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Tesina

Seconda parte

Virginia Woolf

Madness characterized Virginia Woolf’s life and influenced her works. In fact, all her life was marked by mental problems.

She had her first mental breakdown after her mother’s death. She became very depressed, she was terrified of people and she heard voices. When her father died she felt free from oppression and she began to write, but she was tormented by guilty feelings which caused her a second breakdown, when she attempted suicide for the first time.

She recovered again and started writing novels. She understood that her ability for writing was connected to her mental problems.

Later she decided to put an end to her life drowning herself in a river. V. Woolf didn’t use the form of the traditional novel, in fact, in her novels time was influenced by Bergson’s theories, and it was reduced to the characters’ time of the mind.

She wanted to reproduce the inner reality of her characters, because it was more important than the exterior one.

Stream of consciousness technique is a narrative technique, which reproduces thought as it forms in the mind. It uses complex syntax, incomplete sentences, and puts the reader into direct contact with the character’s mind. In particular she used the technique of the interior monologue to create a direct contact between the reader and the mind of her characters; she used also the third-person narrators.

She attacked the novelist of her time because they were only interested in people’s social conditions, while for her real life was the spirit, which is too complex to be described.

She also used a technique similar to Joyce’s epiphany: it is a momentary revelation, but for Joyce it has a spiritual meaning and is limited in time. In her fiction she used symbols, sound devices and imagery.

She believed that to be an artist meant to have a perfect combination of masculine and feminine qualities, so she adopted two different styles: one for essays which was clear, concise, masculine; the other for her novels, which was poetic, transparent, feminine.

Mrs Dalloway: plot

One morning of June, Clarissa Dalloway goes to buy some flowers for a party at her house in the evening. In the street she sees for the first time Septimus and Lucretia walking. Septimus is a veteran of war with mental disorder; his wife is an Italian girl.

When Clarissa comes back home, she receives the visit of Peter Walsh, a man she loved when she was young.

Then, Peter Walsh goes to the park and he sees Septimus and his wife who are going to a nerve specialist, who decides to send Septimus to one of his clinics. At six o’clock Septimus jumps out of the window of his room, and dies. When Peter goes to Clarissa’s party he informs her of Septimus’ death and she feels a strong connection with his death.

Protagonist

The protagonist of the novel is a middle-aged woman married to a conservative. She is characterized by opposing feelings: on one side she wanted to be free and independent; on the other she was conscious of her emotions and for this reason she had refused Peter Walsh when she was young, but this decision had given her dissatisfaction and a double personality.

Septimus

Septimus is a man with mental problems because of the war, and the death of his best friend, Evans. He suffers from insomnia and is haunted by Evans’ ghost.

Even if Septimus and Clarissa do not meet in the novel, they are very similar: Clarissa depends on her husband for stability and Septimus depends on his wife for protection, their marriages are founded on need, but not on love; Clarissa’s frigidity recalls Septimus’ impotence. For this reason Septimus can be considered Clarissa’s double.

Seneca, Anneo

Vita e opere Lucio Anneo Seneca nacque a Cordova, in Spagna, nel 4 a.C. A Roma frequentò le scuole retoriche e filosofiche. Dopo un viaggio in Egitto, tornò a Roma dedicandosi alla carriera politica, come oratore e avvocato del foro.

Nel 41, venne condannato alla relegazione dall’imperatore Claudio, in Corsica sotto l’accusa di adulterio con la sorella di Caligola.

Egli rimase in esilio per otto anni, Seneca descrive la Corsica come un posto selvaggio e inospitale.

Consolazioni

Qui compose due opere in cui si cercava di confortare una persona colpita da un dolore.

Nel 49 viene richiamato a Roma dall’imperatrice Agrippina, affidandogli l’educazione del giovane Nerone, che lei si proponeva di far salire al trono. Seneca sperava di poter dar vita, una volta salito al trono Nerone e divenuto suo consigliere, ad un governo illuminato dalla sapienza filosofica.

Quando Claudio morì, Agrippina sperava di poter conquistare il potere approfittando della giovane età di Nerone, ma fu ostacolata da Seneca e dallo stesso Nerone. Così ebbe inizio il principato di Nerone, che in una prima fase sembrò rispecchiare le aspettative di Seneca.

Infatti, egli iniziò a governare con grande moderazione, ridando una nuova dignità alla nobilitas e al senato. Nella seconda fase il principato di Nerone rafforzò l’idea di un vero e proprio dominatus. Ciò segnò la fine della grande illusione di Seneca.

Così, nel 62 d.C., dopo aver assistito e giustificato l’assassinio di Agrippina, voluta dallo stesso Nerone, Seneca decise di lasciare la corte e dedicarsi agli affetti familiari e agli studi filosofici.

Nel 65 d.C., quando Nerone scoprì la congiura di Pisone, Seneca pur non avendo partecipato, ricevette da Nerone l’ordine di uccidersi, e così egli fece, si suicidò tagliandosi le vene.

Della vasta produzione letteraria di Seneca le opere che occupano maggior spazio sono quelle di carattere filosofico, raccolte postume nei Dialogi: questa opera è formata da 12 libri e tratta questioni etiche e psicologiche.

Di carattere più scientifico sono i 7 libri del Naturales Quaestiones; abbiamo inoltre 9 tragedie cothurnatae, cioè di argomento greco, e il Ludus de morte Plaudii (o Apokolokyintosis) che parla della singolare apoteosi dell’imperatore.

Diverse anche le opere perdute, sia di carattere filosofico, sia di carattere scientifico, geografico, etnologico.

Lo stile e la fortuna di Seneca

Lo stile di Seneca è affascinante e personalissimo, una delle creazioni più originali della letteratura latina. Il cambiamento del gusto, l’influsso dell’asianesimo delle scuole di declamazione portano il filosofo al rifiuto dell’architettura armoniosa e ordinata del complesso periodo ciceroniano.

La sua è una prosa spezzettata dall’andamento paratattico, composta da frasi concise e incalzanti, spesso concluse da una sentenza, ciascuna dotata di autonomia espressiva, collegate da ripetizioni, da antitesi e parallelismi inconsueti, con la ricerca di espressioni e concetti inattesi.

Seneca è un grande declamatore, che sa esplorare le varie sfaccettature dell’animo umano. I critici hanno parlato di stile drammatico, perché da una parte ricerca l’interiorità, dall’altra vuole comunicare al lettore il suo messaggio morale.

Seneca ebbe un immediato successo, alimentato da Quintiliano e rafforzato, nella tarda antichità, dal prestigio altissimo acquistato presso i cristiani. Dante nella Divina Commedia lo colloca nel Limbo, fra gli "spiriti magni".

Le tragedie ebbero maggior fortuna nel corso del sec. XIV; dopo aver influenzato il teatro rinascimentale italiano, esse furono assunte a modello del teatro elisabettiano e da W. Shakespeare.

Le consolationes

Durante l’esilio, Seneca scrisse opere di carattere consolatorio, la Consolatio ad Marciam, la Consolatio ad Helviam matrem, e la Consolatio ad Polybium: le consolationes erano un genere letterario coltivato già dai filosofi greci, dove si svolgevano argomentazioni filosofiche atte a lenire le sofferenze e a renderle sopportabili.

A tale scopo si insisteva sulla forza d’animo che il saggio deve saper dimostrare nelle situazioni difficili; sull’imperturbabilità del sapiente e sulla constatazione che la vita è una lunga sofferenza e come tale bisogna accettarla.

  • Consolatio ad Marciam (39): è dedicata a Marcia, figlia di Cremuzio Cordo, lo storico morto suicida, per consolarla della morte del figlio; Seneca ne fa un’occasione per affrontare il delicato tema del suicidio, che, coerentemente con i princìpi della dottrina stoica, è visto come positivo se motivato da una scelta compiuta razionalmente: la vita non è un bene in assoluto, ma è utile e positiva solo se vissuta in modo decoroso; il suicidio dunque può essere strumento di affermazione della libertà individuale. Modello di questo è il dialogus Consolatio ad se ipsum di Cicerone.
  • Consolatio ad Helviam Matrem (42-43): è dedicata a sua madre per la "perdita" del figlio, costretto in esilio in Corsica. Segue la topica consueta della consolatio ed espone le argomentazioni di consolazione tipiche del saggio stoico (autàrkeia = autosufficienza).
  • Consolatio ad Polybium (42-43): dedicata a Polibio, potente liberto e consigliere di Claudio, per la morte di un fratello. L’intento è evidentemente adulatorio nei confronti del princeps, nel tentativo di convincerlo a richiamarlo in Roma dall’esilio forzato.

La vita di Ungaretti e l’ermetismo

G. Ungaretti

Giuseppe Ungaretti nasce ad Alessandria d’Egitto nel 1888, dove la sua famiglia di origine toscana, precisamente di Lucca, si era trasferita per ragioni di lavoro.

Suo padre, che lavorava come operaio alla costruzione del canale di Suez, muore in un incidente; è così la madre che riesce a mandare avanti la famiglia grazie ai guadagni di un negozio della periferia di Alessandria.

Dopo il liceo si trasferisce a Parigi, dove conosce molti intellettuali. Allo scoppio della Prima Guerra Mondiale, parte volontario per il fronte del Carso. Da questa esperienza nascono alcune sue poesie.

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Sintesi

Tesina di maturità sul dolore attraverso le opere di importanti autori come Virginia Woolf, Seneca, Giuseppe Ungaretti

Argomenti trattati:

  • Virginia Woolf: Mrs Dalloway: Plot;
  • Lucio Anneo Seneca, il pensiero e le Consolationes;
  • Analisi delle poesie di Giuseppe Ungaretti;
  • Le emozioni e le teorie su questo concetto;
  • L'intelligenza emotiva.
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