Dream it, you can do it.
Conti Alice
Classe 5°A gr
I.P.S. Persolino-Strocchi
A.S. 2014/15
Indice
Storia
- 4 Introduzione
- 18 Cartoni di propaganda e l’ideologia nazista
- 19 Cartoni di propaganda
- 19 Perché Paperino?
- 20 L’ideologia nazista
Italiano
- 6 Peter Pan
- 7 Peter e Walt: due figure intrecciate
- 8 Pascoli e il fanciullino
Psicologia
- 10 Alice nel paese delle meraviglie
- 11 Il significato
- 12 Freud e il sogno
Storia dell’arte
- 14 Gli Aristogatti
- 14 I Fauves
- 15 Matisse
- 16 Le opere
Inglese
- 22 Il canto di Natale di Topolino
- 24 Victorian compromise
- 24 Dickens’ keyword
- 25 Style
- 25 Writer’s role
- 26 Conclusione
- 28 Bibliografia, filmografia e sitografia
Introduzione
Walt Disney è stato il fondatore di un magico e sconfinato universo che ha dato spazio a grandi e piccini, in una dimensione parallela alla nostra, in perenne bilico fra il sogno e la realtà. Ad ogni modo, a scapito del detto popolare “mai giudicare un libro dalla copertina”, tendiamo a vedere i cartoni animati come uno svago, una distrazione esclusivamente infantile. In realtà, ogni cartone Disney ha una sua storia, tra le righe possiamo leggere per quale ragione un dato film sia stato prodotto in un periodo piuttosto che in un altro.
«Non produco film esclusivamente per bambini. Li produco per il bambino che è in tutti noi, che abbia sei o sessant’anni.» [cit. Walt Disney, 1957]
I cartoni animati della Disney, difatti, non sono una vera forma di passatempo per bambini, bensì uno specchio della società, spesso celato dietro a buffi personaggi e situazioni cariche di un messaggio simbolico. Walt, in effetti, ha dimostrato all’America che la gente può costruirsi una carriera e garantirsi un futuro facendo ciò che ama, in pieno accordo con la Costituzione di raggiungere i suoi sogni. Non a caso si ricorda il suo celebre aforisma del 1963: “Se puoi sognarlo, puoi farlo”.
La cultura americana deve molto a Disney. In un’epoca in cui il cinema prendeva sempre più piede fra i giovani e la letteratura veniva accantonata, la sfida principale di Disney consisteva nel ridefinire i canoni dell’intrattenimento cinematografico, coniugando il divertimento al valore educativo proprio della letteratura. Walt, in un certo senso, ha incarnato le vesti di creatore dei sogni, affascinando intere generazioni di bambini e proponendo nuovi modelli su cui l’infanzia stessa si baserà nel secondo dopoguerra.
Se un tempo gli insegnamenti morali spettavano alle fiabe e ai romanzi, nel Novecento cinematografico persino esponenti della letteratura quali i fratelli Grimm dovettero cedere lo scettro al genio creativo di Disney, cui ci si affidò per definire una nuova morale. Anche il governo americano, nel pieno della Seconda guerra mondiale, intuì che Disney avrebbe aiutato Washington a realizzare una propaganda efficace. Mentre il mondo stava cambiando faccia con continue guerre, la stessa società Disney si batté per superare la censura e liberarsi dai vincoli propagandistici, tornando ad essere una rinomata maestra moralistica per bambini.
Inoltre, grande sensibilità è stata dimostrata nel trattare diversi temi di importanza attuale, dai problemi derivati dall’inquinamento a quelli della tutela degli animali fino al parafrasare la società moderna. Insomma, negli anni la Disney ha saputo rinnovarsi, pur rimanendo sempre fedele a se stessa.
I Classici Disney hanno un fattore comune: tutti trasmettono la necessità di credere sempre nei nostri sogni, ma soprattutto in noi stessi, persino nei momenti di sconforto. Nella sua modestia, lo stesso Walt amava ricordare che addirittura nei momenti più bui il successo che a volte è dietro l’angolo: “I only hope that we never lose sight of one thing: that it all started with a mouse”. “Spero solo che non ci dimentichiamo di una cosa: tutto è cominciato con un topo”.
Nel 1928, infatti, Disney stava attraversando un periodo di depressione causato dai continui insuccessi e dalle avversità di importanza attuale, dai problemi della vita, ma durante un lungo e noioso viaggio in treno ideò un personaggio destinato ad avere una portata rivoluzionaria: Mickey Mouse. Lo scopo della mia tesina è mostrare come, da allora, la società di Walt si sia espansa producendo una lunga serie di film, ciascuno con storia e significato specifici, spesso trasposizione di alcune vicende vissute da Walt che hanno a loro volta influenzato la società, provando che il cartone Disney non serve solo ad intrattenere i bambini, bensì nasconde anche messaggi per i più grandi. In fondo, come diceva Lewis Carroll: “Ogni cosa ha la sua morale, se solo si sa trovarla”.
Italiano
Peter Pan
“Le avventure di Peter Pan” è un film del 1953 basato sull’opera teatrale “Peter Pan, o il ragazzo che non voleva crescere” (1902) di James Matthew Barrie. Si tratta dell’ultimo alla cui realizzazione presero parte tutti i membri originali della società Disney.
Come abbiamo detto in precedenza, nessun cartone animato targato Disney fu scritto con l’unico scopo di intrattenere il pubblico ricavandone una cospicua somma di denaro. Ognuno di essi cela una propria storia, un’evoluzione.
Trama
Il libro racconta di una ragazzina di Londra di nome Wendy che ama narrare ai suoi fratelli minori, Gianni e Michele, storie su Peter Pan. Quella notte, Peter Pan, in cerca della sua ombra persa qualche giorno prima a casa Darling, incontra Wendy, Gianni e Michele ai quali chiede se vogliono andare insieme a lui sull’Isola che non c’è. Grazie alla polvere magica della gelosa fatina Trilly, i bambini giungono sull’Isola che non c’è.
Wendy sceglie di seguire Peter Pan semplicemente per sfuggire all’imminente fine dell’infanzia. Peter Pan fa conoscere ai suoi nuovi amici i bambini sperduti con cui fanno subito amicizia. Wendy viene nominata “Mamma” e deve gestire tutti i bambini, accudendoli e raccontando loro delle storie fantastiche.
Intanto Capitan Uncino, acerrimo nemico di Peter e capo di una banda di pirati, vuole scoprire dove si trova il covo del ragazzino. Così rapisce Giglio Tigrato, la figlia del capo indiano, per farsi indicare, come ricompensa, il nascondiglio di Peter Pan.
Quest’ultimo si precipita sulla nave di Uncino e lo sconfigge; nel covo di Peter Pan, Wendy si rende conto che i suoi fratelli si stanno scordando della loro vera mamma, così decide di riportarli a casa e con loro tutti i bambini sperduti.
All’uscita del covo, però, i ragazzi sono attesi dalla ciurma di Capitan Uncino che porta loro sul vascello dei pirati. Il pirata lascia anche un “regalo” per Peter Pan, ovvero una bomba che esploderà poco dopo. Peter Pan, grazie a Trilly, scappa in tempo e si reca sul vascello del Capitano dove, con l’aiuto dei suoi piccoli amici, riesce a buttarlo in mare e a farlo inseguire insieme agli altri pirati dal coccodrillo. Alla fine Wendy e i suoi fratelli tornano a casa.
Peter e Walt: due figure intrecciate
Se Collodi con Pinocchio insegnava a lasciarsi alle spalle l’infanzia per imparare a crescere diventando persone mature e responsabili, James Matthew Barrie si stagliava su una linea di pensiero diametralmente opposta. Il suo celebre Peter Pan, il ragazzo che non vuole crescere, lascia trasparire molto dalla personalità dell’autore e cela incredibili legami con lo stesso Walt Disney.
Peter Pan era una delle storie più amate da Walt che già nel 1935 aveva avviato un progetto in concomitanza con Biancaneve. Tuttavia i diritti dall’Inghilterra arrivarono anni dopo, quando imperversava la Seconda guerra mondiale, e nel 1941 l’esercito americano prese il controllo dello studio per i film di propaganda. Disney riprese il progetto soltanto negli anni Cinquanta.
Cosa c’è alla radice di questo interesse verso Peter? Durante la sua fanciullezza, Walt dovette confrontarsi con il duro lavoro e la sua vivacità ne risentì parecchio. Le difficoltà economiche dei genitori rallentarono il suo percorso di studi e per alcuni mesi lo privarono dell’unico strumento che possedeva per dare libero sfogo ai suoi problemi: l’arte.
Il signor Disney era un uomo di poca pazienza e Walt, di certo non un tipo capriccioso, non sapeva come gestire la mole di lavoro che quotidianamente lo attendeva nei campi della fattoria. Ad ogni lamentela, Walt riceveva severi castighi i quali incrinarono i rapporti con il padre.
Walt si prende cura dei bambini sperduti, a cui vuole disperatamente trovare una mamma come Wendy. Walt si isola nel proprio mondo e matura in fretta, non sviluppando armonicamente il proprio ego e dunque si rinchiude nel suo mondo, desideroso anche lui di ritrovare la gioia dell’affetto materno proiettata in Wendy, un calore materno che gli era stato sottratto dalla gelida ombra del padre severo.
Come Walt stesso affermò in un’intervista del 1954, la sua vita personale incise parecchio sui suoi personaggi; più di ogni altra cosa i difficili rapporti con i genitori hanno condizionato la nascita dell’universo disneyano.
Nel mondo Disney, Paperopoli in primis, tra i personaggi principali non troviamo né padri né madri, né figli, né coppie sposate. Soltanto nonni, zii e nipoti. Insomma, il wonderful world of Disney non era altro che il mondo creato dall’ego infantile Walt, una dimensione parallela alla nostra dove è perenne il lieto fine e le storie vogliono aiutarci a vivere più serenamente facendoci recepire qualche lezione di vita e conservando il bambino che è in noi.
Pascoli e il fanciullino
In “Le avventure di Peter Pan” di Walt Disney, Peter è l’immagine di un bambino che non vuole crescere ed abita su un…
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Introduzione Disney, tesina
La seguente tesina descrive il mondo Disney. Walt Disney è stato il fondatore di un magico e sconfinato universo che ha dato spazio a grandi e piccini, in una dimensione parallela alla nostra, in perenne bilico fra il sogno e la realtà. Ad ogni modo, a scapito del detto popolare “mai giudicare un libro dalla copertina”, tendiamo a vedere i cartoni animati come uno svago, una distrazione esclusivamente infantile. In realtà, ogni cartone Disney ha una sua storia, tra le righe possiamo leggere per quale ragione un dato film sia stato prodotto in un periodo piuttosto che in un altro.
«Non produco film esclusivamente per bambini. Li produco per il bambino che è in tutti noi, che abbia sei o sessant’anni.» [cit. Walt Disney, 1957]
I cartoni animati della Disney, difatti, non sono una vera forma di passatempo per bambini, bensì uno specchio della società, spesso celato dietro a buffi personaggi e situazioni cariche di un messaggio simbolico. Walt, in effetti, ha dimostrato all’America che la gente può costruirsi una carriera e garantirsi un futuro facendo ciò che ama, in pieno accordo con la Costituzione americana che si fonda sulla ricerca della felicità secondo le proprie inclinazioni. Disney amava disegnare e, anche se all’inizio ha dovuto fare dei lavoretti per sostenere la sua arte, alla fine ha unito gli sforzi per fondare un impero e non ha permesso a nessuno di impedirgli di raggiungere i suoi sogni. Non a caso si ricorda il suo celebre aforisma del 1963: “Se puoi sognarlo, puoi farlo”.
La cultura americana deve molto a Disney. In un’epoca in cui il cinema prendeva sempre più piede fra i giovani e la letteratura veniva accantonata, la sfida principale di Disney consisteva nel ridefinire i canoni dell’intrattenimento cinematografico, coniugando il divertimento al valore educativo proprio della letteratura. Walt, in un certo senso, ha incarnato le vesti di creatore dei sogni, affascinando intere generazioni di bambini e proponendo nuovi modelli su cui l’infanzia stessa si baserà nel secondo dopoguerra. Se un tempo gli insegnamenti morali spettavano alle fiabe e ai romanzi, nel Novecento cinematografico persino esponenti della letteratura quali i fratelli Grimm dovettero cedere lo scettro al genio creativo di Disney, cui ci si affidò per definire una nuova morale.
Anche il governo americano, nel pieno della Seconda guerra mondiale, intuì che Disney avrebbe aiutato Washington a realizzare una propaganda efficace. Mentre il mondo stava cambiando faccia con continue guerre, la stessa società Disney si batté per superare la censura e liberarsi dai vincoli propagandistici, tornando ad essere una rinomata maestra moralistica per bambini. Inoltre, grande sensibilità è stata dimostrata nel trattare diversi temi di importanza attuale, dai problemi derivati dall’inquinamento a quelli della tutela degli animali fino al parafrasare la società moderna.
Insomma, negli anni la Disney ha saputo rinnovarsi, pur rimanendo sempre fedele a se stessa. I Classici Disney hanno un fattore comune: tutti trasmettono la necessità di credere sempre nei nostri sogni, ma soprattutto in noi stessi, persino nei momenti di sconforto. Nella sua modestia, lo stesso Walt amava ricordare che addirittura nei momenti più bui il successo che a volte è dietro l’angolo: “I only hope that we never lose sight of one thing: that it all started with a mouse”. “Spero solo che non ci dimentichiamo di una cosa: tutto è cominciato con un topo”.
Nel 1928, infatti, Disney stava attraversando un periodo di depressione causato dai continui insuccessi e dalle avversità della vita, ma durante un lungo e noioso viaggio in treno ideò un personaggio destinato ad avere una portata rivoluzionaria: Mickey Mouse.
Lo scopo della mia tesina è mostrare come, da allora, la società di Walt si sia espansa producendo una lunga serie di film, ciascuno con storia e significato specifici, spesso trasposizione di alcune vicende vissute da Walt che hanno a loro volta influenzato la società, provando che il cartone Disney non serve solo ad intrattenere i bambini, bensì nasconde anche messaggi per i più grandi. In fondo, come diceva Lewis Carroll: “Ogni cosa ha la sua morale, se solo si sa trovarla”. Ho scritto la mia tesina di maturità effettuando vari collegamenti alle materie scolastiche.
Collegamenti
Disney, tesina
- Italiano -
Peter Pan, Pascoli e il Fanciullino
- Psicologia -
Alice nel paese delle Meraviglie, Freud e i sogni
- Storia dell'arte -
Gli aristogatti, Matisse e i Fauves
- Storia -
Cartoni di propaganda, Hitler e il Nazismo
- Inglese -
Il canto di Natale di Topolino, Dickens e Christmas Carol
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