Estratto del documento

Vallo della Lucania – SA –

A.s. 2013/2014

Percorso d’esame

Candidato: Francesco Fedullo

Classe: VB

La fotografia come rappresentazione della realtà

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La fotografia: l’occhio dell’anima sul mondo

La scelta della fotografia come argomento di presentazione nell’ambito del mio colloquio orale, può apparire a primo impatto abbastanza inusuale e troppo vaga.

Ci è stato chiesto però di ragionare e argomentare su una tematica che rappresentasse realmente un nostro particolare interesse, che ci coinvolgesse al di là dell’apprendimento tradizionale in maniera più intima e personale, che potesse segnalare il percorso di crescita intellettuale e cognitiva che abbiamo attraversato in questo quinquennio.

Seppur non mi definisco un fervente appassionato della fotografia ma un semplice principiante all’esplorazione di questa meravigliosa forma di arte, per me la fotografia rappresenta l’argomento ideale su cui conferire.

Se la fotografia sia un’arte o un documento oggettivo del reale è stato oggetto di un vero dibattito e tormento, tuttora aperto.

Sarebbe complesso, e fuori luogo in questa sede, prendere una posizione netta: è per questo che il mio percorso tenta di toccare in maniera essenziale tutti gli aspetti che personalmente ho potuto percepire a proposito di questa tematica e contestualizzarli in maniera puntuale nell’ambito del nostro programma di studi.

Chi di noi, almeno una volta nella vita, non si è soffermato ad ammirare una semplice foto e osservandola ne ha percepito il fascino intrinseco?

Suppongo che nessuno mai abbia deciso di essere refrattario quando ci si trova di fronte a tale incanto poiché una grande maggioranza sia capace di cogliere la vera essenza che la fotografia può trasmettere, dal bambino all’anziano o chi esso sia.

Per convenienza espositiva ho preferito suddividere la trattazione della fotografia in due distinte sezioni: la prima dedicata alle materie letterarie e tutto ciò che può essere riferito alla fotografia in termini storici, mentre la seconda alle discipline scientifiche spiegandone alcuni processi.

Nella prima sezione mi sono soffermato ad inquadrare il tema da un punto di vista storico introducendo il concetto di fotografia, in primo luogo come documento storico partendo da una celebre foto scattata durante la Guerra del Vietnam in cui viene rappresentata la vera realtà del tempo e, in secondo luogo, da un punto di vista letterario analizzando la rappresentazione della realtà così come interpretata da Giovanni Verga, illustre scrittore nonché fotografo del suo tempo.

A completamento della prima sezione ho ritenuto utile approfondire il concetto di arte nella letteratura inglese attraverso lo studio del romanzo The picture of Dorian Gray di Oscar Wilde.

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Nella seconda sezione ho ritenuto utile approfondire gli aspetti scientifici a partire dalla porzione delle scienze naturali con il trittico scienze della terra – biologia – chimica analizzando rispettivamente le «prime» foto del paesaggio Lunare di Neil Armstrong, l’occhio umano definito «macchina fotografica perfetta» e infine l’isomeria ottica.

Rimanendo sempre nel tema ottica, parlerò delle fibre ottiche per quanto concerne il campo informatico, dei condensatori e del funzionamento del flash nel campo della fisica e infine dell’aspetto sportivo nel campo motorio argomentando sulla coordinazione in genere con particolare riferimento alla coordinazione oculo-manuale.

Introduzione

Il primo a coniare il termine «fotografia» fu il fisico francese Joseph-Nicéphore Niepce, il quale utilizzò per la prima volta nel 1811 una camera oscura, con l’intento di impressionare le immagini per effetto della luce del sole.

Pochi anni dopo il francese Louis Daguerre realizzò la prima fotografia, il «dagherrotipo» cosiddetto, mettendo a punto un sistema di riproduzione fotografica dell’immagine: su una lastra di rame veniva applicato un sottile strato di sali d’argento «sensibilizzato» mediante l’esposizione a vapori di iodio.

Sulla piastra metallica veniva così a formarsi un sale molto sensibile alla luce, lo ioduro d’argento.

L’immagine prodotta dalla luce su questa superficie sensibile veniva poi sviluppata e impressionata in camera oscura esponendola ai vapori di mercurio.

Nello stesso anno in cui Daguerre presentava alla comunità scientifica la sua invenzione il nobiluomo William Henry Talbot metteva a punto il «processo negativo-positivo», cioè la tecnica di sviluppo e stampa fotografica destinata a soppiantare in breve tempo il dagherrotipo.

Nei decenni successivi la fotografia conobbe un’enorme diffusione, soprattutto perché venne impiegata nel giornalismo per documentare gli articoli inviati dai corrispondenti di guerra.

Con l’invenzione della pellicola fotografica da parte dello statunitense George Eastman (1884) cominciò una lunga serie di innovazioni tecnologiche che resero la fotografia sempre più accessibile a tutti, fino a quando, negli anni Cinquanta del nostro secolo, la ditta Polaroid mise in commercio una macchina che sviluppava e stampava la fotografia un minuto dopo lo scatto.

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Storia: la fotografia come documento storico

La guerra in Vietnam e la testimonianza che cambiò la storia

La lotta per l’indipendenza del Vietnam aveva allontanato i Francesi dalla penisola indocinese.

Si era conclusa nel 1954 con gli Accordi di Ginevra, che avevano diviso il paese in due: uno comunista a Nord, uno filo-americano a Sud.

Quest’ultimo prese a governare il paese con metodi dittatoriali, diventando ben presto disprezzato dalla maggioranza della popolazione di fede buddista.

Contro il governo del Sud, la protesta si organizzò in un movimento comunista di guerriglia, chiamato Vietcong, appoggiato dal Vietnam del Nord.

Per paura che l’intero paese diventasse comunista, nel 1956 gli Stati Uniti decisero di intervenire con un contingente di «consiglieri militari» che, nel periodo della presidenza Kennedy, giunse a contare fino a 30 000 uomini.

Un banale incidente avvenuto nel Golfo del Tonchino dove la marina vietnamita avrebbe attaccato un cacciatorpediniere americano, venne enfatizzato dai mass media.

Alcuni vedono in questo episodio la svolta dell’impegno americano.

In realtà dal 1956 in poi gli USA sfruttarono ogni pretesto per accrescere la loro presenza in Vietnam al fine di impedire al comunismo di espandersi in quell’area.

Nel 1965 il nuovo presidente Lyndon Johnson decise di intervenire massicciamente dando il via ad una serie di bombardamenti su tutto il territorio del Vietnam del Nord, senza che vi fosse stata alcuna dichiarazione di guerra.

Gli Stati Uniti arrivarono ad avere in Vietnam fino a mezzo milione di soldati, e ad usare armi terribili come le bombe al napalm, senza però mai riuscire a sconfiggere definitivamente i Vietcong, nonostante la loro netta superiorità militare.

Nel 1968 i Vietcong lanciarono nel Vietnam del Sud una grande offensiva; questa offensiva fece comprendere agli Americani l’impossibilità di giungere a una rapida vittoria.

La guerra si trascinava ormai da anni ed era sempre più invisa all’opinione pubblica americana.

Per questa ragione Johnson ordinò la sospensione dei bombardamenti e annunciò contemporaneamente che non si sarebbe presentato alle elezioni presidenziali di quell’anno.

Il suo successore, il repubblicano Richard Nixon, avviò le trattative di pace e ridusse l’impegno militare americano.

Nel contempo cercò, con grande successo, di rafforzare l’esercito del Vietnam del Sud e coinvolse nel conflitto gli stati confinanti, Laos e Cambogia.

Nel 1973, con l’Armistizio di Parigi, sotto la pressione delle sempre più forti proteste in patria contro la guerra, il governo americano fu costretto a ritirarsi, avendo lasciato sul campo decine di migliaia di propri soldati.

Nel 1975 i comunisti conquistarono così tutto il Vietnam.

È in questo contesto che viene scattata la celebre fotografia rappresentata:

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«La fotografia divide la vita in attimi: ognuno ha il valore di una vita intera»

E. J. Muybridge

Fu proprio il napalm, quest’infernale composto chimico, che fa urlare di dolore e di paura la piccola Kim Phuc.

La fotografia della bambina vietnamita venne pubblicata sulle prime pagine dei giornali di tutto il mondo e segnò dolorosamente un’intera generazione.

Quell’immagine aprì una ferita talmente profonda, nella coscienza umana, che portò la gente a sentirsi in dovere di fare qualcosa per fermare la guerra.

Nella dannata logica della guerra si poteva sopportare la morte o il ferimento di un soldato, ma nessuno poteva accettare che fossero bambini indifesi a subire le atrocità di quel conflitto.

La foto di Nick Ut provocò un sussulto nella coscienza addormentata delle persone, un tale impatto emotivo che riuscì a cambiare per sempre quella scala di valori che collocava il bene ed il male al di qua o al di là di un muro.

Un muro che allora divideva il mondo capitalista da quello comunista.

Certamente quando Nick Ut, reporter di guerra, scattò una delle tante foto nell’intento di documentare la guerra in Vietnam, non avrebbe mai potuto immaginarne le conseguenze.

Una guerra impopolare

Gli Stati Uniti vissero con la guerra del Vietnam uno dei periodi più difficili della loro storia recente: oltre all’insuccesso militare, gli Americani dovettero affrontare una lacerante contestazione interna.

Sempre più l’opinione pubblica americana si chiedeva per quale ragione i giovani americani dovessero abbandonare la loro famiglia, gli studi o il loro lavoro per andare a combattere dall’altra parte del mondo; e poi perché la più grande potenza mondiale non era in grado di sconfiggere rapidamente una nazione sottosviluppata come il Vietnam?

A questi interrogativi il governo rispondeva che:

  • La guerra era necessaria, in quanto occorreva impedire al comunismo di espandersi in Vietnam, e da lì conquistare tutta l’Asia sudorientale;
  • Le difficoltà nascevano dal fatto che il Vietnam del Nord non combatteva in modo tradizionale, schierando in campo aperto il proprio esercito, ma osava il metodo della guerriglia, decisamente più difficile da affrontare e da annientare da parte di un esercito preparato per un altro tipo di guerra.

In ogni caso, l’opinione pubblica manifestò progressivamente la propria ostilità alla guerra anche a causa del crescente numero di morti e feriti.

Nel conflitto persero la vita 55 000 americani, mentre circa 300 000 furono feriti.

Henry Kissinger, consigliere di Nixon, fu il capo della delegazione statunitense che negoziò la pace con il Vietnam del Nord.

Le conseguenze della sconfitta americana

La sconfitta americana portò come contraccolpo alla costituzione dei regimi comunisti anche in Laos e in Cambogia.

In Cambogia, con l’appoggio della Cina, timorosa di un’eccessiva influenza sovietica nella regione, andarono al potere i cosiddetti Khmer rossi, un gruppo di guerriglieri comunisti.

Dopo la fine della guerra, infatti, il Vietnam si era legato strettamente all’Unione Sovietica.

I Khmer rossi diedero il via a durissime misure di repressione: un vero e proprio sterminio.

Nel 1978, un intervento vietnamita li allontanò dal potere, collocando al loro posto un governo federale a regime di Hanoi.

Per contro, nel febbraio 1979 la Cina attaccò il Vietnam.

Ma l’intervento cinese non ha portato a risultati importanti: la Cambogia è tuttora nell’orbita del Vietnam, che mira a diventare il paese egemone della penisola indocinese.

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Italiano: Giovanni Verga, scrittore e fotografo della realtà

Importante compito della fotografia è quello di fornire una rappresentazione quanto più realistica della realtà.

Proprio con questo intento, Giovanni Verga (*1840; †1922), noto scrittore italiano a cavallo tra il XIX ed il XX secolo, contemporaneamente alla sua attività di letterato, coltivò segretamente anche la passione per la fotografia.

L’intento di Verga era quello di cogliere l’istante fuggente, fermare la vita nel suo movimento e mantenerne l’effetto nella rigidezza fotografica.

Le sue fotografie, per questo motivo, sono intense, intimamente a contatto con il mondo ripreso: è come se lo sguardo dell’autore fosse così espressivo da parlare.

Si può quindi affermare che il letterato, riuscì ad essere grande poeta anche per mezzo della macchina fotografica.

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Sintesi

Introduzione Fotografia, rappresentazione della realtà tesina

Come argomento per la mia tesina di maturità ho scelto la fotografia. Il primo a coniare il termine ‘’fotografia’’ fu il fisico francese Joseph-Nicéphore Niepce, il quale utilizzò per la prima volta nel 1811 una camera oscura, con l’intento di impressionare le immagini per effetto della luce del sole. Pochi anni dopo il francese Louis Daguerre realizzò la prima fotografia, il cosiddetto ‘’dagherrotipo’’, mettendo a punto un sistema di riproduzione fotografica dell’immagine: su una lastra di rame veniva applicato un sottile strato di sali d’argento ‘’sensibilizzato’’ mediante l’esposizione a vapori di iodio. Sulla piastra metallica veniva così a formarsi un sale molto sensibile alla luce, lo ioduro d’argento. L’immagine prodotta dalla luce su questa superficie sensibile veniva poi sviluppata e impressionata in camera oscura esponendola ai vapori di mercurio. Nello stesso anno in cui Daguerre presentava alla comunità scientifica la sua invenzione, il nobiluomo William Henry Talbot metteva a punto il processo negativo-positivo, ossia la tecnica di sviluppo a stampa fotografica destinata a soppiantare in breve tempo il dagherrotipo. Nei decenni successivi la fotografia conobbe un’enorme diffusione, soprattutto perché venne impiegata nel giornalismo per documentare gli articoli inviati dai corrispondenti di guerra. Con l’invenzione della pellicola fotografica da parte dello statunitense George Eastman (1884) cominciò una lunga serie di innovazioni tecnologiche che resero la fotografia sempre più accessibile a tutti, fino a quando, negli anni Cinquanta del nostro secolo, la ditta Polaroid mise in commercio una macchina che sviluppava e stampava la fotografia un minuto dopo lo scatto. La tesina che ho sviluppato permette anche di effettuare dei collegamenti con le varie discipline scolastiche.

Collegamenti

Fotografia, rappresentazione della realtà tesina

  • Storia - La fotografia come documento storico: la testimonianza della Guerra in Vietnam che cambiò la storia.
  • Italiano - Giovanni Verga scrittore e fotografo della realtà.
  • Inglese - Oscar Wilde: The preface of The picture of Dorian Grey.
  • Scienze della Terra - Neil Armstrong: ''primo fotografo'' della superficie lunare.
  • Biologia - L'occhio umano: macchina fotografica perfetta.
  • Chimica - L'isomeria ottica.
  • Informatica - Le fibre ottiche.
  • Fisica - I condensatori e il funzionamento del flash.
  • Educazione Fisica - La coordinazione oculo-manuale.
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