Estratto del documento

Liceo Scientifico Francesco D’Assisi

Anno scolastico 2006/07

La Luna

Pensieri, ipotesi, ispirazioni

Alessia Domenicucci

Classe VD – indice

L’allunaggio pag. 1

(Storia)

La Luna pag. 8

(Geografia astronomica)

L’attrazione gravitazionale pag. 16

(Fisica)

Caspar David Friedrich pag. 20

(Storia dell’arte)

L’influenza della Luna in letteratura pag. 25

(Italiano)

“The Moon”, Shelley pag. 30

(Inglese)

Schopenhauer e Leopardi a confronto pag. 32

(Filosofia)

La Luna

Luna, Luna là

che solitaria in cielo stai,

e tutto vedi e nulla sai...

Luna, Luna là

che sui confini nostri vai

e fronti e limiti non hai

e tutti noi uguali fai...

Tu che risplendi

sui nostri visi bianchi e neri

tu che ispiri e diffondi

uguali brividi e pensieri

fra tutti noi quaggiù...

Luna Luna là

mantello bianco di pietà

presenza muta di ogni Dio

del suo, del mio

del Dio che sa...

Tu che fai luce

all’uomo errante in ogni via

dacci pace, la tua pace,

la bianca pace e così sia

per questa umanità.

Bianca Luna, bianca Luna...

Da “Forza venite gente”

Testo di Castellacci - Biagioli

L’allunaggio

Allunaggio

Con il termine si intende l’operazione di sbarco sulla Luna.

La guerra fredda

Gli esseri umani sono atterrati sulla Luna il 20 luglio 1969, all’apice di una gara spaziale tra URSS e Stati Uniti d’America, ispirata dalla guerra fredda.

Il primo astronauta a camminare sulla superficie lunare fu Neil Armstrong, comandante dell’Apollo 11. L’ultimo fu Eugene Cernan, che durante la missione Apollo 17 camminò sulla Luna nel dicembre 1972.

Armstrong appena scese, alle 4:57 ora italiana del 21 luglio 1969, pronunciò la famosa frase: “Questo è un piccolo passo per un uomo, ma un passo gigantesco per l’umanità”.

Poco dopo discese dal “LEM” anche Aldrin, mentre Collins restò in orbita attorno alla Luna con il modulo di comando “Columbia”. I due astronauti eseguirono foto, prelevarono campioni lunari e lasciarono sulla Luna 77 kg di strumenti scientifici: per la rilevazione dell’attività sismica, la temperatura, il magnetismo; venne anche installato un riflettore laser per le misurazioni della distanza Terra-Luna.

La permanenza dei primi astronauti sulla Luna fu di 21 ore e 36 minuti; infine risalirono col “LEM” fino al modulo “Columbia” ed il 24 luglio avvenne il loro recupero nell’Oceano Pacifico, da parte del personale della portaerei U.S.A. “Hornet”.

Nel 1945, anno della fine della II guerra mondiale, ha segnato l’inizio di un’epoca definita “l’età delle super potenze”, dominata dalla presenza e dalla concorrenza di due grandi blocchi politico-economico-militari, USA e URSS, entrambi in grado di distruggere l’avversario e con esso la vita di tutto il pianeta.

Fortunatamente lo scontro politico ed ideologico non degenerò mai in un conflitto militare aperto: per questo il dopoguerra viene generalmente denominato come il periodo della guerra fredda, che ebbe inizio con la conferenza di Yalta, dove “i tre grandi”, Churchill, Roosevelt e Stalin, decisero le sorti del mondo. In termini brutali, ci fu una vera e propria spartizione del mondo tra USA e URSS.

L’equipaggio dell’Apollo 11 lasciò una targa di acciaio inossidabile, per commemorare lo sbarco e lasciare informazioni sulla visita ad ogni altro essere, umano o meno, che la trovi. Sulla targa c’è scritto:

Here men from the Planet Earth first set foot upon the moon, July 1969, A.D. We came in peace for all mankind.’

(Qui, uomini dal pianeta Terra posero piede sulla Luna per la prima volta, luglio 1969 d.C. Siamo venuti in pace, a nome di tutta l’umanità).

La targa raffigura i due emisferi del pianeta Terra, ed è firmata dai tre astronauti e dall’allora Presidente degli Stati Uniti d’America Richard Nixon.

Armstrong, Aldrin, Collins (equipaggio dell’Apollo XI)

Prima di inviare un equipaggio umano sulla Luna, il governo degli Stati Uniti decise che veicoli spaziali privi di equipaggio a bordo avrebbero dovuto esplorare per primi il satellite scattando diverse fotografie, per confermare la possibilità di allunare in sicurezza.

Tre progetti di sonda su tre propulsori a razzo diversi fallirono tutti in un totale di dieci tentativi.

Il programma Luna sovietico lanciò il Luna 1, il primo veicolo a volare al di là della Luna il 4 gennaio 1959.

Il suo successore, il Luna 2, fu il primo veicolo ad allunare, mentre Luna 3 fu il primo a scattare fotografie del lato nascosto della Luna il 7 ottobre 1959.

Luna 9, lanciato dall’URSS il 3 febbraio 1966, eseguì il primo atterraggio morbido sulla Luna; Luna 10 divenne il primo velivolo spaziale ad orbitare intorno alla Luna il 3 aprile 1966.

Il programma robotico Surveyor era parte degli sforzi americani di localizzare un sito sicuro sulla Luna per un allunaggio. Cinque delle sette missioni Surveyor ebbero successo, aiutando a trovare l’obiettivo migliore per gli astronauti del programma Apollo.

Apollo 8 eseguì la prima orbita lunare con equipaggio il 27 dicembre 1968, ponendo le basi per far scendere un uomo sulla Luna.

Dopo gli sbarchi del programma Apollo, nessun essere umano ha più camminato sulla Luna.

Gli americani persero interesse, i sovietici continuarono con sonde automatiche, che riportarono anche campioni di suolo a Terra. Le altre nazioni non avevano le risorse necessarie, e le due superpotenze non vedevano un vantaggio tale nell’esplorazione da giustificare gli altissimi costi.

A questo punto nasce una domanda:

L’uomo ha davvero “conquistato” la Luna oppure l’America è riuscita e riesce tutt’ora a “prendere in giro” l’ingenuità del mondo intero attraverso un filmato falso?

I libri di storia mentono... Quando Armstrong scese giù da quella scaletta proclamando che si trattava solo di un piccolo passo per lui ma di un grande passo per l’umanità, stava in realtà posando il piede su un solido palcoscenico coperto di polvere all’interno di un segretissimo studio televisivo nel deserto del Nevada.

I “dottori” della NASA falsificarono completamente l’atterraggio dell’uomo sulla Luna. Più precisamente, falsificarono tutti e sei gli atterraggi sulla Luna spendendo circa 25 miliardi di dollari per dimostrare al mondo che i Russi non potevano competere con gli Stati Uniti nel campo delle esplorazioni spaziali.

L’origine di questa teoria, ormai diffusasi in tutto il mondo, è il libro dell’americano Bill Kaysing “We never went to the moon” del 1976, ripresa, più recentemente, in una trasmissione televisiva del network americano Fox Television.

Nella trasmissione, Kaysing sostiene che la tecnologia degli anni sessanta non avrebbe mai consentito di riuscire ad allunare.

“La NASA non avrebbe potuto portarli sulla Luna e loro lo sapevano”, dichiara Kaysing. “Negli ultimi 50 anni quando ero a Rocketdyne, fecero uno studio di fattibilità sulle missioni degli astronauti sulla Luna. Si scoprì che la probabilità di successo era dello 0,0017 per cento. In altre parole, era senza speranza.”

Non più tardi del 1967, ricorda Kaysing, tre astronauti morirono in un incendio sulla rampa di lancio, il culmine di una lunga serie di incidenti. “Ma arrivati al 1969 improvvisamente eravamo in grado di realizzare con successo missioni su missioni. Questo è contro ogni probabilità.”

Ma J. Kennedy era convinto che il tentativo fosse possibile. Infatti, nel maggio del 1961, annunciò che “mandare l’uomo sulla Luna e farlo tornare sano e salvo sulla Terra” sarebbe stato un obiettivo primario per gli Stati Uniti - un adempimento che riempì di orgoglio gli Americani e di meraviglia il resto del mondo.

“La NASA avrebbe inscenato tutte le missioni solo per denaro”, disse Kaysing, “ho lavorato in aeronautica abbastanza a lungo per convincermi che fosse questo l’obiettivo”.

I sostenitori della teoria dell’allunaggio non avvenuto indicano il regista Stanley Kubrick, allora famoso per i suoi effetti speciali molto realistici del film “2001: Odissea nello spazio”, come incaricato dalla NASA per girare i vari filmati degli allunaggi.

A sostegno della tesi, essi recano il fatto che l’agenzia spaziale statunitense concesse al regista l’uso di un nuovo tipo di lenti ad alta luminosità, talmente rivoluzionarie da permettere delle riprese a luce naturale mai tentate prima.

La teoria sostiene inoltre che i razzi Saturn siano sempre stati lanciati vuoti.

I tre astronauti Roger Chaffee, Edward White e Virgil Grissom, periti nell’incendio dell’Apollo 1, sarebbero stati “eliminati” dalla NASA, in quanto avevano scoperto tale fatto e non concordarono con detto complotto.

Pertanto in seguito tutti i collaboratori della NASA dovettero prestare giuramento di mantenere assoluto segreto su quanto a loro conoscenza. Contemporaneamente venivano minacciati di subire lo stesso destino in caso di violazione del giuramento.

Kaysing indica altri sette casi di morte ed incidenti intercorsi ad astronauti e piloti che avrebbero deciso di non attenersi al giuramento prestato.

A contribuire inoltre alla diffusione popolare della teoria fu il film del 1977 Capricorn One del regista Peter Hyams.

La trama tratta, in maniera analoga, di una missione su Marte: la NASA scopre di non essere in grado di partire per la missione. Onde evitare che i finanziamenti per missioni successive vengano cancellati, decide di inscenare il tutto in uno studio televisivo.

Poco prima del lancio, gli astronauti vengono portati in una base militare nel deserto. Così il razzo viene lanciato nello spazio vuoto e all’umanità vengono presentate le immagini registrate in un apposito studio televisivo.

Mentre il mondo si prepara a festeggiare gli astronauti al rientro dalla missione, accade però che la capsula vuota esploda durante il rientro in atmosfera.

Così la NASA decide di “eliminare” gli astronauti, per evitare il rischio che l’inganno possa venire scoperto. Gli astronauti, scoperto tale progetto, riescono tuttavia a fuggire dalla base militare.

Vengono dunque cacciati attraverso il deserto. Contemporaneamente un giornalista, nel film con il nome di Robert Caulfield, inizia la sua ricerca su diversi fatti anomali della missione, scoprendo man mano l’imbroglio messo in scena dalla NASA.

Kaysing sottolineò numerose anomalie nelle pubblicazioni della NASA e nelle trasmissioni televisive e anche nelle immagini che arrivavano dalla Luna. Alcune tra le tante:

  • Senza una protezione di due metri di spessore gli astronauti sarebbero bruciati a causa delle radiazioni presenti sulla Luna;
  • Nelle fotografie non appare mai un cielo stellato;
  • In una fotografia l’astronauta ha la propria ombra, la bandiera no;
  • La macchina fotografica usata dagli astronauti non era protetta e avrebbe dovuto fondersi vista l’alta temperatura sulla Luna;
  • Le ombre presenti nelle fotografie divergono: l’unica spiegazione è che sono state usate delle luci artificiali poiché il Sole non potrebbe che creare ombre parallele;
  • La bandiera statunitense si muove come mossa dal vento, ma sulla Luna non ne soffia alcuno;
  • La navetta spaziale atterra senza alzare alcuna nuvola di polvere e i suoi “piedi” risultano essere fin troppo puliti e privi di polvere per rendere credibile l’allunaggio.

Qui di seguito sono riportate le fotografie che hanno avvalorato le tesi contro l’allunaggio.

Strani riflessi sulla visiera

La foto è una delle immagini più famose dell’intero programma Apollo: la foto di ‘Buzz’ Aldrin, scattata da Neil Armstrong.

Osservate attentamente la sua visiera, potete discernere l’immagine di Neil Armstrong, e giusto alla sua sinistra sembra esserci un oggetto fortemente illuminato sospeso in cielo: cos’è?

Qualcuno afferma che si tratti della bandiera statunitense, ma appare troppo lontano dal Modulo ed anche troppo grande.

Infine c’è l’ombra del modulo di allunaggio che arriva fino all’orizzonte visibile.

Differenza di ombre

La foto mostra gli astronauti Armstrong e Aldrin sul suolo lunare mentre sistemano la bandiera degli Stati Uniti.

Notate come l’ombra di uno, nonostante si trovino a pochissima distanza tra loro, è doppia rispetto a quella dell’altro!

Contrasti di luce e ombra

Notate come anche in questo caso, le ombre dell’astronauta e soprattutto quella del Modulo di allunaggio, arrivano fino all’orizzonte visibile.

Contrasti di luce e ombra

A sinistra un’altra immagine famosa: Aldrin che scende la scaletta del Modulo Lunare.

L’ombra del Modulo sul terreno indica che questo lato del LM non è illuminato direttamente.

Alcune aree del foglio dorato non riflettono alcuna luce, eppure la tuta EVA (Attività Extra-Veicolare) di Aldrin è ben illuminata, senza alcuna ombra evidente, in netto contrasto con le altre fotografie.

Manca l’ombra della bandiera

La luce solare proietta ombre perpendicolari all’obiettivo fotografico mentre è completamente assente l’ombra della bandiera statunitense. Dov’è finita?

Particolare ingrandito

Niente polvere

Nella foto di sinistra si vede chiaramente il piede del Modulo poggiare su una superficie dura, visto che non è affondato, e non presenta neppure alcuna traccia di polvere.

Come mai l’allunaggio è stato così morbido e pulito?

Piede del modulo

Scarico del modulo

Nell’altra foto si vede chiaramente lo scarico del Modulo dopo l’atterraggio.

A destra un particolare ingrandito mostra come tale allunaggio non ha alzato neppure un granello di sabbia. Le parti color oro infatti sono intonse.

Inquadratura storta ma orizzonte dritto

L’astronauta sta scendendo dalla scaletta del Modulo lunare.

All’interno dei cerchi in giallo si vedono le classiche crocette dell’obiettivo. Esse sono storte però!

Probabilmente l’astronauta ha inclinato la macchina da ripresa per scattare la foto, ma questo non spiega come mai l’orizzonte visibile è perfettamente “orizzontale”?

Atterraggio morbido

Il Modulo di allunaggio si è posato dolcemente senza provocare nessun cratere.

Non è un po’ strano se consideriamo che la superficie della Luna è soffice e polverosa?

Illuminazione ambientale anomala

La foto a sinistra mette in evidenza una illuminazione delimitata esclusivamente all’area intorno al Modulo lunare, mentre nella foto in alto l’illuminazione è molto più intensa e l’ombra del Modulo sembra arrivare fino all’orizzonte visibile.

A cosa sono dovute queste discrepanze?

Sfondi lunari uguali

Se dalla foto di sinistra togliamo il Modulo di allunaggio e la bandiera, essa è perfettamente sovrapponibile all’immagine di destra.

Come mai lo sfondo è identico?

Nonostante le prove a sfavore dell’allunaggio molti uomini credono nella missione e ancora oggi sognano e si appassionano di fronte alle immagini della conquista della Luna.

La Luna

Nei tempi antichi non erano rare le culture che pensavano che la Luna morisse ogni notte, scendendo quindi nel mondo delle ombre; altre culture pensavano che la Luna inseguisse il Sole, o viceversa.

Ai tempi di Pitagora, come enunciava la scuola pitagorica, veniva considerata un pianeta.

Durante il Medioevo alcuni credevano che la Luna fosse una sfera perfettamente liscia, ed altri che vi si trovassero oceani.

Ma quando nel 1609 Galileo puntò il suo telescopio sulla Luna scoprì che la superficie non era liscia, bensì corrugata e composta da vallate, monti e crateri.

Da quel momento si comprese che esso era un corpo solido proprio come la Terra.

Nei secoli successivi alle scoperte di Galileo, la Luna è stata studiata a fondo dagli astronomi, usando il telescopio.

Una cosa apparve subito chiara: non c’era atmosfera. Quando una stella veniva occultata dalla Luna, spariva istantaneamente e la sua luce non mostrava né rifrazione né assorbimento da parte dell’atmosfera.

Ciò perché per le leggi del moto, il centro dell’orbita lunare non è la Terra, ma il centro di gravità del sistema Terra-Luna.

La localizzazione di quel punto consente agli astronomi di ricavare la massa della Luna, e, da quella, l’intensità della gravità lunare, che è soltanto 1/6 di quella sulla superficie terrestre.

La gravità è importante per trattenere l’atmosfera. È infatti la gravità che l’attrae verso il basso, mentre il calore tende a farla sfuggire.

Il calore non è altro che l’agitazione degli atomi e delle molecole.

In un solido o un liquido caldo, il calore può essere considerato come un moto che scuote gli atomi e le molecole attorno alla loro posizione di equilibrio.

Più alta è la temperatura, più è violento il moto, fino a che il materiale bolle o evapora.

Per la Luna, si può calcolare che qualsiasi atmosfera verrebbe perduta nel giro di qualche era geologica.

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Sintesi

La luna, i suoi riflessi nella letteratura e la sua scoperta

Materie trattate: Storia, geografia astronomica, fisica, storia dell'arte, italiano, inglese e filosofia

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