Estratto del documento

Irene Fontana

Classe VF, Maturità 2014

L’Ophrys Apifera

L’Ophrys Apifera è un’orchidea che deve il suo nome alla forma del suo fiore, il quale assomiglia ad un’ape, l’insetto di cui ha bisogno per l’impollinazione. Una simulazione tanto perfetta che, per attirare l’esemplare maschio, essa emette un particolare ferormone che lo attira sulla corolla. L’ape maschio allora, credendo di sedurre un’ape femmina, stacca il sacco di polline e lo depone sul pistillo, portando così a termine inconsapevolmente il compito che gli è stato assegnato.

L’attrazione: che ingannevole arte.

Indice

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Introduzione…………………………………… 2

Che cosa si intende per attrazione?

……………………………………... 3

Attrazione vissuta ...

…………………………………… 3

A lezione di seduzione nell’antica Roma: Publio Ovidio Nasone e l’Ars Amatoria ….......

……………………………………... 3

Seduzione strumentale: la vita estetica del Don Giovanni di Kierkegaard ... 4

Seduzione finalistica: Giovanni Casanova ……

…………………………………… 5

Confronto

…………………………………….. 6

Attrazione studiata

…………………………………….. 7

Scienza dell’attrazione

…………………………………….. 8

Biologia del linguaggio del corpo in amore

…………………………………... 10

Il gene del dongiovanni

…………………………………….. 12

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Conclusioni

…………………………………… 13

Introduzione

Ho pensato a lungo all’argomento della mia tesina d’esame. Mi sono immaginata innumerevoli volte questa giornata, come mi sarei vestita, come mi sarei sentita, di cosa avrei potuto parlare e, soprattutto, che impressione avrei fatto. Ammetto di essere una persona talvolta insicura e indecisa, non so quale delle due caratteristiche adduca all’altra, ma fortunatamente la determinazione non mi manca e, seppur la gestazione sia stata tormentata e prolissa, anche io ho trovato il mio tema.

Inizialmente mi ero lanciata sulla fisica quantistica e ho pure incominciato a leggere “Il piccolo libro delle stringhe” di Steven S. Gubser, teoria che pretende che gli oggetti fondamentali costituenti la materia non siano particelle bensì, appunto, stringhe. Vedere il Tutto secondo un altro punto di vista, ovvero rinnegare l’idea che il mondo sia fatto di atomi, mi è parso interessante e costruttivo, ma comunque qualcosa di ancora troppo incerto e lontano dalla mia “realtà”, per restare in tema. Ha cominciato allora ad incuriosirmi, soprattutto a seguito dello studio di filosofi quali Schopenhauer o Freud, il rapporto che sussiste tra ciò che siamo e ciò che facciamo. Anche in questo caso mi sono affidata alla lettura di frammenti di un testo, ovvero “Sincronicità. Il legame tra Fisica e Psiche da Pauli e Jung a Chopra” di Massimo Teodorani. Poco a poco mi stavo avvicinando sempre più a quello che sarebbe diventato l’ambito specifico del mio interesse. Volevo parlare di qualcosa che mi affascinasse davvero, qualcosa che non avesse limiti e che dunque toccasse un po’ ogni cosa, qualcosa che in un certo senso ognuno di noi vive, in modo che io stessa potessi sentir mie le questioni espresse e in modo da colpire l’intimo dei miei ascoltatori per essere seguita. Il teologo francese Maurice Bellet disse che “l’ascolto permette a chi è ascoltato di ascoltare se stesso” e questa è la mia volontà: sedurre voi per rimanere concentrata su di me. Sedurre. Attrarre. Persuadere. È un’intrinseca rete di forze concentrata su un unico obiettivo, un’unica preda da raggiungere ad ogni costo, in un gioco di rimandi senza esclusione di colpi. Un legame che si instaura tra due corpi, due particelle, due persone, due cuori, due menti: infiniti elementi distinti che si estraniano dalla loro solitudine per dare vita a una nuova unità. Diversi i protagonisti, diverse le motivazioni, diversi i campi d’azione, ma un solo meccanismo che altro non è che pura attrazione. In queste mie pagine mi propongo dunque di analizzare gli innumerevoli processi che l’attrazione mette in scena per influire sulla nostra vita. 2

Che cosa si intende per attrazione?

Sebbene tutti sappiamo in cosa essa consista, non è facile spiegare a parole il meccanismo dell’attrazione. Pensiamo alla legge di Gravitazione Universale: essa dice che la forza di attrazione tra due masse è direttamente proporzionale al prodotto delle loro masse e inversamente proporzionale al quadrato della distanza fra i loro centri di massa. Ciò che risulta evidente è che devono esservi almeno due protagonisti e che il risultato è tutt’altro che casuale ma regolato da determinati rapporti. Anche in amore non è poi così diversa la legge che porta due corpi, due persone, ad avvicinarsi sino all’incontro: anche in questo caso esistono delle costanti, come quella “G” della gravitazione, attraverso le quali in un certo senso si possono studiare i modi di porsi di quello che altro non è se non un sentimento. Il meccanismo che rende stabile e durevole l’amore con attrazione fisica fra due persone si può facilmente spiegare, ricorrendo sempre alla fisica, paragonandolo alla corrente elettrica, che può essere continua o alternata. La corrente continua, ad esempio, corrisponde all’amore scaturito dai genitori verso i figli: è solido e non ha alti e bassi. La corrente alternata, invece, a quello passionale fra i due sessi: per rimanere costante, duraturo, ha bisogno dell’alternarsi della voglia di ricevere (polo -) con quella di dare (polo +). Se per qualche motivo, rabbia, incomprensioni o simili, la voglia di dare o di ricevere si blocca, la corrente non fluisce più fra i due poli e l’attrazione fisica fra uomo e donna si arresta. Per questo gli antichi greci consideravano l’attrazione sessuale come un’arma, un dardo personificato in Cupido capace di bucare la carne e prendere possesso di un’anima, provocando il caos, per umani e Dei. Da sempre l’uomo è stato influenzato da essa, l’ha vissuta e l’ha studiata, nel tentativo di comprendere questo ossimoro di dolore e gioia, fattore base attraverso il quale è stata permessa la salvaguardia della vita.

Attrazione vissuta

Nella vita di tutti i giorni quando desideriamo una persona ciò che determina la buona riuscita del nostro intento è la tecnica che utilizziamo per gestire l’attrazione nei suoi confronti, l’insieme di gesti, parole e atteggiamenti studiati per farla cadere nella nostra rete: la seduzione.

Sedŭcere, se- ducĕre

Sedurre deriva da composto di «a parte, via» e «condurre, trarre», quindi letteralmente indica l’azione del distogliere, condurre in disparte, allontanare da sé, valenza che assumeva nel latino classico.

1 seductio

La infatti consisteva nel sviare qualcuno dal suo contesto originale, stesso significato che assunse nel latino ecclesiastico ma, nel secondo caso, con una valenza più negativa. I Padri della Chiesa utilizzarono infatti il termine per esprimere efficacemente il concetto di sviamento psicologico attuato dalla corruzione. Questa connotazione negativa emerge anche rispetto alla figura della donna che a quei tempi risultava entità inferiore all’uomo, ma capace di esercitare su questi una notevole forza attrattiva, tanto da considerarla, al pari della seduzione, personificazione del male. A partire dal XV secolo la seduzione acquisì un’accezione pressoché positiva, considerata “affermazione della volontà e dell’intelligenza di un individuo che sa rendersi padrone della volontà altrui”.

2 Seppur archetipi di tale comportamento sono da sempre Don Giovanni e Casanova, il primo prodotto letterario seicentesco di Kierkegaard, il secondo personaggio realmente vissuto nel XVIII secolo, ritengo fondamentale intraprendere l’aspetto umano del fenomeno dell’attrazione a cominciare da un più antico maestro di quest’arte: Publio Ovidio Nasone.

A lezione di seduzione nell’antica Roma: Publio Ovidio Nasone e l’Ars Amatoria

Ovidio può essere definito il primo grande maestro della seduzione. A partire dalla sua innovativa concezione libertina della vita, egli nell’Ars Amatoria propone a uomini e donne del suo tempo i trucchi per uscire vincitori da quel gioco che altro non è che l’amore. Un amore trattato con distacco e cinismo, un’arte che tutti possono e devono imparare. Se al giorno d’oggi possiamo trovare in commercio migliaia di opuscoli che insegnano ad essere perfetti latin lover, tutto quello che c’è da sapere sulle tecniche amatorie ce lo ha già detto Ovidio duemila anni fa. A quanto afferma la giornalista del quotidiano The Guardian Charlotte Higgins: «Ovidio ci ha lasciato il più scandaloso, ironico, cinico ed esplicito testo su come cercare e trovare l’uomo o la donna dei propri sogni. L’Ars Amatoria è l’equivalente di un moderno manuale di how-to»: come prepararsi, come incontrare partner potenziali e come continuare a mantenere il contatto. Egli insegna a non tralasciare la giusta dose di trucco e cosmetici, d’igiene e cura del corpo, ma senza esagerare con la ricercatezza, ad essere in un certo senso semplici perché dopotutto “Minoida Theseus abstulit, a nulla tempora comptus acu. Hippolytum Phaedra, nec erat bene cultus, amavit; Cura deae silvis aptus Adonis erat” (Teseo rapì la figlia di Minosse senza ornamento alcuno tra i capelli, e Fedra amò le chiome irte d’Ippolito. Adone, nato tra le selve e i boschi, fu l’amor d’una dea.).

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Il praeceptor amoris adopera le incantevoli metafore della caccia e della guerra: l’uomo, cacciatore e soldato, deve conoscere a fondo la sua preda, il suo nemico. Deve quindi frequentare gli ambienti giusti come corse di cavalli, banchetti e teatri, dove le donne “Spectatum veniunt, veniunt spectentur ut ipsae” 4, vanno per guardare, certo, ma anche per essere guardate; deve conoscere la sua ancella e le persone di cui ella si fida; deve apprendere i suoi gusti, i suoi capricci, le sue passioni; deve saper parlare di qualsiasi argomento e prometterle doni senza farli, perché “se non dai, potrai sempre far credere d’esser pronto a dare”. Unica deroga è lasciata alla poesia, attraverso la quale si possono esprimere complimenti nei confronti della donna, la quale apprezza molto che le siano dedicati versi.

4

Nel secondo libro Ovidio, sempre rivolgendosi agli uomini, si sofferma sul come mantenere un rapporto, dopo aver portato a termine la conquista. Innanzitutto invita ad evitare i litigi, fonte di infelicità, e ad accontentare in ogni cosa la propria amante: farla vincere al gioco, sorreggerle lo specchio mentre si pettina, raggiungerla ogni volta ch’ella desideri. Ovidio consiglia di non innamorarsi, ma di giocare all’amore incoraggiando dunque anche il tradimento: “fallite fallentes” (ingannate gli ingannatori).

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L’unico consiglio al riguardo è quello di giocare con cautela, senza dunque fare scoprire all’amante la rivale. È invece necessario che l’uomo faccia ingelosire la partner, facendole credere di perdere interesse nei suoi confronti in modo che sia lei a cercarlo e rafforzando così il legame.

Nel terzo ed ultimo libro dell’Ars Amatoria Ovidio si rivolge alle donne, gesto inusuale per la letteratura latina del tempo, seppur egli non si ponga come maestro per conquistare e ingannare gli uomini, ma doni semplici consigli su come esse possano essere più attraenti ai loro occhi. Del resto il poeta di Sulmona spiega che alcune di esse sono ancora più abili ingannatrici degli uomini, mentre una parte soffre a causa di questi. Rivolgendosi anche qui alle donne libere e non sposate, egli le invita all’utilizzo di cosmetici per avere un adeguato aspetto formale, descrivendo con precisione l’abbigliamento, le acconciature e il portamento che esse devono avere. Questi trucchi però devono rimaner segreti, ovvero gli uomini non devono entrare a conoscenza di questi accorgimenti formali che utilizzano. Il precettore consiglia poi di arrivare in orario alle feste se si è belle, in modo da esser notate, mentre se non lo si è risulta preferibile presentarsi tardi, per esser notate solo da pochi. Parte del libro è inoltre dedicata, come pure in quello precedente, alla descrizione di pratiche sessuali.

Risulta dunque evidente come il poeta latino sia, attraverso un’adeguata interpretazione, ancora attuale e come abbia fornito all’umanità un’immortale fonte di consigli per quanto riguarda le tecniche di seduzione.

Seduzione strumentale: la vita estetica del Don Giovanni di Kierkegaard

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Sintesi

Introduzione Attrazione e Seduzione, tesina

La seguente tesina di maturità tratta del tema dell'attrazione e seduzione. La tesina abbraccia anche i seguenti argomenti nella varie discipline scolastiche: L'Ars Amatoria di Ovidio in Latino; Histoire de ma vie di Casanova in Italiano; Kierkegaard, Schopenauer in Filosofia; cervello, geni, MHC, ricerche scientifiche in Scienze.

Collegamenti

Attrazione e Seduzione, tesina

Latino - L'Ars Amatoria di Ovidio Italiano - Histoire de ma vie di Casanova Filosofia - Kierkegaard, Schopenauer Scienze - cervello, geni, MHC, ricerche scientifiche
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