Introduzione
(Lingua inglese)
Rhetoric is the art of discourse and persuasion, developed by some of the most important philosophers of ancient Greece.
I chose this argument because I think that the mastery of rhetoric is an essential ability to express an opinion and persuade people to join a cause or a movement. An accurate use of eloquence is necessary to be influential, respected and to become confident, too.
In this term paper, I’ll describe the role of rhetoric by concentrating on its evolution and power in allowing governors to achieve the appreciation and support from their nations.
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Indice
Definizione
Le origini
La sofistica.................................................................1, 2
La retorica nella Roma repubblicana..........................................................................2, 3
L’evoluzione della retorica: dall’età imperiale ai totalitarismi del ‘900.........................3, 4
Il totalitarismo in Italia: Fascismo...................................................................................4
Mussolini e l’autarchia linguistica italiana..............................................................4, 5, 6
Considerazioni.................................................................................................................7
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Retorica: “l’arte del dire” come mezzo di persuasione e strumento politico demagogico
Definizione
Retorica rhetorica
– s. f. – [dal lat. (ars), gr. (ῥητορική τέχνη, téchnē)].
Secondo il Vocabolario Treccani:
L’arte del parlare e dello scrivere in modo ornato ed efficace; sorta nella Grecia antica con i sofisti, con finalità prevalentemente pragmatiche, come tecnica del discorso teso a persuadere.
Secondo il critico strutturalista francese Roland Barthes, la retorica può essere persino qualificata come scienza; è questo l’aspetto più interessante di tale disciplina: la molteplicità di apposizioni e categorie che le possono essere attribuite in base al contesto storico e culturale.
Le origini
La retorica nacque nel 465 a.C., per opera di alcuni cittadini Siracusani, i quali si erano prodigati dell’uso persuasivo della parola per opporsi all’esproprio dei terreni esercitato dal tiranno Trasibulo. Fu in queste circostanze che il filosofo Empedocle di Agrigento, Corace Tisia, seguito dai suoi allievi, si affermarono come insegnanti di eloquenza, previa elargizione di un equo compenso.
La forza retorica della scuola empedoclea risiedeva nel persuadere attraverso la verosimiglianza, non implicando essa necessariamente la verità.
Tale corrente non fu però l’unica a fiorire e radicarsi; nel nuovo e ricco panorama dell’eloquenza trovò numerosi consensi anche la scuola pitagorica, fondata sulla capacità della parola di attrarre e sedurre l’animo dell’interlocutore attraverso un uso sapiente della psicagogia e sviluppando il discorso in base al pubblico con il quale l’oratore era tenuto a relazionarsi.
La sofistica
La sofistica nacque in Grecia nella seconda metà del V secolo a.C. come corrente filosofica fermamente antropocentrista e antimetafisica, fondata sulla riflessione riguardante tematiche politiche e sociali.
La figura del sofista fu innovativa, essendo gli esponenti intellettuali controversi, insegnanti e promulgatori dell’arte della parola come unica occupazione, per la quale richiedevano una corresponsione.
La materia del loro insegnamento era, come per i retori siciliani discepoli di Empedocle, la retorica, strumento di cui la sofistica si serve per sostenere le proprie tesi antropologiche ed immanentiste.
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La retorica sofistica si divide in due parti: dialettica e critica.
La dialettica rappresenta l’arte del dire, dell’argomentare, non curandosi di ciò che è vero o meno e permettendo ai sofisti di divenire maestri di tutto e del contrario di tutto.
La seconda parte della retorica caratterizza i sofisti nella loro indifferenza nei riguardi di tutto ciò che è trascendente; la critica, infatti, ha lo scopo di privare di valore i principi della metafisica e dell’etica naturale.
La prima generazione di sofisti trova fra i suoi massimi esponenti Protagora e Gorgia.
Protagora basa la sua filosofia su un principio univoco e dominante: “l’uomo è misura di tutte le cose”.
Collegamenti
Retorica: "arte del dire", tesina
- Inglese - Introduzione all'argomento
- Filosofia - La sofistica
- Latino - La retorica nella Roma repubblicana e imperiale, Cicerone
- Italiano - Barocco, Medioevo, Gabriele D'Annunzio
- Storia - Il Fascismo