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Tesina di Ciudila Alexandra I

Diritti umani

Indice

1. Francese: les droits de l’enfant................................................ P. 5

2. Cittadinanza: Onu; pena di morte; emancipazione femminile; Costituzione Italiana........................................................................ P. 7

3. Storia: Nazismo................................................................. P. 18

4. Italiano: Commento e parafrasi della poesia di Primo Levi: “Se questo è un uomo”........................................................................ P. 23

5. Scienze: La genetica.......................................................... P. 25

6. Inglese: The Suffragettes..................................................... P. 31

7. Tecnologia: Condizione lavorativa della donna dalla 1° Rivoluzione industriale ad oggi........................................................................ P. 33

8. Musica: Il Jazz................................................................. P. 36

9. Geografia: Presentazione dell’Africa............................................. P. 38

10. Educazione fisica: La carta dei diritti dello sport; Jessie Owens; olimpiadi................................................................................ P. 48

11. Arte: La Colomba di Picasso..................................................... P. 53

1. Francese: “Les droits de l’enfant”

Dans les sociétés antiques, l’enfant était souvent considéré comme un objet de propriété. À Rome, le “Pater familias” avait le droit de vie et de mort sur son enfant. Seulement dans le 374 après Jésus-Christ que le fait de tuer un enfant a été légalement considéré comme un homicide. En France, il faudra attendre le XVIII siècle pour commencer à voir l’enfant comme une personne et pour le traiter comme tel.

Mais Napoléon rétablit, dans le Code civil de 1804, la soumission de l’enfant à la puissance paternelle. Le père dispose du droit de correction (châtiments corporels) et du droit de faire emprisonner son enfant.

Le développement de l’industrie aggrave considérablement la condition des enfants, obligés de travailler plus de douze heures par jour dans les champs dans des conditions inhumaines.

Dès 1945, différents textes relatifs à la protection de l’enfant voient le jour des droits de l’enfant dans le 1989. Ce pacte a été signé par la Convention des Nations Unies. Ce texte, signé seulement par 191 pays, s’applique à tous les enfants du monde.

Voici quelques-uns des principaux droits de l’enfant :

  • L’enfant est une personne humaine qui possède des droits et des libertés, indépendamment de sa race, de sa couleur, de son sexe, de sa religion, de son origine sociale ou de son incapacité ;
  • Droit à un nom et à une nationalité ;
  • Droit à un niveau de vie décent, c’est-à-dire à une alimentation, à un logement et à des soins médicaux appropriés ;
  • Droit à vivre dans un climat de bonheur, d’amour et de compréhension ;
  • Droit au repos et aux loisirs. L’enfant doit pouvoir se livrer aux jeux et aux activités récréatives de son âge ;
  • Droit à l’éducation et à l’instruction gratuite, sur la base de l’égalité des chances ;
  • Droit pour les enfants handicapés, mentalement ou physiquement, d’avoir ses soins spéciaux, de vivre dans des conditions qui garantissent leur dignité et facilitent leur participation active à la vie de la collectivité ;
  • Droit d’exprimer son opinion surtout question qui l’intéresse ;
  • Droit au respect de sa vie privée.

Pour moi, l’enfant n’est pas un objet de propriété parce que c’est une personne qui doit avoir ses droits et ses espaces. J’ai été une enfant et j’avais mes droits, maintenant je suis une fille qui a des droits autres que ceux d’un enfant, mais ils sont toujours des droits, de petites victoires chaque jour.

Je suis désolée pour ces pauvres enfants qui, aujourd’hui encore, dans le tiers monde n’ont toujours pas les droits,

Leurs droits

Mais l’exploitation des enfants n’existe pas seulement dans le tiers monde, par exemple, juste à Cagliari, sur la plage de Poetto, il y a ceux qui voyagent quotidiennement miles et des miles dans une tentative de mendier de l’argent ou vendre des serviettes de plage ou autre. Beaucoup de ces enfants sont mineurs et la plupart ont moins de quinze ans, un âge qui ne permet pas non plus de travailler ou à mendier. C’est une chose honteuse, pas pour les pauvres enfants, mais pour les gens qui forcent ces garçons à faire ces choses.

2. Cittadinanza: l’Onu

Onu: Organizzazione delle Nazioni Unite

L’Onu è nato il 24 ottobre 1945 a San Francisco, ed è la più importante ed estesa organizzazione intergovernativa: infatti, vi aderiscono 193 Stati su 204. Gli Stati aderenti sono tutti quelli Stati indipendenti del nostro Pianeta.

Invece, gli Stati non aderenti sono:

  • Taiwan, che fu estromesso dall’ONU per permettere alla Repubblica Popolare Cinese di entrarvi;
  • Palestina;
  • Vaticano.

Gli articoli 1 e 2 dello Statuto delle Nazioni Unite riassumono gli scopi e i principi che l’organizzazione internazionale si è prefissata:

  • 1. Mantenere la pace e la sicurezza nazionale;
  • 2. Promuovere la soluzione delle controversie internazionali e risolvere pacificamente le situazioni che potrebbero portare ad una rottura della pace;
  • 3. Sviluppare le relazioni amichevoli tra le nazioni sulla base del rispetto del principio di uguaglianza tra gli Stati e l’autodeterminazione dei popoli;
  • 4. Promuovere la cooperazione economica e sociale;
  • 5. Promuovere il rispetto dei diritti umani e delle libertà fondamentali a vantaggio di tutti gli individui;
  • 6. Promuovere il disarmo e la disciplina degli armamenti;
  • 7. Promuovere il rispetto per il diritto internazionale e incoraggiarne lo sviluppo progressivo e la sua codificazione.

La pena di morte

Nonostante la Dichiarazione universale dei Diritti umani e altri trattati internazionali facciano divieto assoluto della pena di morte e della tortura, queste due azioni brutali sono ancora ampiamente praticate nel mondo.

I paesi che hanno deciso di abolire la pena di morte per legge sono oggi 154. Tra questi, 96 sono i Paesi totalmente abolizionisti, 8 gli abolizionisti per crimini ordinari, 6 quelli che attuano una moratoria delle esecuzioni e 44 sono i Paesi abolizionisti di fatto (cioè che non eseguono sentenze capitali da oltre 10 anni o che sono impegnati internazionalmente ad abolire la pena di morte).

Rimangono però 43 Paesi in cui vengono eseguite le condanne a morte (Stati Uniti).

Secondo il rapporto 2010 di “Nessuno tocchi Caino”, nel 2009 la Cina è stata la Nazione con il maggior numero di condannati a morte: 5619, equivalenti all’88% delle esecuzioni mondiali. Dopo la Cina, questa classifica prosegue con 402 esecuzioni in Iran, 77 in Iraq, 69 in Arabia Saudita, 52 negli Stati Uniti e 30 nello Yemen. 36 sono i regimi dittatoriali, autoritari o illiberali.

Un altro aspetto gravissimo è l’esecuzione dei minorenni: nel 2009 sono state otto (5 in Iran e 3 in Arabia Saudita); condanne a morte sono state emesse ma non eseguite nei confronti dei minorenni negli Emirati Arabi Uniti, in Birmania, in Nigeria e in Sudan. Queste esecuzioni sono in «aperto contrasto con i diritti dell’infanzia».

Ecco un esempio di pena di morte in Cina:

Ed è proprio in Cina che 7 anni fa, il 1° gennaio 2007 è entrata in vigore la riforma in base alla quale ogni condanna a morte emessa da tribunali di grado inferiore deve essere rivista dalla Corte Suprema, la quale da parte sua ha reso noto di aver annullato parte delle condanne a morte esaminate dal 2007. Proprio oggi è stato diffuso il rapporto 2009 sulla “Pena di morte nel mondo” di “Nessuno tocchi Caino”, che assegna alla Cina il primato di “Paese-boia” con oltre 5.000 esecuzioni nel 2008, l’87,3% del totale mondiale. E il numero dei giustiziati è senz’altro maggiore, visto che la pena di morte continua a essere considerata in Cina un segreto di Stato.

L’emancipazione femminile

Nel 1798 i rivoluzionari francesi sottoscrissero una “Dichiarazione dei Diritti dell’Uomo e del Cittadino”. Ma si dimenticarono dei diritti delle donne, così, una scrittrice, Olympe de Gouges, pensò di ricordare a tutti che “la donna nasce libera e ha gli stessi diritti dell’uomo”. Questo era il primo articolo della “Dichiarazione dei Diritti della Donna e della Cittadina”, pubblicata nel settembre 1791; eccone una parte:

Le madri, le figlie, le sorelle, rappresentanti della nazione, chiedono di potersi costituire in Assemblea Nazionale.

Considerando che l’ignoranza o il disprezzo dei diritti della donna sono le cause delle disgrazie pubbliche e della corruzione dei governi, hanno deciso di esporre, in una Dichiarazione solenne, i diritti naturali, inalienabili e sacri della donna.

Cinquant’anni più tardi, si tenne a Seneca Falls, nei pressi di New York, una delle prime iniziative del nascente movimento femminista. Era il luglio 1848 e davanti ad un’assemblea composta di circa 400 donne, Elisabeth Cady Stanton rivendicò il diritto delle donne a piena parità di quelli degli uomini.

In quelli stessi anni in Gran Bretagna iniziavano a formarsi i primi circoli femminili, il cui obiettivo principale era quello di ottenere il diritto di voto per le donne. Una battaglia alla quale parteciparono molte donne, sia in Europa che negli Stati Uniti e anche un buon numero di uomini. Era indispensabile convincere gli uomini ad aderire al movimento, poiché solamente loro potevano legalmente concedere il diritto di voto.

Il diritto di voto fu riconosciuto alle donne inglesi nel 1918, pur con numerose limitazioni, e fu esteso a tutte le donne inglesi il 2 luglio 1928. Le americane poterono votare per la prima volta nel 1920, le italiane e le francesi dovettero aspettare fin dopo la fine della Seconda Guerra Mondiale, e votarono per la prima volta il 2 giugno 1946.

Lady Nancy Astor

Nata a Danville, in Virginia, nel 1879, Nancy Langhorne era l’ottava figlia di una famiglia che era caduta in disgrazia. Si era sposata a 18 anni, ma il matrimonio fu un disastro, e nel dicembre 1905, dopo aver divorziato, partì su una nave da crociera per l’Inghilterra.

Durante il viaggio incontrò Waldorf Astor, figlio dell’edificatore dell’hotel, ed entro sei mesi erano sposati.

Come regalo di nozze, Nancy gli ha regalato una tenuta che aveva comprato un paio di anni prima, nel Buckinghamshire, precisamente a Cliveden. La famosa villa e il suo parco sono diventati i “testimoni” di Nancy, dove ha vissuto anche grandi drammi. In primo luogo, è diventata uno scienziato cristiano. Poi, nel 1919, quando Waldorf successe al titolo del suo padre come il 2° visconte Astor e ascese alla Camera dei Lord, Nancy rimase per il suo seggio parlamentare di Plymouth Sutton, e vinse, così da diventare la prima donna a sedere nella Camera dei Comuni.

Nancy ha avuto sei figli, e alcuni di essi divennero “importanti”, come: David Astor, che divenne redattore dell’Osservatore; William Waldorf Astor, che divenne un allevatore di cavalli; e John Jacob Astor che divenne un membro della SAS, e un parlamentare.

The Bostonians

La lotta delle donne americane per ottenere il diritto di voto, tra la fine dell’Ottocento e i primi due decenni del Novecento, è documentata in diversi romanzi e film. Fra questi ultimi, segnaliamo come particolarmente interessante “I Bostoniani”, un film tratto da un romanzo di Henry James, diretto nel 1984 da James Ivory e interpretato da Vanessa Redgrave e Christopher Reeve.

Rita Levi-Montalcini

La vera battaglia che le donne hanno dovuto combattere è stata quella per aver pieno accesso all’istruzione, alle libere professioni, alla ricerca scientifica. Questo è il concetto ribadito da Rita Levi-Montalcini, Premio Nobel per la Medicina nel 1986.

Ecco alcune “righe” del suo libro “Le tue antenate”:

L’esclusione femminile è stata compiuta per secoli. In passato le donne più sapienti erano ritenute streghe e venivano mandate al rogo. Abolita questa assurda quanto feroce persecuzione, è persistito tuttavia il mito, da parte di filosofi e scienziati, di una assoluta superiorità intellettuale maschile, anche nell’epoca dei cosiddetti Lumi. L’apporto femminile, nella pluralità dei casi, non è stato mai riconosciuto. Semmai veniva comunque attribuito all’influenza dei padri, dei fratelli o dei mariti: di figure, cioè, appartenenti sempre al genere maschile. In realtà attraverso tutte le epoche, sino a quella attuale, la donna ha contribuito allo sviluppo scientifico in misura pari all’uomo, pur svolgendo il ruolo di moglie e madre. Per millenni il 50% dell’umanità non ha avuto pieno accesso alla conoscenza, perché gli è stato impedito in nome di una minore forza fisica. Ma la forza fisica non ha niente a che vedere con le capacità mentali.

La Costituzione Italiana

Una costituzione è l’insieme delle norme fondamentali di uno Stato, che fissano i principi generali riguardanti l’organizzazione dello Stato e i diritti e i doveri dei cittadini. La Costituzione è una legge che regola anche i rapporti tra i cittadini e il loro Stato e garantisce i fondamentali diritti di libertà della persona.

Le Costituzioni sono nate alla fine del Settecento: le prime sono state quella americana (1787) e quella francese (1791), che realizzarono la divisione dei poteri (legislativo, esecutivo, giudiziario) teorizzata dal filosofo francese Montesquieu nel 1748.

In Italia, la legge principale è stata per molto tempo lo “Statuto Albertino”, concesso dal re Carlo Alberto nel 1848. Ma la formazione di uno Stato Costituzionale si è verificata solo dopo la Seconda Guerra Mondiale.

Il primo passo fu una scelta tra Repubblica e Monarchia: il 2 giugno 1946 un referendum popolare (a suffragio universale, perché votarono per la prima volta anche le donne) scelse il governo repubblicano. Fu eletta quindi un’Assemblea Costituente che aveva il compito di scrivere la carta costituzionale dello Stato Italiano. La Costituzione della Repubblica Italiana è entrata in vigore il 1° gennaio 1948.

Mentre il precedente Statuto era stato concesso dal Sovrano, la nostra Costituzione è stata votata dai rappresentanti di tutti i Cittadini: essa si basa quindi sul presupposto che il potere appartiene a tutti i cittadini.

Ecco lo Statuto Albertino originale:

Com’è fatta la Costituzione?

La Costituzione è composta di 139 articoli:

  • Art. 1-12 (principi fondamentali): la prima parte è dedicata ai principi che non sono modificabili e su cui si basa la Repubblica: i diritti inviolabili dell’uomo, il decentramento, la tutela delle minoranze linguistiche,…
  • Art. 13-54 (diritti e doveri dei cittadini): la seconda parte definisce quali sono i rapporti tra i cittadini e lo Stato.

Rapporti civili: libertà personale, di movimento, di pensiero,…

Rapporti etico-sociali: i principi su cui si fonda l’organizzazione della società, cioè quelli riguardanti la famiglia, la salute, l’educazione,…

Rapporti economici: il diritto al lavoro e la sua tutela, i diritti dei lavoratori, i sindacati e il diritto di sciopero, l’uguaglianza lavorativa tra uomo e donna, la proibizione del lavoro minorile,…

Rapporti politici: diritto di voto, diritto di associarsi in partiti, di proporre leggi,…

  • Art. 55-139 (Ordinamento della Repubblica): Questa parte della Costituzione descrive la struttura dello Stato italiano, quali sono le istituzioni: da chi è formato il Parlamento e come si creano le leggi, quali compiti hanno il Presidente della Repubblica, il Governo e la Magistratura.

Come funziona la Repubblica Italiana?

Lo Stato italiano

Lo Stato in cui noi oggi viviamo, cioè quello Italiano, innanzitutto è democratico: benché i cittadini siano rappresentati dai parlamentari che eleggono, il popolo partecipa direttamente alla vita politica e i cittadini possono coprire delle cariche politiche. Inoltre, l’Italia, è costituzionale, perché le azioni di tutte le istituzioni sono definite dalla Costituzione, che stabilisce quali sono i poteri, la loro organizzazione e le procedure da seguire perché possano funzionare.

Lo Stato è repubblicano, perché il Presidente della Repubblica è eletto dai rappresentanti del popolo.

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Sintesi

Introduzione Diritti umani - Tesina

La seguente tesina di terza media descrive il tema importantissimo dei diritti umani. La tesina permette di effettuare vari collegamenti interdisciplinari come: in Francese les droits de l'enfant, in Cittadinanza l'ONU; pena di morte; emancipazione femminile; Costituzione Italiana; in Storia il nazismo, in Italiano commento e parafrasi della poesia di Primo Levi "Se questo è un uomo", in Scienze la genetica, in Inglese The Suffragettes, in Tecnologia la condizione lavorativa della donna della 1 Rivoluzione Industriale ad oggi, in Musica il Jazz, in Geografia la presentazione dell'Africa, in Educazione fisica la carta dei diritti dello sport; Jesse Owens; le Olimpiadi di Berlino, in Arte la Guernica di Picasso.

Collegamenti

Diritti umani - Tesina

Francese - Les droits de l'enfant. Cittadinanza - L'ONU; Pena di morte; Emancipazione femminile; Costituzione Italiana. Storia - Nazismo. Italiano - Commento e parafrasi della poesia di Primo Levi "Se questo è un uomo". Scienze - La genetica. Inglese - The Suffragettes Tecnologia - Condizione lavorativa della donna della 1 Rivoluzione Industriale ad oggi. Musica - Il Jazz. Geografia - Presentazione dell'Africa. Educazione fisica - La carta dei diritti dello sport; Jesse Owens; le Olimpiadi di Berlino. Arte - La Guernica di Picasso.
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