La diversità
À Tesina a cura di
Barbato Alberto 3°A
Anno scolastico 2011-2012
Mappa concettuale della tesina:
Italiano:
Giacomo
Storia Leopardi Storia: La
Dell'arte: Seconda
Caspar Guerra
David Mondiale
Friedrich
Scienze: Francese:
Il
DNA Immigratio
e le
Leggi di n et
Mendel Racisme
Diversità
Tecnica: I
Eduzazio mezzi di
Ne fisica:
Le comunicazio
Olimpiadi ne
Musica:
Geografia Michael
: La Cina Inglese: Jackson
Race
Discriminatio
n and the
Civil rights
Movement
2 Barbato Alberto 3°A Introduzione
Nel parlare di diversità sento di essere un romantico. Il Romanticismo ha creato l’incompatibilità e la pluralità d’ideali. Il magnifico risultato è stato il liberalismo, la tolleranza e la consapevolezza che non c’è nulla di perfetto.
Avrei potuto fare una tesina sull’uguaglianza, andare alla ricerca di un ordine universale assoluto ma è assai più intrigante indagare su che cosa ci differenzia l’uno dall’altro, che cosa rompe e rende disuguale la nostra stessa personalità. Occorre comunque evidenziare l’importanza di un’armonia universale, di un insieme di leggi generali. Non si deve esaltare la diversità e poi degenerare in idee isolazioniste o anarchiche. Il motto da seguire è:
<<insieme nella diversità>>.
La diversità è secondo me un valore e, come tale, va apprezzata.
3 Barbato Alberto 3°A
Italiano: Giacomo Leopardi
Leopardi è classico o romantico?
Leopardi partecipò alla polemica tra classici e romantici, schierandosi a favore dei classicisti. In realtà, però, la sua posizione è piuttosto complessa. Il poeta resta sicuramente estraneo al Romanticismo, di cui rifiuta gli atteggiamenti irrazionalistici e anti-illuministici; d'altro canto, egli si avvicina alla sensibilità romantica per altri aspetti della sua opera, ad esempio per l'importanza che assume nei suoi versi la notte, o per la scelta di un tema come l'infinito. Leopardi condivide l'ammirazione dei classicisti per la letteratura e la cultura antiche in generale; ma nelle sue opere non troviamo i riferimenti mitologici, che costituiscono uno degli elementi caratteristici della poesia neoclassica. Leopardi resta quindi una figura isolata, estranea ai movimenti del suo tempo, legata alla filosofia illuministica da un lato, capace dall'altro di anticipare posizioni che saranno tipiche della fine dell'Ottocento, o addirittura del Novecento. Anche per questo, solo molti anni dopo la sua morte l'importanza di Leopardi fu pienamente riconosciuta dai lettori e dagli studiosi.
4 Barbato Alberto 3°A Giacomo Leopardi
Giacomo Leopardi, il maggior poeta lirico italiano dell'Ottocento, nacque a Recanati, oggi in provincia di Macerata, nel 1798. La sua famiglia era nobile (il padre è conte), ma decaduta e impoverita. Il padre era comunque riuscito a raccogliere nel suo palazzo una grande biblioteca, con migliaia di volumi antichi e moderni, e fu qui che il piccolo Giacomo, dopo un'infanzia vivace e spensierata, a sette anni iniziò a studiare.
Quasi da solo, imparò il latino, il greco, il francese, studiò letteratura, astronomia, storia, filosofia, scienze naturali. A quattordici anni era in possesso di un'erudizione che poche persone raggiungono nel corso di una vita intera, ma la sua schiena e la sua vista erano irrimediabilmente danneggiate. La sua salute era compromessa per sempre.
Dai quattordici anni, Leopardi incominciò a scrivere, sia poesie sia opere di erudizione (saggi sulle superstizioni degli antichi, sulle usanze degli italiani). Incominciò a tenere un diario, lo Zibaldone di pensieri, che si concluse solo con la sua morte. A diciotto anni, quando scoppiò in Italia la polemica tra classicisti e romantici, egli scrisse un saggio schierando a favore dei classicisti: il testo non venne preso in considerazione e restò inedito. Ma Leopardi aveva ormai deciso di privilegiare la scrittura poetica: egli stesso definì "conversione letteraria" il passaggio dall'erudizione alla poesia. Nacquero così i primi componimenti in versi: canzoni e idilli.
In quel tempo, Leopardi desiderava lasciare Recanati per frequentare altri poeti e scrittori, conoscere il mondo dell'editoria, stabilire contatti con altri intellettuali. Ostacolato dai genitori, egli fuggì di casa, ma restò senza soldi. Solo nel 1822 poté compiere il suo primo viaggio a Roma, da cui però tornò deluso: la grande città, di cui aveva letto la storia nei libri, era in realtà arretrata, sonnolenta, corrotta. Il pessimismo del poeta, che nasceva da una visione amara della natura e della società umana, si accentuò. Leopardi pubblicò le poesie scritte fino allora e decise di dedicarsi alla filosofia.
Nel 1824 egli scrisse le Operette morali, una serie di dialoghi e racconti di argomento filosofico, in cui esponeva la propria visione del mondo: in gioventù egli pensava che la vita degli esseri umani fosse infelice per colpa delle loro scelte irrazionali, della loro sete di potere, della loro malvagità; mentre la natura gli appariva benevola, in quanto offriva un conforto, addolciva le pene della vita. A questo punto, invece, si era convinto che la natura stessa fosse "matrigna", e non madre affettuosa, degli esseri viventi: essa infatti
5 Barbato Alberto 3°A
seguiva delle leggi che avevano come conseguenza inevitabile la sofferenza di tutte le creature, e non solo degli esseri umani. È il cosiddetto "pessimismo cosmico" di Leopardi.
Dopo le Operette morali, il poeta visitò altre città italiane: Bologna, Firenze, Pisa. Qui, nel 1827, riprese a scrivere poesie, e continuò a farlo negli anni successivi, a Recanati e a Napoli, dove morì nel 1837. Gli ultimi componimenti avevano un carattere molto diverso dai primi, ma il poeta decise di pubblicarli tutti insieme sotto il titolo Canti: la prima edizione definitiva del libro uscì pochi mesi dopo la scomparsa dell'autore.
Il sabato del villaggio
La donzelletta vien dalla campagna,
In sul calar del sole,
Col suo fascio dell'erba; e reca in mano
Un mazzolin di rose e di viole,
Onde, siccome suole,
Ornare ella si appresta
Dimani, al dì di festa, il petto e il crine.
Siede con le vicine
Su la scala a filar la vecchierella,
Incontro là dove si perde il giorno;
E novellando vien del suo buon tempo,
Quando ai dì della festa ella si ornava,
Ed ancor sana e snella
Solea danzar la sera intra di quei
Ch'ebbe compagni dell'età più bella.
Già tutta l'aria imbruna,
Torna azzurro il sereno, e tornan l'ombre
Giù da' colli e da' tetti,
Al biancheggiar della recente luna.
Or la squilla dà segno
Della festa che viene;
Ed a quel suon diresti
Che il cor si riconforta.
I fanciulli gridando
Su la piazzuola in frotta,
E qua e là saltando,
Fanno un lieto romore:
E intanto riede alla sua parca mensa,
Fischiando, il zappatore,
E seco pensa al dì del suo riposo.
Poi quando intorno è spenta ogni altra face,
E tutto l'altro tace,
6 Barbato Alberto 3°A
Odi il martel picchiare, odi la sega
Del legnaiuol, che veglia
Nella chiusa bottega alla lucerna,
E s'affretta, e s'adopra
Di fornir l'opra anzi il chiarir dell'alba.
Questo di sette è il più gradito giorno,
Pien di speme e di gioia:
Diman tristezza e noia
Recheran l'ore, ed al travaglio usato
Ciascuno in suo pensier farà ritorno.
Garzoncello scherzoso,
Cotesta età fiorita
È come un giorno d'allegrezza pieno,
Giorno chiaro, sereno,
Che precorre alla festa di tua vita.
Godi, fanciullo mio; stato soave,
Stagion lieta è cotesta.
Altro dirti non vo'; ma la tua festa
Ch'anco tardi a venir non ti sia grave.
Commento
Questa poesia descrive i momenti che precedono il giorno della festa. Leopardi prende spunto da questa rappresentazione della realtà per fare una riflessione sulla vita e, in particolare, sulla giovinezza: egli paragona così la sua adolescenza a quella della ragazza, fresca e spensierata; alla fanciulla fa contrasto la vecchietta, immersa non solo nel suo lavoro, ma anche nel ricordo della propria gioventù. L’ultima strofa è dedicata all’infanzia; Leopardi associa la giovinezza alla giornata del sabato, piena di speranze e aspettative per il giorno dopo, e l’età adulta alla domenica, che è una giornata noiosa e stanca.
7 Barbato Alberto 3°A
Storia: la seconda guerra mondiale
La seconda guerra mondiale
Le cause principali sono la crisi economica e sociale degli anni ’30, crisi che coinvolse l’intero popolo: le terre abbandonate non producono il necessario; di conseguenza i prezzi aumentavano, la disoccupazione cresceva sempre più. La nascita e l’affermazione delle forze fasciste e naziste provocarono lo scoppio. La seconda guerra mondiale scoppiò a causa della Germania nazista che assalì la Polonia a fianco della quale scesero l’Inghilterra e Francia. La prima fase della guerra fu dominata dalla Germania che credeva in una guerra lampo e nel giro di pochi mesi riuscì ad occupare l’Europa settentrionale e Parigi nel giugno 1940 fu firmato l’armistizio col quale la Francia si divideva in due parti: una occupata dai nazisti e l’altra dai francesi. Intanto l’Italia fino ad allora rimasta neutrale scese in campo (1940) a fianco della Germania. Gli italiani attaccarono la Grecia ma senza successo e Hitler fu costretto ad intervenire in Grecia e Jugoslavia, poi Hitler invase l’URRS ma i russi tennero e dopo un anno di combattimento costrinsero i tedeschi a ritirarsi. Gli USA scesero in guerra fino alla fine del 1942, la Germania e il Giappone continuarono a mantenere l’iniziativa ma con l’arrivo dell’inverno i tedeschi furono sorpresi dai russi e sconfitti. Nel mese di luglio del 1943 gli anglo-americani sbarcarono in Sicilia iniziando la liberazione dell’Europa occidentale. Mentre in Europa la guerra era finita, il Giappone continuava la sua battaglia. Così il presidente Americano fece sganciare due bombe atomiche: una ad Hiroshima e un’altra a Nagasaki. Il 14 agosto 1945 finì la guerra mondiale.
8 Barbato Alberto 3°A
Il nazismo
La crisi del '29 investe violentemente la Germania, creando disoccupazione e malcontento nei confronti dei deboli governi della Repubblica di Weimar.
Hitler assume la carica di Presidente il 2 agosto 1934, nasce il Terzo Reich.
Hitler riesce a raggiungere legalmente il potere ricorrendo alla violenza sistematica con l'impiego di formazioni paramilitari, le SA e le SS, contro i suoi avversari politici. Approfitta del disagio economico delle classi popolari e della piccola e media borghesia in seguito alla crisi del '29, sfrutta le divisioni della sinistra fra socialdemocratici e comunisti e la debolezza dei governi di Weimar e utilizza il crescente favore e i finanziamenti del mondo della finanza e degli industriali, che vedono nel nazismo un efficace ostacolo al comunismo.
L'ideologia nazionalsocialista raccoglie ampi consensi in una Germania attanagliata dalla miseria, incerta sul futuro e ancora profondamente umiliata dalla sconfitta militare e dalla pace di Versailles.
Il nazismo ha come principi fondamentali:
- La superiorità della razza ariana e dei Tedeschi che vi appartengono
- Odio verso gli Ebrei, capro espiatorio di tutti i mali tedeschi,
- Il destino della futura "Grande Germania" è il dominio sul mondo,
- Necessità della conquista di uno "spazio vitale" a est, a spese degli Slavi, una razza inferiore.
Il sistema di potere di Hitler si fonda:
- Sul principio del Fuhrer che incarna la nazione tedesca e gli serve obbedienza assoluta,
- Su un partito unico, il Partito nazionalsocialista, che controlla lo Stato, l'economia, la cultura.
- Sulla propaganda che indottrina il popolo.
9 Barbato Alberto 3°A
Geografia: la Cina
Aspetti fisici ed economici
Morfologia: rilievi, pianure, coste:
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Collegamenti interdisciplinari
- Italiano: Giacomo Leopardi
- Storia: La Seconda guerra mondiale
- Francese: Immigration et racisme
- Tecnica: I mezzi di comunicazione
- Musica: Michael Jackson
- Inglese: Race discrimination and the Civil Rights Movement
- Geografia: La Cina
- Educazione fisica: Le Olimpiadi
- Scienze: Il DNA e le leggi di Mendel
- Storia dell'arte: Caspar David Friedrich