Ricerca d’esame di Lorenzo Muraro
Scuola Media di Fonte dell’Ovo
Anno scolastico 2013-2014
Il lungo viaggio verso il cielo
Storia e fatti dell’aeroplano
Power Point
(vedi allegato)
Storia
L’aeroplano fra il 1903 - 1945
Da sogno collettivo a micidiale strumento di guerra
I precursori
Gli uomini hanno sempre sognato di volare. Sin dai tempi più antichi hanno guardato agli uccelli con ammirazione per la loro abilità di librarsi in cielo. Era dunque naturale che l’uomo provasse a imitarli.
Il mito, con la storia di Dedalo e Icaro, ce lo conferma. I due, padre e figlio, erano stati rinchiusi dal re Minosse nell’intricato labirinto di Creta. Con l’intento di evadere, Dedalo costruisce due paia di ali fatte di piume e attaccate al corpo con della cera. Ma durante la fuga Icaro si avvicina troppo al sole, la cera si scioglie, le ali gli si staccano e lui precipita in mare, dove muore.
In epoca rinascimentale Leonardo da Vinci è stato il primo ad applicarsi con serietà scientifica allo studio del volo. Ha lasciato nei suoi appunti decine di progetti per macchine volanti, ispirate allo studio delle ali degli uccelli, in cui i passeggeri avrebbero dovuto salire, pedalare o muovere le braccia e così alzarsi in volo. Ma la forza dei nostri muscoli non basta a sollevarci da terra e i progetti, come è noto, rimasero tali.
Bisognerà aspettare il ’700 per vedere un uomo volare veramente. Nel 1783 due francesi, a bordo di un aerostato ad aria calda costruito dai fratelli Montgolfier, sorvolarono Parigi percorrendo otto km in 25 minuti e raggiungendo un’altezza di circa 900 m. Nel secolo successivo, quando i palloni furono dotati di sistemi di comando per il controllo del volo sul piano orizzontale, furono chiamati dirigibili.
Il più grande fra tutti gli antenati dei moderni piloti può essere considerato l’ingegnere tedesco Otto Lilienthal. Nel 1891 iniziò esperimenti con alianti di sua invenzione. Dopo essersi lanciato dall’alto di una collina, per dirigere il volo e mantenere stabilità fra le correnti d’aria, faceva oscillare il corpo e le gambe. Le sue imprese attiravano folle di spettatori e gli valsero il nome di “uomo volante”. La sua carriera si concluse tragicamente nel 1896, quando un’improvvisa raffica di vento colpì il suo aliante e lo fece precipitare.
I pionieri
L’era del volo vera e propria può iniziare solo con l’invenzione del motore a scoppio, avvenuta nel 1870, perché dà all’uomo l’energia necessaria per volare. I fratelli Orville e Wilbur Wright decidono di diventare i primi a volteggiare su un vero aereo dotato di motore. Per realizzare i propri esperimenti scelgono una baracca situata in un piccolo villaggio di pescatori sull’Atlantico, nello stato della Carolina. Vi sono grandi spiagge e venti robusti. È il 17 dicembre del 1903. L’aereo, da loro concepito e battezzato Flyer, è sul carrello sulla pista di lancio, in attesa di essere lanciato da una specie di catapulta. È un biplano costruito in legno e tessuto, dotato di un solo motore, nato nel laboratorio della loro fabbrica di biciclette. Il pilota lo deve guidare da steso, con la mano sinistra sul timone, mentre con il bacino manovra la direzione.
I due fratelli si giocano a testa o croce il primo volo. La moneta designa Orville. Il volo dura 12 secondi e copre una distanza di 36 metri. Quel giorno il Flyer volerà altre quattro volte, con i fratelli che si alternano al comando. Così i fratelli Wright avevano vinto la propria scommessa! Per la prima volta al mondo un aereo motorizzato ha volato sotto il pieno controllo di un pilota.
La prima persona che ebbe l’onore di pilotare un aereo in Europa fu Alberto Santos-Dumont. Nei pressi di Parigi nel 1906 si alzò in cielo per 21 secondi coprendo 220 m, in un curioso biplano dotato di una fusoliera che sporgeva davanti al pilota, il quale stava in piedi all’interno di un cesto da vimini da mongolfiera. Poiché è il primo apparecchio in grado di decollare autonomamente senza spinta, è considerato da una parte della comunità scientifica come vero padre dell’aviazione.
Nei primi anni del ’900 il volo si trasforma in una moda capace di calamitare l’immaginazione popolare, grazie anche alla massiccia attenzione dei media. Nel 1909 il giornale inglese Daily Mail mise in palio 1000 sterline per il primo uomo che fosse riuscito ad attraversare la Manica. Il volo doveva coprire 37 km. Per un velivolo di quei tempi, fragile e inaffidabile, rappresentava una sfida eccezionale. Il premio fu vinto dal pilota e imprenditore francese Louis Blériot a bordo del suo omonimo monoplano Blériot XI.
Lo spettacolo del volo
Per far conoscere al grande pubblico le prodezze dell’aviazione vengono organizzati raduni internazionali. Il primo e più famoso raduno venne organizzato a Reims in Francia nel 1909. Per la durata di una settimana i più grandi aviatori del mondo gareggiarono per aggiudicarsi i ricchi premi. L’incontro si trasformò in un evento di grosso richiamo. Tra i 200.000 spettatori anche nomi illustri, come il presidente americano Roosevelt.
Quando lo spettacolo del volo divenne più familiare, ai piloti non fu più sufficiente decollare e volare intorno a un campo. Il pubblico chiedeva acrobazie e manovre sempre più audaci e rischiose, come i looping, o giri della morte. Che un pilota potesse volare a testa in giù appariva come un vero e proprio miracolo. Nonostante l’apparente frivolezza, l’evoluzione delle acrobazie aeree rappresentò un importante progresso nelle tecniche di volo e di controllo del mezzo. I looping, le virate inclinate strette, le picchiate ad alta velocità ben presto sarebbero state impiegate dagli assi nei combattimenti della prima guerra mondiale.
L’audacia dei piloti aveva incrementato notevolmente non solo la loro popolarità, ma anche il numero degli incidenti mortali. Fra il 1910 e il 1911 persero la vita 62 piloti, tanti se si considera che all’epoca vi erano meno di 600 aviatori in tutto il mondo. Per questo in Francia vennero prese le prime misure di sicurezza e limitazioni al volo, come il divieto di passare sopra le città e le folle.
La nascita dell’industria aeronautica
I primi aviatori erano al tempo stesso inventori, costruttori e piloti. Poi i più intraprendenti iniziarono a fondare piccole aziende, servendosi della collaborazione di tecnici e artigiani presi dai settori delle costruzioni navali o della falegnameria.
Fu soprattutto l’Europa, che si preparava ad affrontare un conflitto, a porre le basi dell’industria aeronautica. Fra il 1911 e il 1914 le istituzioni militari europee divennero i maggiori acquirenti di aeroplani. Le forze armate stabilivano gli obiettivi delle industrie aeronautiche, riconoscendo loro proficui contratti. La Francia, ma anche la Germania e la Gran Bretagna, erano i paesi leader in questo mercato. Mentre fino a quel momento i velivoli dovevano essere veloci e spettacolari, ora all’esercito servivano mezzi stabili e robusti, che potessero trasportare un certo carico ed essere pilotati con qualsiasi condizione meteorologica.
Le macchine volanti e i loro piloti avevano conquistato nei primi anni del ’900 i cuori e l’immaginazione di milioni di persone. Artisti e pittori avevano pensato all’aeroplano come simbolo di modernità e progresso e anche come mezzo per abbattere le barriere nazionali e avvicinare tra loro i popoli. Nel 1914 questa era volgeva al termine e l’aviazione si apprestava a diventare un micidiale strumento di guerra.
Gli aerei vanno in guerra
L’Italia fu il primo paese a utilizzare gli aerei in guerra. Nel 1911 aveva dichiarato guerra alla Turchia per la conquista della Libia, che allora faceva parte del decadente impero ottomano.
Introduzione aeroplano, tesina
Tesina interdisciplinare sull'aeroplano con presentazione PowerPoint.
Collegamenti
- Storia - Mito, pionieri, precursori. Gli aerei vanno in guerra
- Ed. artistica - Guernica
- Inglese - Amelia Mary Earhart
- Lettere - Antoine de Saint-Exupery
- Francese - Le Petit Prince
- Ed. tecnica - L'aviazione civile
- Scienze - L'atmosfera, aerodinamica
- Musica - "Volare"