Estratto del documento

ISTITUTO DI ISTRUZIONE SUPERIORE STATALE

“Antonio Pesenti” Cascina

Anno scolastico 2013/2014 Candidata: Silvia Malacarne

Indice

Premessa…………………………………………………………………………………………………..3

Introduzione……………………………………………………………………………………………..4

Ruolo della donna nella società………………………………………………………………….6

Educazione e istruzione delle donne…………………………………………………………..8

Il contributo di John Stuart Mill al tema dell’emancipazione……………………....11

The emancipation of women for Virginia Woolf………………………………………...14

Donne-scienziate nella storia…………………………………………………………………...16

Il contributo alla ricerca scientifica di Rita Levi Montalcini………………………..18

Il fattore NGF…………………………………………………………………………………………...21

Genera, laurea e scelte professionali: dati a confronto……………………………….23

Biblografia e sitografia……………………………………………………………………………..27

2

Premessa

"Geneticamente uomo e donna sono identici.

Non lo sono dal punto di vista epigenetico,

di formazione cioè, perchè lo sviluppo

della donna è stato volontariamente bloccato."

(Rita Levi Montalcini)

La donna, fin da tempi molti antichi, è stata considerata “diversa” rispetto

all’uomo, una figura di minore importanza, in quanto i suoi unici compiti

erano quelli di madre e domestica. Era molto raro che una donna potesse

avere una carriera lavorativa collegata a materie letterarie o scientifiche.

Nella mia tesina, ho cercato di soffermarmi sul grande contributo scientifico

di alcune donne che sono riuscite ad uscire da questa condizione, lasciando

un segno profondo nella società. In particolare ho analizzato la figura di Rita

Levi Montalcini, che pur essendo vissuta in un’epoca in cui le donne venivano

messe da parte dalla società, è riuscita a diventare medico-ricercatrice,

svolgendo anche delle importanti ricerche ed ottenere il Premio Nobel per la

medicina.

La scelta di questa tematica, da parte mia, è avvenuta nel momento in cui ho

capito che anche la mia carriera lavorativa sarà collegata al mondo

scientifico; ho riflettetuo sul fatto che, essendo una donna, la mia figura

professionale potrà essere ostacolata o considerata di minore importanza dal

momento che sussistono ancora, nella nostra società, pregiudizi,

discriminazioni e ostacoli nei confronti della donna. 3

Intoduzione

Nel mio percorso di approfondimento ho cercato di analizzare la figura

femminile, cercando di ricostruire la storia del suo ruolo all’interno della

società e di come essa è stata, nel corso dei secoli, educata e valorizzata.

Questo per capire se c’è stata la presenza di stereotipi e pregiudizi che ne

hanno ostacolato la formazione e di conseguenza le scelte professionali legate

al genere di appartenenza.

John Stuart Mill, fu un importante filosofo appartente alla corrente del

positivismo e sostenitore dei diritti civili femminili. Egli, attraverso alcuni

saggi, tra cui “The subjection of women”, ha cercato di capire, mediante

un’analisi del ruolo della donna nella storia, il motivo per cui essa veniva

posta ai margini della società. Una motivazione può essere riscontrata nel

ruolo stesso in cui da sempre si è trovata ad essere relegata; l’autore ci parla

di una forma di schiavitù, l’ultima ad esistere dopo l’abolizione della schivitù

dei neri. Questa condizione si è modificata nel corso degli anni, ma ciò che

continua a predominare è la legge del più forte sul più debole. Il filosofo cerca

dunque di opporsi alle tesi fino a quel momento sostenute relative

all’inferiorità femminile, cercando di spiegare come il raggiugimento

dell’uguaglianza sociale può contribuire al progresso umano.

Il tema dell’emancipazione femminile, viene analizzato da un’ importante

scrittrice inglese: Virginia Woolf. La scrittrice, nel saggio intitolato “A room of

one’s own”, dopo una riflessione sulle ragioni per cui la donna viene esclusa

dal mondo della letteratura e dell’arte , attraverso l’invenzione di una

ipotetica sorella di Shakespeare, Judith, spiega come l’uomo e la donna non

possono avere stesse le possibilità pur essendo entrambi pieni di talento.

Judith non poteva frequentare una scuola, in quanto il suo compito era quello

di occuparsi dei lavori domestici. Amava leggere e scrivire, ma poteva farlo

soltanto di nascosto. Virginia Woolf arriva alla conclusione che il motivo per

cui la donna è stata fin da sempre esclusa dal mondo letterario e artistico è

legato al fatto che la figura femminile non ha mai posseduto una stanza tutta

per sè dove leggere, studiare e riflettere. In questo modo, la “stanza” equivale

ad un posto in cui la donna può essere indipendente. 4

Nel mio approfondimento ho voluto, inoltre, soffermarmi sulla figura della

donna scienziata che ha saputo andar contro i pregiudizi di genere per

portare avanti la propria carriera. La figura femminile che mi ha colpito di più

è stata Rita Levi Montalcini, vincitrice del Premio Nobel per la medicina,

grazie alla sua scoperta del fattore di crescita nervoso (NGF). Questo ha un’

importanza fondamentale, in quanto, attraverso nuovi studi, si è ipotizzato

che può essere utilizzato per curare malattie molto gravi come il morbo di

Alzheimer e di Parkinson.

Nella parte finale ho ricercato e confrontato dalla fonte dell’ISTAT i dati

relativi ai laureate e alle laureate in materie tecnico-scientifiche nell’arco

temporale 2007/2011 per capire se nel corso degli ultimo anni c’è stato un

incremento da parte delle donne nella scelta di questi indirizzi. Ho costruito

una tabella riassuntiva dei dati raccolti e due grafici che sintetizzano i dati in

percentuali. 5

Ruolo della donna nella società.

Fin dall'antichità la figura della donna ha avuto un ruolo marginale nella

società, basti pensare alla scarsa importanza che le veniva data al momento

della nascita: spesso non era desiderata e talvolta era anche temuta.

All'interno della famiglia patriarcale la donna che procreava figlie spesso

veniva disprezzata rispetto a colei che partoriva un figlio maschio, che

acquisiva maggiore potere.

Per comprendere il valore del ruolo della donna nella società odierna occorre

percorrere a ritroso la storia e scoprire come, attraverso i secoli, ci sia stato

un mutamento della sua condizione.

In epoca preistorica la donna si dedicava ad accudire i figli prendendosene

cura e sfamandoli e inoltre trasformava ciò che veniva cacciato dall'uomo in

cibo commestibile. Dagli animali che cacciava l'uomo, venivano ricavate pelli

per coprire il corpo dal freddo e cibo per sopravvivere. Le civiltà arcaiche

erano caratterizzate dalla prevalenza del matriarcato: la donna era il simbolo

della madre terra, colei che generava vita e potenza della natura. Essa gestiva

tutta l'economia domestica e l'organizzazione familiare, mentre gli uomini si

occupavano del lavoro dei campi e dell'allevamento del bestiame per

ricavarne cibo.

Nei grandi imperi dell'antichità e nelle civiltà classiche, la figura della donna,

pur non emergendo direttamente nella politica, affiancava l'uomo definendo

talvolta alcune mosse strategiche di tipo politico: si pensi ad esempio

all'importanza di alcune mogli di imperatori dell'antica Roma. L’istruzione, al

tempo dei romani, era affidata a un maestro privato, che generalmente

insegnava alle femmine a leggere, scrivere e far di conto fino all’età di dodici

anni,quando, già in età da marito, venivano indirizzate verso gli studi

letterari, la danza e la musica.

Man mano avanzò sempre più l’esigenza di un’istruzione “pubblica”, tanto

che sia Cesare che Costantino concedevano lauti ricompensi e privilegi a

coloro che si occupavano di tali insegnamenti: imparare a leggere e a scrivere

era considerato per il cittadino romano un dovere sociale, al di là del sesso.

Nonostante questo, coloro che potevano accedere alla carriera politica erano

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soltanto i maschi e le donne erano relegate ad occuparsi di scuole

prevalentemente femminili dove si insegnava il canto, la musica e la danza.

Nel Medioevo la condizione femminile veniva percepita in due modi

contrapposti: da angelica e spirituale, figura procreatrice e protettiva della

prole, a maligna e strega, sopratutto nel Seicento, nel momento in cui si

ribellava alla volontà dell'uomo e alle regole imposte dalla società. In epoca

medievale gli infanticidi femminili erano molto più elevati di quelli maschili,

in quanto delle figlie femmine la società, per come era strutturata, ne faceva

volentieri a meno .

1

Nel Settecento le donne avevano ancora un ruolo marginale nella società e si

discostavano molto difficilmente dalla condizione prevalente di spose e

madri.

Nell'Ottocento con la rivoluzione industriale, il ruolo della donna cambiò, in

quanto essa iniziò ad assumere le vesti di lavoratrice, cominciando a rivestire

un peso sociale dal momento in cui contribuiva allo sviluppo produttivo,

economico pubblico. Queste lavoratrici non erano presenti solo nelle

fabbriche, ma anche all'interno delle scuole, degli ospedali, acquisendo

un'indipendenza economica dal marito.

Successivamente nel Novecento, con l'avvento del movimento femminista, si

ha la conquista dei diritti civili femminili, l'uguaglianza al voto e la possibilità

di svolgere tutte le professioni. Durante la seconda metà del Novecento la

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Sintesi

Collegamenti

Donne e ricerca scientifica, tesina

  • Filosofia - John Stuart Mill
  • Inglese - Virginia Woolf
  • Biologia - Rita Levi Montalcini (NGF)
  • Storia - Seconda guerra mondiale
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