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Collegamenti

  • Collegamento Divina Commedia: Ulisse e Cacciaguida
  • Collegamento Filosofia: Marx
  • Collegamento Informatica: Reti e modello ISO-OSI

Hacker: sfatiamo la comune opinione

Identità hacker

Chi sono gli hacker?

Nello stereotipo comune l'hacker è associato alla figura di pirata informatico o criminale, che utilizza le sue approfondite conoscenze informatiche per entrare in possesso di dati personali di persone o società.

Dopo tutto la parola Hacker deriva dal verbo inglese “To-Hack”, che letteralmente vuole dire “fare a pezzi” o “distruggere”, ma questa traduzione non rispecchiava la realtà, quindi il termine è stato ritradotto in italiano, in maneggino, cioè uno che lavora e rimodella in continuazione un progetto.

Questa traduzione risulta molto più corretta perché spiega in effetti la mentalità hacker, ma questo cambiamento non è sufficiente a cambiare lo stereotipo comune, infatti, i mass media continuano ad utilizzare gli hacker come capro espiatorio di tutte le malefatte informatiche.

Ma non sanno che in realtà l'hacker non è altro che una persona che si impegna ad affrontare sfide intellettuali per aggirare o superare creativamente le limitazioni che gli vengono imposte, ma non solo in ambito informatico o elettronico.

Esempi hacker

Gli hacker nel mondo informatico possono avere grande fama, ne è un esempio Linus Torvalds, che ha progettato, nel 1991, il sistema operativo Linux, ed è diventato il più famoso hacker al mondo, o Stephen Wozniak nel 1976 fu il fondatore della Apple, oppure Tim Berners-Lee è uno degli inventori del World Wide Web (WWW), fu colui che ne coniò il nome, ne sviluppò il primo server e il primo programma client; sviluppò inoltre una prima versione dell'odierno linguaggio HTML.

Grazie alla creatività e sete di conoscenza di questi hacker e molti altri, sono stati dati grandi incentivi allo sviluppo dell'odierna informatica.

La stessa sete di conoscenza che caratterizza gli hacker, a distanza di anni la si può riscontrare nel modello che Dante dà ad Ulisse nell'Inferno della Divina Commedia.

Storico

Il termine hacker nasce nell'inverno del 1958-59 in un club del Massachusetts Institute of Technology, il THEC MODEL RAILROAD CLUB. C'erano due gruppi all'interno del TMRC: un gruppo costruiva e dipingeva modellini di determinati treni di valore storico o affettivo. Un altro gruppo girava intorno al S&P (Signal and Power), la sottocommissione per lo studio dei segnali e dell'energia del club, e si preoccupava di più per quello che accadeva sotto il modellino ferroviario.

Inoltre tutti i membri del club parlavano attraverso un linguaggio in codice che non permetteva a membri esterni di comprendere le loro conversazioni. In questo linguaggio in codice nasceva per la prima volta il termine Hacker, che identificava coloro che lavoravano al Signal and Power. Questo stesso gruppo fu anche attore di uno sviluppo sostanziale, cioè non solo esaltazione e studio dell'elettronica, ma anche dell'informatica. Infatti vennero a conoscenza che nel palazzo 26 del MIT esisteva uno dei primi computer, l'IBM 704, considerato il sogno di tutti gli amanti dell'elettronica.

Questi non riuscirono a studiarlo direttamente per problemi burocratici, si dovettero quindi accontentare di uno simile, il TX-0. Iniziarono quindi a lavorare sull'informatica e grazie ad un Hacker riuscirono a rappresentare il linguaggio macchina (o binario) codificato dagli 1 e 0, in una codificazione di 3 lettere, semplificando la connessione macchina-utente, una sorta di forma primitiva del linguaggio assembly.

Un'altra evoluzione fu la creazione di un vero e proprio linguaggio di programmazione, il LISP. Ma rimanendo sempre sull'elettronica, Stewart Nelson, giovane Hacker, capì che alcune particolari note emesse da un altoparlante potevano essere utilizzate per entrare nel sistema telefonico, quindi creò un'interfaccia la quale, collegandosi al telefono, avrebbe lanciato un segnale che sarebbe rimbalzato su una linea ordinaria, permettendogli di comunicare con la rete telefonica gratuitamente.

Nelson aveva dimostrato a un gruppo di programmatori del PDP-1 come una matricola del college potesse ottenere il controllo di un sistema telefonico, non per lucro, ma per il puro e semplice gusto dell'esplorazione. Questo esempio dette inizio allo sviluppo dell'etica hacker conosciuta oggi.

Etica hacker

Gli Hacker nel corso degli anni hanno lavorato per costruire un'etica comune che raggruppasse la vasta comunità sparsa per tutto il mondo. Anche se questo compito è stato eseguito da più uomini e le versioni possono essere un po' discostanti, la base dell'etica rimane la stessa. Le versioni più rappresentative sono scritte dai due più reputati hacker degli ultimi anni, cioè Levy Steven e Pekka Himanen. E l'etica si può riassumere in sei importanti punti:

  1. L'accesso ai computer deve essere illimitato e completo. Secondo questa teoria occorre permettere agli hacker di esaminare sistemi già esistenti perché possano capirli e conoscerli.

    In questo modo sarà possibile sia migliorare questi sistemi, che permetterne la creazione di nuovi.

    Inoltre anche l'accesso ai dati deve essere disponibile a tutti, il cosiddetto open source è un punto fondamentale dell'etica hacker. Infatti i software open source devono essere disponibili gratuitamente e possono essere modificabili dagli utenti, in modo da permettere modifiche e l'avanzamento della tecnologia.

  2. Tutta l'informazione deve essere libera. È una sorta di ripudio della proprietà privata. Infatti gli hacker hanno il dovere di condividere il proprio sapere e la propria esperienza con la comunità d'appartenenza.

  3. Dubitare dell'autorità. Promuovere il decentramento. Gli hacker ripudiano la burocrazia che è solo un fattore limitante nella conoscenza, anche se la rispettano. Inoltre pensano che un sistema più aperto aumenti la possibilità di effettuare scambi di informazioni.

  4. Gli hacker dovranno essere giudicati per il loro operato e non sulla base di falsi criteri quali ceto, età, etnia e posizione sociale. Infatti la comunità hacker è molto vasta e non tiene conto di questi valori, l'unica prerogativa è la voglia di apprendere.

    Ne è un esempio Peter Deutsch, un ragazzino di 12 anni che volle apprendere più approfonditamente le funzionalità del TX-0, e gli vennero insegnate anche se non era neanche membro del MIT.

  5. Con un computer puoi creare arte. Gli hacker considerano la programmazione come un'opera d'arte, che può essere realizzata solo tramite il computer.

  6. I computer possono cambiare la vita in meglio. Gli hacker si considerano dei visionari che vogliono cambiare la vita umana, anche se solo ai margini o per un breve momento.

L'etica hacker per molti punti può essere considerata simile alle basi poste dal comunismo marxista; per comprendere meglio le differenze e i punti d'incontro analizziamo la teoria Marxista.

Cracker

Quelli che invece non rispettano i punti dell'etica hacker sono definiti cracker. Il termine cracker viene spesso confuso con quello di hacker, il cui significato letterale è molto simile perché deriva dal verbo “to crack”, distruggere, ma presenta delle sostanziali differenze. Infatti le tecniche utilizzate dai cracker sono pressoché le stesse utilizzate dagli hacker, ma con scopo di trarne profitto in modo illegale e creare vandalismo.

Questi però sono poco conosciuti e sono coloro che macchiano la vera identità degli Hacker che, come visto prima, hanno invece un'etica e dei valori e rispettano la legge.

Negli anni si sono sviluppati un sottogruppo degli hacker chiamati lamer, i quali sono conosciuti per non avere particolari capacità in ambito informatico, ma utilizzano programmi già creati per attaccare altri computer.

Queste 3 categorie possono utilizzare varie modalità di attacco, soprattutto attraverso la rete informatica.

Tipi di attacchi

I vari metodi d'attacco:

Sniffing

Si definisce sniffing l'attività di intercettazione passiva dei dati che transitano in una rete telematica. Tale attività può essere svolta sia per scopi legittimi, ad esempio l'individuazione di problemi di comunicazione o di tentativi di intrusione, sia per scopi illeciti, come l'intercettazione fraudolenta di password o altre informazioni sensibili.

I prodotti software che propongono queste funzionalità vengono definiti sniffer, i quali intercettano i pacchetti del protocollo TCP o ricostruiscono lo scambio di dati tra le applicazioni.

Spoofing

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Sintesi

Filosofia: il Marxismo

Italiano: la Divina Commedia: Ulisse (inferno) e Cacciaguida (paradiso)

Informatica: le reti informatiche (il modello ISO-OSI)

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