Estratto del documento

I.I.S. “Filippo Brunelleschi”

Liceo artistico sezione

Architettura ed

Il male

nascosto

Ambiente Vincenzoleo Spoto

5ª A

Anno scolastico 2014/15

Il cancro

Indice

  1. Cos’è il cancro
  2. Come diagnosticare e curare il cancro
  3. L’uomo e la diffusione del cancro
  4. Come affronta la vita il malato di cancro
  5. L’esempio de “L’uomo dal fiore in bocca” di Luigi Pirandello
  6. La bioetica
  7. La rappresentazione del cancro nell’arte
  8. The scream of Munch
  9. Gli asintoti

Conclusione

Bibliografia

Cos’è il cancro

Letteralmente tumore significa “rigonfiamento”, si parla di tumore infatti quando avviene un’alterazione genetica di una cellula che, perdendo determinate caratteristiche, si moltiplica senza controllo e si manifesta con un aumento di volume dell’organo colpito, oppure, in casi più specifici, con una proliferazione cellulare a seguito di uno sviluppo per lo più illimitato e a struttura profondamente anomala.

I tumori si distinguono in benigni o maligni. Sono identificati tumori benigni quelle neoplasie che non mettono in pericolo la vita del paziente perché sono di norma a crescita più lenta e rimangono circoscritti laddove si formano, come i comuni nei o altre macchie della pelle, identificate come tumori benigni “Nevi melanocitici”, e non causano alcun danno mortale crescendo e soffocando altri organi.

Quelli maligni, invece, prendono il nome di cancro e sono pericolosi a causa di due meccanismi: possono essere situati in organi vitali, come ad esempio i polmoni, e avere una crescita esplosiva tale da compromettere il loro funzionamento, oppure avere cellule capaci di migrare in molte altre parti del corpo e formare nuovi tumori, metastasi.

Ad esempio il melanoma è una forma di cancro molto pericoloso, anche se non arreca danni alla zona di pelle di formazione, ha sembianze di un grosso neo, ma mette in pericolo la vita del paziente poiché è un tumore che “cammina” nei tessuti epidermici e, una volta che raggiunge i vasi sanguigni e linfatici, le sue cellule sono libere di andare a formare nuove forme tumorali in altri siti del corpo.

Come diagnosticare e curare il cancro

Le malattie si evolvono sempre, sono in continuo cambiamento. Per fortuna anche le cure si evolvono insieme alla malattia, infatti, curare il cancro è sempre più possibile. Battere un tumore non è più impossibile oggi.

Le cure del cancro, sempre meno aggressive e mirate alla distruzione delle sole cellule tumorali, permettono trattamenti impensabili fino a pochi anni fa.

Uno dei fattori che ci permette di curare più facilmente queste malattie è la possibilità di poterli vedere, infatti, grazie ad apparecchi in grado di “scattare fotografie” per vedere ciò che non è visibile dall’esterno è possibile diagnosticare una massa maligna prima che si espanda nel corpo umano.

Questo metodo di diagnosi è detto “per immagini”. Ne esistono diversi tipi, ma io affronterò nel dettaglio solo i seguenti: risonanza magnetica, tomografia computerizzata, radiografia ed ecotomografia.

Risonanza magnetica

Il principio di funzionamento della risonanza magnetica è veramente complesso. Semplificando al massimo il concetto possiamo paragonare i nuclei atomici a tanti piccoli magneti.

Un po’ come succede per l’ago di una bussola, alla presenza di un campo magnetico esterno, queste minuscole particelle tendono a disporsi lungo una direzione di favore.

Se a questo punto vengono emesse delle onde radio, i nuclei subiscono delle temporanee variazioni di posizione. Durante questa fase transitoria gli atomi emettono dei segnali captabili da un rilevatore elettronico, che li trasmette ad un potente computer dove verranno analizzati ed elaborati.

Tomografia computerizzata

La Tomografia Computerizzata (TAC) è un esame eseguito con una speciale apparecchiatura a RAGGI X che permette, ottenendo immagini da varie angolazioni, con l’uso di calcolatori elettronici molto potenti, di ricostruire delle sezioni (fette) del corpo umano.

La TC permette di differenziare con precisione la densità di vari tessuti del corpo umano, muscoli, grasso, polmoni, vasi sanguigni. In molti casi, per una valutazione più precisa, è necessaria l’iniezione endovenosa di mezzo di contrasto iodato.

Radiografia

È la più comune tra le tecniche di diagnosi. Le radiografie utilizzano i raggi X, ossia radiazioni ionizzanti, di certo non benefiche per l’organismo umano; di fatto esistono dei limiti di esposizione imposti dalla legge sia per chi si sottopone all’esame sia per i medici che intraprendono la professione, sono invece del tutto da evitare per bambini e donne incinte.

La realizzazione di una radiografia avviene attraverso l’emissione di raggi X che, passando attraverso il corpo del paziente, vengono più o meno assorbiti dai tessuti e, impressionando una pellicola, vengono poi stampati secondo comuni tecniche fotografiche, mostrando i risultati ottenuti.

Gli organi molto densi, come per esempio le ossa, lasciando passare pochi raggi verranno visualizzati sulla lastra colorati di bianco, al contrario di tutto ciò che è meno denso, come l’aria presente nell’intestino o nei polmoni che, facendosi attraversare dai raggi, apparirà piuttosto scura; il risultato finale mostrerà quindi delle chiare immagini in bianco e nero.

Ecografia

L’ecografia o ecotomografia è un sistema d’indagine diagnostica medica che non utilizza radiazioni ionizzanti, ma ultrasuoni e si basa sul principio dell’emissione di eco e della trasmissione delle onde ultrasonore.

Gli ultrasuoni utilizzati sono superiori ai 20 KHz. La frequenza viene scelta dall’operatore, tenendo in considerazione che frequenze maggiori hanno maggiore potere risolutivo dell’immagine, ma penetrano meno in profondità nel soggetto.

Le onde sonore

Nelle ecografie, a differenza delle macchine ionizzanti, vengono usate le onde sonore.

Ma che cos’è un’onda? Un’onda è una perturbazione che si propaga trasportando energia ma non materia.

Le onde si possono suddividere in meccaniche o elettromagnetiche. Le onde meccaniche hanno bisogno della materia per propagarsi, come il suono che nello spazio non viene emesso, mentre le onde elettromagnetiche possono propagarsi anche nel vuoto, come la luce che nello spazio si propaga.

A sua volta possiamo dividere le onde in: onde trasversali ed onde longitudinali.

Le onde trasversali si hanno quando gli elementi del mezzo materiale si spostano perpendicolarmente alla direzione di propagazione dell’onda.

Per esempio, è trasversale l’onda che attraversa una corda tesa, mezzo materiale, alla quale abbiamo dato uno strattone con la mano, sorgente: la perturbazione è la variazione della posizione di ogni singolo tratto di corda, che si sposta verticalmente.

Le onde longitudinali si hanno quando gli elementi del mezzo materiale si spostano parallelamente alla direzione di propagazione dell’onda.

Per esempio, è longitudinale l’onda che attraversa una molla, mezzo materiale, che è stata compressa da una forza esterna, sorgente: la perturbazione è la variazione delle spire della molla, che oscillano orizzontalmente.

Le onde sonore sono onde longitudinali generate da successive compressioni e rarefazioni del mezzo in cui si propaga, la sorgente del suono è un corpo che vibra.

Un suono ha tre caratteristiche: l’altezza, l’intensità e il timbro.

L’altezza distingue un suono più acuto da uno più grave e cresce all’aumentare della frequenza dell’onda sonora. Per esempio, in una chitarra, la corda più sottile e leggera può oscillare con una frequenza maggiore di quella di una corda spessa, e genera quindi un suono più acuto.

L’intensità distingue un suono ad alto volume da uno a basso volume e cresce all’aumentare dell’ampiezza dell’onda sonora. Indica quanta energia giunge ogni secondo su una superficie ampia un metro quadro e posta perpendicolarmente all’onda sonora: la sua unità di misura è J/(s·m2).

Il timbro permette di distinguere due suoni con uguale altezza ed intensità. Si può dire, con linguaggio non tecnico, che il timbro è un particolare profilo distintivo di un suono emesso, ad esempio da una voce o uno strumento musicale.

L’eco

Il suono produce un particolare riflesso detto eco, ovvero, il suono si comporta come se rimbalzasse contro un ostacolo.

L’onda sonora percorre due volte la distanza d tra la fonte sonora e la parete, percorso di andata e ritorno, impiegando un tempo:

∆t=2d/v

dove v è la velocità del suono.

Il fenomeno dell’eco viene utilizzato nelle macchine per le ecografie.

L’uomo e la diffusione del cancro

L’uso eccessivo di radiazioni può solamente peggiorare il quadro clinico del paziente, poiché le radiazioni, attraversando le cellule dei tessuti umani, possono danneggiare la sequenza di DNA causando così un’anomalia nella cellula, che, se si stabilizza, può dare origine ad un tumore.

Ovviamente ci sono milioni di fattori naturali che determinano l’insorgere di un cancro, ma negli ultimi secoli sono avvenuti molti “disastri” che hanno incrementato la percentuale di radiazioni sulla Terra, come il disastro di Chernobyl e le bombe atomiche scagliate su Hiroshima e Nagasaki.

Chernobyl

Il disastro di Chernobyl è stato il più grave incidente mai verificatosi in una centrale nucleare ed avvenne il 26 aprile del 1986.

La centrale di Chernobyl, chiusa solo recentemente, fu costruita nel 1983 ed è classificabile come una centrale “del vecchio tipo”, in quanto utilizzava la grafite come conduttore.

In questo tipo di reattore, se la temperatura sale in modo incontrollato, la grafite inizia a reagire con l’acqua di raffreddamento, aggiungendo danno a danno.

Il giorno del disastro si stava eseguendo una prova tecnica, atta allo studio del comportamento di un sistema di sicurezza in condizioni critiche. Furono, quindi, esclusi i sistemi di spegnimento automatico del nocciolo, e fu portato il reattore a funzionare ad una potenza molto inferiore a quella di targa, condizione in cui quel nucleo diveniva, evidentemente, instabile.

Alle ore 01:23 il reattore arrivò, nel giro di 20 secondi, a 100 volte la sua potenza nominale.

L’esplosione distrusse il nucleo, l’edificio di contenimento e la sala turbine, buttando pezzi di nucleo, di copertura e di macchine tutto intorno.

La grafite prese fuoco e si creò una colonna di fumo che trasportò in aria tonnellate di particolari radioattivi, tra cui vi erano prodotti di fissione, altamente nocivi.

Il 15% ricadde sulla centrale, il 50% nella “Zona rossa” intorno alla centrale stessa, e il resto fu trasportato dalle correnti.

Il grosso della nube radioattiva passò sul nord Europa e scese, poi, sull’Europa centrale e meridionale.

Le conseguenze furono praticamente nulle fuori dalla Bielorussia e dall’Ucraina.

In Italia la concentrazione di Iodio 131, il radionuclide più presente nella nube, rimase assolutamente entro i limiti di sicurezza.

La dose assorbita da noi italiani è stata equivalente a quella di una radiografia, ma meno pericolosa perché diluita in una settimana.

Infatti, ad esempio, la proibizione delle verdure a foglia larga fu decisa per scrupolo, ma la radioattività di un chilo di lattuga era di circa quattro microcurie, assolutamente non pericolosa.

Non ci sono stati incrementi di nessun tipo di tumore rilevati in Italia a livello statistico.

In Ucraina le cose andarono, purtroppo, diversamente. Ci furono 31 morti nel primo anno e 9 negli anni seguenti a causa dell’esposizione a dosi di radiazioni eccessive.

Negli anni successivi ci furono 900 casi di tumore alla tiroide nei bambini, di cui circa 100 mortali, a causa dello iodio 131.

Il grosso problema da affrontare fu, inoltre, quello dell’evacuazione.

La “Zona Rossa” in cui c’è stata contaminazione sensibile si estende per circa 3000 km quadrati, distribuiti a macchia di leopardo in un raggio di 50 km dalla centrale.

Entro questo raggio ci sono zone con contaminazione 100 volte superiore al livello di guardia e zone in cui la radioattività ambientale è comparabile al fondo naturale e 135.000 persone hanno dovuto abbandonare le loro case.

L’unico problema ancora aperto è legato al confinamento dei resti di sostanza della centrale.

Il sarcofago costruito appoggia su pareti che non hanno la consistenza strutturale per reggerne il peso, e presenta alcune fessure che non presentano, tuttavia, un pericolo per il pubblico o per gli operatori.

C’è però il rischio di collasso del sarcofago, che andrà presto o ricostruito o ricoperto con un secondo sarcofago.

Anche in caso di collasso, però, gli unici esposti sarebbero gli operatori della centrale.

La dinamica dell’incidente di Chernobyl ha portato a una rivisitazione della filosofia con cui vengono costruite le centrali: la progettazione di nuove centrali si sta orientando verso impianti profondamente sicuri rispetto alla componente umana.

E le nuove tecnologie, soprattutto quelle informatiche, certamente aiuteranno molto in questo.

Hiroshima e Nagasaki

Il 6 agosto del 1945, l’aeronautica militare statunitense sganciò la famosa “Little Boy” sul Giappone, la bomba atomica che devastò la città di Hiroshima a cui, dopo soli 3 giorni, seguì l’altrettanto letale “Fat Man”, su Nagasaki.

Gli americani avevano messo a punto le bombe atomiche con l’aiuto sia del Canada che del Regno Unito.

Il Progetto Manhattan era finalizzato alla costruzione di tali ordigni ancor prima che i nucleari tedeschi avessero completato gli studi commissionati da Hitler per la realizzazione di un’arma di distruzione di massa.

Harry S. Truman, Presidente degli U.S.A., vedeva la scelta del bombardamento come una rapida risoluzione del conflitto, sufficiente per ottenere la resa del Giappone.

Il 26 luglio dello stesso anno, nella Dichiarazione di Potsdam, Truman e gli Alleati fissarono i termini per la resa nipponica.

Il giorno seguente i media riportarono la notizia in tutto il Giappone, ma il governo militare respinse ogni dichiarazione.

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Sintesi

Argomenti delle materie

  • Biologia: cos'è il cancro
  • Fisica: le onde, le onde sonore
  • Storia: le bombe atomiche di Hiroshima e Nagasaki
  • Filosofia: Elisabeth Kubler Ross, i cinque stadi del cordoglio, la bioetica, l'eutanasia
  • Italiano: L'uomo dal fiore in bocca di Luigi Pirandello
  • Storia dell'arte: La bambina malata – Edvard Munch, Morte nella stanza della malata – Edvard Munch
  • Inglese: The Scream of Munch
  • Matematica: gli asintoti
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