Tesina Maturità 2012/13
di
Vasyl Zarytskyy
Storia
La prima guerra mondiale
La prima guerra mondiale fu la prima nel suo genere e venne combattuta tra il 1914-1918 da diverse nazioni; essa viene anche definita “La Grande Guerra”.
Le cause principali che fecero scoppiare la guerra sono le seguenti:
Le cause politiche
- Il contrasto franco-germanico, per la sconfitta subita e la perdita dell’Alsazia e della Lorena alla Germania.
- Il contrasto anglo-germanico, perché la corsa agli armamenti da parte della Germania con la seguente costituzione di una potente flotta, mise in serio pericolo la supremazia inglese sui mari.
- Conflitto tra la Russia e l’Austria per i territori Balcani.
- La corsa agli armamenti effettuata da tutti gli Stati.
- Due schieramenti presenti nell’Europa: Triplice Intesa (Francia, Inghilterra e Russia) e Triplice Alleanza (Austria, Germania, Italia).
Cause economiche
- Rivalità economica tra la Germania e Inghilterra: si contendevano le colonie.
- La necessità per tutte le potenze industrializzate di espandersi.
La scintilla che fece scatenare la guerra fu l’assassinio del futuro erede al trono austriaco, l’arciduca Francesco Ferdinando, ad opera di un nazionalista serbo; così il 24 luglio 1914 inviò alla Serbia un ultimatum nel quale richiedeva:
- La sospensione delle organizzazioni irredentistiche slave.
- Il divieto di ogni forma di propaganda antiaustriaca.
- L’apertura di un’inchiesta sull’attentato, condotta da una commissione mista serbo-austriaca.
La Serbia rifiutò queste richieste in quanto le riteneva umilianti ed anche perché in questo modo perdeva il totale controllo sul suo territorio. Il 28 luglio l’Austria dichiarò guerra alla Serbia.
Le operazioni militari
Le operazioni militari della Grande Guerra possono essere divise in tre fasi:
Prima fase
Immediatamente scattarono le clausole delle alleanze stabilite negli anni precedenti, e nel giro di pochi giorni, dal conflitto fra l’Austria e Serbia si passò ad una guerra europea. La prima a mobilitarsi fu la Russia (Triplice Intesa) che accorre al soccorso della Serbia dichiarando guerra all’Austria alla quale rispose subito dopo la Germania (Triplice Alleanza) dichiarando guerra alla Russia e alla Francia sulla quale le truppe tedesche marciarono sotto il comando del generale Schlieffen, che prevedeva un attacco massiccio a Parigi attraverso il Belgio e Lussemburgo.
L’occupazione di questi due paesi neutrali determinò l’entrata in guerra della Gran Bretagna a fianco della Francia e della Russia. Per quanto riguarda l’Italia la sua neutralità venne motivata dal fatto che la Triplice Alleanza, di cui essa faceva parte, era un patto difensivo e quindi non la impegnava a intervenire; solo nel caso in cui essa veniva attaccata poteva contrattaccare. Il motivo più consistente era però che gli interessi italiani nel Trentino, nella Venezia Giulia e nell’Adriatico erano in conflitto proprio con quelli austriaci. Subito nel territorio italiano si scatenò un acceso dibattito politico tra neutralisti e interventisti. Ma mentre i neutralisti (liberali, giolittiani e cattolici) si mostrarono contrari alla guerra, gli interventisti invece erano convinti che l’ingresso in guerra dell’Italia avrebbe potuto rappresentare un’occasione per rilanciare l’economia e riassorbire la disoccupazione. Alla guerra erano anche favorevoli i grandi industriali in quanto vedevano un guadagno.
Il 26 aprile 1915, l’Italia strinse con l’Intesa un accordo segreto (patto di Londra) che impegnava l’Italia ad entrare in guerra nel giro di un mese in cambio di concessioni territoriali (Trentino, Trieste, Gorizia, Fiume ecc...). Il parlamento approvò infine l’intervento e il 24 maggio 1915 l’Italia dichiarò guerra all’Austria.
Seconda fase
Sul fronte italiano la guerra fu combattuta soprattutto sulle Alpi; nel 1916 gli Austriaci lanciarono contro l’Italia una spedizione per punirci di aver sciolto la Triplice Alleanza e di essere passati dalla parte dell’Intesa. Una delle sconfitte più disastrose per Italia fu quella di Caporetto 1917, quando forze armate dell’Austria e della Germania riescono ad penetrare nell’Italia per 150 chilometri causando così la morte di circa 400000 uomini.
Intanto sui mari, la Germania, per forzare il blocco navale attuato dalla marina britannica, lanciava la guerra sottomarina attaccando con siluri le navi di qualsiasi nazionalità, militari e non, in rotta per la Gran Bretagna. Durante la guerra fu affondato il transatlantico Lusitania, che sarà in seguito, la causa dichiarata dell’entrata in guerra degli Stati Uniti.
Terza fase
Gli Stati Uniti avevano dichiarato, nel 1914, la loro neutralità. Neutralità, però, solo apparente, perché in realtà essi rifornivano le potenze dell’Intesa di armi e viveri, tanto è vero che i Tedeschi avevano dichiarato la guerra sottomarina indiscriminata, per impedire che questa merce arrivasse a destinazione. Fu così che dopo l’affondamento del mercantile americano, gli Stati Uniti dichiararono guerra agli Imperi Centrali.
L’entrata in guerra degli Stati Uniti fu relativa, perché i primi contingenti americani sbarcarono in Francia quando gli Imperi Centrali erano già in crisi. Ma dal punto di vista economico, l’aiuto americano fu fondamentale, perché permise all’Intesa di resistere agli attacchi degli Imperi Centrali.
In questo clima di guerra si ricostruirono i movimenti pacifisti.
La fine della guerra
La guerra non finì per una vittoria decisiva, ma per esaurimento di uno dei due blocchi, quello degli Imperi Centrali.
Infatti, nel 1918, una crisi attraversa sia l’Impero tedesco sia l’Impero austriaco.
In questi momenti di crisi delle potenze centrali, le truppe italiane ripresero l’offensiva, varcarono il Piave, sconfissero i nemici a Vittorio Veneto e conquistarono Trento e Trieste. Il 4 novembre la Germania e l’Austria firmavano con l’Italia l’armistizio di Villa Giusti. A metà luglio i tedeschi lanciarono un’ultima e disperata offensiva, ma sulla Marna furono fermati dai francesi.
Il successivo 8 agosto l’esercito Alleato inflisse la prima vera sconfitta all’esercito tedesco ad Amiens. Gli alleati dei tedeschi cominciarono lentamente a cedere, fino a quando la Germania chiese la fine delle ostilità, l’11 novembre 1918. La guerra si era conclusa.
La conferenza di Parigi
Nel gennaio del 1919 si riunirono a Parigi tutti i plenipotenziari dei Paesi vincitori per discutere i criteri generali della pace.
In questa riunione furono tenuti presenti, tra le altre cose, gli obiettivi dell’Intesa: dominare in Europa e ridurre all’impotenza la Germania, in modo che non tentasse altre avventure sconvolgenti.
Si firmarono molti trattati e, alla fine, fu stabilito che:
- La Germania restituiva alla Francia l’Alsazia e la Lorena; cedeva alcuni territori per costituire la Polonia, la quale otteneva uno sbocco sul mare, mediante il corridoio polacco, una stretta striscia di terra che divideva la Prussica orientale dalla Germania, con il porto di Danzica che veniva dichiarata città libera sotto la protezione della Società delle Nazioni; inoltre la Germania doveva pagare un’ingente indennità di guerra ai Paesi dell’Intesa.
- L’Impero asburgico veniva diviso in tre Repubbliche: Austria, Ungheria e Cecoslovacchia e perdeva alcuni territori a vantaggio dell’Italia, della Polonia, della Romania e della Jugoslavia.
- L’impero turco veniva ridotto alla penisola dell’Anatolia e alla zona degli Stretti; la Croazia, la Slovenia, la Bosnia-Erzegovina si unirono alla Serbia e al Montenegro, per formare la Jugoslavia.
- Per i territori sottratti in Asia all’Impero turco e alla Germania, veniva creato il mandato, un tipo di amministrazione fiduciaria, cioè il territorio veniva affidato provvisoriamente ad uno degli Stati vincitori, fino a quando i popoli non fossero stati in grado di autogovernarsi.
Per volere del presidente americano Wilson, fu creata la Società delle Nazioni, un organismo internazionale che aveva il compito di regolare le controversie degli Stati Associati.
Italiano
L’Ermetismo
L’Ermetismo è una corrente poetica che si sviluppa in Italia nella prima metà del Novecento, e culmina nel periodo che va dalla prima alla seconda guerra mondiale. La poesia ermetica si distacca dalle precedenti correnti letterarie per l’oscurità dello stile e del linguaggio. Il termine “Ermetismo” indica una poesia di difficile comprensione, sia per i contenuti privi di apparente logicità sia per la forma che non sempre segue le regole sintattiche. In origine il nome di Ermetismo è introdotto con un’intenzione polemica e dispregiativa, come sinonimo di incomprensibilità, ma successivamente perde questa connotazione. Il nome deriva dalla figura divina di Ermete Trismegisto, considerato dai Greci inventore della scrittura e autore di trattati scritti in un linguaggio particolarmente oscuro.
La difficoltà di comprensione tipica dell’Ermetismo dipende dal desiderio dei poeti di rivelare i sentimenti più profondi dell’animo con immediatezza.
Introduzione 1900, il secolo dei grandi cambiamenti tesina
La tesina verte sul 1900, ossia il secolo dei grandi cambiamenti. Gli argomenti sviluppati nella tesina di maturità sono i seguenti: in Storia la Prima Guerra mondiale, in Italiano Giuseppe Ungaretti e l'ermetismo, in Tecnica della costruzione Frank Lloyd Wright, in Diritto il contratto, in Estimo il danno e l'assicurazione, in Costruzione il progetto del cantiere stradale.
Collegamenti
1900, il secolo dei grandi cambiamenti tesina
- Storia: Prima Guerra mondiale.
- Italiano: Ungaretti e l'ermetismo.
- Tecnica della costruzione: Frank Lloyd Wright.
- Diritto: Il contratto.
- Estimo: Il danno e l'assicurazione.
- Costruzione: Il progetto del cantiere stradale.