Università degli Studi di Napoli Federico II
Scuola Politecnica e delle Scienze di Base
Dipartimento di Ingegneria Industriale
Corso di Laurea Magistrale in Ingegneria Navale
Classe di Laurea LM-34
Elaborato di Laurea in Metodi Numerici per l’Architettura Navale
Valutazione del wind comfort su una Ro-pax di 250 mt mediante
codice di fluidodinamica computazionale
ANNO ACCADEMICO 2024/2025 3
Sommario
___________________________________________________________________ 6
Abstract
CAPITOLO 1 ______________________________________________________________ 7
INTRODUZIONE AL PROBLEMA DEL WIND COMFORT _______________________ 7
1.1 Profilo del vento _________________________________________________________ 8
1.2 Flusso d’aria intorno un edificio ____________________________________________ 13
1.3 Criteri di tollerabilità ____________________________________________________ 15
1.3.1 Metodi di valutazione __________________________________________________ 16
1.3.2 La normativa NORSOK ________________________________________________ 17
CAPITOLO 2 _____________________________________________________________ 19
CASO STUDIO ___________________________________________________________ 19
2.1 La modellazione 3D CAD ________________________________________________ 24
2.2 L’importanza della CFD come strumento ____________________________________ 29
CAPITOLO 3 _____________________________________________________________ 30
METODI NUMERICI ______________________________________________________ 30
3.1 Equazioni di Navier-Stokes _______________________________________________ 31
3.1.1 Flussi laminari e turbolenti e modelli di fluido ___________________________ 33
3.2 Modello RANS e media alla Reynolds ______________________________________ 38
3.3 Law wall ______________________________________________________________ 42
3.4 La griglia numerica (Mesh) _______________________________________________ 51
3.4.1 Stabilità, convergenza e consistenza _______________________________________ 55
CAPITOLO 4 _____________________________________________________________ 57
UTILIZZO DEL SOFTWARE PER IL CASO STUDIO ___________________________ 57
4.1 Pre-processing _________________________________________________________ 58
4.2 Solving _______________________________________________________________ 62
4.3 Post-processing ______________________________________________________ 63
4.3.1 Distribuzione della velocità __________________________________________ 64
4.3.2 Probes: utilizzo e funzionalità ____________________________________________ 65
4.3.3 Wind turbolence intensity (TI) ________________________________________ 66
4.4 Risultati ottenuti: considerazioni sulla Turbolence intensity ___________________ 67
4.5 Considerazioni sulla componente laterale di velocità ________________________ 76
CAPITOLO 5 _____________________________________________________________ 86
LE PRESTAZIONI DEL DEVIATORE ________________________________________ 86
5.1 Considerazioni e conclusioni ______________________________________________ 88
4
Bibliografia _______________________________________________________________ 90
_______________________________________________ 91
Appendice - Estratti dei probes __________________________________________ 116
Appendice – Scene dalle simulazioni 5
Abstract
The aim of this study is to assess the issue of aerodynamic comfort on board passenger ships
by simulating various realistic scenarios in which the vessel may operate, using computational
fluid dynamics (CFD) tools. Initially considered a problem typical of the civil sector, wind
comfort has also become relevant in the maritime field.
By assimilating the ship’s superstructure to architectural buildings, it was possible to simulate
wind behavior and its interaction with obstacles. The vessel under analysis, which particularly
suffers from wind comfort issues, is the of the Grimaldi fleet. It was first
Cruise Barcelona
modeled in 3D using Rhinoceros software; subsequently, based on the principles of numerical
methods that govern CFD, the STAR-CCM+ software was used to introduce models
representative of the real case.
Special attention was paid to the flow deflector, a key element of the study, as it was initially
installed on board before the ship’s lengthening with the aim of diverting turbulent flow away
from the lounge area. By simulating three different wind speeds, four wind incidence angles,
and two configurations (with and without deflector), a total of 24 simulations were performed.
This allowed for a comprehensive assessment of the onboard turbulence that contributes to
discomfort for passengers.
The key parameter analyzed was the Turbulence Intensity (TI), calculated after extracting
velocity field data from line probes placed on board. The simulations led to important
evaluations and conclusions: wind discomfort and gust issues were found to be most significant
in beam wind conditions (crosswind). Meanwhile, further optimization of the deflector
geometry or other corrective measures is needed, as the component proved ineffective in the
simulations—despite having been originally designed for headwind conditions—to divert
turbulent wakes away from the lounge area. 6
CAPITOLO 1
INTRODUZIONE AL PROBLEMA DEL WIND
COMFORT
Nel primo capitolo viene descritto il problema che è alla base dello studio di ricerca di questo
elaborato; in accordo con la società armatrice Grimaldi, che ha sede a Napoli, ci si è posti
l’obiettivo di analizzare un problema esistente realmente sulle navi passeggeri delle loro flotte,
ossia quello del comfort aerodinamico, una situazione di vento eccessivo e fastidioso, che si
presenta durante la navigazione sui ponti esposti delle sovrastrutture e che comporta disagio
alle persone. Verrà poi descritto nel dettaglio ogni passo compiuto che ha portato alla
formalizzazione del problema, alla sua analisi ed infine alle conclusioni e al contributo in
termini di soluzione che, si spera, sia utile sia per la società armatrice, sia come getto di base
per gli studi che seguiranno.
Con il termine “Wind tradotto come “valutazione del comfort
comfort assessement”,
aerodinamico”, si vuole intendere una valutazione degli effetti del vento sulle persone, tema
centrale nell’ingegneria civile e nelle costruzioni edilizie e urbane. Ciò non toglie che questo
può avere, ed ha, influenza anche in altri campi, come quello navale. Una leggera brezza che
soffia risulta piacevole o addirittura benefica in giornate particolarmente calde, mentre ad
esempio forti raffiche di vento rendono fastidiosa la permanenza. Come possiamo, da ingegneri,
risolvere o quantomeno arginare questo tipo di problema? Si inizia col dire che l’opera morta
della nave, la sua parte emersa, vale a dire quella effettivamente esposta all’aria, è composta da
sovrastrutture, ponti, spazi aperti e aree comuni, e l’interazione fra questi e il vento può generare
turbolenze o zone di sovrappressione che rendono scomodo l’ambiente. Inoltre, il vento può
influenzare negativamente l’esperienza a bordo dei passeggeri e tale problematica è ancor più
presente sulle navi da crociera o traghetti, per le quali il comfort delle persone appunto risulta
essere un aspetto cruciale e una ragion d’essere delle stesse. È chiaro che una situazione di
discomfort e disagio per i passeggeri e le relative recensioni al riguardo penalizzano le
compagnie armatoriali che ne traggono grossi svantaggi, perlopiù economici. Talvolta questo
fenomeno è anche pericoloso poiché può rappresentare un ostacolo alle attività di ormeggio,
disormeggio, accosto e manovra svolte dall’equipaggio, andando ad incidere sulla sicurezza
dello svolgimento delle mansioni. C’è da specificare che quanto più le navi sono sviluppate in
7
altezza, come va del resto il trend nel mondo crocieristico, tanto più si enfatizza il problema.
Per tale ragione lo studio del wind comfort ha assunto una importanza sempre più rilevante:
non solo, dunque, per il relax e il benessere dei passeggeri ma anche per l’aspetto sicurezza al
fine di ridurre al minimo il numero di possibili incidenti anche nelle condizioni metereologiche
più severe. Considerando le sovrastrutture con lo stesso approccio di una costruzione edile
poiché il concetto è pressochè estendibile alla nave essendo che i volumi di interesse possono
ricondursi alle schematizzazioni degli edifici civili, si vuole in questo lavoro di tesi valutare le
condizioni aerodinamiche sulle superfici esposte, analizzare il profilo del vento e i parametri di
interesse e vedere come la configurazione della sovrastruttura distorce il flusso e lo devia.
Comprendere il comportamento del vento sulle superfici della nave, infatti, consente di
migliorare la progettazione di costruzioni future e cercare di limitare il problema già sin dalle
prime fasi del progetto.
1.1 Profilo del vento
Il vento influenza gli spazi pubblici come strade, parchi, caffè all’aperto e altri ancora, nel
contesto dello sviluppo urbano; per capire però “come” esso li influenza occorre fare delle
simulazioni e discuterne e poi eventualmente attuare delle azioni correttive per arginarne gli
effetti. Andando a caratterizzare il profilo della velocità media del vento, si ha che la velocità
al livello del suolo è molto bassa, poi aumenta con l’altezza in modo logaritmico o esponenziale,
che sono i due modi disponibili in letteratura per formalizzarlo, ma il suo valore è massimo a
seconda del tipo di terreno e di spazio che si sta considerando e a seconda se sono presenti o
meno degli “ostacoli” al percorso del flusso libero. La formulazione del profilo cui ci si è riferiti
poc’anzi è di tipo semi-empirica, comunemente usata per descrivere la distribuzione verticale
della velocità media orizzontale del vento all’interno della porzione più bassa dello strato limite
atmosferico (in inglese atmospheric boundary layer abbreviato ABL). Quest’ultimo è definito
come la parte più bassa dell’atmosfera terrestre che risente direttamente della superficie, sia
essa suolo o mare. Il suo spessore varia da una decina di metri fino a un paio di chilometri e ciò
dipende da molteplici fattori, dall’altezza e lunghezza del corpo investito e dalle condizioni
meteo. Si ricorda che la rugosità intesa in questo studio è vista come un indicatore di un ostacolo
8
e quindi una resistenza al flusso libero del vento; gli ostacoli possono essere naturali come gli
alberi o artificiali come i palazzi.
Secondo le norme dell’Eurocodice EN 1991-1-4 la velocità di riferimento ad una certa quota z
viene modificata in base alla rugosità e in base quindi al coefficiente di rugosità. In formule
dettate dall’apposito regolamento citato: ()
∗ ∗
() = (1.1)
Dove:
• v(z): velocità del vento che si vuole calcolare a una certa quota z;
• v : velocità di riferimento;
b
• c : coefficiente di rugosità che varia in funzione della quota ed è dato dal rapporto tra
r , dove quest’ultimo rappresenta tecnicamente il punto in cui la velocità è
la quota z e z 0
pari a zero;
• c : coefficiente orografico, usato per individuare i tipi di terreno (costa, collina,
0
territorio pianeggiante).
Da ciò si capisce che se la superficie è priva di rugosità e dunque di ostacoli il vento tende
a scorrere sopra con più facilità e quindi accelera rapidamente salendo in quota. Invece, se
il vento lungo il suo percorso incontra numerose rugosità, per esempio come in un centro
abitato, serve un’altezza maggiore per raggiungere un alto valore di velocità come quello di
flusso libero. Il che vuol dire che per un terreno molto rugoso e ostacolato la velocità del
vento a quel livello z misurata sarà più bassa. Nel caso di applicazione si vedrà il vento, che
già di per sé possiede una certa intensità, soffia sulla superficie del mare e poi incontra
l’ostacolo rappresentato dalla prua della nave e a seguire tutta la struttura dietro stante. 9
CATEGORIA DI DESCRIZIONE RUGOSITA' ESEMPI
TERRENO
0 superfici lisce 0,0002 mare aperto
1 terreno aperto 0,01 campi arati
campagna con alberi
2 terreno con ostacoli bassi 0,05 sparsi
terreno urbanizzato
3 0,3 aree industriali
moderatamente
4 terreno urbanizzato densamente 1 città grandi
Tabella 1.1 Valori di rugosità per vari tipi di terreni
Nella formulazione logaritmica, la forma dei singoli profili del vento è determinata dalla
lunghezza di rugosità z che è espressa in metri; essa la si valuta andando a vedere dove la
0
velocità è nulla. In formule per il terreno piatto, il profilo medio del vento logaritmico può
essere calcolato con la seguente: .
()
= 0.19 ∗ ∗ ln ∗ ≥ (1.2)
.
Dove v è la velocità media di base a 10 m di altezza nel terreno di riferimento (paesaggio
• b
aperto, pianura erbosa, piste di aeroporto ecc).
z è l'altezza sopra il suolo.
• z0 è la lunghezza di rugosità.
•
Invece nel caso in cui la formulazione del profilo avviene seguendo una legge esponenziale
(si parla di profilo esponenziale), si utilizza una velocità che si differenzia in base al tipo di
terreno; questo risulta essere un approccio ingegneristico semplificato:
() ∗
= (1.3)
10
Dove
• v si riferisce alla velocità di base per un terreno specifico, cioè, deve essere determinata
b
per la categoria di terreno in questione;
• è un coefficiente derivato empiricamente.
In linea generale valgono le seguenti considerazioni: il profilo del vento logaritmico è
generalmente considerato uno stimatore più affidabile della velocità media del vento rispetto
alla legge di potenza nei 10-20 m più bassi dello strato limite planetario, poiché appunto il
profilo logaritmico si basa sulla teoria del flusso dello strato limite atmosferico. Tra 20 e 100
metri entrambi i metodi possono produrre previsioni ragionevoli della velocità media del vento
in condizioni atmosferiche pressoché neutre. Da 100 m fino a quasi la sommità dello strato
limite atmosferico la legge di potenza produce previsioni più accurate della velocità media del
vento e questo perché ci si allontana dallo strato limite planetario e dunque ha senso un
approccio diversificato e più semplificato.
Come influenze principali nell’ABL ci sono l’attrito del vento con la superficie, scambi termici
e di umidità e presenza di ostacoli che influiscono sul flusso. Uno dei fenomeni maggiormente
importanti nell’ABL è la turbolenza atmosferica.
Pertanto, a valle delle considerazioni, in uno spazio aperto senza ostacoli come il mare aperto
o praterie, il profilo sarà più basso perché la velocità tenderà subito a raggiungere un valore
massimo, mentre nelle aree urbane dove il terreno è caratterizzato da edifici e strutture, quindi
il flusso è molto ostacolato, il profilo del vento risulterà essere più alto.
Di seguito un’immagine contenente i vari profili del vento e come essi si differenziano nei
quattro casi diversi: in mare aperto, in terreno aperto, nel sobborgo di foresta e infine nel centro
città: 11
Figura 1. 1 Immagine tratta dall’articolo “Wind and the city”, Hans Holger Hundborg Koss,
Technical University of Denmark (DTU), Dep. of Civil Engineering
Oltre al profilo del vento, è necessaria una descrizione riguardo ad altri aspetti, alla sua
direzione e intensità per discutere delle condizioni di vento nei luoghi aperti e nei centri urbani.
Queste informazioni possono essere utilizzate per identificare le direzioni del vento più
rilevanti, se ce ne sono, e pertanto caratterizzare solo il profilo del vento non basta per
apprezzarne a pieno gli effetti: bisogna fare delle considerazioni anche per quanto riguarda
l’intensità.
I dati statistici del vento sono solitamente forniti dagli istituti meteorologici nazionali. Quindi
riassumendo le tre qualità importanti per caratterizzare questo fenomeno sono 3:
• la velocità del vento, che al suolo è prossima a 0;
• il profilo del vento aumenta con l’altezza secondo una legge esponenziale o logaritmica
a seconda dei modelli che si sceglie di applicare;
• più il terreno è irregolare, più il profilo sarà alto. 12
1.2 Flusso d’aria intorno un edificio
Il vento non ha velocità costante con l’altezza. A livello del suolo è rallentato dalla rugosità
del terreno (cioè la presenza eventuale di alberi, edifici, ecc.), mentre salendo, incontra meno
ostacoli e accelera.
Per comprendere come agisce il vento nel caso studio delle sovrastrutture navali, si parte dal
capire prima come esso agisce su un edificio terrestre semplice a pianta rettangolare. Il
comportamento chiaramente è equivalente a quello che si avrebbe nel caso in cui il vento
investisse gli ostacoli presenti sulle sovrastrutture e i ponti esposti. L’edificio preso come
esempio, così come qualunque altra struttura, ostacola il percorso del vento modificandone la
direzione e la velocità. Questo cambiamento del flusso d’aria produce dei fenomeni come
turbolenze, vortici che influiscono sul comfort delle persone che si trovano nei dintorni. È
importante capire la dinamica che ne scaturisce dall’impatto del vento con un edificio per
poterne studiare meglio gli effetti. Di seguito una schematizzazione del comportamento del
flusso:
Figura 1. 2 Immagine tratta dall’articolo “Wind and the city”, Hans Holger Hundborg Koss,
Technical Univers
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