Estratto del documento

Liceo Scientifico Bruno Touschek

Classe 5^C

Corso Piano Nazionale Informatico

Anno Scolastico 2012/2013

“La fotografia non mostra la realtà, ma l'idea che se ne ha”

-Neil Leifer-

Candidata Isabella Graziano 1

Sommario

Premessa Perché la fotografia?................................................................................... 3

Introduzione: la nascita della fotografia......................................................4

Fisica - L’occhio.......................................................................................................... 6

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Bibliografia e sitografia.............................................................................................. 20

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Premessa

Perché la fotografia?

Ci è stato chiesto di ragionare e argomentare su una tematica che rappresentasse realmente un nostro forte interesse, che ci coinvolgesse nella nostra crescita. La fotografia per me rappresenta tutto questo, e molto altro.

Questa passione è nata all’incirca cinque anni fa, così per puro divertimento, e da allora fotografare è, per me, guardare il mondo non con gli occhi ma con l’anima, è l’esatta espressione di ciò che provi in quell’istante e che poi trasmetterai al mondo che ci circonda.

Non è solo un’arte ma è un frammento di noi stessi e grazie ad essa si può fermare il tempo e creare la nostra storia. Ogni foto, come qualsiasi forma d’arte, che sia un dipinto o una scultura, esprime qualcosa, e questo qualcosa deve parlarci, farci capire del perché esiste, cosa vuole comunicarci e trasmetterci emozioni forti, che sia gioia, tristezza, pietà o semplicemente l’indescrivibile piacere di guardare qualcosa che i nostri occhi o che la nostra mente trovano attraente.

Oggi siamo inondati di fotografie, con immagini di guerra e carestia, vittorie e sconfitte, gente famosa, organismi microscopici e stelle distanti, insomma momenti importanti nella storia e momenti che invece sono importanti solo per noi. Esse trasportano luoghi lontanissimi davanti a noi e riportano il passato nel presente, permettendoci sia di viaggiare con la fantasia che di rivivere le stesse emozioni provate al momento dello scatto o di percepire quelle provate dal fotografo. 3

Introduzione: la nascita della fotografia (phos)

La parola “fotografia” deriva da due parole greche: foto e grafia (graphis). Il significato letterale di fotografia è scrittura con la luce. Essa nasce dai risultati ottenuti nel campo dell’ottica, con lo sviluppo della camera oscura, sia nel campo della chimica con l’applicazione dell’emulsione a base di bitume nella lastra.

Il primo ad applicarla in ambito fotografico fu il francese Joseph Niépce, considerato l’inventore della fotografia, che cercando di migliorare la tecnica della litografia, riuscì a ottenere nel 1826 la prima immagine fotografica stabile, applicando le conoscenze chimiche dell’epoca alla camera oscura: egli mise la camera oscura alla finestra del suo studio decine di volte, esponendo numerose lastre finché, dopo una posa di 8 ore, non ottenne un’immagine ben visibile.

Vista dalla finestra a Le Gras a Saint Loup de Varennes

Successivamente Daguerre approfondì le ricerche e nel 1837 ottenne una immagine stabile su una lastrina d’argento sensibilizzata (dagherrotipo). Il processo con cui fu ottenuta però, richiedeva tempi di esposizione troppo lunghi e soprattutto non permetteva di farne delle copie. Grazie ad una serie di manovre politiche l’invenzione viene acquistata dal governo francese. Intanto in Inghilterra Talbot lavorava per conto proprio con una carta al cloruro d’argento ed otteneva i primi negativi su carta (1834). 4

Nel 1871 il fotografo inglese R.L. Maddox pubblicò il processo negativo molto più sensibile e pratico da usare. Questa tecnica aprì le porte all’industrializzazione della fotografia e alla sua diffusione di massa. Nel 1888 fu messa in commercio la prima macchina fotografica con pellicola. Intorno agli anni Trenta del 20° sec. fu introdotta la pellicola a colori. 5

Fisica - L’occhio

L’occhio è quell’organo principale dell’apparato visivo che, attraverso la luce, ricava informazioni su quello che ci circonda.

Esso è formato da:

  • Cornea
  • Umor acqueo
  • Pupilla (circondata dall’iride)
  • Cristallino
  • Umor vitreo
  • Retina

Da un punto di vista strettamente fotografico si può dire che l’occhio, per mezzo dell’iride (diaframma), regola l’intensità della luce raccolta, la focalizza tramite la cornea e il cristallino (sistema di lenti) formando un’immagine fissata sulla retina (sensore), a sua volta trasformata in un segnale elettrico che, attraverso il nervo ottico, giunge al cervello per l’elaborazione finale (pellicole).

Ma l’occhio umano ha un difetto: è lento. Un’immagine permane sulla retina per oltre un decimo di secondo impedendoci di osservare in modo nitido oggetti in rapido movimento.

Invece con l’invenzione di pellicole sensibili si ridusse la quantità di luce necessaria all’impressione consentendo quindi tempi di esposizione molto brevi. Ciò permise di fotografare anche oggetti in movimento come se fermassimo il tempo. Con questa soluzione i fisici del ’900 poterono studiare meglio la meccanica e il rispetto delle sue leggi.

Inoltre grazie all’uso della fisica e delle varie scoperte, le attuali macchine fotografiche digitali hanno sostituito la pellicola con circuiti integrati a semiconduttore.

In tali dispositivi l’acquisizione dell’immagine e la trasformazione in segnali digitali si basa su un fenomeno chiamato “Effetto Fotoelettrico” e fu studiato all’inizio del secolo scorso.

Esso, come comprese Einstein, riprendendo la teoria di Planck, evidenzia la natura quantistica della luce.

La descrizione della luce come campo elettromagnetico era stata oggetto delle equazioni di Maxwell del 1864 che ne spiegavano tutti gli aspetti: la propagazione, le interferenze, etc. Ma l’effetto fotoelettrico usciva dagli schemi mostrando un comportamento non spiegabile con la fisica classica, secondo cui la teoria ondulatoria della luce l’effetto fotoelettrico dovrebbe avvenire per qualsiasi frequenza d’onda, purché la sua intensità sia abbastanza grande.

Tutto questo cambiò grazie all’esperimento fatto da Lenard.

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Sintesi
Introduzione Fotografare la realtà tesina
La tesina maturità scientifica prendere in esame la fotografia. La tesina di maturità permette i seguenti collegamenti interdisciplinari: in Fisica l'occhio umano e l'effetto fotoelettrico, in Storia la propaganda nel regime fascista, in Storia dell'arte l'impressionismo e in Italiano Verga come fotografo.
Collegamenti
Fotografare la realtà tesina
Fisica - L'occhio umano e l'effetto fotoelettrico. Storia - La propaganda nel regime fascista. Storia dell'arte - L'impressionismo. Italiano - Verga come fotografo.
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