Musica
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Presta le tue orecchie alla musica, apri i tuoi occhi alla pittura, e... smetti di pensare!
Chiediti solamente se lo sforzo ti ha permesso di passeggiare all'interno di un mondo fin qui sconosciuto. Se la risposta è sì, che cosa vuoi di più? (Vassilij Kandinsky) 2
Ho deciso di affrontare l’argomento della musica giacché essa è sempre stata presente in ogni istante della mia vita, bello o brutto che sia.
Fin dal momento del concepimento, quando ancora mi trovavo nel grembo materno, accompagnato dal ritmo cardiaco di mia madre, dal suono e dalle vibrazioni del suo respiro, al momento della nascita vera e propria, che mi ha accompagnato grazie agli esili suoni della natura, quali il fruscio del vento tra le foglie degli alberi, il rumore della pioggia, dei temporali, il suono degli animali, il canto degli uccelli o il brontolio del mare.
La musica ha catturato la mia anima. Dal canto di una semplice ninna nanna ho capito che la musica aveva un enorme potere, quasi magico.
Tutt’oggi penso che la musica sia uno dei pochi mezzi capaci di farci sognare, di farci rilassare, di farci distrarre dallo stress quotidiano.
Grazie alla musica possiamo giungere in un'altra dimensione e liberarci dal dolore, così come afferma l’illustre filosofo e aforista tedesco Arthur Schopenhauer nella sua filosofia della musica.
Secondo il suo punto di vista, la musica è l’unica arte che va oltre la materia, l’unica che può esistere anche senza il mondo. È molto profonda, perché non esprime semplicemente un’idea, ma è l’essenza stessa del pensiero e dell’esistenza.
Di seguito riporto un passo che illustra questi concetti espressi da Schopenhauer nella sua celebre opera “Il mondo come volontà e rappresentazione”:
«La musica oltrepassa le idee, è del tutto indipendente anche dal mondo fenomenico, semplicemente lo ignora, e in un certo modo potrebbe continuare ad esistere anche se il mondo non esistesse più:
cosa che non si può dire delle altre arti. La musica è infatti oggettivazione e immagine dell’intera volontà, tanto immediata quanto il mondo, anzi, quanto le idee, la cui pluralità fenomenica costituisce il mondo degli oggetti particolari.
particolari. La musica, dunque, non è affatto, come le altre arti, l’immagine delle idee, ma è invece immagine della volontà stessa, della quale anche le idee sono oggettività: perciò l’effetto della musica è tanto più potente e penetrante di quello delle altre arti:
mentre essa esprime solo l’ombra, esprime l’essenza. (…) [La musica]
esprime, con un linguaggio universalissimo, l’intima essenza, l’in sé del mondo, che noi, partendo dalla sua più limpida manifestazione, pensiamo attraverso il concetto di volontà, e l’esprime in una materia particolare, cioè con semplici suoni e con la massima determinatezza e verità; del resto, secondo il mio punto di vista, che mi sforzo di dimostrare, la filosofia non è nient’altro se non una completa ed esatta riproduzione ed espressione dell’essenza del mondo, in concetti molto generali, e applicabile, di tutta quell’essenza; chi pertanto mi ha seguito ed è penetrato nel mio pensiero, non troverà tanto paradossale, se affermo che, ammesso che si potesse dare una spiegazione della musica, completamente esatta, compiuta e particolareggiata, riprodurre cioè esattamente in concetti ciò che essa esprime, questa sarebbe senz’altro una sufficiente riproduzione e spiegazione del mondo in concetti, oppure qualcosa del tutto simile, e sarebbe così la vera filosofia.»
La musica odierna non è nata dal nulla, ma anch’essa come noi ha subìto un processo di maturazione con il passare degli anni. Secondo Rousseau, illustre filosofo, scrittore e musicista settecentesco, infatti, la musica ebbe un’origine evoluzionistica come le scienze.
Peraltro Darwin afferma che lo scopo originario della musica sarebbe stato quello di accompagnare e facilitare il corteggiamento e l’accoppiamento degli animali. L’uomo avrebbe appreso il canto dalle grida degli uccelli in fase di accoppiamento.
Secondo Carl Stumpf (1848-1936), invece, la musica sarebbe nata per la necessità di comunicare a distanza maggiore di quella del linguaggio parlato.
Vi sono poi le teorie antropologiche di Jules Combarie (1859-1916), espresse nel “La musica e la magia”, che descrivono come le origini della musica siano legate a pratiche magiche e propiziatorie.
Ciò è evidenziato dal fatto che queste teorie trovano prove concrete nella presenza in molte religioni antiche di dèi inventori della musica: Thot in Egitto, Narada in India, Apollo in Grecia.
Tuttavia, gli scienziati sono convinti che, ancor prima delle famose civiltà antiche, anche gli uomini primitivi conoscessero il mondo dei suoni e la loro produzione. È probabile che essa si sia sviluppata nelle comunità preistoriche insieme con il linguaggio.
I suoni della preistoria appartenevano alla natura e la natura forniva loro anche un carattere preciso che serviva a entrare nell’essenza delle cose e degli animali.
Basta pensare al canto soave dell’usignolo o, di contro, ai rumori improvvisi e terrificanti della tempesta, con il vento che sibila tra gli alberi, la pioggia che scroscia sulla terra e il tuono che squarcia il cielo.
Ed è proprio per imitare, per evocare fenomeni naturali inspiegabili, e successivamente per provocarli o per deviarne l’efficacia, che è nata la fabbricazione dei suoni...
Le origini degli strumenti musicali
Ma perché l’uomo si è trovato a un certo punto a sentire il bisogno di imitare la natura?
I fenomeni naturali più grandiosi incutevano tanta paura, o gioia, che l’uomo cominciò a pregarli perché si placassero o perché, al contrario, accadessero.
La creazione di strumenti musicali permise di poter riprodurre questi suoni naturali, ad esempio, con i flauti fatti di canne più o meno lunghe si potevano emettere suoni simili al cinguettare degli uccelli e con i tamburi e i gong si imitavano i suoni più profondi o squillanti.
Perciò, fin dalla preistoria, gli strumenti musicali hanno sempre occupato un ruolo di importanza primaria e molti degli strumenti moderni sono assai simili alla struttura antica.
L’etnomusicologo Curt Sachs sosteneva che la musica strumentale abbia avuto origine dalla percussione del corpo associata ai passi di danza.
Nella tarda età paleolitica, risulta essere praticato l’uso di strumenti per produrre il suono e quindi, i battiti di mani e piedi e la percussione del ventre lasciarono il posto ai primi oggetti dai quali il suono è ottenuto sfregando o agitando.
Sachs nell’Enciclopedia elenca oltre diecimila tipi di strumenti degli strumenti musicali 4 musicali suddividendoli in quattro categorie principali:
Idiofoni
Sono quelli più arcaici che vanno dal battito delle mani, dei piedi o di altre parti del corpo, oppure dallo sfregamento di bacchette o tamburi xilofoni lignei, piccole campane o sonagli.
Membranofoni
Sono i vari tipi di tamburi, di tutte le dimensioni e culture, ottenuti con la tensione di pelli di animali su tubi o altri recipienti, suonati poi con la percussione su di essi con l’uso delle mani o di bacchette di legno. Questi erano assai diffusi nelle culture primitive.
Cordofoni
Poco diffusi nelle culture primitive, fondano il loro principio sonoro sulla vibrazione delle corde.
Hanno origine dal Salterio di terra, dove una corda veniva fissata a un’asticella di legno e poi ancorata a terra. Arpe, lire, liuti e tutte le categorie della musica colta occidentale.
Aereofoni
Ricavano il suono per mezzo della vibrazione della colonna d’aria; ad esempio, vari tipi di flauti ricavati dalle ossa animali con uno o più fori: anche questi strumenti risalgono ai primi periodi della preistoria.
Le caratteristiche della musica
La musica è considerata tra le arti la più soggettiva; per mezzo delle infinite combinazioni dei suoni essa può tradurre o suscitare particolari stati d’animo e immagini.
Dal punto di vista pratico, si considera musica un insieme ordinato di suoni e naturalmente i criteri con cui si stabilisce tale “ordine” sono di natura puramente convenzionale e variano a seconda delle culture.
I mezzi di cui la musica si avvale sono fondamentalmente due: il suono e il ritmo.
Il ritmo, in senso generale, è movimento, ovvero tutto ciò che si succede nel tempo con un certo ordine.
Il moto ordinato dei suoni, ossia la successione regolare dei suoni nel tempo, costituisce il ritmo musicale.
Il suono è essenzialmente la vibrazione di un corpo elastico, solido, liquido o gassoso, un’onda prodotta in svariati modi che noi esseri umani percepiamo attraverso l’apparato uditivo ed elaboriamo con la mente, grazie alla quale distinguiamo rumore, se le vibrazioni dei corpi sono irregolari, musica, parole e tutti gli altri suoni che giungono alle nostre orecchie.
Come ogni vibrazione anche il suono possiede tre caratteristiche principali:
Dalla forma che l’onda assume dipende il timbro del suono.
Forma dell’onda: timbro
La forma dell’onda varia a seconda dello strumento che la emette: un pianoforte produrrà un’onda di forma differente rispetto ad un flauto o ad una voce umana, e questo ci permette di distinguere il suono dei vari strumenti musicali, come pure il timbro delle varie voci.
Introduzione musica e potere tesina
Nella mia tesina di maturità ho deciso di affrontare l’argomento della musica giacché essa è sempre stata presente in ogni istante della mia vita, bello o brutto che sia. Fin dal momento del concepimento, quando ancora mi trovavo nel grembo materno, accompagnato dal ritmo cardiaco di mia madre, dal suono e dalle vibrazioni del suo respiro, al momento della nascita vera e propria, che mi ha accompagnato grazie agli esili suoni della natura, quali il fruscio del vento tra le foglie degli alberi, il rumore della pioggia, dei temporali, il suono degli animali, il canto degli uccelli o il brontolio del mare.
La musica ha catturato la mia anima. Dal canto di una semplice ninna nanna ho capito che la musica aveva un enorme potere, quasi magico. Tutt’oggi penso che la musica sia uno dei pochi mezzi capaci di farci sognare, di farci rilassare, di farci distrarre dallo stress quotidiano.
Grazie alla musica possiamo giungere in un'altra dimensione e liberarci dal dolore, così come afferma l’illustre filosofo e aforista tedesco Arthur Schopenhauer nella sua filosofia della musica. Secondo il suo punto di vista, la musica è l’unica arte che va oltre la materia, l’unica che può esistere anche senza il mondo. È molto profonda, perché non esprime semplicemente un’idea, ma è l’essenza stessa del pensiero e dell’esistenza. La mia tesina quindi verte sulla musica attraverso un percorso multidisciplinare.
Collegamenti
- Filosofia: Schopenhauer: la musica come via di liberazione dal dolore.
- Fisica: Onde sonore.
- Latino: Mitologie greche.
- Storia: La musica come mezzo di propaganda durante il regime fascista e il regime nazista.
- Inglese: Orwell - 1984.