Liceo scientifico
Liceo scientifico, opzione scienze applicate
Liceo classico
“Federico Quercia”
Marcianise
Anno 2013/2014 L
lA PARO A
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J W D
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O C H
Grazia Di Carluccio Classe: VB Indice
Introduzione: La parola e le sue sfumature
01. Italiano - La poesia pura.........................................................................................................................2-6
Ermetismo: Giuseppe Ungaretti “Mattina”
Latino - La parola come elemento distintivo.....................................................................................7-10
02. Oratoria”
Marco Fabio Quintiliano: “Institutio
03. Storia - La parola del potere.................................................................................................................11-14
La parola nazista e la parola fascista
04. Filosofia - Il potere della parola..........................................................................................................15-17
Heidegger e il nazismo
05. Inglese - The hidden words................................................................................................................18-19
A station of the metro”
Imagism: Ezra Pound “In
06. Storia dell’arte - La parola oltre l’immagine......................................................................................20-24
René Magritte: L’uso della parola
07. Geografia astronomica - La parola per trasmettere una passione................................................25-27
Stephen William Hawking: L’origine dell’Universo
08. Fisica - Che cos’è la parola: il suono..................................................................................................28-30
09. Matematica - La funzione di seno.....................................................................................................31-32
Introduzione
La parola e le sue sfumature
“Il seme più evoluto dell’universo è il cervello dell’uomo e la parola, dunque, è la manifestazione più alta della sua capacità creativa. Dobbiamo stare attenti a non dilapidare questo bene prezioso, quelle molecole sonore che sono le nostre parole, che sono la sostanza dello spirito, della nostra essenza.”
Le piccole cose che cambiano la vita
Raffaele Morelli,
La parola (dal greco parabolé, attraverso il latino paràbola, poi alterato in paràula nel volgare) è l’espressione scritta o orale di un’informazione o di un concetto. Essa è uno dei più grandi doni fatti all’uomo, non a caso è una facoltà tipicamente e per ora unicamente umana, in quanto gli permette di incarnare il suo pensiero. La parola è l’elemento basilare della comunicazione, è l’unità minima della trasmissione dei concetti. Essa è uno strumento di trasmissione, di informazioni o idee attraverso il riferimento a convenzioni “pattuite”, in base alle quali certe sequenze di suoni o di segni si riferiscono a un significato noto sia all’emittente che al destinatario.
Pertanto, per realizzare un singolo atto comunicativo si possono distinguere diversi elementi, quali:
- Emittente: è la persona che avvia la comunicazione attraverso un messaggio.
- Ricevente: accoglie il messaggio, lo decodifica, lo interpreta e lo comprende. Italiano - La poesia pura
- Codice: parola parlata o scritta, immagine, tono impiegato per “formare” il messaggio.
- Canale: il mezzo di propagazione fisica del codice (onde sonore o elettromagnetiche, scrittura, bit elettronici).
- Contesto: l’“ambiente” significativo all’interno del quale si situa l’atto comunicativo.
- Referente: l’oggetto della comunicazione, a cui si riferisce il messaggio.
- Messaggio: è ciò che si comunica e il modo in cui lo si fa.
All’interno del processo di comunicazione e del linguaggio bisogna, però, tener conto dell’uso che si fa della parola e del contesto nel quale è utilizzata. La parola, infatti, può assumere diversi significati, con essa si possono dare ordini, esprimere desideri o intenzioni, persuadere, pregare o interpretare la realtà. La stessa parola può servire a differenti funzioni e può avere effetti diversi sul ricevente della comunicazione. Molti, purtroppo, sottovalutano l’importanza e l’uso della parola. Quest’ultima, se viene usata in modo errato, può arrecare dei danni. Errare vuol dire accendere o spegnere i desideri, spingere o trattenere l’emozione, caricare o deprimere, stimolare o deprimere l’intelletto, rafforzare o indebolire la volontà. Effettivamente le parole sono più importanti di quello che pensiamo. Le parole evocano immagini, proiettano scenari, attivano i nostri neuroni specchio. Il linguaggio parlato delle persone è pieno di concetti falsi, di classificazioni false, di associazioni false. Inoltre e soprattutto, le caratteristiche essenziali del pensare ordinario, la sua vacuità e la sua imprecisione fanno sì che ogni parola possa avere migliaia di significati differenti secondo il bagaglio di cui dispone colui che parla e l’insieme di associazioni in gioco in quel contesto. Sembra paradossale, ma una delle grandi illusioni sociali è pensare di dire le stesse cose. Se io scrivo “le macchine sono belle”, probabilmente quasi ognuno dei lettori di questa frase ha immaginato una macchina diversa. E magari a molti quella macchina non piace. Ad altri sì. Se metto nello stesso gruppo quelli che hanno pensato che le macchine sono belle, li ho classificati, senza tener conto che ognuno di loro immagina una macchina differente. Questo era un esempio banale per mettere in evidenza come la parola cambia da soggetto a soggetto. La parola è una lama a doppio taglio, è l’obiettivo da colpire e il fine da perseguire per influenzare forma e il contenuto del discorso. 2
1 Dal punto di vista stilistico e strutturale l’ermetismo apporta molte novità.
La parola per comunicare e la poesia pura
Ermetismo
- Uso delle figure retoriche.
La similitudine viene sostituita con l’analogia, che consiste nell’accostamento di due immagini, situazioni, oggetti che sono tra loro lontani. Nella poesia tradizionale l’analogia era espressa tramite la similitudine che veniva introdotta dalle particelle correlative. I nuovi poeti sopprimono le particelle correlative e fondono insieme i due concetti dando luogo così ad un’ampia gamma di interpretazioni. Altre figure retoriche utilizzate sono la metafora e la sinestesia.
- La metrica
L’Ermetismo è una delle esperienze poetiche più importanti del primo Novecento che ha apportato modifiche Tecnicamente si aboliscono gli articoli, si scelgono termini astratti usati al plurale, locuzioni indeterminate,
e innovazioni sostanziali sia sul piano del linguaggio e dello stile, sia su quello dei contenuti. legami sintattici e strutture logiche della frase poco rispettate.
Il termine ermetismo deriva da Ermete (o Mercurio), dio delle scienze occulte e misteriose, ed è stato usato per la prima volta, in senso dispregiativo, dal critico Francesco Flora che in uno scritto del 1936 intitolato La poesia
- La punteggiatura
ermetica ha definito la nuova poesia del ‘900 come chiusa, oscura, misteriosa e di difficile interpretazione o La successione dei versi senza segni di punteggiatura evidenzia il carattere di folgorazione improvvisa che
codificazione, appunto ermetica. colpisce il poeta, il quale la fissa su di una pagina in cui gli stessi spazi bianchi diventano parte integrante del
Alle radici della poesia ermetica ci sono le esigenze espressive non solo del Decadentismo francese ma anche discorso poetico.
quelle di Rilke, Eliot, Lorca, del simbolismo di Pascoli, e del Surrealismo.
Dal punto di vista stilistico, a causa dell’assoluta ricerca di essenzialità, l’Ermetismo ha assunto il nome di poesia pura. La poetica ermetica deve essere libera da qualsiasi finalità e non deve descrivere, bensì evocare: deve essere l’espressione del proprio io più segreto e profondo.
Quello dell’ermetismo è uno stile difficile e chiuso, volto alla ricerca della forma analogica, che insieme all’approfondimento di una nascosta esperienza interiore contraddistingue questo gruppo di poeti. Uomini, poeti, che rifiutando in modo diretto ogni impegno politico e sociale, cercavano di staccarsi dalla cultura fascista.
La censura dell’ermetismo è una presa di posizione contro la manipolazione e la facilità comunicativa della nascente società di massa, che si esplica nella propaganda dei regimi dittatoriali (come il Fascismo o peggio il Nazismo) sorti dopo la Prima guerra mondiale.
Non a caso, infatti, gli ermetici si servono della forma e dell’analogia per rappresentare la condizione tragica dell’esistenza umana, isolandosi in uno spazio interiore a difesa della retorica fascista. La poesia, allora, si rinchiude e assume il compito di ridare un senso alla parola, di risemantizzarla, di usarla solo quando necessaria.
I poeti ermetici perseguono, quindi, l’ideale di una poesia pura, o meglio di una parola pura, libera da ogni finalità pratica, essenziale, senza scopo educativo. Il tema centrale della poesia ermetica è il senso della solitudine disperata dell’uomo moderno che ha perduto fede negli antichi valori, nei miti della civiltà romantica e positivistica e non ha più certezze a cui ancorarsi saldamente.
L’uomo vive in un mondo incomprensibile, sconvolto dalle guerre e offeso dalle dittature, pertanto ha una visione sfiduciata della vita, una visione priva di illusioni. Il protagonista della poesia ermetica è l’umanità sofferente.
La nascita di questo movimento è dovuta proprio a quei poeti che prenderanno il nome di ermetici, che non hanno più certezze in cui credere. Questi cercano nuove forme che possano rispecchiare il loro stato d’animo e le trovano nelle parole essenziali, scabre, secche, in un linguaggio oscuro che ben esprime la loro angoscia, la tristezza e il necessario ripiegamento verso l’interiorità.
Sarebbe, però, sbagliato definire ermetica qualunque poesia dal significato complesso o dal linguaggio aulico. Il dettato ermetico risulta difficile, invece, proprio per la pluralità di significati che un testo, anche lessicalmente elementare, riesce a veicolare, in particolare per il carattere fortemente elusivo della sintassi e del lessico, depositario di un significato che è percepito esclusivamente dal poeta, e spesso nemmeno dall’autore stesso, che manifesta in questo modo l’indecifrabilità del reale e delle proprie percezioni.
L’ermetismo si sviluppa a cavallo delle due guerre mondiali, nel pieno degli anni più difficili del Novecento. In Italia, in quel tempo, regnava il Fascismo con a capo il duce Benito Mussolini. Circa il rapporto dei poeti ermetici con questo movimento, divenuto partito e infine regime, i letterati si dividono. Alcuni sostengono che gli Ermetici fossero tacitamente d’accordo con Mussolini, altri invece ritengono che avessero bandito una lotta culturale e ideologica (ma silenziosa) nei confronti del Fascismo.
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Giuseppe Ungaretti
Se si riesce ad abbracciare il significato più profondo, e nuovo delle parole di Ungaretti, l’uomo si potrebbe illuminare!
Il poeta dichiara la sua improvvisa illuminazione, il momento di intuizione che lo mette in contatto con l’assoluto, eliminando ogni riferimento storico e autobiografico, limitandosi a capire il significato dell’avvenimento.
Giuseppe Ungaretti nasce ad Alessandria d’Egitto nel 1888 da genitori lucchesi. Trascorre l’infanzia e l’adolescenza in Egitto dove i genitori erano emigrati al tempo dei lavori del canale di Suez.
Così partecipa e vive la sua vita in maniera completa e totale, con sensazioni di benessere e felicità, quasi paradisiache.
Trasferitosi nel 1912 a Parigi per studiare alla Sorbona, viene a contatto con l’ambiente del simbolismo francese che influisce sulla sua formazione letteraria. Tornato in Italia, prende parte come volontario alla Prima guerra
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Introduzione parola tesina
Questa tesina di maturità descrive il tema della parola. La parola (dal greco parabolé, attraverso il latino paràbola, poi alterato in paràula nel volgare) è l’espressione scritta o orale di un’informazione o di un concetto. Essa è uno dei più grandi doni fatti all’uomo, non a caso è una facoltà tipicamente e per ora unicamente umana, in quanto gli permette di incarnare il suo pensiero. La parola è l’elemento basilare della comunicazione, è l’unità minima della trasmissione dei concetti. Essa è uno strumento di trasmissione, di informazioni o idee attraverso il riferimento a convenzioni “pattuite”, in base alle quali certe sequenze di suoni o di segni si riferiscono a un significato noto sia all’emittente che al destinatario.
Pertanto, per realizzare un singolo atto comunicativo si possono distinguere diversi elementi, quali:
- Emittente: è la persona che avvia la comunicazione attraverso un messaggio.
- Ricevente: accoglie il messaggio, lo decodifica, lo interpreta e lo comprende.
- Codice: parola parlata o scritta, immagine, tono impiegato per "formare" il messaggio.
- Canale: il mezzo di propagazione fisica del codice (onde sonore o elettromagnetiche, scrittura, bit elettronici).
- Contesto: l'"ambiente" significativo all'interno del quale si situa l'atto comunicativo.
- Referente: l'oggetto della comunicazione, a cui si riferisce il messaggio.
- Messaggio: è ciò che si comunica e il modo in cui lo si fa.
All’interno del processo di comunicazione e del linguaggio bisogna, però, tener conto dell’uso che si fa della parola e del contesto nel quale è utilizzata. La parola, infatti, può assumere diversi significati, con essa si possono dare ordini, esprimere desideri o intenzioni, persuadere, pregare o interpretare la realtà. La stessa parola può servire a differenti funzioni e può avere effetti diversi sul ricevente della comunicazione. Molti, purtroppo, sottovalutano l’importanza e l’uso della parola. Quest’ultima, se viene usata in modo errato, può arrecare dei danni. Errare vuol dire accendere o spegnere i desideri, spingere o trattenere l’emozione, caricare o deprimere, stimolare o deprimere l’intelletto, rafforzare o indebolire la volontà. Effettivamente le parole sono più importanti di quello che pensiamo. Le parole evocano immagini, proiettano scenari, attivano i nostri neuroni specchio.
Il linguaggio parlato delle persone è pieno di concetti falsi, di classificazioni false, di associazioni false. Inoltre e soprattutto, le caratteristiche essenziali del pensare ordinario, la sua vacuità e la sua imprecisione fanno sì che ogni parola possa avere migliaia di significati differenti secondo il bagaglio di cui dispone colui che parla e l’insieme di associazioni in gioco in quel contesto. Sembra paradossale, ma una delle grandi illusioni sociali è pensare di dire le stesse cose. Se io scrivo “le macchine sono belle”, probabilmente quasi ognuno dei lettori di questa frase ha immaginato una macchina diversa. E magari a molti quella macchina non piace. Ad altri sì.
Se metto nello stesso gruppo quelli che hanno pensato che le macchine sono belle, li ho classificati, senza tener conto che ognuno di loro immagina una macchina differente. Questo era un esempio banale per mettere in evidenza come la parola cambia da soggetto a soggetto. La parola è una lama a doppio taglio, è l’obiettivo da colpire e il fine da perseguire per influenzare forma e il contenuto del discorso. La parola e le sue sfumature. La tesina permette anche dei collegamenti con le altre materie scolastiche.
Collegamenti
Parola tesina
Italiano - L'ermetismo-Giuseppe Ungaretti.
Latino - Quintiliano e Institutio Oratoria.
Storia - La parola nazista e la parola fascista.
Filosofia - Heidegger e il Nazismo.
Inglese - Ezra Pound e il Fascismo.
Storia dell'Arte - Surrealismo - René Magritte - L'uso della parola
Geografia Astronomica - Il caso di Stephen William Hawking
Fisica - Il suono
Matematica - La funzione seno