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Indice

Introduzione ………………………………………... pg. 2

  • L’avventura di crescere: la magia della fiaba

Capitolo I: …………………….. pg. 3

  • Educare alla lettura
  • L’importanza della fiaba
  • Harry Potter: una fiaba moderna
  • La struttura della fiaba di Propp…
  • …e i paralleli con Harry Potter
  • Metafora dei processi di crescita
  • A new education novel

Capitolo II ………………………………………………. pg. 12

  • Harry as Jane
  • Il gioco dei mondi

Capitolo III ……………………………………………… pg. 15

  • Il nazismo spiegato ai ragazzi

Capitolo IV: ………………………………………....... pg. 17

  • Due mondi somiglianti
  • Hitler e Voldemort: i due dittatori
  • Le leggi di Norimberga simili alle leggi anti-babbane
  • L’educazione sotto i regimi
  • Propaganda
  • La resistenza
  • Metaletterature a confronto

Capitolo V: ………………………………………..... pg. 24

  • Petronius Arbiter
  • Letteratura latina: preludio di modernità

Bibliografia e sitografia ................................................................................... pg. 26

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Introduzione

Fin da piccola sono stata molto affascinata dalla lettura. Ricordo molti pomeriggi trascorsi nella piccola biblioteca della scuola elementare in cerca di libri che attirassero la mia attenzione. Favole, fiabe e racconti brevi erano ciò che prediligevo e fu infatti circa all’età di nove anni che trovai per caso, nascosti su di una mensola, i primi libri sulla vita e le avventure di un timido e dolce ragazzino di nome Harry Potter.

Il tenero bambino, orfano, desideroso e bisognoso di amore, che si riscopre essere un mago ‘speciale’, si trasformò pian piano, con l’avanzare della saga, in un coraggioso e maturo ragazzo, impegnato a risolvere molti problemi più grandi di lui, allegorie delle difficoltà che una persona deve superare ogni giorno. Leggendo e interessandomi agli sviluppi della sua storia sono cresciuta in parallelo con lui.

I sette libri di Joanne K. Rowling, quindi, non sono, a mio parere, un semplice racconto per bambini, direi piuttosto che, a partire dal terzo episodio, essi diventano gradualmente una storia drammatica, irta di pericoli e gravi difficoltà da contrastare da parte dei protagonisti, ma anche colma di sentimenti leali e sinceri come l’amicizia, il coraggio e l’amore.

In un’epoca in cui l’importanza della fiaba nella formazione dei più piccoli è messa in discussione perché ritenuta un possibile ostacolo per lo sviluppo di una mentalità razionale, a causa di elementi magici, mitologici o per la presenza di personaggi non più presenti nella nostra realtà, come maghi, fate, principi e principesse, ho deciso di trattare il problema, sostenendone l’essenzialità per lo sviluppo psicologico del bambino, al pari del gioco.

Basandomi sui romanzi da me letti e ragionati, ho improntato il mio lavoro principalmente sulle tematiche riguardanti l’importanza della narrativa nella crescita e i parallelismi possibili tra: la struttura della fiaba di Propp e la fiaba moderna di Harry Potter; l’ampliamento della conoscenza della realtà e della fantasia grazie alla lettura di libri; la letteratura dell’Ottocento come influenza sui nuovi racconti.

L’utilizzo di determinate parole e le gesta dei protagonisti delle diverse storie possono restare notevolmente impresse nella memoria del lettore, incidendo così a volte sulla sua formazione. È da questo che ho preso l’ispirazione riguardo la mia tesina, svolgendo un elaborato che toccasse le argomentazioni da me ritenute illuminanti e principali circa l’argomento.

Mi sono dedicata particolarmente alle varie complicazioni nella crescita del bambino, ad esempio lo straniamento dato dal passaggio tra infanzia, fanciullezza e adolescenza; le spiegazioni del fanciullo nei confronti della morte; le difficoltà incontrate nel rispetto delle regole. Per quanto riguarda l’ambito psicologico ho citato la teoria della formazione dell’idea del sé.

Ho colto l’occasione per interessarmi al romanzo di formazione, Bildungsroman, scegliendo di analizzare in particolare i lavori di Charlotte Brontë. Ho esposto le analogie tra il mondo reale e quello fantastico in diversi campi umanistici. Mi sono interessata molto all’efficacia della propaganda nazista del tempo e alla figura di Hitler; in seguito, ho analizzato anche il comportamento del regime del Reich nei confronti degli ebrei e l’emanazione delle leggi antisemitiche.

Partendo dalla particolarità del settimo libro di possedere una sorta di ‘fiaba nella fiaba’, I Doni della Morte, mi sono interessata all’innovazione apportata dall’autore latino Petronio nella sua opera Satyricon con la nuova forma della metaletteratura.

“Io credo che le fiabe, quelle vecchie e quelle nuove, possano contribuire a educare la mente. La fiaba è il luogo di tutte le ipotesi: essa ci può dare delle chiavi per entrare nella realtà per strade nuove, può aiutare il bambino a conoscere il mondo.”

Gianni Rodari (1964)

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Capitolo I

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L’avventura di crescere: la magia della fiaba

Educare alla lettura

La narrativa, il genere letterario che mira all’esposizione, perlopiù in prosa, di fatti reali o storie fantastiche, riveste un ruolo importante durante tutte le fasi della vita. Essa infatti può contribuire alla formazione stessa della persona; è quindi essenziale orientare correttamente alla lettura, in particolare dall’infanzia fino a tutta la durata del percorso scolastico.

La famiglia e la scuola sono le principali agenzie educative responsabili nel selezionare libri adatti quando l’educando non è ancora in grado di operare una scelta autonoma, ad esempio il genitore e l’insegnante si devono occupare di scegliere le tipologie di libri in base alle diverse fasce d’età.

L’orientamento, quindi, rimanda ad una serie di attività che permettono ai soggetti, in qualsiasi momento della loro vita, di identificare e sfruttare le proprie capacità, le proprie competenze e i propri interessi al fine di raggiungere degli obiettivi.

Attraverso specifici percorsi di lavoro individuale e di gruppo si permette di attuare un processo durante il quale le persone possono intervenire sulla propria identità, sull’autoefficacia, sull’immagine di sé nei differenti contesti ed inoltre si possono acquisire competenze dall’utilizzo di materiali propri, nel rispetto della sua centralità.

Negli ultimi anni si sono sviluppate e diffuse con successo in Italia, soprattutto nel contesto scolastico, delle metodologie sperimentali di orientamento narrativo.

Per mezzo di semplici strumenti, quali l’ascolto e il dialogo, la lettura ad alta voce, le attività di gruppo, nella quale si utilizza prevalentemente la tecnica del brainstorming (letteralmente: tempesta cerebrale), cioè un metodo creativo volto a far emergere idee per giungere alla risoluzione di un problema, le drammatizzazioni e i giochi di ruolo, aiutano il bambino o il ragazzo ad allenare la mente, favorendo la sensibilità elastica dell’area cognitiva e la socializzazione.

Il soggetto sarà così in grado di imparare gradualmente a capirsi meglio e di provare empatia, ovvero di comprendere che cosa un’altra persona sta provando; alla fine potranno entrare in rapporto tra loro in modi che sono per entrambe le parti soddisfacenti e significativi. Essi potranno, inoltre, interpretare ciò che accade, dargli un significato, esercitare previsioni sul futuro e progettarlo solamente grazie alla lettura.

Nelle scuole primarie le attività di orientamento narrativo sono oggi svolte anche attraverso l’utilizzo di fiabe moderne, come Harry Potter.

Le funzioni della lettura sono:

  • L’ampliamento della conoscenza della realtà geografica e/o sociale (i romanzi, generalmente quelli d’avventura, fanno scoprire paesaggi e luoghi poco conosciuti, altre popolazioni e differenti contesti storici);
  • Riuscire a distinguere il mondo reale da quello fantastico;
  • La sensibilizzazione nei confronti dei problemi, i quali vengono riconosciuti e condivisi con i protagonisti, tanto da provare emozioni e stati d’animo simili ai loro;
  • Stimolare i lettori ad essere attivi e capaci di prendere decisioni, anche in ambito morale, condividendo o meno quelle dei protagonisti o degli stessi scrittori. Il soggetto riflettendo aumenterà così il controllo e la percezione sulla propria vita e sulle proprie scelte (concetto di empowerment);
  • Aiutare l’individuo a formarsi un’idea di sé;

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  • L’identificazione e la commisurazione, che variano in base all’età e allo stato emotivo della persona: la prima avviene quando ci si immedesima in un modello, preso come esempio da seguire, la seconda invece è il confronto delle proprie caratteristiche con quelle di un personaggio, da cui si resta assoggettati in modo permanente o per un periodo.

L’importanza della fiaba

Al bambino sono necessarie molte esperienze di crescita, utili per trovare un significato alla vita. La fiaba è una narrazione originaria della tradizione popolare, caratterizzata da racconti medio-brevi e centrati su avvenimenti e personaggi fantastici coinvolti in storie con un sottinteso intento formativo o di crescita morale. Per poterne arricchire la vita essa deve stimolare la sua immaginazione, aiutarlo a sviluppare il suo intelletto e a chiarire le sue emozioni, armonizzandole con le ansie e aspirazioni, riconoscendo appieno le sue difficoltà e nel contempo suggerendo soluzioni ai problemi che lo turbano.

Deve toccare contemporaneamente tutti gli aspetti della sua personalità, senza mai sminuire la gravità delle difficoltà che lo affliggono, anzi prendendone pienamente atto, promuovendo anche la fiducia in sé stesso.

Alcuni psicologi sostengono che è assurdo presentare ai bambini di oggi storie in cui si parla di re, principi e principesse, cioè di personaggi che non sono più presenti nella nostra realtà, o di maghi, fate e di oggetti magici dato che tutto questo potrebbe costituire un ostacolo per lo sviluppo di una mentalità razionale adatta alla nostra civiltà tecnologica.

Altri ritengono, invece, che i re e i principi delle fiabe simboleggiano nell’immaginario infantile delle “figure di autorità” presenti anche oggi nel mondo del bambino, e che una rappresentazione tecnico-scientifica della realtà può ben coesistere con una visione poetica e magica della stessa, senza necessariamente risultarne ostacolata.

Qualcuno opta per la posizione intermedia: no alle fiabe classiche, ma porte aperte alle “fiabe moderne” in cui i personaggi e le vicende raccontate appartengono al mondo di oggi, ma sono trasfigurati dalla presenza di qualche elemento magico, che cattura l’attenzione del bambino, divertendolo e suscitandone la curiosità.

Come sostiene lo psicologo dello sviluppo Giudo Petter, è importante leggere fiabe al bambino soprattutto perché:

  • È desiderio spontaneo del bambino sentirsi raccontare qualcosa attraverso la voce di un adulto: egli ascolta in silenzio, con grande attenzione, volendo il più delle volte che gli venga ripetuta per poterla rivivere e capirla meglio.
  • Contribuisce a sviluppare fantasia e razionalità: nella fiaba sono presenti infatti molti elementi di razionalità (luoghi, mezzi di trasporto e cibi), ma ad un certo punto vi vengono affiancati elementi magici che fanno acquistare all’intera vicenda un carattere di irrealtà; entrambe le funzioni vengono attivate in una situazione di compresenza e di pari importanza.
  • Favorisce largamente lo sviluppo del linguaggio: si apprendono molti vocaboli nuovi, la struttura sintattica della frase, come la proposizione principale formata da soggetto, verbo e complementi, le modalità narrative, ovvero discorso diretto e indiretto, la struttura della storia, la quale inizia con un sostanziale equilibrio, poi rotto a causa di un problema, che si cercherà di superare fino al suo termine;

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  • Promuove lo sviluppo affettivo ed emotivo: si affeziona ai personaggi, coi quali finirà per identificarsi, così come fa con le persone o le cose che lo circondano;
  • Sostiene lo sviluppo sociale e morale: vengono presentate sia forme di rapporto sociale positive (collaborazione, competizione, solidarietà) che negative (invidia, gelosia, crudeltà) per far comprendere al bambino che i “buoni” trionfano e vengono alla fine premiati, mentre i cattivi finiscono male;

Il lieto fine non è mai scontato o gratuito ma viene raggiunto solo con l’impegno e la fatica del protagonista.

La fiaba parla delle gravi pressioni interiori in un modo che l’infante inconsciamente comprende.

Molti genitori credono che al bambino dovrebbero essere presentate solo immagini piacevoli e capaci di andare incontro ai suoi desideri; ma questa teoria nutrirebbe la mente soltanto in modo unilaterale e risulterebbe inutile, in quanto la vita reale è piena anche di difficoltà, come sostenuto dall’importante psicopedagogista austriaco B. Bettelheim (1903-1990), il quale svolse analisi riguardanti anche il significato delle fiabe durante la fase evolutiva del bambino.

La fiaba semplifica tutte le situazioni, i suoi personaggi sono nettamente tratteggiati, e i particolari, a meno che non siano molto importanti, vengono eliminati. Tutti i personaggi sono tipici anziché unici.

L’eroe risulta però più attrattivo per il bambino, non perché la condizione dell’eroe esercita su di lui un forte richiamo positivo, ma piuttosto per la fiducia che egli trasmette nel poter riuscire nell’impresa. Il bambino si identifica con lui autonomamente.

Il classico finale: “E vissero per sempre felici e contenti” non fa credere per un solo istante al bambino che la vita eterna sia possibile, ma indica l’unica cosa che può farci sopportare i limiti del nostro tempo su questa terra: la formazione di un legame veramente soddisfacente con un’altra persona.

Le fiabe insegnano che quando si è arrivato a questo si è arrivato al massimo soddisfacimento emotivo nella vita e soltanto questo può aiutare a superare la paura della morte. Se una persona ha trovato il vero amore adulto non ha bisogno di desiderare la vita eterna.

Soltanto uscendo nel mondo esterno l’eroe (il bambino) può trovare sé stesso; e quando trova sé stesso trova anche l’altra persona con la quale potrà vivere felice per il resto dei suoi giorni, cioè senza dover più provare l’angoscia di separazione.

La fiaba è orientata verso il futuro e guida il bambino aiutandolo ad abbandonare i suoi desideri infantili di dipendenza e a raggiungere una più soddisfacente esistenza indipendente.

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Harry Potter: una fiaba moderna

La saga letteraria di Harry Potter rappresenta uno dei fenomeni più interessanti degli ultimi anni, è composta da sette libri scritti tra il 1997 e il 2007 da Joanne Kathleen Rowling, scrittrice britannica che ha visto la sua vita cambiare radicalmente grazie al successo dei suoi scritti.

L’arco narrativo copre un periodo di sette anni, equivalenti agli anni scolastici della scuola di Hogwarts, centro dell’intera trama e narra della crescita fisica, psicologica e morale del protagonista.

La trama:

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Sintesi
  • Italiano - La struttura della fiaba di Propp
  • Inglese - Jane Eyre
  • Storia - Hitler
  • Latino - Tito Petronio Nigro
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