di cui si sente tanto parlare? Inoltre, la fotografia è un settore che mi ha sempre affascinata; le immagini hanno quel qualcosa in più, sono immediate e suscitano emozioni autentiche, vere, più di quanto le parole possano fare. In fondo il selfie è un nuovo modo di intendere la fotografia più personale, alla portata di tutti, immediato e semplice. Il selfie è dunque inteso come azione individuale segno del crescente narcisismo della società occidentale, o come conseguenza di una moda sociale? La società di oggi esercita indubbiamente forti pressioni sugli individui influenzandoli attraverso la moda, proponendo modelli eccelsi che rasentano la perfezione anche se spesso stereotipati. Ed è per questo che sempre più persone, attraverso il web provano a farsi conoscere, ad emergere puntando sul fatto che sono autentiche e per questo riscuotono molto successo. Vengono alimentate così le speranze di moltissimi che sperano di ottenere quella stessa notorietà. Il selfie è un valido strumento per rendersi visibili e con l’aiuto dei social network (Facebook, Instagram, Twitter) il riscontro con il pubblico è immediato.

Arrivano così apprezzamenti, commenti e questo genera in noi un senso di appagamento, di soddisfazione. Il selfie, sta rivoluzionando il modo in cui raccogliamo informazioni autobiografiche su di noi, si sta affermando come una forma di espressione della propria personalità. Cerchiamo di affinare e migliorare in continuazione l’immagine di noi che trasmettiamo agli altri; questi autoscatti vengono progettati e prodotti esclusivamente per il pubblico, per essere condivisi e per chiedere ed ottenere approvazione. In fondo nel fenomeno non c’è niente di nuovo, in quanto per citare Marx, gli uomini sono animali sociali che hanno sempre avuto bisogno di approvazione e autostima. La mia tesina di maturità permette anche di effettuare dei collegamenti interdisciplinari.

Collegamenti

Selfie tesina

  • Inglese - Il ritratto di Dorian Grey di Oscar Wilde.
  • Italiano - La vita e il Piacere di D'Annunzio.
  • Storia dell'arte - Frida Kahlo.
  • Storia - La storia attraverso le fotografie.
  • Filosofia - La Scuola di Francoforte.
  • Fisica - Gli specchi.
  • Geografia astronomica - Il diagramma H-R.
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