Cinema
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Introduzione al tema e presentazione degli argomenti
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Ho scelto il cinema come argomento per la mia tesina e!
perché è un’arte che mi affascina e di cui chiunque può parlare liberamente.
Il cinema nasce precisamente il 28 Dicembre 1895, quando i fratelli Lumière proiettarono per la prima volta in pubblico il loro primo cortometraggio intitolato “Les sortie des usines Lumière”, cioè “L’uscita dalle fabbriche Lumière”.
Questo nuovo mezzo di intrattenimento offre alle masse popolari uno spettacolo economico, più semplice da portare in giro rispetto alle produzioni teatrali, nuovo rispetto ai precedenti mezzi artistici, come libri fotografici o lanterne magiche, che raffigurano immagini statiche o movimenti stilizzati.
Ma oltre al cinema come tema principale, mi ricollegherò anche al premio cinematografico più antico e famoso: gli Oscar.
L’Academy Award, comunemente conosciuto come Oscar, venne assegnato per la prima volta nel 1929 e la premiazione si tiene ad Hollywood ogni anno, nel Dolby Theatre.
Il cinema Michela Vitolo
Italiano
“American Beauty”
Gabriele D’Annunzio e “Il Piacere”
“American Beauty”
American Beauty è un film del 1999 di Sam Mendes che ha visto numerosi premi, tra cui 5 Oscar.
Il film narra i turbamenti e le ossessioni generate da un adolescente su in impiegato di mezz'età, specchio del padre di famiglia medio dell'Americano contemporanea.
La pellicola è stata descritta dalla critica cinematografica come una satira sugli obiettivi e sul concetto stesso di bellezza del ceto medio americano.
Proprio come l'estetismo, il film privilegia la bellezza formale come l'elemento determinante.
L’Estetismo
L'estetismo è un movimento letterario sorto nella seconda metà dell’800.
Il suo principio fondamentale è quello dell'arte per l'arte.
L'esteta pensa che non è l'arte a imitare la vita, ma la vita a imitare l'arte.
Anzi, D'Annunzio, il più famoso degli esteti italiani, afferma che compito dell'uomo superiore è quello di "fare" la propria vita come un'opera d'arte, e in questo egli si pone al di fuori di qualsiasi costrizione etica e morale.
Gabriele D’Annunzio, il “Vate”
D’Annunzio nacque a Pescara il 12 Marzo 1863.
Il cognome D’Annunzio viene da un facoltoso zio adottivo, la cui eredità permise al padre di Gabriele di vivere di rendita per tutta la vita.
D’Annunzio entrò nel prestigioso collegio Cicognini di Prato, ed era un lettore vorace e studente tanto brillante quanto indisciplinato.
In viaggio col padre a Bologna, nel 1879 comprò un’edizione delle Odi Barbare di Giosuè Carducci con introduzione del famoso Giuseppe Chiarini, e quei versi segnarono un momento importante per la sua formazione di poeta.
Il primo libro a stampa di D’Annunzio è stato un volume di versi intitolato “Primo Vere”, pubblicato nel 1879 e subito recensito positivamente da Chiarini.
Per lanciare la seconda edizione del libro, fece annunciare la sua morte su un giornale, per poi smentirla approfittando dell’occasione per annunciare l’uscita del nuovo libro.
Intanto collaborava con racconti e poesie alla “Fanfulla della Domenica” e ad altri periodici.
Dopo il diploma si trasferì a Roma, con l’intenzione di laurearsi in Lettere, che mai realizzò, ma si immerse nella vita mondana della capitale, riscuotendo un certo successo nei raffinati salotti letterari, e si dilettava con le corse dei cavalli, le battute di caccia alla volpe, le aste di oggetti antichi e le sfide a duello.
Nel 1883 si sposò con la duchessina Maria Hardouin di Gallese, da cui ebbe tre figli.
D’Annunzio però, a causa delle enormi spese della sua vita romana, iniziò presto a essere afflitto da seri problemi economici, così fu costretto ad intensificare la sua collaborazione con i giornali.
Egli realizzava un giornalismo da salotto, galante e alla moda, e tra il 1884 e il 1888 fu redattore fisso della “Tribuna”, e questa fu un importante pubblicità per le sue opere letterarie.
Nel frattempo, continuava a scrivere e a pubblicare poesie e prose: nel 1882 pubblicò una nuova raccolta di versi intitolata “Canto Novo”, e si guadagnò tra le altre le lodi di Carducci.
Altrettanto successo ebbe il suo primo libro di prose dal titolo “Terra Vergine”, ambientato nella campagna abruzzese.
Alcune delle opere dannunziane di quel periodo furono oggetto di critiche e parodie, come la raccolta di liriche intitolata Isaotta Guttadàuro, della quale un amico di D’Annunzio fece una parodia dal titolo “Risaotta al Pomodàuro”.
Nel 1887 a un concerto conobbe la contessa Barbara Leoni.
Questo amore intenso e clandestino portò nel 1887 alla separazione di D’Annunzio dalla moglie.
Fu in un periodo di forzata lontananza dalla Leoni che D’Annunzio scrisse il suo primo romani: “Il Piacere”.
Nel 1892 uscì il suo secondo romanzo “L’Innocente”, nel quale è fortissima l’influenza dei romanzieri russi.
Dall’Agosto 1891 D’Annunzio si trasferì a Napoli dove rimase per due anni.
Qui incontrò Eduardo Scarfoglio e Matilde Serao che divennero suoi cari amici.
Questo fu per D’Annunzio un periodo molto prolifico dal punto di vista letterario: pubblicò il racconto lungo intitolato “Giovanni Episcopo e le Elegie romane”.
Nel 1893 uscirono le liriche del “Poema paradisiaco”, e l’anno successivo pubblicò un nuovo testo narrativo, chiamato “Il Trionfo della morte”.
Nel corso del soggiorno a Napoli incontrò la contessa Maria Gravina, e questo legame creò scandalo nell’aristocrazia napoletana, tanto che subirono un processo e una condanna per adulterio.
Tra gli articoli giornalistici scritto nel periodo napoletano va ricordato “La bestia elettiva”, che costituisce la prima testimonianza della conoscenza di Friedrich Nietzsche da parte di D’Annunzio.
Mentre il primo frutto letterario dell’incontro dello scrittore con l’opera del filosofo tedesco è “Le vergini delle rocce”, che è il romanzo più politico di D’Annunzio, e in questo è facile leggervi la personale lettura dannunziana del “superuomo” di Nietzsche.
A Venezia incontrò la famosa attrice teatrale Eleonora Duse, con cui ebbe una relazione durata quasi un decennio.
Da quel momento D’Annunzio diede vita alla sua vasta produzione teatrale, e tra i componimenti teatrali quello di maggiore rilievo è la tragedia intitolata “la figlia di Jorio”.
Nel 1898 D’Annunzio si trasferì con la Duse a Settignano, in Toscana, nella villa chiamata la “Capponcina”.
Nel 1900 pubblico il suo quinto romanzo “Il Fuoco”, e in questi anni completò molti testi destinati al teatro e si dedicò alla realizzazione di una colossale opera poetica in sette libri, dal titolo “Laudi del cielo del mare della terra e degli eroi.
Nel 1904, visto il rapporto teso e precario con D’Annunzio, la Duse lasciò la villa dove si stabilì poco dopo Alessandra di Rudinì.
Nel1910 pubblicò il suo sesto e ultimo romanzo “Forse che sì forse che no”, una storia di incesto e follia.
L’anno dopo, pressato dai debitori, decise di emigrare in Francia, dove vi rimase per quasi cinque anni in compagnia della venticinquenne russa Natalia Victor de Goloubeff.
Questi furono per lo scrittore anni pieni di sconforto, ma durante i quali poté scrivere il quarto libro delle Laudi.
L’esilio dannunziano terminò nel 1915, poco prima che l’Italia entrasse in guerra.
Acclamato dalla folla, lo scrittore tenne diversi discorsi pubblici a sostegno dell’intervento italiano contro l’Impero austroungarico.
Iniziato il conflitto, D’Annunzio a causa di un atterraggio di fortuna si ferì gravemente all’occhio destro, che poi perse.
Nel 1916, durante la malattia scrisse “Il Notturno”.
Deluso dalla mancata annessione all’Italia dell’Istria e della Dalmazia, nel settembre i919 occupò fiume, \creando seri problemi al governo italiano.
Dopo l’impresa di Fiume, si trasferì a Gardone Riviera sul lago di Garda, e col suo prestigio offrì sostegno al fascismo e al Mussolini, che ricambiarono con consistenti somme di denaro anche perché in parte temevano il suo prestigio.
Intanto D’Annunzio si dedicava alla costruzione di una cittadella-museo piena di cimeli di ogni tipo che chiamò il “Vittoriale degli Italiani”.
In questo periodo apparvero a stampa “Notturno”, i due volumi de “Le faville del maglio” e “Il libro segreto”, nella quale risulta dominante l’incombente pensiero della morte.
Nel corso di questi anni gli fu accanto la pianista Luisa Bàccara, sua principale ma non unica compagna fin la periodo di Fiume.
Nel 1933 pubblicò il quinto e ultimo libro delle Laudi.
Il 1 Marzo 1938, Gabriele D’Annunzio morì nella villa-mausoleo del Vittoriale, a settantacinque anni.
La vita di D’Annunzio fu sia un caso letterario sia un fenomeno di costume.
La voglia dell’uomo di sperimentare situazioni e ruoli diversi tra loro trova una compiuta corrispondenza nell’attività dello scrittore, che comprende un enorme numero di opere appartenenti a vari generi letterari e spesso molto innovative.
La produzione di D’Annunzio, anche per le sue enormi dimensioni, è stata a lungo fruita per frammenti.
Dagli anni Sessanta del Novecento, la critica ha cercato di superare gli aspetti contraddittori del lavoro letterario dannunziano per riconoscerne una più profonda unità.
Il Piacere
“Il Piacere” è una sorta di autobiografia mascherata e idealizzata, una confessione in forma di romanzo.
Il protagonista del libro, Andrea Sperelli, è un giovane conte, un rampollo dell’aristocrazia colta, un artista e un esteta, oltre che un collezionista d’arte, un abile cavallerizzo e naturalmente uno scaltro seduttore.
Potremmo definirlo un amante del bello in ogni sua forma.
Andrea Sperelli incarna ciò che il giovane D’Annunzio degli anni romani avrebbe forse voluto essere e che solo in parte fu.
L’opera si apre con l’incontro dopo quasi due anni di lontananza di Andrea e una sua amante, Elena Muti, che per evitare la propria catastrofe economica si è sposata con un ricco lord inglese che ha la passione di collezionare opere artistiche di carattere.
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Introduzione Cinema...che passione - Tesina
Ho scelto il cinema come argomento per la mia tesina di maturità perché è un’arte che mi affascina e di cui chiunque può parlare liberamente. Il cinema nasce precisamente il 28 dicembre 1895, quando i fratelli Lumière proiettarono per la prima volta in pubblico il loro primo cortometraggio intitolato “Les sortie des usines Lumière”, cioè “L’uscita dalle fabbriche Lumière”. Questo nuovo mezzo di intrattenimento offre alle masse popolari uno spettacolo economico, più semplice da portare in giro rispetto alle produzioni teatrali, nuovo rispetto ai precedenti mezzi artistici, come libri fotografici o lanterne magiche, che raffigurano immagini statiche o movimenti stilizzati. Ma oltre al cinema come tema principale, mi ricollegherò anche al premio cinematografico più antico e famoso: gli Oscar.
L’Academy Award, comunemente conosciuto come Oscar, venne assegnato per la prima volta nel 1929 e la premiazione si tiene ad Hollywood ogni anno, nel Dolby Theatre. La tesina permette vari collegamenti anche con le materie scolastiche.
Collegamenti
Cinema...che passione - Tesina
- Italiano - "American Beauty" Gabriele D'Annunzio.
- Storia - "La vita è bella" Lo sterminio degli ebrei.
- Diritto - "Il giro del mondo in 80 giorni" Le organizzazioni internazionali operanti nel turismo.
- Inglese - Hollywood and the Academy Awards.
- Economia - Il budgeting cinematografico, Il budget+CLIL the tourism market of the third millennium.
- Matematica - La programmazione lineare.
- Storia dell'arte - Espressionismo e "L'urlo di Munch".