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Valentina Valdes

Esame di stato A.S. 2012/2013

Istituto S. Chiara

Liceo Scientifico Sperimentale Indirizzo Biologico

“Una risata può avere lo stesso effetto di un antidolorifico: entrambi agiscono sul sistema nervoso anestetizzandolo e convincendo il paziente che il dolore non ci sia”

Pach Adams

Indice

  • Presentazione
  • La nascita della clownterapia
  • Lo sviluppo della clownterapia
  • Coinvolgimenti psicobiologici della risata
  • Gelotologia e psiconeuroimmunologia
  • Il caso di Norman Cousins
  • Gli effetti della risata sul corpo
  • Gli effetti della risata sul cervello
  • La mia esperienza
  • Bibliografia

Presentazione

In questo mio lavoro ho voluto sostenere la teoria secondo cui la comicità, l’umorismo, il ridere, aiutino a vivere meglio, e per chi si trova nelle condizioni di malattia, aiutino a guarire.

La comicità si trova in ogni cosa, è la risorsa più disponibile nelle nostra natura sociale ed è pressoché inesauribile, per il semplice fatto che in qualsiasi cosa si può trovare un lato buffo e comico.

“Ride bene chi ride ultimo”, “Ridi che la mamma fa gli gnocchi”, “Morir dal ridere”, “Ridi che ti passa”, queste espressioni popolari, tramandate di generazione in generazione, sono di uso comune nella nostra cultura, anche se il riso in passato non ha avuto una buona reputazione.

Considerato infatti come segno di superficialità e stoltezza, per parecchio tempo è stato allontanato dagli ambienti ritenuti seri. Probabilmente da questa concezione proviene il detto “Il riso abbonda sulla bocca degli stolti”.

Nonostante ciò l’uomo ride da sempre, il riso è una reazione innata in lui, ma spesso immerso nella quotidianità, negli impegni egli si dimentica le parti più giocose e creative che l’hanno accompagnato fin dalla sua infanzia.

L’umorismo offre all’uomo la possibilità di giocare con il proprio Io non prendendosi troppo sul serio. L’uomo che impara ad accrescere il proprio senso dell’umorismo in parte si rende immune ai colpi scagliati dal mondo, che invece diventano per lui delle occasioni di divertimento.

Gli effetti benefici che ha sulla psiche e sul fisico sono innumerevoli, molti studi fatti a riguardo possono confermare questa affermazione.

Già Freud aveva parlato nei suoi libri della connessione che esso ha con il risparmio energetico e del suo effetto liberatorio. Tali aspetti dell’umorismo sono stati in seguito approfonditi da altri studiosi che hanno dato le spiegazioni per comprendere ed apprendere quali meccanismi (consci ed inconsci) sottostanno alla produzione di umorismo, inducendo allo scoppio della risata.

Il riso smette di essere solo “sulla bocca degli stolti” a partire dagli anni ’70. “Il riso fa buon sangue” non era più solo un detto, ma diviene una frase avente un fondamento scientifico.

Un aspirante dottore, Hunter Adams (Patch Adams), ha dato inizio ad una serie di visite buffe in ospedale creando la così detta clownterapia, che nel giro di una decina di anni si diffuse in tutto il mondo.

I clown-dottori scelgono di portare il sorriso in un luogo, l’ospedale pediatrico, dove apparentemente non può esserci che sofferenza: egli sceglie di rendere il ricovero ospedaliero meno traumatico; ma come può trovare la forza e la voglia di ridere un bambino in ospedale?

È proprio questa la domanda che mi ha portato ad approfondire il tema della clownterapia. Nella vita bisogna sempre, in qualunque situazione ci si trovi, trovare la voglia di sorridere. Perché ridere fa bene: sia in prima persona che a chi ci circonda.

La nascita della clownterapia

Ideatore e teorizzatore dei concetti alla base della clownterapia è Patch Adams che per primo iniziò ad operare liberamente fra i degenti.

Nasce nel 1945 a Washington, da un soldato dell’esercito e questo porta la famiglia a subire continui spostamenti. La morte prematura del padre lo segna profondamente e obbliga la famiglia al trasferimento in Germania.

L’ulteriore migrazione in America rappresenta un altro difficile cambiamento, contraddistinto da un estrema partecipazione emotiva verso la difesa dei più deboli e degli emarginati.

La scomparsa dello zio, con cui aveva un ottimo rapporto, lo prova a tal punto che egli stesso teme di poter ricorrere a gesti inconsulti.

Da ciò matura in lui la scelta del ricovero in un ospedale psichiatrico dove sperimenta in prima persona la forza del dolore e della disperazione. Qui però scopre anche l’importanza dell’amore, dell’empatia e il potere della risata.

Durante il periodo di degenza decide di iscriversi alla facoltà di medicina presso il “Medical college of Virginia”, dove si laurea nel 1967.

Gli appare subito chiaro che la concezione tradizionale di malato non gli appartiene, che l’obiettivo primario del medico non doveva essere la sconfitta della malattia, ma la cura del malato attraverso una relazione interpersonale.

In particolare questo suo desiderio di contatto e di vicinanza con il paziente coincide con l’idea di distacco professionale sostenuta dai docenti e dal personale medico, portandolo alla teorizzazione di un nuovo concetto di salute e di cura.

Inizia così ad aggirarsi per le corsie degli ospedali mettendo in atto il suo personale approccio, con lo scopo di migliorare la permanenza del malato e la sua motivazione alla guarigione.

Un concetto chiave alla base del suo pensiero è la convinzione che la salute sia un bene prezioso e universale a cui tutti hanno diritto.

Di conseguenza egli rifiuta il funzionamento del sistema sanitario americano che prevede la prestazione di cure solo a chi è provvisto di assicurazione.

Per questo motivo egli dà vita ad un progetto che prevede la costruzione di una clinica privata in cui uno staff di medici, volontari e professionisti di vario titolo, insieme alle famiglie dei malati, collaborino per curare gratuitamente chiunque ne abbia bisogno.

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Sintesi

Introduzione clownterapia - Tesina

In questa mia tesina di maturità ho voluto sostenere la teoria secondo cui la comicità, l’umorismo, il ridere, aiutino a vivere meglio, e per chi si trova nelle condizioni di malattia, aiutino a guarire. La comicità si trova in ogni cosa, è la risorsa più disponibile nella nostra natura sociale ed è pressoché inesauribile, per il semplice fatto che in qualsiasi cosa si può trovare un lato buffo e comico. “Ride bene chi ride ultimo”, “Ridi che la mamma fa gli gnocchi”, “Morir dal ridere”, “Ridi che ti passa”, queste espressioni popolari, tramandate di generazione in generazione, sono di uso comune nella nostra cultura, anche se il riso in passato non ha avuto una buona reputazione. Considerato infatti come segno di superficialità e stoltezza, per parecchio tempo è stato allontanato dagli ambienti ritenuti seri. Probabilmente da questa concezione proviene il detto “Il riso abbonda sulla bocca degli stolti”.

Nonostante ciò l’uomo ride da sempre, il riso è una reazione innata in lui, ma spesso immerso nella quotidianità, negli impegni egli si dimentica le parti più giocose e creative che l’hanno accompagnato fin dalla sua infanzia. L’umorismo offre all’uomo la possibilità di giocare con il proprio Io non prendendosi troppo sul serio. L’uomo che impara ad accrescere il proprio senso dell’umorismo in parte si rende immune ai colpi scagliati dal mondo, che invece diventano per lui delle occasioni di divertimento. Gli effetti benefici che ha sulla psiche e sul fisico sono innumerevoli, molti studi fatti a riguardo possono confermare questa affermazione. Già Freud aveva parlato nei suoi libri della connessione che esso ha con il risparmio energetico e del suo effetto liberatorio.

Tali aspetti dell’umorismo sono stati in seguito approfonditi da altri studiosi che hanno dato le spiegazioni per comprendere ed apprendere quali meccanismi (consci ed inconsci) sottostanno alla produzione di umorismo, inducendo allo scoppio della risata. Il riso smette di essere solo “sulla bocca degli stolti” a partire dagli anni ’70. “Il riso fa buon sangue” non era più solo un detto, ma diviene una frase avente un fondamento scientifico. Un aspirante dottore, Hunter Adams (Patch Adams), ha dato inizio ad una serie di visite buffe in ospedale creando la così detta “Clownterapia”, che nel giro di una decina di anni si diffuse in tutto il mondo.

I clown-dottori scelgono di portare il sorriso in un luogo, l’ospedale pediatrico, dove apparentemente non può esserci che sofferenza: egli sceglie di rendere il ricovero ospedaliero meno traumatico; ma come può trovare la forza e la voglia di ridere un bambino in ospedale? È proprio questa la domanda che mi ha portato ad approfondire il tema della clownterapia. Nella vita bisogna sempre, in qualunque situazione ci si trovi, trovare la voglia di sorridere. Perché ridere fa bene: sia in prima persona che a chi ci circonda. La seguente tesina quindi ha come obiettivo quello di considerare la clownterapia come mezzo per far sorridere le persone.

Collegamenti

Clownterapia - Tesina

Anatomia: Il sistema nervoso e analisi del sistema endocrino, muscolare, digerente, immunitario, respiratorio e circolatorio.

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