Introduzione
«Ciò che la fotografia riproduce all’infinito ha avuto luogo una sola volta: essa ripete meccanicamente ciò che non potrà mai più ripetersi esistenzialmente». Roland Barthes
Come spiega la citazione, è questo il bello della fotografia. Catturare un attimo che non sarà più come l’abbiamo appena visto, fissare in uno scatto qualcosa che ci sembra unico e irripetibile.
Certamente ci sono delle regole da rispettare quando si scattano delle foto, diverse per ogni campo, ad esempio per scattare foto paesaggistiche o per fare dei ritratti, ed è importante conoscerle se si vuole intraprendere una carriera di fotografo. Io non conosco tutte le regole poiché non ho frequentato corsi specializzanti, anche se mi sarebbe piaciuto, ma comunque ho la passione assoluta per la fotografia e per questo motivo mi sono “istruita” con tutto ciò che trovavo sia su internet che su riviste per potermi migliorare e avere una conoscenza sufficiente per poter fare delle buone foto. All’inizio puntavo a fare delle foto semplicemente belle da vedere, con una corretta esposizione e la giusta luce.
Ma non voglio limitarmi a fare qualcosa di bello ma anche a scattare foto che possano trasmettere emozioni, che puntino a suscitare in chi l’osserva qualcosa di unico, come quando si osserva un dipinto o si legge un’opera letteraria.
Per questo ho scelto come argomento della mia tesina la fotografia, per mostrare come un’arte come questa abbia influito sulla realizzazione di un dipinto, di come un testo possa essere descritto come uno scatto fotografico, della testimonianza che possiamo avere grazie alle fotografie e per questo avere una consapevolezza maggiore sui fatti accaduti. Infatti, semplicemente raccontare cosa è successo non è sufficiente per “immergerci” completamente, anche se i fatti ci colpiscono nell’animo, fino a che non vediamo la realtà cruda e nuda su uno scatto fotografico.
La fotografia è la passione che ti prende dentro e ti sfida ogni giorno a trovare qualcosa di nuovo, di diverso e a catturarlo provando un immenso e profondo piacere ogni volta che scatta l’otturatore, ogni volta che a casa, rivedendo le fotografie, si sente d’essere riusciti a fare qualcosa di irripetibile. 1
La fotografia
Cenni storici sulla fotografia
La parola fotografia deriva dalle due parole greche: luce (φῶς | phôs) e grafia (γραφή | graphè). Fotografia significa quindi scrittura con la luce.
Le prime ricerche su questa nuova tecnica iniziarono nel XVIII secolo, grazie alla messa a punto delle nuove camere ottiche in seguito al progresso scientifico.
Il primo modello di camera ottica consisteva in una cassettina di legno, dotata frontalmente di un sistema mobile di lenti (obiettivo) che, una volta puntato sul soggetto, lo rifletteva su uno specchio interno inclinato di 45 gradi e riproiettava l’immagine capovolta su un vetro smerigliato.
Se si poneva un foglio di carta sottile sul vetro e ci si copriva con un panno nero (per attenuare il riverbero della luce esterna), era possibile ricalcare per trasparenza l’immagine prospettica del soggetto prescelto.
Nei primi decenni dell’Ottocento, il progresso della chimica permette di studiare la sensibilità alla luce di determinati materiali che, se esposti e trattati in maniera opportuna, riescono a registrare variazioni di luminosità.
Si arrivò a sostituire il vetro smerigliato con una lastra spalmata di qualche sostanza chimica sensibile alla luce in modo che la luce imprimesse la lastra lasciando un’impronta permanente dell’immagine proiettata dall’obiettivo. Nasceva così la fotografia.
Veduta dalla finestra a Le Gras
La prima fotografia vera e propria venne realizzata nel 1827 dal francese Joseph Nicéphore Niépce. Usò una camera ottica che aveva una lastra di peltro, resa sensibile alla luce grazie a un particolare composto chimico.
L’esposizione di questa fotografia richiese otto ore.
La foto è in bianco e nero, la qualità e la nitidezza dei contorni e la precisione della messa a fuoco sono molto bassi. 2
La dagherrotipia
A Louis-Jacques Mandé Daguerre si deve l’invenzione della dagherrotipia, una rappresentazione fotografica che consiste nell’impressionare con la luce di una camera ottica una lastra di rame argentata, trattata con dei vapori di iodio, che tende ad ossidarsi (annerirsi) in presenza di luce.
Sulla lastra rimaneva impressa la scena ripresa in negativo, cioè con le zone in luce annerite e le zone in ombra che rimanevano chiare.
L’impiego di speciali sali di mercurio serviva a invertire l’immagine, riconvertendo gli scuri in chiari e viceversa.
Il limite dell’invenzione stava nel fatto che non era possibile realizzare delle copie della fotografia, una volta invertita e fissata, perché i sali di mercurio distruggevano il negativo.
L’invenzione e il rapido sviluppo della fotografia mettono in crisi il panorama artistico del XX secolo. Infatti la fotografia risulta superiore nel campo del ritratto e del reportage rispetto alla pittura.
Fotografi come Felix Nadar si specializzano soprattutto nella ritrattistica arrivando a sviluppare abilità compositive e di indagine psicologica del tutto analoghe a quelle di un pittore.
Pittura e fotografia sono arrivati a ritagliarsi i loro rispettivi spazi: grazie alla fotografia, infatti, la pittura cessa di essere documentaria e si concentra sull’analisi psicologica dei personaggi o sulle emozioni che l’artista desidera trasmetterci.
La fotografia deriva dalla pittura regole di composizione e di inquadratura, insieme all’attenzione allo studio e al bilanciamento di luci e ombre.
Non a caso, gli artisti più attenti colsero immediatamente la straordinarietà dell’invenzione e iniziarono a servirsene come aiuto per la propria pittura.
Un esempio di ciò è Edgar Degas, l’impressionista che utilizzò numerosi scatti fotografici, per approfondire lo studio del vero, riuscendo a cogliere posture e movimenti mai prima rappresentati.
Impressionismo ed Edgar Degas
I sopra citati Félix Nadar ed Edgar Degas furono due protagonisti del movimento Impressionista.
Fu proprio nell’atelier di Félix Nadar che il 15 agosto 1874 alcuni giovani artisti, tra cui Edgar Degas, esposero le loro opere dopo che queste furono rifiutate dai Salons ufficiali.
Louis Leroy, un critico che doveva recensire la mostra, osservando l’opera di Claude Monet “Impressione, sole nascente”, introdusse il termine “Impressionisti”.
L’ultima mostra impressionista, che segnò la fine di questo periodo artistico, si tenne nel 1886. 3
L’Impressionismo è una tendenza della pittura che si sviluppa in Francia (specialmente a Parigi) tra gli anni 70 e 80 dell’Ottocento, caratterizzata da un tipo di pittura che si interessa alle tematiche della vita quotidiana, paesaggistiche che vengono realizzate cercando di “cogliere l’attimo fuggente” e le sensazioni visive en plein air.
Secondo i pittori impressionisti la realtà muta continuamente di aspetto. La luce varia ad ogni istante, le cose si muovono spostandosi nello spazio: la visione di un momento è già diversa nel momento successivo. Tutto scorre.
Introduzione fotografia, tesina
Ho scelto come argomento della mia tesina la fotografia, per mostrare come un’arte come questa abbia influito sulla realizzazione di un dipinto, di come un testo possa essere descritto come uno scatto fotografico, della testimonianza che possiamo avere grazie alle fotografie e per questo avere una consapevolezza maggiore sui fatti accaduti. Infatti, semplicemente raccontare cosa è successo non è sufficiente per “immergerci” completamente, anche se i fatti ci colpiscono nell'animo, fino a che non vediamo la realtà cruda e nuda su uno scatto fotografico. La fotografia è la passione che ti prende dentro e ti sfida ogni giorno a trovare qualcosa di nuovo, di diverso e a catturarlo provando un immenso e profondo piacere ogni volta che scatta l'otturatore, ogni volta che a casa, rivedendo le fotografie, si sente d'essere riusciti a fare qualcosa di irripetibile. Per questo motivo ho scelto questo argomento per la mia tesina di maturità.
Collegamenti
Fotografia, tesina
- Storia dell'arte - Impressionismo e Degas
- Italiano - Verga: fotografo della realtà
- Inglese - Lee Miller: Beauty and talent
- Storia - Campi di concentramento
- Materie di settore - Cenni sulla fotografia di moda