Istituto di istruzione superiore
“
Virgilio”
Liceo scientifico
Tesina multidisciplinare:
La mafia
Anno scolastico: 2011/2012
Alunna: Marta Vullo VA 1
Mappa concettuale: La mafia
Italiano
Analisi del testo “La chiave d’oro” Giovanni
Storia
Verga Origine ed evoluzione
Scienze della Terra
della mafia
I terremoti magiamafia
La mafia
Educazione fisica
La mafia nello sport
Latino
La corruzione nell’età latina
Inglese
Filosofia
Charles Dickens- Girard
criticism 1
Indice
- Introduzione: La mafia............................................................Pag. 4
- Storia: Origine ed evoluzione della mafia....................Pag. 6
- Italiano: Analisi del testo della novella “La chiave d’oro” di Giovanni Verga.................................................Pag. 8
- Latino: La corruzione nell’età latina................................Pag. 13
- Filosofia: Girard........................................................................Pag. 15
- Scienze della Terra: I terremoti........................................Pag. 17
- Inglese: Charles Dickens- criticism..................................Pag. 18
- Educazione fisica: La mafia nello sport.........................Pag. 19
- Bibliografia................................................................................Pag. 20
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1
La mafia
La nostra epoca nonostante l’avanzato sviluppo tecnologico ed economico evidenza la presenza di organizzazioni criminali operanti nel nostro Paese; la mafia è tradizionalmente quella più potente e diffusa, il suo controllo si estende non solo su tutto il territorio nazionale ma va oltre i confini infatti possiamo trovare una fitta rete di collegamenti con le più importanti città del mondo come gli Stati Uniti. Queste organizzazioni criminali hanno invaso vasta parte della società italiana condizionando e soprattutto colpendo aspetti del vivere civile, dell’economia e perfino apparati dello Stato: la mafia pretende di sostituirsi ai pubblici poteri per poter attuare una forma di giustizia basata sull’omertà (sapere e non parlare) e sulla segretezza. Ricorre a intimidazioni, estorsioni, sequestri di persona, omicidi per procurarsi guadagni illeciti specialmente nel settore degli appalti, della droga e della prostituzione.
Si presume che l’etimologia della parola mafia derivi dalla parola araba “mahias” che significa millanteria. L’uso del termine “mafia” viene usato per lo mafioso più in senso improprio, il significato lo si può trovare nell’aggettivo che esprime un uomo che sa far rispettare i suoi diritti e nello stato sociale la violenza spesso e purtroppo è il miglior mezzo che uno abbia per farsi rispettare. Comunemente si associa il concetto di “mafia” ad un fenomeno qualsiasi di criminalità organizzata, ma la mafia non è solo banditismo finalizzato a commettere rapimenti ed estorsioni, ma anche un’organizzazione che ha come finalità il controllo del territorio, la mafia dà ad esempio il permesso ai criminali comuni di compiere rapine e furti. Si colloca quindi al di sopra della delinquenza comune, anche quando pure questa è organizzata.
I giovani ritengono che la mafia terrorizzi, diffonda insicurezza, impedisca di esercitare la propria libertà e ostacoli il futuro di molti. Ritengo che la sconfitta della mafia debba costituire uno degli obiettivi prioritari da perseguire, che potrebbe consentire la diffusione di un senso di unità nazionale, eliminando quello stereotipo negativo secondo il quale la mafia operi soltanto in alcune aree del Paese e non in altre. Ci si ritroverebbe a lottare per un nemico comune; la forza che dovrebbe dare la prima spinta al mutamento deve essere assolutamente estranea alla società siciliana e venire da fuori: dal popolo italiano.
Come diceva Paolo Borsellino “La lotta alla mafia non deve essere soltanto una distaccata opera di repressione, ma un movimento culturale e morale, anche religioso, che coinvolga tutti, che tutti abitui a sentire la bellezza del fresco profumo di libertà che si oppone al puzzo del compromesso morale, della indifferenza, della contiguità e, quindi, della complicità”.
Quest’anno a seguito del 20° anniversario della strage di Capaci, dove morirono il giudice Falcone, la moglie e gli agenti della scorta, il nostro Presidente della Repubblica ha pronunciato nell’aula bunker di Palermo un importante discorso davanti a centinaia di ragazzi, nel quale ha richiamato l’attenzione non solo sulla necessità di un contrasto deciso alla cultura dell’illegalità, ma anche sulla necessità di un incessante impegno educativo per l’edificazione di una consapevole coscienza civile e sul ruolo dei giovani nel rinnovamento della politica e della società.
Sottolineando che “La mafia e le altre espressioni della criminalità organizzata restano un problema grave per la democrazia da perseguire con la più grande determinazione e tenacia”. 1
Storia: origine ed evoluzione della mafia
Il fenomeno mafioso pone le sue radici nelle vicende storiche della Sicilia. Anche se non si può stabilire la data esatta della sua comparsa, essa si può fare risalire quando vi era la presenza di un sistema di stampo feudale, organizzato secondo una struttura piramidale che poneva al vertice i latifondisti e alla base trovavamo i contadini e i braccianti che lavoravano direttamente la terra.
I sovrani che governavano, provenienti da lontano, vedevano la Sicilia come una terra da cui tirar fuori risorse; fu proprio per questo che furono garantiti ai latifondisti onori e privilegi chiedendo in cambio “prelievi di beni”. I latifondisti che di norma abitavano nelle grandi città come Palermo o Catania avevano bisogno di qualcuno che facesse le loro veci nelle campagne.
Questi intermediari si ritrovavano ad avere nelle campagne un potere immenso, che sfruttavano usando forza e violenza, restando comunque impuniti dal momento che venivano protetti poiché si era lontani dalle autorità legali, ignari della situazione siciliana. La mafia, così, si trasformò diventando un organismo sostitutivo all’ordine legale, intervenendo nell’amministrazione della giustizia e nella gestione economica avviando attività illecita.
Questo è il tipico esempio di mafia agraria dove i malfattori vivono di ricatti, di grassazioni, di furti di bestiame; alcuni li descrivono come “belve” mentre altri li dipingono come una specie di eroi, protettori del debole e dell’oppresso.
Dopo l’Unità d’Italia le associazioni mafiose aumentarono approfittando del malessere sociale caratterizzato dalla miseria, dalla disoccupazione, dall’analfabetismo e dall’arretratezza culturale. La mafia si propose come struttura sostitutiva dello Stato, la mafia si fa Stato dove lo Stato è tragicamente assente, prevedendo da una parte protezione per i deboli e per gli oppressi dall’altra la loro sottomissione al suo dominio.
È in questi anni, inoltre, che si viene a sviluppare la struttura della mafia organizzata in cosche dove facevano perno i capimafia, tutti di condizione sociale agiata, a cui spettava il compito di giudicare dalle circostanze se conveniva rimanere inerti oppure ricorrere alla violenza per ottenere meglio un fine; sotto la guida del capomafia agisce un certo numero di “giovinotti”.
Il brigantaggio, i sequestri di persona, gli omicidi compiuti a ritmo ossessionante fanno della Sicilia una terra in cui la dittatura fascista decide di avviare una feroce repressione. Mussolini inviò il prefetto Mori in Sicilia, il quale con metodi efficaci ripulisce città, paesi e campagne. Assedia interi centri abitati, strana i capimafia bloccando gli acquedotti.
Nel 1924, però, Mussolini non rinnova la fiducia a Mori perché cominciò a svelare le connessioni tra mafia e potere politico. La liberazione dell’Italia dal fascismo, lo sbarco alleato in Sicilia nel 1943 e l’immediata nomina di alcuni capimafia a sindaci dei loro paesi sono il frutto di un vertice, avvenuto 3 anni prima, tra boss di Cosa Nostra e le autorità americane nel New Jersey. Gli Alleati trovarono così la strada spianata per lo sbarco a Gela.
Il periodo successivo alla fine della Seconda guerra mondiale faceva paura, erano stati anni di imboscate e attentati. Alla mafia agraria si sostituisce la mafia urbana ricorrendo ad estorsioni, sequestri di persona per procurarsi guadagni illeciti specialmente nel settore degli appalti della droga, della prostituzione, fra i nuovi business primeggia il contrabbando delle sigarette.
A partire dagli anni Ottanta si evidenziano complicità e compiacenze tra la mafia e potere: la mafia lancia in pista i suoi uomini destinati a fare carriera anche in politica, un esempio è Vito Ciancimino. In questi anni, inoltre, inizia una lotta legislativa alla mafia: vengono istituite le Commissioni parlamentari di inchiesta su materie di pubblico interesse.
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- Italiano: La chiave d'oro, Verga
- Storia: Storia ed evoluzione della mafia
- Filosofia: Girard
- Inglese: Charles Dickens
- Geografia astronomica: I terremoti
- Ed. fisica: La mafia nello sport
- Latino: La corruzione nella società latina