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La danza, la madre di tutte le arti

Esame di stato anno 2011-2012

Terranova Claudia Maria

Istituto Tecnico Commerciale G. Arcoleo

Classe V B ITER

Tesi di Claudia Maria Terranova VB ITER a.s. 2011/2012 2

Tra Dio e il mondo, la danza!

Nietzsche, La Gaia Scienza

La musica e il ballo…la musica e il ballo:

ecco tutto quanto occorre…

Nulla è così necessario agli uomini come il ballo…

Senza il ballo, un uomo non farebbe nulla…

Tutte le disgrazie degli uomini,

tutti i rovesci funesti di cui sono piene le storie,

le cantonate dei politici e gli sbagli dei grandi capitani,

tutto è successo solo per non saper ballare.

Quando un uomo ha commesso uno sbaglio nella propria condotta,

sia negli affari di famiglia,

sia nel governo di uno Stato,

sia nel comando di un esercito,

non si dice sempre:

“Il tale ha fatto un passo falso in un certo affare”?

E fare un passo falso, da che cosa deriva

se non dall’ignoranza del ballo?

Molière

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Ballerina di 14 anni

Francese: “Course de danze”

Arte e territorio: Impressionismo

Educazione fisica: fisiologia del movimento applicata alla danza

Edgar Degas, il pittore delle ballerine

La danza

Italiano: Eugenio Montale e Carla Fracci, “la ballerina stanca”

Storia: Mata Hari, la tragedia di una ballerina

Discipline turistiche e aziendali: Turismo culturale in Sicilia

Matematica: domanda e offerta

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Indice

Pag. ………………………………………………………………………………… 7

Premessa

Pag. ………………………………………………………………………………… 8

Introduzione

Pag. ………………………………………………………………………………… 9

Storia della danza

Pag. ………………………………………………………………………………… 12

Impressionismo e Degas, il pittore delle ballerine

Pag. ………………………………………………………………………………… 15

Ballerina di 14 anni

“Course de danse” …………………………………………………………… Pag. 17

A lezione di danza

Pag. ………………………………………………………………………………… 18

Eugenio Montale

Pag. ………………………………………………………………………………… 19

Montale e Carla Fracci, la grande amicizia

Pag. ………………………………………………………………………………… 24

La ballerina stanca

Pag. ………………………………………………………………………………… 26

La prima guerra mondiale

Pag. ………………………………………………………………………………… 28

Mata Hari, la tragedia di una ballerina

Pag. ………………………………………………………………………………… 35

Fisiologia del movimento applicata alla danza

Pag. ………………………………………………………………………………… 36

Il turismo culturale in Sicilia

Pag. ………………………………………………………………………………… 38

Matematica: domanda e offerta

Pag. ………………………………………………………………………………… 40

Conclusione

Pag. ………………………………………………………………………………… 43

Bibliografia e sitografia

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Premessa

La scelta dell’argomento oggetto della tesi è legata alla passione e al personale interesse che nutro verso la disciplina della danza corporea.

Ho cominciato a seguire le prime lezioni di danza da piccola ed è stato subito amore.

La pratica della danza, al pari dello studio delle discipline teoriche e scientifiche, richiede esercizio, precisione, costanza e impegno.

Quando ho iniziato a misurarmi con il movimento e le posizioni, quando, ancora molto piccola, ho imparato ad ascoltare il mio corpo, ho scoperto e constatato il valore autentico di questa pratica, via maestra per leggere e guidare il legame profondo e innato tra corpo e psiche.

Durante il mio percorso di studi, ho spesso riflettuto sulla possibilità di collegare la danza con le materie studiate ponendomi un interrogativo: esistono in qualche misura delle relazioni e/o dei punti di contatto tra le discipline accademiche e il mondo, la storia, le metodologie della danza?

Ho scelto di approfondire la valenza della danza come disciplina e di individuare i collegamenti con gli ambiti di studio, nella convinzione che provare ad avvicinare alle materie scolastiche gli ambiti di interesse predominanti può aprire le porte alla curiosità che stimola e produce orizzonti di conoscenza insoliti e in qualche modo inattesi.

Questo lavoro persegue pertanto il fine di approfondire il ruolo della danza nei vari contesti storici, nella storia dei popoli, danza come metodo, sviluppo di espressività e di idee, movimento, energia e colore nella piena considerazione che oggi risulta indispensabile accostarsi ad ogni conoscenza non fine a se stessa, ma secondo un’ottica di continuo rapporto e influenza con le altre e in relazione al contesto con il quale siamo in continua interazione dinamica.

L’amore che nutro nei confronti della danza.

Attraverso questa mia tesi vorrei inoltre trovare un modo per esprimere

danza e per dimostrare che è possibile, con un attento lavoro di ricerca, coniugare con efficienza e in modo appropriato anche discipline apparentemente distanti e inaccostabili.

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Introduzione

“La prima volta che ho danzato è stato nell’utero di mia madre”

Così scrisse Isadora Duncan, una delle madri della modern dance nella sua autobiografia, narrando una esperienza di movimento ampiamente studiata in ambito medico secondo cui il feto, all’interno dell’utero materno, si muove seguendo il ritmo scandito dal battito cardiaco della madre.

Il movimento del corpo a ritmo di musica accompagna l’uomo da decine di migliaia di anni; il suo carattere istintivo e primordiale è rinvenibile nelle arcaiche danze religiose e propiziatorie, in quelle belliche ed erotiche fino ad arrivare ai balli di corte e ai balletti.

La danza conferma così la sua importanza vitale e storica all’interno della vita dell’uomo, diventando parte integrante di riti religiosi, “musa ispiratrice” di musici, scultori e pittori.

Danza come linguaggio, danza come movimento, danza come leggerezza ed elevazione verso Dio o come ritorno alla terra: la danza è tutto questo; è libertà, è unione di passioni, di energia vitale, di mente, anima e corpo.

Chi ha conosciuto la danza, chi ha danzato riconosce il senso profondo e pervasivo di questa attività, apprezzandone la fatica, l’impegno rigoroso e il sudore in virtù della passione che spinge a sostenere che “la danza è vita”.

Con le parole di Isadora Duncan:

“Ringrazio Dio per avermi fatta schiava del balletto…”.

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Storia della danza

La danza fu definita dall’etnomusicologo Curt Sachs “madre di tutte le arti”, in quanto è da essa che derivano il canto, la poesia e anche il teatro. La sua origine va ricercata, infatti, in tempi lontanissimi, si può quasi affermare che la danza è nata con l’uomo e si è evoluta con esso.

La danza costituisce un tipo di linguaggio particolare, perché non usa la parola come la poesia, né il suono come la musica, né tele o colori, creta o marmo come la pittura e la scultura. In un certo senso, essa è l’arte più essenziale, più “povera” di tutte, perché si esprime esclusivamente mediante i gesti del corpo.

Dalle sue origini al Medioevo

Utilizzata dalle civiltà primitive per celebrazioni religiose, riti di passaggio o propiziatori e come parte del rituale di corteggiamento, in alcune popolazioni le danze erano gli unici momenti d’incontro per persone di sesso opposto, la danza trovava spazio anche nel lavoro.

Ad esempio i piantatori di riso giapponesi, per lavorare più velocemente, seguivano, scandendo con il canto, dei movimenti ritmici ben precisi.

Decorazione greca di un vaso riguardante la danza

Anche presso gli egizi la danza assumeva un importante ruolo nelle festività e questo si può capire dalle figure presenti sulle tombe, rappresentanti uomini e donne in pose acrobatiche.

Ma è nell’antica Grecia che la danza assume centrale importanza: dai balli dei pigiatori d’uva di Atene, che sfociavano in invasamento collettivo, nasceva il culto di Dioniso in cui l’uomo era posseduto dal dio in uno stato di estasi e di totale alterazione di coscienza.

I romani, ad esclusione della pratica del mimo che si sviluppò in quell’epoca, ebbero scarsa considerazione della danza. Lo stesso Cicerone, disprezzando questa pratica perché irrazionale e quindi lontana dall’intelletto, scrive che “Nemo fere saltat sobrius” (“L’uomo sobrio non danza”). Intorno al 200 a.C. però la danza si diffuse nell’antica Roma tanto da diventare un fenomeno di massa.

Con l’avvento della religione cristiana, che considerava il corpo e le sue espressioni peccaminosi, la danza fu ritenuta una manifestazione del male. Essa quindi non fu più legata alla religiosità e al rito anche se fu mantenuta viva nella tradizione goliardica attraverso il lavoro dei nuovi artisti quali mimi, menestrelli e buffoni.

La danza nel Rinascimento

Durante il Rinascimento, nelle corti, la danza era pratica di intrattenimento per gli ospiti durante i matrimoni o come occasione per mostrare la ricchezza e il potere dei nobili. Nelle rappresentazioni vi era un misto di recitazione, musica e danza e le storie erano ispirate ai miti dell’antica Grecia e Roma, o basate su temi particolari quali le stagioni dell’anno, il mondo della natura o le terre lontane.

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Inizialmente i balletti di corte erano interpretati dagli aristocratici e dai reali e le danze erano considerate un modo per rallegrare la vita di corte. Pertanto, sapere danzare era una necessaria qualità sociale dei nobili e rientrava nelle pratiche della loro educazione sin dall’infanzia.

Un avvenimento decisivo per la diffusione della danza professionale fu l’istituzione della prima scuola di ballo per i nobili avvenuta a Milano nel 154.

La salita al trono di Francia di Luigi XIV, che fu un appassionato e abile ballerino, favorì la valorizzazione e l’evoluzione del balletto. Fu soprannominato il Re Sole perché interpretò il ruolo di Apollo ne “Le Ballet de la Nuit” a soli 15 anni.

Egli fondò l’Académie royale de la danse e la Scuola Nazionale di Danza. Fu proprio il primo direttore dell’Académie, Beauchamps, a codificare le cinque posizioni dei piedi e l’uso dell’en dehors che è alla base della danza classica. Cominciarono così a formarsi i primi ballerini professionisti e la danza si spostò dalle corti ai teatri pubblici.

Nel 1681 fu rappresentato Il Trionfo dell’Amore: il primo balletto in cui appaiono in scena ballerine professioniste. Fino allora i ruoli femminili erano stati, infatti, sempre eseguiti da uomini e alla fine del Seicento nasceva l’Opéra-ballet, spettacolo in cui la danza e il canto avevano pari rilievo.

Varie forme di danza nel frattempo si sviluppavano nel resto del mondo che sopravvivono quasi immutate fino ai giorni nostri, si pensi al ruolo della danza nelle civiltà asiatiche, indiane e oceaniche.

Il Secolo dei Lumi

Con l’illuminismo, le danzatrici divennero richieste e ricercate più dei colleghi danzatori e la danza cominciò a espandersi un po’ dovunque conquistando borghesi e intellettuali. L’invenzione del pianoforte nel 1711 da parte di Cristofori agevolò in modo consistente lo sviluppo dell’interesse della gente e consentì alle Accademie di formare danzatori sempre più abili e dotati.

Nella seconda metà del secolo Jean George Noverre si batté per l’abolizione degli scomodi costumi. A quell’epoca i costumi femminili, pur se molto belli e preziosi, essendo lunghi e pesanti, impacciavano enormemente il movimento che non era neppure agevolato dalle scarpe in uso, che erano con tacco alto e spesso a spillo.

Jean George Noverre

Gli uomini, inoltre, indossavano una specie di tunica che arrivava al ginocchio che richiama l’immagine di un tutù. La dimensione notevole dei costumi non consentiva di danzare insieme.

Inoltre, proprio in questo periodo e grazie all’intervento di Noverre, l’uso delle maschere fu soppresso.

Il balletto romantico

Intorno al 1830, in linea con il pensiero dell’epoca, un nuovo e appassionato ballo prende avvio: il valzer. Si proclama una rinnovata modalità del far danza e del danzare che non vede più dunque i ballerini tenersi per mano a debita distanza ma impegnati in una danza che coinvolge i danzatori, ognuno con i suoi passi per una coreografia d’insieme e di coppia.

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Anche i soggetti dei balletti si aprono a nuovi interessi, abbandonando gli argomenti classico-mitologici per ispirarsi alla letteratura e ai racconti di carattere romantico dell’epoca.

La ballerina diventa il simbolo della donna immateriale e, mentre le scarpette da punta la rendono aerea dando la sensazione del sollevamento da terra di un corpo senza pesantezza, la vaporosità del tutù bianco la fanno apparire evanescente e soprannaturale, come uno spirito.

L’Ottocento fu il secolo dei grandi balletti: Il Lago dei Cigni, Lo Schiaccianoci, La Bella Addormentata ma, soprattutto, fu il secolo del grande balletto russo, delle splendide musiche di Ciaikovskij e dello straordinario coreografo Marius Petipa.

Isadora Duncan

Il secolo si conclude con i lavori di Isadora Duncan (1878-1927) che dona un impulso nuovo e vigoroso alla danza e che getta le basi della danza moderna.

Dal Novecento a oggi

Il XX° fu il secolo della sperimentazione sulla nuova danza. All’inizio del Novecento nacquero i Ballets Russes.

La danza esplose anche negli Stati Uniti, dove nacquero compagnie di alto livello. Anche dopo il 1930 la danza di società ha continuato a ricercare ispirazione nei ritmi e nei balli di origine afro-americana come il samba e le danze.

Il twist e lo shake degli anni ’70 segnano la fine delle danze di coppia tradizionali, perché potevano essere eseguiti in gruppo, ma singolarmente, senza rapporto con un partner.

Tuttora la danza è un fenomeno in continua evoluzione, al pari di qualunque altra forma di comunicazione.

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Storia dell’arte: l’impressionismo e Degas

L’impressionismo è un movimento pittorico francese che nasce intorno al 1860 a Parigi. È un movimento che deriva direttamente dal realismo, in quanto come questo s’interessa soprattutto alla rappresentazione della realtà quotidiana.

Ma rispetto al realismo, in esso non si ritrova manifestazione dell’ottica e/o dell’impegno ideologico o politico: non vuole infatti evidenziare le eventuali criticità, concentrandosi piuttosto sulla nitidezza degli elementi distintivi della società del tempo.

La tecnica impressionista nasce dalla scelta di rappresentare solo e soltanto la realtà sensibile. Evita qualsiasi riferimento alla costruzione ideale della realtà, per occuparsi solo dei fenomeni ottici della visione. E per far ciò cerca di riprodurre la sensazione ottica con la maggior fedeltà possibile.

Gli impressionisti sono i figli della borghesia mercantile e imprenditoriale che aveva contribuito allo sviluppo di Parigi, ma il movimento impressionista è anche anti-borghese e anti-accademico.

Questa corrente artistica infatti, si sviluppa in modo completamente diverso rispetto ai movimenti precedenti: in primo luogo esso non è organizzato o preordinato e si costituisce per aggregazione spontanea senza manifesti o teorie che ne spieghino le tematiche o le finalità.

I giovani artisti, insofferenti per la pittura ufficiale del tempo, iniziarono a riunirsi nel Caffè Guerbois e discutevano, spesso animatamente, delle loro idee.

In secondo luogo, il movimento Impressionista non ha una base culturale omogenea in quanto gli artisti provengono da realtà differenti. Ma la sostanziale differenza rispetto ad altri movimenti precedenti sta nel modo diverso di rapportarsi con la realtà.

Dal punto di vista della poetica, l’impressionismo sembra indifferente ai soggetti. In realtà, proprio perché può rendere piacevole qualsiasi cosa rappresenti, l’impressionismo diventa lo stile della dolce vita parigina di quegli anni.

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Sintesi
  • Italiano: Montale e l'amicizia con Carla Fracci: la ballerina stanca
  • Storia: Mata Hari (la ballerina spia) e la prima guerra mondiale
  • Ed fisica: fisiologia del movimento applicata alla danza
  • Arte: Degas (ballerina di 14 anni) -> Francese: la sala da ballo
  • Economia aziendale: turismo culturale in Sicilia -> matematica: domanda e offerta
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