Introduzione
I cartoni animati sono sempre stati la mia passione ed ho continuato ad apprezzarli anche da grande, perché da un’analisi più attenta quale può essere quella di una persona adulta, leggendo ed approfondendo, ho scoperto significati e contenuti molto importanti ed una corrispondenza tra la loro evoluzione e quello della nostra società.
Come spesso avviene per molte attività od argomenti destinati all’infanzia (si pensi ad esempio al gioco) così accade per questa produzione che è tra l’arte figurativa e quella letteraria: il mondo “adulto” tende a relegarla in una dimensione ludica di puro intrattenimento. Eppure è possibile invece rintracciarvi, attraverso il diverso modo di realizzazione e di tematiche, il cambiamento della nostra società e dei valori che essa vuole trasmettere alle nuove generazioni.
In questo modo possiamo individuare molti collegamenti tra i cartoni animati e la letteratura. Storicamente il cartone animato affonda le proprie radici in tempi assai remoti. Il termine deriva dall'inglese animated cartoon che stava ad indicare originariamente le vignette umoristiche pubblicate a partire dalla metà dell'Ottocento sulla rivista Punch Magazine.
Cartoon deriva a sua volta dal termine italiano cartone, usato a partire dal 1500 per indicare il foglio di grandi dimensioni utilizzato per i disegni preparatori di affreschi ed arazzi o per le vetrate.
Con l'invenzione del cinematografo Lumière, animated iniziò ad essere riferito alla figura in movimento, acquisendo pertanto il significato attuale di animato.
Le origini dei disegni animati
I primi disegni animati risalgono ai primi del Novecento, esattamente al 1908, quando furono creati e proposti dal francese Emile Cohl.
Regista e sceneggiatore ma prima ancora disegnatore, egli propone Fantasmagorie, la prima proiezione animata, che dura meno di 2 minuti e prevede la successione di 700 disegni con lievi variazioni, posti ognuno sopra un piano di vetro illuminato.
Max e Dave Fleisher nel 1914 inventarono la tecnica del rotoscopio, che permise una migliore realizzazione dell'effetto di movimento e dell'antropomorfismo dei personaggi: si proiettavano le immagini precedentemente fotografate su un pannello trasparente e si ricalcava l'immagine così da renderla “fumettata” ma realistica.
I fratelli Fleisher animeranno i famosi personaggi di Ko-Ko il clown e successivamente Betty Boop e Braccio di Ferro (1930-1933).
Intorno al 1930 si iniziò a incidere direttamente sulla pellicola le immagini ed i suoni, con la conseguente abolizione della cinepresa.
Con Walt Disney, negli Anni Trenta, la diffusione e la fama dei cartoni divenne mondiale e da allora molte furono le fiabe e i romanzi trasposti in disegni animati.
Lo sviluppo in Italia
Anche l'Italia ne subisce l'influenza: dall'animazione di pupazzi e marionette si passa a quella dei disegni. Il regime fascista condiziona e rallenta il genere di produzione fino a che nel dopoguerra si dà il via libera alla fantasia in particolare nei cortometraggi destinati alla televisione: è il Carosello. Con i suoi personaggi quali Calimero o L'omino coi baffi 3
Non solo cartoon
“È tempo di toglierla dalla stanza dei bambini!”: questa frase, pronunciata dal padre di Wendy nel Peter Pan di Walt Disney, è la causa della fuga della bambina e dei suoi fratellini verso l’Isola che non c’è.
Wendy è una ragazzina che ama narrare ai fratellini, Gianni e Michele, le avventure di Peter Pan, un bambino avventuroso, sempre pronto a giocare e che si rifiuta di crescere, suscitando l’ira del padre Agenore Darling.
La ragazza è fermamente convinta dell’esistenza di Peter, poiché la sua stessa madre è sempre stata certa dell’esistenza di Peter Pan. La madre pensa che Peter sia lo spirito della giovinezza che ognuno di noi ha dentro di sé.
In una notte stellata, Peter Pan, in cerca della sua ombra persa qualche giorno prima a casa Darling, incontra Wendy, Gianni e Michele. Grazie alla polvere magica della gelosa fatina Trilly, i bambini giungono all'Isola che non c'è, seguendo la seconda stella a destra.
Intanto Capitan Uncino, acerrimo nemico di Peter, perché quest'ultimo gli ha tagliato la mano, vuole scoprire dove si trova il covo del ragazzino rapendo Giglio Tigrato, la figlia del capo indiano.
Peter Pan fa conoscere ai suoi nuovi amici i Bambini Sperduti e tutti fanno subito amicizia. Wendy viene nominata "Mamma" e deve gestire tutti i bambini, accudendoli e raccontando loro delle storie.
Capitan Uncino rapisce Giglio Tigrato e Peter Pan si precipita dov'è Uncino e lo sconfigge; nel covo di Peter Pan, Wendy si rende conto che i suoi fratelli si stanno scordando della loro vera mamma, così decide di portarli a casa e con loro tutti i bambini sperduti.
All'uscita del covo, però, i ragazzi sono attesi dalla ciurma di Capitan Uncino che porta loro sul vascello dei pirati. Il pirata lascia anche un "regalo" per Peter Pan, ovvero una bomba che esploderà poco tempo dopo.
Italiano: Giovanni Pascoli;
Storia: Nazismo;
Matematica: Alice nel paese delle meraviglie;
Inglese: Barrie.