Estratto del documento

Egoismo e indifferenza

Collegamenti interdisciplinari

  • Storia dell’arte: Edvard Munch, Pubertà
  • Storia: La crisi del ’29 e l’egoismo del capitalismo
  • Filosofia: Contraddizioni del sistema capitalistico
  • Letteratura italiana: Il Verismo e Verga-Divina commedia: canto XI
  • Letteratura greca: L’Alcesti di Euripide
  • Letteratura latina: L’età di Nerone e Seneca (epistola 82)
  • Matematica: I limiti
  • Fisica: Il flusso nel campo elettrico e nel campo magnetico (caso particolare della superficie chiusa)

So di non aver dato molto nella mia vita...

So di non aver dato molto ai miei amici, ai miei figli, a mi mooo, r’cane..

So di non aver dato molto nella mia vita..

So di non aver dato molto a chi invece mi ha dato molto, a chi mi ha amato e sorretto e aiutato.

So di non aver dato molto nella mia vita ma quel poco..

..Lo rivorrei indietro!

(Corrado Guzzanti)

Indifferenza fa rima con egoismo

L’indifferenza è uno dei peggiori difetti che l’essere umano possa avere. Un difetto che spesso può condizionarci la vita e che ci rende vuoti, sterili, inutili e aridi; guardiamo le persone con distacco, chiusi nella nostra indifferenza e nel nostro stupido egoismo e tendenzialmente arriviamo ad offenderle anche se non ce ne rendiamo conto e non ci importa delle ferite che arrechiamo. A volte stentiamo a credere che l’indifferenza e l’egoismo dell’essere umano possa arrivare a tanto, addirittura a casi estremi. Sui giornali si legge che un disabile è stato picchiato su un autobus, che una donna è stata stuprata in pieno centro, che un anziano è stato derubato e trascinato via con forza sotto gli occhi dei passanti.

L’indifferenza e l’egoismo operano da secoli nel corso della storia dell’umanità, anche se oggi nella nostra società, così frenetica, sono estremizzate. L’indifferenza è ciò che sconvolge i programmi, è la materia bruta, che si ribella alla vera religione. È la pura incapacità di voler reagire a qualcosa, di tendere la mano a qualcuno, di trasformare il nostro piccolo mondo, fatto di noi, della nostra famiglia, dei nostri simili, l’incapacità di aprire la porta all’altro.

L’egoismo e l’indifferenza verso la donna: la Pubertà di Edvard Munch

Il dipinto rappresenta un’adolescente nuda, seduta di traverso su un letto appena rifatto, simbolo di una verginità intatta. Il corpo della fanciulla appare sessualmente acerbo: ai fianchi che sono già di donna si riscontrano le spalle ancora infantili e i seni appena abbozzati. Lo sguardo è fisso e le braccia si incrociano sul pube in un gesto di vergogna. Nei suoi occhi vi è un sentimento di smarrimento e di rimpianto per la fanciullezza perduta alla quale non ci si sente preparati.

Tale senso di angoscia è evidenziato e materializzato dall’ombra proiettata sul muro. Un’ombra informe e inquietante, indipendente dal personaggio che la genera. Essa è l’ombra delle incognite future e delle sofferenze a cui l’amore e la sessualità la condurranno. In prospettiva è l’ombra stessa della morte, quella che ha accompagnato l’artista per tutta la sua tormentata esistenza.

Il dipinto fa parte di una serie di olii dedicati a una figura femminile seduta sul letto, databili fra il 1884 e il 1925-1928. Il dipinto è la personificazione delle paure adolescenziali, riflette il turbamento causato da un’esperienza nuova e sconvolgente.

Quest’interpretazione del soggetto è basata non soltanto su una lettura dell’atteggiamento e dei lineamenti, ma deriva anche dalla presenza dell’ombra. Sebbene il quadro fosse letto all’epoca della sua esecuzione come un’accusa alla società del tempo, oggi la critica è propensa a credere che in opere come questa Munch giunge a esplorare quella linea di confine tra l’organico e lo psichico che è alla base del pensiero freudiano.

La ragazza è rappresentata “nuda in un ambiente nudo”, seduta su un letto di cui non si vede inizio e fine. A Munch non è necessario altro per esprimere l’associazione tra sesso e paura: un letto per dire un’esistenza che soggiace alle leggi incomprensibili dell’amore e della morte, un’ombra sul muro per indicare un conflitto psichico, una minaccia che non viene dall’esterno ma dal caotico desiderio del corpo. Si tratta per Munch di un brusco risveglio senza alcun incanto.

Non vi è alcun compiacimento sensuale in questo nudo, anzi, l’immagine trasmette, ad uno sguardo più attento, un intenso sentimento di angoscia. Il nudo, in questo caso, è allegoria di condizione indifesa, soprattutto da parte di chi è ancora giovane ed acerbo, nei confronti dei destini della vita.

Il trapasso dallo stato di fanciulla a quello di donna il cui destino forzato è quello di amare, procreare, morire, non è per Munch un evento psico-fisiologico ma un problema sociale: uno dei temi più frequenti è la condizione sociale di egoismo e indifferenza in cui versa la donna, il legame profondo che l’avvince alla natura e alla specie ma la limita o impedisce la sua partecipazione alla vita intellettuale e attiva della società moderna.

L’idea che ognuno abbia un destino che lo aspetta, in questo quadro è simboleggiato dall’ombra che la ragazza proietta sulla parete. Non è un’ombra naturale, ma un grumo nero come un fantasma che si materializza dietro di noi, senza che si possa evitarlo: è il simbolo di tutti i dolori che attendono chi vive.

Il capitalismo

Il termine capitalismo può riferirsi in genere a diverse accezioni quali:

  • Una combinazione di pratiche economiche, che venne istituzionalizzata in Europa, tra il XVII e il XIX secolo, che coinvolge in particolar modo il diritto da parte di individui e gruppi di individui che agiscono come “persone giuridiche” (o società) di comprare e vendere beni capitali (compresi la terra e il lavoro; vedi anche fattori della produzione) in un libero mercato (libero dal controllo statale).
  • Un insieme di teorie intese a giustificare la proprietà privata del capitale, a spiegare il funzionamento di tali mercati, e a dirigere l’applicazione o l’eliminazione della regolamentazione governativa di proprietà e mercati;
  • Regime economico e di produzione che nelle società avanzate viene a svilupparsi in periodi di crescita, riconducibile a pratiche di monopolio, di speculazione e di potenza.

La parola “capitalismo” è usata con molti significati differenti, a seconda degli autori, dei periodi storici, e talvolta del giudizio di valore che l’autore porta sull’organizzazione sociale vigente. Volendo trovare un comune denominatore alle diverse visioni, si può forse affermare che per capitalismo si intenda, generalmente e genericamente, il “sistema economico in cui i beni capitali appartengono a privati individui”.

Va anzitutto distinta la nozione di “capitalismo” come fenomeno (cioè, come sistema politico-economico e sociale) dalla nozione di “capitalismo” come ideologia (la posizione che difende la “naturalità” o la “superiorità” di tale sistema, basato sulle competizioni di detentori di capitali privati).

Essendo un termine carico di significati diversi, esso ha rappresentato spesso uno spartiacque politico che ha diviso le posizioni ideali in fautori, oppositori e critici del capitalismo.

La crisi del ’29: l’egoismo del capitalismo

Marx: contraddizioni del sistema capitalistico

Secondo Marx il capitalismo è ciò a cui non è possibile far fronte e che non può in alcun modo essere salvato, va abbattuto, proprio come un corpo agonizzante privo di ogni speranza di salvezza.

E come nel caso di una costruzione vacillante, non solo si ha la certezza matematica che cadrà, ma ci si deve anche adoperare affinché crolli al più presto, in modo tale da sostituirla con un edificio solido e dalle fondamenta stabili.

Così si presenta oggi il capitalismo agli occhi dei comunisti: come un edificio pericolante che non deve essere aggiustato (perché ha troppe contraddizioni) ma abbattuto, in modo tale da accelerare la sua caduta. Quali sono, dunque, le contraddizioni che viziano il sistema capitalistico? Marx ne individua parecchie, prima fra tutte la concorrenza.

Il capitalismo, come è noto a tutti, si fonda sull’idea concorrenziale secondo cui ciascuno gode della possibilità di inserirsi sul mercato, di contrattare in assoluta libertà e di vincere la concorrenza tenendo i prezzi più bassi o offrendo merci più pregiate.

E tuttavia, se letta in trasparenza, la storia insegna che la concorrenza stessa, per sua inclinazione naturale, tende a ridursi sempre più, fino a sfociare nell’oligopolio o, nel peggiore dei casi, nel monopolio.

Questo avviene grazie ad accordi, a truffe, a raggiri che portano all’eliminazione delle parti deboli e all’affermarsi sempre maggiore delle grandi aziende, che si accordano tra loro per rimuovere dal mercato i concorrenti.

Ne consegue che, paradossalmente, vien meno la concorrenza, ossigeno del capitalismo: per un assurdo meccanismo, la logica capitalistica, imperniata appunto sul sistema concorrenziale, nega se stessa, capovolgendosi in oligopolismo, ovvero negazione della concorrenza.

Alla domanda “dove porta la concorrenza?” si può tranquillamente rispondere: alla negazione della concorrenza.

Un’altra insuperabile contraddizione che inquina il sistema capitalistico consiste nel fatto che, a partire dalla nascita delle industrie con l’avvento della rivoluzione industriale, il lavoro in fabbrica è diventato sempre più, con il passare degli anni, cooperativistico, mentre il frutto di tale lavoro è diventato in misura via via crescente proprietà privatistica: come a dire che, nel sistema capitalistico, sono sempre in di più a produrre, attraverso forme di collaborazione, ma il frutto di tale lavoro è appannaggio di sempre meno individui privilegiati.

Ciò implica che si apra sempre più la forbice.

Anteprima
Vedrai una selezione di 8 pagine su 31
Egoismo e indifferenza - Tesina per liceo classico Pag. 1 Egoismo e indifferenza - Tesina per liceo classico Pag. 2
Anteprima di 8 pagg. su 31.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Egoismo e indifferenza - Tesina per liceo classico Pag. 6
Anteprima di 8 pagg. su 31.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Egoismo e indifferenza - Tesina per liceo classico Pag. 11
Anteprima di 8 pagg. su 31.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Egoismo e indifferenza - Tesina per liceo classico Pag. 16
Anteprima di 8 pagg. su 31.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Egoismo e indifferenza - Tesina per liceo classico Pag. 21
Anteprima di 8 pagg. su 31.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Egoismo e indifferenza - Tesina per liceo classico Pag. 26
Anteprima di 8 pagg. su 31.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Egoismo e indifferenza - Tesina per liceo classico Pag. 31
1 su 31
Sintesi

Storia dell’arte

Edvard Munch, Pubertà

Storia

La crisi del ’29 e l’egoismo del capitalismo

Filosofia

Contraddizioni del sistema capitalistico

Letteratura italiana

Il Verismo e Verga - Divina commedia: canto XI

Letteratura greca

L’Alcesti di Euripide

Letteratura latina

L’età di Nerone e Seneca

Matematica

I limiti

Fisica

Il flusso nel campo elettrico e nel campo magnetico (caso particolare della superficie chiusa)

D/illustrazione/soddisfatti o rimborsati
Acquista con carta o PayPal
Scarica i documenti tutte le volte che vuoi