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L’amor di patria

Daniele Scoma

VB

Istituto Tecnico per il Turismo

“Marco Polo”

Anno scolastico: 2013/2014

Premessa

Il patriottismo indica il profondo attaccamento per la propria patria, un sentimento che porta ad agire per la soddisfazione di sé stessi e della propria nazione.

Il sentimento patriottico si fa vivace nel XX secolo, anche se era già presente in età romantica, ed è molto interessante da un punto di vista letterario in quanto molti autori, seppur contemporanei, affrontano questo tema attraverso diverse sfaccettature.

Ho deciso, per questo, di incentrare il mio percorso d’esame sull’ideale patriottico analizzato dall’ambiente italiano da Gabriele D’Annunzio, durante il periodo del Decadentismo.

Analizzando questo grande letterato non posso non soffermarmi sul suo rapporto col regime fascista e il concetto di patria secondo il duce, Mussolini, che, approfittando di un momento di debolezza del re Vittorio Emanuele II, riuscì ad ottenere l’incarico di formare un nuovo governo nel 1922, a seguito della marcia su Roma.

Il sentimento patriottico coinvolge anche l’arte, ne fa testimonianza il magnifico dipinto di Eugène Delacroix, “La Libertà che guida il popolo!”, dove l’artista celebra le “tre gloriose giornate” di Parigi nel corso delle quali il popolo parigino insorse contro Carlo X, che aveva sospeso la libertà di stampa e sciolto la Camera dei deputati.

Non solo i grandi artisti francesi volevano esaltare la loro patria, ma anche i grandi imperatori come Napoleone Bonaparte, che fece costruire l’Arc de Triomphe per celebrare tutte le sue vittorie.

Anche gli italiani volevano esaltare la loro patria, così venne costruito l’Altare della Patria a Roma e il Sacrario di Redipuglia, in onore dei militari caduti per la loro patria.

L’Altare della Patria, meglio conosciuto come Monumento Nazionale del Vittoriano, si trova in Piazza Venezia per celebrare l’Unificazione d’Italia.

La grande scalinata di pietra del Sacrario di Redipuglia è meta di turismo scolastico, situata dentro il Carso triestino, luogo di durissime e sanguinose battaglie.

Per me l’amor di patria è un gran sentimento, ma non si deve mai, con la scusa della difesa della patria, cadere nel circolo vizioso del razzismo.

Quindi è giusto amare la propria patria, essere orgogliosi delle proprie origini, delle proprie usanze e costumi, ma bisogna rispettare le altre nazioni, perché se questo sentimento viene esasperato si cade nel fanatismo e quindi nel razzismo, che non fa altro che danneggiare qualcuno.

Storia: il fascismo. Arte: La Libertà che guida il popolo (Eugène Delacroix).

Letteratura: Gabriele D’Annunzio.

L’amor di patria.

Francese: Arc de Triomphe.

Tecnica turistica: Il turismo scolastico.

Inglese: Il turismo.

Rome.

Gabriele D’Annunzio: “Italia o morte!”

Titolo di un discorso che D’Annunzio tenne nel giugno del 1919 per scuotere l’indifferenza degli italiani di fronte alla questione di Fiume.

Gabriele D’Annunzio, come molti altri scrittori e poeti dei primi anni del Novecento, pose spesso l’attività letteraria al servizio di ideali nazionalistici e patriottici.

Tornato in Italia allo scoppio della Grande guerra, dopo un periodo passato in Francia per sfuggire ai creditori, D’Annunzio si schierò dalla parte degli interventisti.

Dopo la guerra, si parlò in Italia di “vittoria mutilata” (l’Italia non aveva ottenuto nessun beneficio dalla guerra), pertanto D’Annunzio decise di condurre la spedizione per la presa di Fiume.

Per quanto riguarda l’Italia in guerra, quest’ultima aveva stipulato il Patto di Londra: prevedeva che l’Italia entrasse in guerra al fianco dell’Intesa entro un mese, e in cambio avrebbe ottenuto, in caso di vittoria, il Trentino, il Tirolo meridionale, la Venezia Giulia, l’intera penisola istriana con l’esclusione di Fiume, una parte della Dalmazia, numerose isole dell’Adriatico.

D’Annunzio ne fece una questione di orgoglio nazionale e, proprio a causa della mancata annessione di Fiume, raccolse dei volontari e occupò la città di Fiume (settembre 1919), proclamandosene governatore, facendosi nominare prima “comandante” e poi “reggente”.

Egli voleva che Fiume fosse un simbolo della ripresa e rinascita italiana, ma di fatto i suoi 14 mesi di governo peggiorarono le già disastrose condizioni economiche in cui versava la città.

Il 12 novembre 1920 venne stipulato il trattato di Rapallo: Fiume divenne città libera, Zara passò all’Italia; ma D’Annunzio non accettò l’accordo e il governo italiano di Giovanni Giolitti, il 26 dicembre 1920, fece sgomberare i legionari con la forza, causando numerosi morti.

Nel 1924 lo Stato libero di Fiume fu infine annesso all’Italia, dove rimase fino al 1945.

Oltre ad essere un accanito attivista politico, D’Annunzio ha anche segnato la storia della letteratura italiana.

Possiamo identificarlo come uno dei più importanti decadentisti, con una vasta attività letteraria.

D’Annunzio difatti cominciò a scrivere da appena adolescente, fino alla fine dei suoi giorni.

La sua evoluzione letteraria può dividersi in molteplici fasi:

  • La prima fase si rifà a un Verismo e Naturalismo primitivo e istintuale. Queste caratteristiche le troviamo nelle liriche: Primo vere (1879), Canto novo (1882) e Terra Vergine. Questa fase giovanile è contraddistinta dal panismo, la fusione fra uomo e natura divinizzata.
  • La seconda fase è quella che riguarda l’estetismo edonistico, che a tutto antepone il piacere e la bellezza (Il piacere, 1889).
  • La terza fase in cui prevalgono i temi della bontà, dell’innocenza e dell’accostamento ai valori cristiani. In prosa e anche in poesia predomina un profondo stato di crisi, malinconia e stanchezza. Vi è un avvicinamento ai modelli letterari stranieri, il simbolismo di Verlaine e il russo Dostoevskij. Questi temi si fanno evidenti nel romanzo Giovanni Episcopo (1891), L’innocente (1892) e in Poema paradisiaco (1893).
  • La quarta fase è ispirata alla massima espressione del superomismo e del panismo. Il superuomo dannunziano disprezza ogni forma di vita volgare e banale ed esalta la giustizia della ineguaglianza. Tutti questi elementi sono presenti nel romanzo Le vergini delle rocce (1895), successivamente Il fuoco (1900) e anche nel capolavoro poetico dannunziano Alcyone (1903).
  • La quinta e ultima fase è detta “notturna”, dal libro di prosa Notturno, pubblicato nel 1921. Il Notturno si distingue per struttura e tono: esso è composto da pagine scarne ed essenziali, liricamente evocative, dove prevalgono la brevità dei periodi, le notazioni impressionistiche, gli spunti e i frammenti lirici e meditativi.
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Sintesi

Amor di patria, tesina

Il Patriottismo indica il profondo attaccamento per la propria patria, un sentimento che porta ad agire per la soddisfazione di sé stessi e della propria nazione. Il sentimento patriottico si fa vivace nel XX secolo, anche se era già presente in età romantica, ed è molto interessante da un punto di vista letterario in quanto molti autori, seppur contemporanei, affrontano questo tema attraverso diverse sfaccettature. Ho deciso, per questo, di incentrare la mia tesina di maturità sull’ideale patriottico analizzato dall’ambiente italiano da Gabriele D’Annunzio, durante il periodo del Decadentismo.

Analizzando questo grande letterato non posso non soffermarmi sul suo rapporto col regime fascista e il concetto di patria secondo il duce, Mussolini, che, approfittando di un momento di debolezza del re Vittorio Emanuele II, riuscì ad ottenere l'incarico di formare un nuovo governo nel 1922, a seguito della marcia su Roma.

Il sentimento patriottico coinvolge anche l’arte, ne fa testimonianza il magnifico dipinto di Eugène Delacroix, “La libertà che guida il popolo!”, dove l’artista celebra le “tre gloriose giornate” di Parigi, nel corso delle quali il popolo parigino insorse contro Carlo X, che aveva sospeso la libertà di stampa e sciolto la Camera dei deputati.

Non solo i grandi artisti francesi volevano esaltare la loro patria, ma anche i grandi imperatori come Napoleone Bonaparte, che fece costruire l’Arc de Triomphe per celebrare tutte le sue vittorie.

Anche gli italiani volevano esaltare la loro patria, così venne costruito l’Altare della Patria a Roma e il Sacrario di Redipuglia, in onore dei militari caduti per la loro patria. L'Altare della Patria, meglio conosciuto come Monumento Nazionale del Vittoriano, si trova in Piazza Venezia per celebrare l'Unificazione d'Italia.

La grande scalinata di pietra del sacrario di Redipuglia è meta di turismo scolastico, situata dentro il Carso triestino, luogo di durissime e sanguinose battaglie.

Per me l’amor di patria è un gran sentimento, ma non si deve mai, con la scusa della difesa della patria, cadere nel circolo vizioso del razzismo. Quindi è giusto amare la propria patria, essere orgogliosi delle proprie origini, delle proprie usanze e costumi, ma bisogna rispettare le altre nazioni, perché se questo sentimento viene esasperato si cade nel fanatismo e quindi nel razzismo, che non fa altro che danneggiare qualcuno.

La mia tesina permette anche dei collegamenti con altre materie scolastiche.

Collegamenti

Amor di patria, tesina

  • Italiano: D'annunzio (l'impresa di Fiume e l'evoluzione letteraria).
  • Storia: Fascismo.
  • Storia dell'arte: Eugène Delacroix - La libertà che guida il popolo.
  • Inglese: Rome.
  • Francese: L'arc de triomphe.
  • Tecnica turistica: Il turismo giovanile.
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