Estratto del documento

I.T.I.S. “E. Morselli” Gela

Tesina di maturità Indirizzo informatico

Anno scolastico 2009/2010

Analogie tra ermetismo ungarettiano e gergo giovanile moderno

Leonardi Alessandro

Analogie tra ermetismo ungarettiano e gergo giovanile moderno

Col termine Ermetismo si indica un tipo di poetica che sorge intorno agli anni ’20 e si sviluppa negli anni compresi tra le due guerre mondiali. Fondatori della poesia ermetica sono considerati Giuseppe Ungaretti ed Eugenio Montale.

Il tema centrale della poesia ermetica è il senso della solitudine disperata dell’uomo moderno che ha perduto fede negli antichi valori, nei miti della civiltà romantica e positivistica e non ha più certezze a cui ancorarsi saldamente. Egli vive in un mondo incomprensibile sconvolto dalle guerre e offeso dalle dittature pertanto il poeta ha una visione della vita sfiduciata, priva di illusioni e dominata dall’incomunicabilità, dall’alienazione (la coscienza di essere ridotto ad un ingranaggio nella moderna civiltà di massa) e dalla frustrazione (deriva dal contrasto fra realtà quotidiana - che è sempre deludente - e i nostri sogni).

Quindi i poeti ermetici perseguono l’ideale della “poesia pura libera”, cioè libera dalle forme metriche e retoriche tradizionali; inoltre loro non hanno più miti e certezze in cui credere, perciò vanno alla ricerca di parole essenziali, scabre e secche che meglio descrivano il loro stato d’animo.

Il termine “ermetismo”, derivante da Ermete (o Mercurio) che rappresentava il dio delle scienze occulte, fu adoperato in senso dispregiativo per indicare la nuova poesia che si presentava eccessivamente concentrata, allusiva e troppo spesso scarna, oscura e talvolta indecifrabile.

In realtà questo linguaggio spesso enigmatico e tuttora difficilmente comprensibile per il grosso pubblico, può essere in qualche modo paragonato al gergo giovanile moderno.

I gerghi sono sempre linguaggi speciali particolarmente marcati, che hanno due principali ragioni d’esistere: dare un segnale della propria appartenenza solidale a un gruppo e non farsi capire facilmente da chi è estraneo al gruppo.

Con le moderne tecnologie (sms, mms, e-mail) infatti i giovani tendono a creare un proprio gergo, un codice comunicativo, che nasce dall’esigenza di marcare la propria identità e i propri valori che li porta a distinguersi, anche linguisticamente, dagli altri gruppi.

Il loro è un linguaggio destinato ad essere compreso dai loro coetanei; spesso è ignorato dagli altri, specialmente dagli adulti. Di qui la nascita di un vocabolario criptato, in cui creano nuove parole, le deformano o danno nuove accezioni a quelle già esistenti, o addirittura le prendono direttamente dalle lingue straniere, creando così un linguaggio ermetico, fatto di frasi asciutte e incomprensibili, ma allo stesso tempo decise, sbrigative e veloci. La mia considerazione riguarda l’apprezzamento della rapidità di apprendimento di un concetto, ricavabile da un linguaggio più risoluto in termini di scrittura, lettura ed interpretazione. Ovviamente ne pagherebbe le conseguenze la crescita della cultura intesa in senso letterario, ma nella complessità dell’evoluzione dell’uomo, un linguaggio “veloce” e comprensibile allo stesso tempo porterebbe ad un progresso altrettanto celere in diversi campi, se sfruttato a dovere.

Introduzione

.

Analogie tra ermetismo ungarettiano e linguaggio giovanile moderno

Italiano

I Database Giuseppe Ungaretti

Storia inglese

Prima Guerra Mondiale

Matematica

Gli integrali indefiniti

Giuseppe Ungaretti

|

Italiano

La vita e le opere

Giuseppe Ungaretti è considerato il fondatore dell’ermetismo, corrente letteraria che si diffonde in Italia più o meno a partire dagli anni Venti e che tanto peso avrà sulla poesia italiana successiva.

Giuseppe nasce nel 1888 ad Alessandria d’Egitto da genitori italiani. Quando ha appena due anni perde il padre, operaio allo scavo del canale di Suez, per un incidente sul lavoro, e la madre si impegna per consentire allo scrittore di condurre un ottimo percorso di studi, grazie anche al fratello maggiore Costantino. Durante questo periodo il giovane si appassiona alla letteratura, prediligendo le opere di Giacomo Leopardi e Stéphane Mallarmé, e stringe molte amicizie, come Moammed Sceab. Proprio con quest’ultimo si trasferisce a Parigi per continuare gli studi universitari ma poco dopo, venuto a contatto con l’ambiente letterario e artistico d’avanguardia del tempo, li abbandona. Questo periodo è segnato da una forte amicizia stretta con Filippo Tommaso Marinetti, fondatore del movimento futurista, ma anche dal suicidio dell’amico Moammed, al quale dedicherà in seguito una poesia.

Quando scoppia la Prima Guerra Mondiale Ungaretti partecipa alla campagna interventista, per poi arruolarsi come volontario e combattere sul Carso nel 1915. La guerra si rivela una profonda esperienza di dolore che lo segnerà per tutta la vita e che lo porterà a scrivere poco tempo dopo numerose poesie a sfondo bellico. Infatti appena un anno dopo pubblica una breve raccolta di poesie scritte inizialmente sui margini di giornale, durante le pause dei combattimenti, intitolata

Il porto sepolto, che in seguito verrà integrata nella prima vera e propria raccolta L’allegria.

Il titolo dato a questa raccolta è chiaramente allegorico e sarcastico, dato che è incentrato totalmente sull’esperienza della guerra e sul disagio e la malinconia che essa ha provocato nell’animo dello scrittore. Mette inoltre in evidenza la caducità della vita, l’angoscia della morte che incombe, la fratellanza umana e la solitudine. Le poesie in questione sono brevi e composte da versi liberi brevissimi: poche e scarne parole, senza punteggiatura, che racchiudono un intero vissuto. L’essenzialità non significa però trascuratezza infatti la ricchezza delle metafore, l’uso di parole e similitudini ricercate destano nel lettore ripercussioni profonde. Le opere importanti che spiccano in questa raccolta sono In memoria, dedicata interamente all’amico e compagno di stanza a Parigi, Moammed Sceab, morto suicida qualche tempo prima; I fiumi, attraverso i quali il poeta ripercorre le “tappe” più

infine Mattina è importanti della sua vita accostate ai luoghi dove è vissuto; la poesia più breve di

.

Ungaretti, costituita da sole due parole (M’illumino / d’immenso)

Terminato il conflitto Ungaretti torna a Parigi, dove lavora come corrispondente per il quotidiano “Il Popolo d’Italia”, giornale di stampo prettamente fascista, e sposa la francese Jeanne Dupoix, dalla quale avrà due figli, Ninon e Antonietto. Nel 1928 in seguito ad una crisi religiosa si avvicina alla fede cristiana, evidente nella seconda raccolta Sentimento del Tempo, la più vicina alla sensibilità ermetica del poeta. Questa raccolta è divisa in due parti, nella prima rivolge il proprio interesse al paesaggio romano, mentre nella seconda ai temi riguardanti il destino dell’uomo e la civiltà che si spegne. Il discorso di Ungaretti si fa più complesso, ricco di preziosità, con un recupero della punteggiatura e delle analogie. Una delle poesie più importanti di questa raccolta è sicuramente La madre, dedicata alla madre recentemente scomparsa e nella quale risalta una limpida testimonianza di fede dello scrittore. Altre poesie da menzionare sono

Nel 1932 decide di stabilirsi con la famiglia in Brasile, come insegnante di Lingua e Letteratura italiana all’università di San Paolo. Il soggiorno sudamericano è ricco di stimoli, ma rattristato da dolorosissimi eventi quali la morte del fratello e, soprattutto, quella del figlio Antonietto di nove anni, a causa di un’appendicite mal curata.

Nel 1942, nel corso della seconda guerra mondiale, il poeta torna in un’Italia martoriata dai bombardamenti e di nuovo, anche se indirettamente, rivive il dolore della guerra. Nella capitale ottiene una cattedra all’Università di Roma e la nomina ad Accademico d’Italia.

Nel dopoguerra pubblica Il dolore, la terza raccolta, nella quale tratta principalmente il tema della sofferenza umana in rapporto con l’eternità. Al centro della raccolta stanno la straziante esperienza della morte del figlio e la tragedia della guerra: l’ombra incombente del “male di vivere” è però illuminata dalla speranza cristiana.

Scrive quindi altre due raccolte intitolate Un grido e paesaggi e Il taccuino del vecchio e negli anni a venire Ungaretti diviene un personaggio famoso ed oltre a conoscere gente importante come Kennedy e papa Giovanni XXIII riceve numerosi e assai prestigiosi riconoscimenti.

Nel 1970 il suo ultimo viaggio lo debilita definitivamente e il 1° giugno 1970 a Milano muore di broncopolmonite.

Oggi, a distanza di 40 anni esatti, è considerato uno dei più grandi scrittori del Novecento, nonché il massimo esponente dell’ermetismo; l’importanza storica di Ungaretti infatti non è dovuta soltanto al valore artistico delle sue opere, ma dipende anche dall’influenza esercitata sulle esperienze letterarie successive. Senza il contributo di Ungaretti la letteratura italiana sarebbe stata molto più povera, perché nessun altro ha raggiunto una sintesi di pensiero tale da unire una miriade di emozioni in un così ridotto numero di parole e versi. Tutti i sentimenti riferiti alla guerra, uniti in modo scarno e nudo, fanno pensare ad Ungaretti come uomo superiore, poeta e soldato allo stesso tempo.

La poetica

Secondo Ungaretti la poesia è molto importante nella vita degli uomini perché esprime ciò che è inesprimibile nel fondo dell’anima, ciò che è nell’inconscio. È compito del poeta portarlo fuori. Egli inoltre ritiene che la conoscenza del nostro “io” non si raggiunge per via razionale o scientifica, ma per via analogica; quest’ultima, appunto, consente di scoprire le relazioni esistenti tra gli esseri umani, inducendo la coscienza al sentirsi in armonia con l’universo e alla percezione dell’assoluto e alla fede di Dio. Poiché il rapporto tra letteratura e vita è interiore la poesia è intesa come ricerca dell’interiorità. Quindi la sua poesia contiene la storia dell’itinerario del poeta: dall’angoscia esistenziale, che deriva dal senso di dolore, alla fede in Dio; dalla condizione di “uomo di pena” alla condizione di “uomo di fede”. Questa sua ideologia spiega il titolo “Vita di un uomo” che egli assegnò alla raccolta delle sue opere.

Lo stile

Sul piano stilistico l’autore ha apportato diverse innovazioni. Il suo stile linguistico è dominato in gran parte da un linguaggio scarno, essenziale, frammentario. Nelle sue poesie abolisce la rima e il verso inteso in senso tradizionale e, anche se solo per un periodo di tempo, scompare anche la punteggiatura. Inoltre abbiamo il fenomeno della “verticalizzazione” delle liriche, ovvero una nuova disposizione delle parole dovuta al prevalere di versi brevissimi con un uso frequente di spazi bianchi, pause e silenzi che portano il lettore ad una profonda riflessione, soprattutto del dramma del poeta e dalle emozioni che gli ha procurato. Anche l’uso dell’analogia consente di superare i legami logici in favore di associazioni basate sull’intuizione immediata.

Dalle parole dello stesso Ungaretti: “Il poeta d’oggi cercherà di mettere a contatto immagini lontane, senza fili. Dalla memoria all’innocenza, quale lontananza da varcare; ma in un baleno”. Secondo questa concezione si rifà dunque avanti la proposta di rinnovamento del linguaggio poetico promossa dai Futuristi. Questi avevano teorizzato infatti la tecnica delle “parole in libertà”. Ungaretti tuttavia, della concezione futurista, rifiuta il carattere casuale e meccanico e carica piuttosto la parola di significati profondi. Come già affermato in precedenza la parola diventa quindi il mezzo per cogliere l’essenza delle cose.

Spiegazione e riflessione della poesia “Soldati”

Si sta come

d’autunno

sugli alberi

le foglie

Parafrasi

I soldati sono come le foglie in autunno

Spiegazione della poesia

La poesia, scritta in tempo di guerra, vuole esprimere l’incertezza e la precarietà della vita dei soldati al fronte, che possono morire da un momento all’altro come le foglie, in autunno, possono staccarsi improvvisamente dai rami.

Il poeta usa la forma impersonale (si sta) in quanto si riferisce a tutti i soldati. L’uso della forma impersonale contribuisce a creare un’atmosfera di universalità, di indefinito e, nello stesso tempo, di immobilità e di fatalità.

Il come introduce il paragone con le foglie. E ciò che unisce la vita dei soldati alle foglie è proprio l’incertezza, l’instabilità, la precarietà.

Come d’autunno basta un soffio di vento per far cadere le foglie, così in guerra basta una pallottola, che non si sa da dove arriva né quando per porre fine alla vita di un uomo. Con la preposizione semplice di (d’autunno) si rimane sempre nell’atmosfera di indefinito. Sugli alberi è, nella poesia, l’elemento meno importante.

Le foglie costituiscono l’elemento di paragone. Molto importante in questa poesia è il titolo, perché ci dice di chi si sta parlando.

Anteprima
Vedrai una selezione di 7 pagine su 26
Analogie tra ermetismo ungarettiano e linguaggio giovanile moderno Pag. 1 Analogie tra ermetismo ungarettiano e linguaggio giovanile moderno Pag. 2
Anteprima di 7 pagg. su 26.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Analogie tra ermetismo ungarettiano e linguaggio giovanile moderno Pag. 6
Anteprima di 7 pagg. su 26.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Analogie tra ermetismo ungarettiano e linguaggio giovanile moderno Pag. 11
Anteprima di 7 pagg. su 26.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Analogie tra ermetismo ungarettiano e linguaggio giovanile moderno Pag. 16
Anteprima di 7 pagg. su 26.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Analogie tra ermetismo ungarettiano e linguaggio giovanile moderno Pag. 21
Anteprima di 7 pagg. su 26.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Analogie tra ermetismo ungarettiano e linguaggio giovanile moderno Pag. 26
1 su 26
D/illustrazione/soddisfatti o rimborsati
Acquista con carta o PayPal
Scarica i documenti tutte le volte che vuoi