A cura di Maria Rita
La fotografia Sanapo III A
A.s. 2009/2010
Fotografare è porre sulla
stessa linea di mira la
mente, gli occhi e il cuore
…
È un modo di vivere …
Henry Cartier Bresson
Perché la fotografia?
La mia scelta di questo argomento trova la motivazione
nell’importanza che ha avuto l’invenzione della fotografia. Infatti
fotografare è, per me, guardare nell’infinito non con gli occhi ma
con l’anima di ognuno di noi, è l’esatta espressione di ciò che provi
in un istante, è il mio messaggio per il mondo intero. Fotografare
non è solo un’arte ma è l’immagine di noi stessi, un frammento di
noi e grazie ad essa si può fermare il proprio tempo e creare la
nostra storia. Io ho la passione per l’arte, per tutto ciò che è arte,
che sia un dipinto, una scultura o una semplice foto, per me deve
esprimere un qualcosa. Chiamo arte tutto ciò che emana
sensazioni, deve passare dalla materia ad emozione, deve parlarci,
farci capire del perché esiste e del perché e cosa, vuole
comunicare. Nella mia vita ho conosciuto molte forme di arte e alla
base delle mie conoscenze, poche sono quelle che meritano
apprezzamenti lusinghieri ma mi hanno fatto crescere e maturare,
mi hanno fatto capire che a volte, basta un segno, per esprimere
un’emozione, per mandare un messaggio.
La fotografia: il percorso
La Il punto
L’importa Breve fotografia di vista e
nza della storia come la
fotografia della testimonia prospetti
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LA FOTOGRAFIA- il percorso
La vista: Generi Il diritto
Il
l’occhio! fotogra d’autore
paesaggi
fici o
naturale
L’importanza della fotografia
Tra i modi di comunicare maggiormente utilizzati dagli uomini, fin
dai tempi più lontani della preistoria, è quello delle immagini. Ma
come erano realizzate le immagini dei nostri antenati? Una serie di
trattini per dire animale, tre linee ondulate per dire mare. Questo
modo di esprimersi, nella preistoria sostituiva il linguaggio della
parola. Sono passati dei secoli da quest’epoche eppure tutt’oggi,
l’uomo moderno utilizza in modo ben più massiccio il linguaggio
delle immagini della pittura e del disegno, ma grazie a nuove
tecniche le immagini vengono riprodotte da macchine
efficacemente costruite e predisposte. Le immagini così ottenute
sono molto diverse da quelle del passato. Infatti la moderna
immagine tecnica, riproduce la realtà visibile delle cose. Invece i
segni antichi rappresentavano i contorni di un’immagine mentale.
Le immagini tecniche della nostra epoca si presentano
prevalentemente informative, ma proprio qui nasce un problema da
non sottovalutare. L’immagine fotografica è certamente informativa,
ma fino ad un certo punto. Infatti, tra la realtà che sta per essere
rappresentata e coloro che poi ne osserveranno la
rappresentazione, ci sta la fotografia, che fa vedere la realtà che
intende far conoscere l’autore in modo soggettivo. Tutto ciò dipende
dalla natura tecnica dell’immagine. Ma questi limiti informativi
aumentano in modo straordinario le capacità espressive della
Chi osserverà la foto metterà a confronto il "concetto" del soggetto
fotografato con la rappresentazione realizzata dal fotografo; e
questo confronto, evidenziando le differenze, porterà a
comprendere i motivi delle scelte operate dal fotografo, e quindi i
significati della fotografia; forse non proprio facile, ma la "colpa" è
della fotografia, di questo linguaggio un po’ strano che
principalmente esprime per il "come" rappresenta e non per il
"cosa" rappresenta. In conclusione, noi crediamo di venire
informati, ma di fatto riceviamo idee. A volte, però, non
accorgendoci di riceverle, le scambiamo per informazioni e quindi
per informazioni reali. I mass media utilizzano moltissimo la
fotografia; siamo sicuri che lo fanno per "informarci" e non per
"formarci" a un modo di pensare di loro gradimento? E, ancora più
importante, siamo sicuri di non lasciarci "formare" senza neppure
rendercene conto? Queste considerazioni un po’ teoriche hanno lo
scopo di farci riflettere: è arrivato il tempo in cui la fotografia non
va più considerata come un mezzo espressivo di soli valori estetici,
una specie di omaggio al concetto che tutto in fotografia deve
apparire comunque "bello": anche un bimbo che piange, una
vecchietta sulla porta di casa, un giovane costretto a chiedere
l’elemosina perché non trova lavoro; devono trovare spazio nel
campo fotografico. La fotografia è un linguaggio che abbraccia un
Ma affinché questo vasto campo espressivo risulti veramente utile
all’uomo, è indispensabile che la fotografia sia scattata,
interpretata, capita e valutata. Ci si può divertire con il computer, o
in altri modi, a cambiare le forme, i colori, le situazioni reali; e
si possono più che lodevolmente proporre immagini realizzate con la
più libera creatività e fantasia. Ma è necessario che le intenzioni
degli autori siano chiaramente portate alla conoscenza dei lettori
(anche attraverso titoli coerenti), così da rendere possibile una
lettura corretta, che eviterebbe di mettere tutto in dubbio, per
mantenere autorevolezza a un linguaggio importante, per evitare
che le informazioni contenute nella macrofotografia di un cristallo
siano scambiate per un gioco di colori,
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