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Indice

1. Introduzione: il nocciolo della questione 2

2. Storia dell’arte

2.1. Poesia introduttiva 4

2.2. Gustave Klimt, “Signora con ventaglio” 5

3. Italiano

3.1. Poesia introduttiva 7

3.2. Sibilla Aleramo, “Una donna”… e il suo coraggio 9

4. Inglese

4.1. Poesia introduttiva 11

4.2. Virginia Woolf 13

4.3. “A room of one’s own” 14

5. Storia

5.1. Poesia introduttiva 15

5.2. Femminismo: la lotta per la “diversità” 17

6. Scienze

6.1. Poesia introduttiva 20

6.2. La storia di Ipazia: un esempio di libertà culturale 22

7. Filosofia

7.1. Poesia introduttiva 23

7.2. Hannah Arendt: la forza del suo pensiero 25

Bibliografia 28

Introduzione: il nocciolo della questione

8. 1

Ho scelto di parlare della donna perché penso che sia tutt’ora un problema aperto: anche in una società avanzata come la nostra, la donna è ancora considerata da alcuni come un oggetto, una bambola o peggio una schiava; è stata sempre “rinchiusa” nella sfera della famiglia e del matrimonio, limitata alle faccende domestiche e all’adempimento dei doveri coniugali.

Ma sebbene non sia facile essere madre e moglie, è ancora più difficile essere donna. Le cronache ci trasmettono storie di sfruttamento, morte e violenza a danno delle donne, che sopportano tutto questo a volte per amore, altre volte perché hanno perso la speranza in un mondo nuovo e migliore, e si arrendono.

È importante capire da cosa ha origine questa differenza tra i sessi, cosa ha comportato in passato, ma anche capire che si può “sfuggire” ad un destino che è stato dipinto da altri: un’opera come quella di Klimt suggerisce l’idea della creatività propria della donna, a cui allude il titolo, che si può realizzare soltanto in condizioni di perfetta libertà, economica, politica, sociale, culturale... due temi, quindi, che non si possono trattare separatamente ma che necessitano un’argomentazione comune.

Non a caso ho scelto di raccontare il processo di affermazione della figura femminile attraverso quattro donne che, nella storia, hanno costituito dei modelli in opposizione al mondo maschile: Sibilla Aleramo e Virginia Woolf rappresentano la creatività nel mondo della scrittura, il tentativo di dare vita ad una diversità positiva, ad un linguaggio tutto al femminile; Ipazia è da sempre l’emblema della libertà culturale, uccisa per questa sua superiorità ed invidiata dai colleghi uomini; Hannah Arendt ha saputo affrontare una materia come la filosofia in modo oggettivo e distaccato, confrontandosi contemporaneamente con la sua situazione di donna ed ebrea.

Il tutto filtrato sullo sfondo dei movimenti di emancipazione femministi: la creatività e la libertà sono state soffocate per secoli da una società maschilista che si è imposta con le proprie regole, le proprie convinzioni e i propri pregiudizi.

La donna ha sempre incarnato, agli occhi di tutti, la bellezza sensuale e, non a caso, la sua immagine è stata usata come strumento di propaganda, di persuasione e adesione all’ideologia politica dominante nei regimi totalitari.

Grazie al miglioramento delle condizioni storiche e materiali della società, anche la donna ha cominciato a prendere coscienza di sé, a cercare una via di riscatto e affermazione. Ha mostrato che uno stato libero ed egualitario non può che basarsi sull’integrazione di entrambi i sessi nelle strutture sociali, sul rispetto reciproco: le quattro mura domestiche non bastano più a contenere i colori dell’immaginazione femminile, la fantasia e la dolcezza di un sesso che da “debole” ed emarginato, ha saputo tirare fuori gli artigli ed iniziare un cammino di rinnovamento.

Ho voluto dare alla “Signora con ventaglio” una sfumatura “profetica”, facendole vestire i panni di quelle donne che sono state uccise, che hanno dovuto rinunciare a qualcosa di importante nella loro vita, ma anche quelle che si sono fatte riconoscere, che sono emerse con la loro personalità forte e gioiosa: quasi un riscatto di tutte le donne del mondo! 2

Cosa rappresenta, dunque, la donna veramente? La donna è Creatività e fonte di ispirazione a sua volta: reprimere questa “vena poetica” significa uccidere un genere, quello femminile, che, anche se nessuno se ne è mai accorto, ha sempre influenzato il nostro modo di vivere, di pensare, di amare, di agire … lasciamo libera questa Creatività e diamole spazio.

“O donne povere e sole, violentate da chi non vi conosce. Donne che avete mani sull’infanzia esultanti segreti d’amore, tenete conto che la vostra voracità naturale non sarà mai saziata.

Mangerete polvere come io mangio polvere cercherete di impazzire e non ci riuscirete, avrete sempre il filo della ragione che vi taglierà in due.

Ma da queste profonde ferite 3 usciranno farfalle libere”

4

Storia dell’arte

Gustave Klimt, “Signora con ventaglio”

Pur essendo un dipinto inusuale e poco conosciuto, “Signora con ventaglio” racchiude in sé non solo gli aspetti più importanti della poetica di Klimt, ma anche l’essenza del carattere femminile.

La sensualità e la bellezza che la donna emana, trapelano dal colore tenue e rosato dell’incarnato, dal collo longilineo (simbolo di nobiltà) e dal rosso che tinge le gote e le labbra.

L’atmosfera riecheggia i motivi dell’arte orientale e grazie ai toni vivaci ed intensi dei colori diffonde un senso di gioia, di serenità.

La simbologia è molto accentuata: i pavoni, infatti, indicano rinascita ed immortalità; i fiori, invece, vari in specie e tinte cromatiche, sono l’emblema della giovinezza, dell’innocenza e dell’energia vitale.

E lo si può considerare un manifesto del movimento femminile, per l’affermazione della donna nella società: lo sguardo è indicativo, proiettato all’esterno del quadro, ad osservare quella libertà che, negata per tanto tempo, è ora in grado di ri-conquistare, tramite la sua potenza creativa.

Di fianco sono stati messi in evidenza alcuni particolari: il ventaglio è un elemento estremamente femminile, ma allo stesso tempo suggerisce “libertà”. 5

I fiori prevalgono nettamente rispetto alle altre figure, e la donna sembra quasi una pianta dal cui ceppo si originano i loro lunghi steli.

Le due spirali rappresentano il cambiamento, la nascita e la morte delle cose.

Come molte opere del pittore, la donna è al centro, domina il quadro.

L’energia vitale e la creatività non possono che essere elementi costitutivi della natura femminile: Klimt lo ribadisce mediante linee sinuose ma mai volgari ed eccessive.

E così in “La signora con ventaglio” rinascono Ipazia, Judith, Sibilla e tante altre donne che hanno dovuto sacrificare una parte essenziale della propria vita, e che hanno dovuto subire il controllo di un sistema creato dall’uomo. 6

Italiano

Sibilla Aleramo, “Una donna” e il suo coraggio

“Per due giorni le piccole stanze furono di nuovo ingombre di casse, tante bare nelle quali seppellivo, cogli oggetti e coi libri, i miei sogni e i miei palpiti. […] Un attimo avevo tentato ancora di strappargli la mia libertà, non avevo che ribadito la catena”

7

Sibilla Aleramo è oggi considerata una delle maggiori rappresentanti del movimento femminista, non tanto per il lato della rivendicazione giuridica delle donne, quanto piuttosto del loro ruolo nella creatività letteraria.

Il romanzo “Una donna” è un’opera autobiografica che ripercorre i momenti della vita della scrittrice mostrandoli, agli occhi dei lettori, come tappe di un percorso di formazione ed autoconsapevolezza dagli esiti drammatici.

Ma la Aleramo non si limita a “raccontare” la sua vita, trascorsa tra incomprensioni, violenza fisica e psichica e volontà di evasione, ma è decisa a lasciare un messaggio alle donne che, come sua madre, non hanno avuto il coraggio di fare il passo decisivo: lasciare la famiglia per dedicarsi a se stesse.

Le prime pagine si aprono con la presentazione della sua infanzia felice (o apparentemente tale) in un paesino nelle vicinanze di Milano: la figura che più influisce sul suo modo di pensare e di essere è quella del padre, fonte di sicurezza e di certezza.

Ma l’ammirazione profonda che nutre per il padre contrasta con la figura materna e un sentimento vago ed incerto che la avvolge: una donna indifferente, sottomessa al marito, piangente e mai capace di imporsi ai figli.

Dopo un tentato suicidio, che la Aleramo non sa spiegarsi, la scrittrice scopre il suo naturale affetto materno e si lega sempre di più a quella fragile creatura.

La famiglia si trasferisce nelle Marche, dove il padre gestisce un’azienda e commissiona a Sibilla alcuni lavoretti. In questo ambiente, una seconda casa per lei, conosce il futuro marito: l’affetto che gli riserba scaturisce da un bisogno di sentirsi protetta e al sicuro; infatti aveva scoperto da poco che il padre tradiva la madre.

Il fidanzamento con questo impiegato di fabbrica, che la violenta e la fa rimanere incinta, decreta la rottura definitiva con il padre.

Sebbene non avesse ancora diciassette anni, i due si sposano e si trasferiscono al Sud, nel paese di lui, ma l’ambiente è decisamente diverso: la scrittrice è quasi un’intrusa per la suocera e la cognata che non perdono occasione per metterle i bastoni tra le ruote, e il marito sembra non difenderla mai.

Il rapporto con quest’ultimo diventa più difficile: il matrimonio che si era raffigurata, come un paradiso di gioie ed emozioni intense, è ben lungi dalla realtà, disgustosa.

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Sintesi

Collegamenti interdisciplinari

  • Italiano - Sibilla Aleramo, "Una donna"
  • Filosofia - Hannah Arendt
  • Storia - movimenti femministi
  • Inglese - Virginia Woolf, "A room of one's own"
  • Storia dell'arte - Gustave Klimt, "Signora con ventaglio"
  • Scienze - Ipazia
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