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Tesina Simonetti Francesco 5H Italiano

Il Naturalismo

È una corrente letteraria che nacque in Francia nella seconda metà del 1800; il termine naturalismo sta a sottolineare che in questo periodo dominato dal positivismo, anche l'arte viene considerata una disciplina naturale alla quale si può applicare il metodo scientifico.

Il Naturalismo può essere considerato l'aspetto letterario del positivismo da cui eredita:

  • L'attenzione per la realtà.
  • L'uso del metodo scientifico.
  • La fiducia nel progresso.

È una letteratura quindi che si accosta alle realtà, la indaga con il metodo scientifico, facendo particolare attenzione agli aspetti sociali ed economici delle classi più umili appunto perché in queste sono più evidenti i fattori che condizionano la vita dell'uomo.

Anche lo stile si adegua a questo nuovo contenuto, si adopera infatti un linguaggio semplice antiletterario perfettamente aderente all'ambiente e ai personaggi utilizzando se necessario anche il dialetto ed il gergo. Il Naturalismo condivide con il Positivismo l'attenzione e la fiducia nel progresso per cui gli scrittori francesi pur scrivendo le tristi condizioni di vita degli umili e mettendo in evidenza gli aspetti negativi della società, sono convinti che la loro denuncia possa servire a migliorare questa realtà malsana.

I canoni fondamentali di questa letteratura sono tre:

Oggettività

Lo scrittore deve partire da fatti realmente accaduti e ricostruirli secondo la relazione (causa-effetto).

Impersonalità

Lo scrittore non deve imporre le sue idee, i suoi sentimenti, i suoi giudizi, non deve parteggiare per i suoi personaggi, deve invece esporre i fatti in modo freddo e distaccato come un fotografo.

Scientificità

Lo scrittore deve tener conto delle leggi scientifiche che regolano la società, tutte le azioni umane devono essere lette alla luce dell'ambiente e dell'ereditarietà.

Tra i teorici del naturalismo troviamo Honoré de Balzac il quale espresse l'idea che lo scrittore deve essere solamente il regista del bene e del male. Egli afferma che la società umana assomiglia alla natura: “La società fa degli uomini, a seconda dell'ambiente in cui si svolge la vita, tante specie diverse quanti sono gli animali nella zoologia”. Balzac scrisse la "Commedia umana", una raccolta di 91 romanzi nei quali vengono descritti uomini appartenenti a diverse estrazioni sociali.

I generi letterari più diffusi furono la novella ed il romanzo in quanto più della poesia erano più vicini ai canoni del naturalismo ed assecondano meglio la tendenza al vero. I maggiori rappresentanti del naturalismo furono Émile Zola e Gustav Flauber, che scrisse "Madame de Bovary". Da questo, che scrisse "La medicina sperimentale", in cui sostiene l'esigenza di costruire un romanzo come un esperimento di laboratorio; lo scrittore deve essere uno sperimentatore ed andare alla ricerca delle relazioni che ci sono tra causa-effetto, lo scrittore deve riprodurre l'esperienza vissuta e quindi come uno scienziato deve far ricorso all'esperienza diretta.

Zolà attribuisce alle romanziere il compito di denunciare con imparzialità scientifica gli aspetti negativi della società per cui la sua opera d'arte deve essere: un Documento Umano. Scrisse anche un vasto ciclo di romanzi intitolato "Rougon Moguart", dal cognome della famiglia i cui componenti illustrano nei vari romanzi l'incidenza dell'ambiente e dell'ereditarietà. Un romanzo importante del ciclo è L'Assommoir, in cui si descrive realisticamente la degradazione fisica e morale del proletariato parigino.

Il Naturalismo prosegue e svolge più approfonditamente le esigenze realistiche del Romanticismo con la differenza che la realtà presa in considerazione dai Romantici è idealizzata, è scelta mai degradata perché deve servire da modello ed educare; la realtà invece del naturalismo è indagata con metodo scientifico e deve servire da denuncia.

Émile Zola

Scrittore francese, iniziatore del movimento naturalista. Figlio di un ingegnere italiano, perse il padre in giovane età, ed ebbe un'infanzia e un'adolescenza molto povere. Iniziò a lavorare come impiegato presso una casa editrice, ma a partire dal 1865 poté vivere dei proventi che gli venivano dallo scrivere poesie, racconti, critiche d'arte e di letteratura. Il suo primo romanzo importante, Teresa Raquin (1867), è un'intensa storia d'amore e morte, narrata con acuta introspezione psicologica.

L'interesse per le ricerche scientifiche sull'ereditarietà e l'influenza dell'ambiente suggerì a Zola di usare lo strumento narrativo per analizzare ogni aspetto della vita umana e documentare i mali sociali, in uno stile conciso e crudo che egli stesso chiamò naturalismo. Le pagine dei suoi romanzi, frutto di lunghe e pazienti ricerche, definiscono un ritratto disincantato della società francese sul finire dell'Ottocento, terreno fertile per i comportamenti criminali e devianti.

Non mancò, peraltro, chi gli rimproverò di avere esagerato i toni cupi ed esasperato la patologia del comportamento criminale delle classi inferiori. Fra il 1871 e il 1893 compose il ciclo I Rougon-Macquart, storia naturale e sociale di una famiglia sotto il secondo impero, venti romanzi che dovevano illustrare le sue teorie attraverso le vicissitudini di una famiglia.

Molti titoli del ciclo, che segue le vicende di una famiglia nel corso di cinque generazioni, ebbero grande successo: così Il ventre di Parigi (1873), sulla vita dei quartieri popolari della città; L'ammazzatoio (1877), sulle conseguenze dell'alcolismo; Nanà (1880), sulla prostituzione e la piccola borghesia; Germinal (1885), sulla vita dei minatori; La bestia umana (1890), sulla follia omicida; La disfatta (1892), sulla caduta del secondo impero.

Questi romanzi di denuncia sociale ebbero un'importanza fondamentale per lo sviluppo della narrativa naturalista. Zola scrisse inoltre di critica letteraria, attaccando il romanticismo. Nella sua produzione saggistica spiccano Il romanzo sperimentale (1880), considerato la sua analisi letteraria più acuta, e Les romanciers naturalistes (1881).

Quando scoppiò il caso di Alfred Dreyfus, l'ufficiale francese ebreo accusato di tradimento, Zola, attento interprete dei mali sociali e delle tensioni politiche della sua epoca, scrisse al quotidiano parigino "L'Aurore", nel gennaio 1898, una lettera aperta che esordiva con un secco e perentorio J'accuse. In essa lo scrittore denunciava la pretestuosità della condanna dell'ufficiale e accusava, in sua vece, i vertici delle gerarchie politiche e delle forze armate.

Processato per diffamazione e giudicato colpevole, Zola riparò in Inghilterra, riuscendo così a evitare il carcere. Ritornò in Francia un anno dopo, quando la sentenza contro Dreyfus fu annullata sì che cadde di conseguenza anche quella che aveva condannato lui. Morì soffocato dal monossido di carbonio a causa di un comignolo otturato.

Germinal

Stefano Lantier organizza uno sciopero, dovuto alle condizioni di vita dei minatori di Montsou. Stefano è un operaio che lavora in miniera, dove ha passato gran parte della sua vita. Gli operai resistono per mesi, finché logorati dalla fatica, marciano sulle miniere implorando cibo.

A questo punto interviene l'esercito e lo sciopero si trasforma in una carneficina. I minatori, ormai sottomessi, si adeguano alle condizioni imposte loro, fino a quando un macchinista russo inonda la miniera. Molti di questi operai muoiono annegati, ma Stefano si salva con difficoltà. Il racconto si conclude quando Stefano ritorna a Parigi, dove spera di trovare un mondo più giusto.

Tempo

Siamo nel 1800, nel pieno della prima rivoluzione industriale.

Luogo

Una miniera a Parigi.

Personaggi

Stefano Lantier, un giovane operaio di Parigi, che organizza uno sciopero per le dure condizioni di lavoro. Hennebeau, il direttore della miniera di Montsou.

Commento

Questo romanzo naturalista è molto interessante, perché fa capire come era difficile vivere nelle miniere, ma, come fece Stefano, non bisogna mai arrendersi di fronte a niente e nessuno.

Il testo e il suo tempo

Come abbiamo già visto, il testo è ambientato nel 1800, quando scoppiò la prima rivoluzione industriale. Con queste nacquero le prime ferrovie, quindi bisognava estrarre carbone dalle miniere per farle funzionare. Ma non solo agli uomini fu affidato questo lavoro, bensì anche a donne e ragazzi, che difficilmente sopravvivevano in ambienti così ostili come le miniere di quel periodo.

Storia

Belle Époque

Il periodo della storia europea compreso tra il 1870 e lo scoppio della prima guerra mondiale è stato definito Belle Époque, in quanto la Francia era al centro di questo movimento. È stata veramente "un'epoca bella" per l'eccezionalità dello sviluppo civile, economico e culturale.

Durante la Belle Époque la tecnologia liberò tutte le sue potenzialità, esercitando una straordinaria forza di attrazione culturale e psicologica. All'interno delle grandi città si determinò un sostanziale miglioramento della vita materiale, garantito da una serie di servizi totalmente nuovi. Basti pensare all'energia elettrica e alle sue numerose applicazioni.

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Sintesi

Materie e argomenti

  • Italiano: Naturalismo e Zola
  • Storia: Belle Époque
  • Elettronica: Modulazioni AM e FM
  • Sistemi: I mezzi trasmissivi
  • Informatica: HTML
  • Inglese: Victorian Age e Dickens
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