Estratto del documento

“ IL DURO PREZZO DELLA LIBERTA’ ”

''..La Mafia non è affatto invincibile, è un

fatto umano e come tutti i fatti umani ha

un inizio e avrà anche una fine. Piuttosto

bisogna rendersi conto che è un

fenomeno terribilmente serio e molto

grave e che si può vincere non

pretendendo eroismo da inermi cittadini

ma impegnando in questa battaglia tutte

le forze migliori delle istituzioni..''

Giovanni Falcone

TESINA DI MATURITA’

ELISABETTA VECCHIO

DI: V C

CLASSE SEZIONE

LICEO SCIENTIFICO VEN. I. CAPIZZI BRONTE

INDICE

Introduzione

1.

…………………………………………………………………………………………………………

pag. 3

L’esplosione

2.

…………………………………………………………………………………………………………

.. pag. 3

La strage di Capaci

3.

…………………………………………………………………………………………….. pag.

5 Come raccontare davvero la figura di

3.1

Falcone? ............................................. pag. 8

Ma quale rapporto vi era realmente tra lo Stato e la mafia?

3.2 ....................

pag. 9

La guerra di mafia negli anni 80

4

…………………………………………………………………….. pag. 10

Il fenomeno mafioso siciliano nell’opera di Leonardo Sciascia

5 ………………..

pag. 13

La mafia italo-americana: AL CAPONE

6

………………………………………………………… pag. 16

Conclusione

7

…………………………………………………………………………………………………………

pag. 19

Bibliografia e Sitografia

8

……………………………………………………………………………… pag. 20 2

1. INTRODUZIONE

Quello che voglio mettere in luce con questa tesina è quale tipo di ruolo

ha avuto lo Stato italiano nel combattere la mafia. E chi meglio di

Giovanni Falcone poteva conoscere come fosse organizzato il tutto…??

Con questo mio percorso pluri-disciplinare vorrei fare qualcosa di diverso.

Vorrei iniziare dalla fine, da quel 23 maggio 1992.

Spiegare cosa è un'esplosione fisica mi sembra il modo ideale per

iniziare.

2. L’ESPLOSIONE

Un'esplosione è un improvviso e violento rilascio di energia meccanica, chimica

o nucleare, con produzione di gas ad altissima temperatura e pressione.

L'espansione istantanea di gas crea un'onda d'urto, che in assenza di ostacoli si

espande in una sfera centrata nel punto dell'esplosione.

Se incontra ostacoli esercita su di essi una forza tanto maggiore quanto

maggiore è la superficie investita e quanto più è vicina al centro

dell'esplosione.

Per ottenere una esplosione si possono usare metodi fisici sfruttando le

differenze di temperatura fra due materiali per ottenere una transizione

immediata da liquido o solido a vapore. Per esempio, lasciar cadere un cubetto

di ghiaccio in una padella d'olio bollente provoca il passaggio diretto da

ghiaccio a vapore, facendo esplodere l'olio e disintegrare il cubetto di ghiaccio

3

(l'olio bollente schizzerà in ogni direzione fino ad alcuni metri di distanza;

quello versato prenderà fuoco a contatto con la fiamma del gas, devastando la

cucina e incendiando quello rimasto nella padella).

La rottura improvvisa di un contenitore di gas liquefatto come l'azoto o

l'ossigeno, in seguito ad un impatto molto forte, provoca l'immediato ritorno di

questo allo stato gassoso. La pericolosità durante l'intervallo fra le due guerre

mondiali venne considerata utile dalle forze armate di diversi paesi per la

fabbricazione di bombe ad aria liquida.

Esplosioni particolarmente conosciute sono quelle cinetiche che avvengono

come risultato di collisioni fra oggetti che viaggiano ad alta velocità: quando

l'onda d'urto meccanica non è sufficiente a dissipare l'energia dell'urto stesso,

questa si concentra nel sito di contatto provocando un aumento della

temperatura e della pressione locali che, in genere entro qualche millisecondo,

arriva a infrangere i due oggetti e a proiettare i loro frammenti in ogni

direzione. Se la velocità e la massa dei due oggetti è sufficiente, l'accumulo

istantaneo localizzato di calore e pressione può essere tale da vaporizzare e/o

fondere parzialmente il materiale.

In genere le reazioni divengono esplosive quando viene limitata la possibilità di

scambiare energia con l'ambiente.

Le esplosioni vengono suddivise in deflagrazioni, nelle quali la propagazione

della reazione di esplosione è una forma di combustione endogena che procede

nel materiale a velocità subsonica, e detonazioni, nelle quali la reazione di

esplosione non è una combustione ma una decomposizione diretta della

molecola di esplosivo, innescata direttamente dall'onda d'urto: la reazione di

esplosione procede quindi alla velocità del suono in quella particolare sostanza

attraverso tutto il materiale, e la pressione e temperatura finali dei prodotti di

reazione sono quindi molto più elevati

Gli esplosivi possono essere classificati in base alla velocità di propagazione del

calore liberato dall’unità di massa all’atto della sua decomposizione e si

distinguono in deflagranti (o lenti o progressivi) e detonanti (o veloci), con

velocità di propagazione di grandezza rispettivamente compresa fra 200 e 300

m/s e 1500-8000 m/s. Tuttavia, a seconda delle modalità della propagazione

del calore uno stesso esplosivo si può comportare da deflagrante e da

detonante. Sono detonanti o detonatori , gli esplosivi che, per la loro

elevatissima sensibilità (cioè per l’estrema facilità con cui esplodono), sono

impiegati per innescare gli altri, mentre si dicono dirompenti (anche ad alto

potenziale o alti esplosivi) gli esplosivi detonanti dotati di sensibilità più bassa.

Gli esplosivi deflagranti sono impiegati principalmente per costituire cariche di

lancio per armi da fuoco (e perciò sono detti anche da lancio o balistici); in essi

la velocità di combustione e quindi la pressione sviluppata, possono essere

controllate al fine di ottenere i voluti effetti balistici. Gli esplosivi possono

essere classificati anche sulla base del loro stato fisico: così si hanno gli

esplosivi solidi come il tritolo, gli esplosivi colloidali (impasti di dinamite-

gomma), gli esplosivi liquidi (nitroglicerina) e gli esplosivi gassosi. 4

Fig.1 Tritolo

Vi sono inoltre gli esplosivi da mina di solito confezionati in cilindri, e per

l’amplificazione della pressione introdotti all’interno di cavità poi

opportunamente chiuse.

Così si mosse la mafia progettando l’attentato del ’92 nel quale rimase vittima

il giudice Falcone insieme alla moglie Morvillo e i 3 uomini che componevano la

sua scorta: Vito Schifani, Rocco Dicillo e Antonio Montinaro.

3. LA STRAGE DI CAPACI

Strage di Capaci

Stato Italia

Luogo Isola delle Femmine

Obiettivo Il giudice Giovanni Falcone

Data 23 maggio 1992

17.58

Tipo Esplosione

Morti 5

Feriti 23

Responsabili Giovanni Brusca, Pietro Rampulla e almeno altri 3

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Sintesi

Materie

  • Fisica: le esplosioni;
  • Storia: la guerra di mafia negli anni '80, strage di Capaci, Giovanni Falcone;
  • Italiano: Leonardo Sciascia (il fenomeno mafioso siciliano);
  • Inglese: Al Capone (la mafia italo-americana).
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