Estratto del documento

Tesina Alessio

Carcavale

Arma dei

Multidisciplinare: Vª A Liceo

Carabinieri.

Dalle origini alla Grande Guerra…

Con le Regie Patenti del 13 luglio 1814, integrate con altre emanate il 15 ottobre 1916, il Re di Sardegna Vittorio Emanuele I di Savoia istituì i Carabinieri Reali, un corpo armato che, sul modello della gendarmeria francese, aveva compiti sia civili (ordine pubblico e polizia giudiziaria) che militari (difesa della Patria e polizia militare).

I suoi primi effettivi furono scelti fra quelli dell’Armata Sarda che più si distinguevano per buona condotta e saviezza e che sapessero anche leggere e scrivere. Gli ufficiali furono scelti per la gran parte dall’Arma di Cavalleria, la più prestigiosa dell’Esercito. Il primo Comandante in capo del Corpo fu il Generale Giuseppe Thaon di Revel di Sant’Andrea.

Prima dei Carabinieri, i compiti di polizia erano affidati dai Savoia ai Dragoni di Sardegna, corpo creato nel 1726 e composto da volontari.

Passata la Rivoluzione e Napoleone, per affermare la Restaurazione, i Savoia sentirono la necessità di una istituzione affidabile e capace di assicurare il controllo del territorio contro le influenze interne (le idee dell’illuminismo erano ancora molto diffuse ed occorsero decenni per assimilarne gli ideali di libertà) ed esterne (l’Austria era un vicino potente, influente e pericoloso).

Il Regolamento Generale del 1822

Il 1822, anno importante: viene emanata la prima edizione del Regolamento Generale dove già sono affermati i 3 principi fondamentali che ancora oggi caratterizzano il Corpo:

  • I Carabinieri devono considerarsi costantemente in servizio, in qualunque circostanza ed a qualunque ora;
  • I Carabinieri devono sempre svolgere i servizi di istituto almeno in coppia, eccezion fatta per quelli d’ordinanza quali la trasmissione di dispacci urgenti;
  • I Carabinieri devono sempre avere un contegno distinto, urbano, fermo, dignitoso e calmo, oltre che imparziale ed umano.

Nel 1861 l’unità politica era largamente conseguita (Veneto e Stato della Chiesa a parte) e si riunificò anche formalmente la struttura militare e di pubblica sicurezza: il 4 maggio quando l’Armata Sarda divenne Regio Esercito, i diversi corpi di Carabinieri confluirono nell’Arma dei Carabinieri Reali che ne divenne la Prima Arma.

In quegli anni i Carabinieri si trovarono impegnati soprattutto nel contrastare i briganti, un fenomeno a metà tra il malavitoso e la lotta contro le nuove istituzioni, particolarmente diffuso nei territori che erano stati del Regno delle Due Sicilie, del Granducato di Toscana e della stessa Sardegna. Negli anni che precedettero la Prima guerra mondiale l’Arma continuò a dividersi tra compiti militari e civili, in patria ed anche all’estero.

I Carabinieri nella Prima guerra mondiale

L’Italia arrivò alla Prima guerra mondiale. I Carabinieri anche in quest’occasione furono protagonisti di atti di valore e sacrificio rimasti celebri. Ma più ancora che come corpo combattente, i Carabinieri furono fondamentali nel loro ruolo di Polizia Militare nel momento più buio della guerra: la rotta di Caporetto dell’ottobre 1917. Per scagionarsi, Cadorna (il comandante supremo) non esitò a diffondere un disonorante comunicato che attribuiva la disfatta alla viltà dei soldati, ordinandone la decimazione sul campo, la cui esecuzione ricadde a volte nuovamente sulle spalle dei Carabinieri.

Dal dopoguerra al fascismo

I primi anni del dopoguerra furono caratterizzati da un’accesa contrapposizione politica fra la sinistra che sognava la Rivoluzione russa dell’ottobre 1917 e la destra fascista che nasce come reazione al Settembre Rosso del 1920.

Per far fronte ai tumulti, i Carabinieri costituiscono nel 1921 i battaglioni mobili, reparti specializzati per affrontare situazioni in cui l’ordine pubblico è minacciato da folle di dimostranti.

Venne poi la presa del potere da parte di Mussolini, consolidato nel 1924 con l’emanazione delle leggi che concessero un potere illimitato al Gran Consiglio del Fascismo (le cosiddette Leggi Fascistissime).

Non fidandosi dei Carabinieri, la cui fedeltà al Re era fuori discussione, Mussolini cercò di limitarli istituendo una Milizia Volontaria per la Sicurezza Nazionale ed infiltrando lo stesso Corpo degli Agenti di Pubblica Sicurezza. Impose, inoltre, lo scioglimento dei Battaglioni mobili (1923) e, nel tempo, una diversa distribuzione delle competenze: accrescendo la consistenza di Milizia e Polizia nelle città, relegò sempre più i Carabinieri nelle zone rurali.

All’interno dei confini nazionali questi furono anche gli anni della guerra alla mafia siciliana.

… dal primo Dopoguerra a Nassiriya

La caduta del fascismo e l’Armistizio

Con la sconfitta della guerra arrivò anche la fine del fascismo: quando Mussolini rassegnò le sue dimissioni nelle mani del Re Vittorio Emanuele III, il 25 luglio 1943 dopo essere stato messo in minoranza nella seduta del Gran Consiglio del Fascismo della notte precedente, uscendo dal Quirinale trovò i Carabinieri ad attenderlo per arrestarlo.

Il Comando Generale dell’Arma, prevedendo i tempi difficili che si stavano avvicinando, già il 10 luglio aveva emanato una direttiva che, richiamando il Diritto Bellico Internazionale, ricordava che in qualsiasi circostanza:

  • I Carabinieri della territoriale devono espletare i loro compiti istituzionali rimanendo al loro posto a fianco della popolazione civile ed assicurare la protezione degli impianti industriali e di pubblica utilità;
  • I Carabinieri assegnati alle Unità delle Forze Armate devono seguirne la sorte.

Ligi al dovere e consci delle responsabilità che il loro ruolo imponeva, i Carabinieri rimasero, dopo l’Armistizio, al loro posto. Tantissimi però, dietro la veste istituzionale portata sempre con dignità, erano anche partigiani e fiancheggiavano o capeggiavano intere formazioni ed esempi del loro spirito di abnegazione sono innumerevoli, un nome fra tutti: Salvo D’Acquisto. Alla fine della Guerra tra i Carabinieri si contarono 4.618 caduti, 15.124 feriti e 578 dispersi.

Il dopoguerra e la lotta all’eversione

Purtroppo la fine della Guerra portò strascichi di odio che, per via delle tante armi ancora in circolazione, facilmente si trasformavano in efferata violenza. Nella loro lotta quotidiana per il mantenimento dell’ordine e della sicurezza pubblici, nel 1946 ben 101 Carabinieri furono uccisi in servizio ed altri 757 furono i feriti. Per far fronte a queste nuove sfide, i Carabinieri cominciarono a riorganizzarsi e ben presto ricostituirono i loro Battaglioni mobili, forti di ben 9.000 uomini.

Placatosi negli anni cinquanta il separatismo siciliano e negli anni sessanta anche quello altoatesino, a partire dalla fine degli anni sessanta l’Italia ha dovuto fare i conti con quello eversivo, con i Carabinieri sempre in prima linea.

L’8 dicembre del 1949 è un’altra data simbolica per i Carabinieri: Papa Pio XII proclama la Madonna Virgo Fidelis patrona dei Carabinieri e fissa al 21 novembre la ricorrenza (anniversario della Battaglia di Culquaber). Per contrastarlo adeguatamente l’Arma adeguò la sua struttura organizzativa e così nacque il Nucleo Antiterrorismo dei Carabinieri (22 maggio 1974).

Il Carabiniere più noto tra quelli impegnati nel contrasto al terrorismo eversivo di quegli anni è certamente Carlo Alberto dalla Chiesa che ebbe, tra l’altro, il merito di intuire che, per combattere i terroristi, occorreva conoscerne i metodi ed adeguare le tecniche di contrasto. Si cominciò con la creazione del Nucleo Antiterrorismo dei Carabinieri con sede a Torino e da lui diretto.

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Sintesi

Sintesi tesina sull'Arma dei Carabinieri

La seguente tesina di maturità ha come obiettivo principale quello di analizzare l'Arma dei Carabinieri italiana, con collegamenti vari alle seguenti discipline di studio: in Italiano viene descritta l'opera di Giovanni Verga, "L'Amante di Gramigna", in Matematica invece si ha l'analisi del teorema dei carabinieri, in Storia è presente la descrizione di una figura eroica e importante per la storia italiana, quella di Salvo D'Acquisto che aveva sacrificato la propria vita per salvare quella di molte persone; in Francese invece viene analizzata l'opera "Le Rouge et le noir" di Stendhal. Infine la tesina permette un collegamento con l'opera artistica In vedetta di Fattori e con il G.P.S. in Scienze.

Collegamenti

Tesina sull'Arma dei Carabinieri

  • Italiano - Verga, l'Amante di Gramigna.
  • Matematica - Il teorema dei Carabinieri.
  • Scienze - Il G.P.S..
  • Storia - Salvo D'Acquisto.
  • Francese - Le Rouge et le Noir (Stendhal).
  • Arte - In vedetta (Fattori).
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