Università degli Studi di Milano-Bicocca
Dipartimento di Scienze Economico-Aziendali e Diritto per l'Economia
Corso di Laurea Triennale/Magistrale in Management e Design dei Servizi
L’evoluzione delle imprese sociali: esperienze di successo nell’inclusione lavorativa
Relatore: Prof.ssa Monica Carminati
Tesi di Laurea di: Cassandra Bonzanini
Matr. N. 817017
Anno Accademico 2024/2025
Indice
1 Introduzione
CAPITOLO 1 – IL TERZO SETTORE E LE IMPRESE SOCIALI: DEFINIZIONI
1. INTRODUZIONE AL TERZO SETTORE: evoluzione storica e 3 giuridica nel contesto italiano
1.1 Il Terzo Settore 8
1.2 L’impresa sociale - una prima definizione 13
1.3 Peculiarità e differenze dell’impresa sociale - verso una sua teoria 18
1.4 L’imprenditore sociale 23
1.5 L’impresa sociale – conclusioni 30
CAPITOLO 2 – LE IMPRESE SOCIALI: UN UNIVERSO COMPLESSO
2. Lo sviluppo dell’impresa sociale nel mondo 31
2.1 L’impresa sociale in Europa storia ed esempi 34
2.2 L’impresa sociale in Italia 43
2.3 Dall’impresa sociale all’inclusione lavorativa 47
CAPITOLO 3 – LA SFIDA DELL’INCLUSIONE LAVORATIVA: COME LE IMPRESE SOCIALI CREANO VALORE
3. La sfida dell’inserimento lavorativo nelle imprese sociali 55
3.1 Esperienze di successo 58
3.2 Modelli di analisi 66
73 Conclusioni 76
Bibliografia 77
Figure e tabelle 77
Sitografia
Introduzione
“Il segno che spero di lasciare è fatto di impegno, rispetto e attenzione per le persone e per la realtà. È da lì che tutto comincia.” cit. Giorgio Armani
Il corso di Laurea Magistrale in “Management e Design dei Servizi” (MAGES) dell’Università degli Studi di Milano - Bicocca è un percorso che permette di comprendere le economie internazionali e il ruolo che esse avranno in ambiente economico e nella società di tutto il mondo2, il percorso è fortemente improntato al valore della sostenibilità, concetto sempre più attuale che assume vari significati e sui cui ho voluto focalizzare il mio percorso di studio ed è proprio da questo principio che sono voluta partire per delineare l’argomento della mia tesi di Laurea.
Non una scelta casuale, ma l’unione tra la mia esperienza lavorativa nel Terzo settore e i contenuti appresi in questo percorso formativo; unendo il modello dell’economia sociale al mondo del lavoro, è nata così una tesi che tratta l’inclusione lavorativa nelle imprese sociali.
La sostenibilità non è solo ambientale, ma anche economica e sociale ed è questo che si propone di dimostrare l’elaborato, ovvero il successo di un modello economico non fortemente orientato al profitto che oltre a garantire stabilità finanziaria investe in risorse umane favorendo l’integrazione lavorativa specie dei soggetti più fragili.
La mia attività di ricerca e scrittura è stata effettuata sia attraverso fonti digitali che cartacee messe a disposizione dall’Università e ho sempre agito cercando di elaborare un testo che potesse mettere in evidenza un modello positivo.
Non a caso ho scelto e penso mi caratterizzi fortemente la citazione di Giorgio Armani (sopra riportata), il segno che spero di lasciare con questa ricerca è quello che il rispetto e l’attenzione per le persone possa essere più forte del profitto e che l’economia non sia fonte di discriminazioni.
Questa tesi è dedicata a tutti coloro che credono in un mondo migliore, a tutte le popolazioni in guerra che possano trovare un futuro e risollevare l’economia dei loro paesi, a tutti i soggetti fragili e deboli che possano scoprire attraverso l’inclusione lavorativa la loro strada.
Il primo capitolo è un’introduzione al Terzo settore e al mondo delle imprese sociali, viene fornito il contesto non profit e una definizione di impresa e imprenditore sociale.
1 Messaggio affidato da Giorgio Armani sui profili social delle aziende del suo gruppo e di Olimpia Milano, insieme alla notizia della sua scomparsa a 91 anni nel 2025.
2 Descrizione corso di Laurea da sito ufficiale di MAGES https://mages.unimib.it/
Nel secondo capitolo viene approfondito il contesto storico e la situazione europea ed italiana con alcuni esempi di prime iniziative risalenti agli anni ‘90, infine vi è un passaggio all’inclusione lavorativa, punto cardine della tesi.
Nel terzo capitolo, dopo aver delineato il concetto della creazione di valore e uno schema di analisi vengono mostrate tre realtà attive nel mondo dell’integrazione lavorativa, PizzAut, la Cooperativa sociale San Giuseppe di Piacenza e BUONTEMPO Trattoria solidale.
Infine, nelle conclusioni si confuta e dimostra come il successo delle imprese sociali nell’ambito dell’inclusione lavorativa di soggetti fragili sia possibile e questo crei valore non solo economico, ma anche sociale.
Capitolo 1
1. Introduzione al Terzo Settore: evoluzione storica e giuridica nel contesto italiano
Il Terzo Settore è un’importante presenza nell’economia mondiale, è composto da attività produttive non lucrative, non rientranti in una dimensione di impresa capitalistica, promosse da organizzazioni private che operano per finalità sociale.
È espressione della società civile e ha un ruolo sempre più rilevante nelle politiche di welfare, porta istanze positive ed elementi migliorativi nei beni e servizi di assistenza sociale.
Il Terzo Settore è un motore importante dell’economia di un paese, non è solo impegno sociale organizzato, ma sono anche le attività economiche mosse da finalità civiche, solidaristiche e di utilità sociale condivise.
Ha origini molto antiche, ma ha visto il suo massimo sviluppo con la nascita dello Stato Moderno.
Nel Medioevo esistevano numerose organizzazioni di beneficenza come ospedali, mense per i poveri, ricoveri per infermi e orfani, fondati o da religiosi o da privati facoltosi con lo scopo di affrontare la povertà e/o fornire assistenza.
Una piccola svolta avviene con l’istituzione delle “Opere Pie” nel 1862, con la legge del 3 agosto si viene a creare un sistema di assistenza sociale principalmente nel Nord Italia, basato sui principi medievali.
Le Opere Pie erano aperte a tutti indistintamente e influenzate solo in parte dallo Stato che ne controllava il buon funzionamento.
Nel 1890 con la legge Crispi cambiano forma e si trasformano in istituzioni pubbliche di beneficenza: non è prevista la possibilità di mantenere una natura privata o ecclesiastica, ma è lo Stato ad averne il controllo e a vigilare sugli aspetti formali e patrimoniali delle istituzioni ad eccezione dei comitati di soccorso, delle fondazioni private in favore di una o più famiglie e delle società e associazioni regolate dal Codice civile e dal Codice di commercio.
In seguito a questa nuova regolamentazione e a un notevole incremento della povertà causata dall’avvento dell’industrializzazione, nascono le cooperative sociali, enti con funzioni previdenziali e assistenziali sotto il controllo statale, soprattutto durante il periodo fascista.
In quell’epoca avvenne la divisione dei compiti assistenziali tra Stato (che assisteva il settore produttivo e sostenitori del Regime) e Chiesa (che si occupava delle fasce più deboli della società: anziani, poveri, inabili).
Negli anni successivi, terminato il periodo fascista e con la nascita della Costituzione vengono introdotti due principi fondamentali per la nascita del Terzo Settore:
- Il principio del “pluralismo sociale” che riconosce la presenza di una molteplicità di soggetti che arricchiscono il tessuto sociale e tutelano la personalità dell'individuo, in particolare nell’Art.38 viene garantita l’assistenza sociale per i soggetti più fragili;
- Il principio della “sussidiarietà orizzontale” che incentiva la collaborazione tra cittadini e lo Stato, valorizzando l'autonoma iniziativa dei privati per la cura dei beni comuni e promuovendo un’amministrazione condivisa. Questo principio viene espresso nell’Art. 118 che stabilisce i criteri per suddividere le funzioni amministrative tra Comuni, Province, Città metropolitane, Regioni e Stato considerando criteri quali la sussidiarietà, la differenziazione e l’adeguatezza, incentivando l'iniziativa dei cittadini.
Con questa svolta anche se non direttamente, vi è la nascita del Terzo Settore, inteso come una rete di più protagonisti organizzati che tutelano i diritti sociali.
Su questa logica proseguirà lo sviluppo del Terzo Settore, negli anni ’70 ad esempio per la prima volta vengono introdotti gli asili nido comunali, negli anni ’80 e ’90 ci fu la nascita di tantissime realtà impegnate a creare assistenza organizzata, economia sociale.
Il concetto vero e proprio “Terzo Settore” viene coniato solo nel 1973 da Amitai Etzioni, sociologo tedesco, nel suo scritto “The Third Sector and Domestic Missions”3, successivamente Jacque Delors, politico ed economista francese riporta il concetto in tutta Europa.
A livello legislativo le norme che ne hanno permesso lo sviluppo sono le seguenti:
- Legge n. 49 del 19874, disciplina delle singole tipologie di organizzazione come le organizzazioni non governative;
- Legge n. 266 del 19915, disciplina delle organizzazioni di volontariato;
- Legge n. 381 del 19916, disciplina delle cooperative sociali;
- D.lgs. n.460 del 19977, disciplina delle ONLUS;
- D.lgs. n.155/20068, disciplina delle imprese sociali.
3 A.Etzioni, (1973). The Third Sector and Domestic Missions. Public Administration Review, 33(4), 314–323. https://doi.org/10.2307/975110
4 LEGGE 26 febbraio 1987, n. 49 - Nuova disciplina della cooperazione dell'Italia con i Paesi in via di sviluppo https://www.normattiva.it/atto/caricaDettaglioAtto?atto.dataPubblicazioneGazzetta=1987-02-28&atto.codiceRedazionale=087U0049&tipoDettaglio=originario&qId=
5 LEGGE 11 agosto 1991, n. 266 - Legge-quadro sul volontariato https://www.normattiva.it/atto/caricaDettaglioAtto?atto.dataPubblicazioneGazzetta=1991-08-22&atto.codiceRedazionale=091G0313&tipoDettaglio=originario&qId=
6 LEGGE 8 novembre 1991, n. 381 - Disciplina delle cooperative sociali https://www.normattiva.it/atto/caricaDettaglioAtto?atto.dataPubblicazioneGazzetta=1991-12-03&atto.codiceRedazionale=091G0410&tipoDettaglio=originario&qId=
7 DECRETO LEGISLATIVO 4 dicembre 1997, n. 460 - Riordino della disciplina tributaria degli enti non commerciali e delle organizzazioni non lucrative di utilità sociale https://www.normattiva.it/atto/caricaDettaglioAtto?atto.dataPubblicazioneGazzetta=1998-01-02&atto.codiceRedazionale=097G0489&tipoDettaglio=originario&qId=
La legge 328 del 2000 "Legge quadro per la realizzazione del sistema integrato di interventi e servizi sociali" ha introdotto significativi cambiamenti: l’esternalizzazione dei servizi, l'attribuzione alle Regioni, Province e, soprattutto, ai Comuni, di ulteriori competenze nel campo dei servizi sociali, per ridurre gli evidenti squilibri territoriali in ordine alla tenuta dei sistemi di welfare regionali.
Inoltre, il Terzo Settore e la famiglia vengono riconosciuti come erogatori di interventi assistenziali, in un’ottica di sussidiarietà orizzontale, oltre che verticale, e di pluralismo, per dare piena attuazione all’art. 38 della Costituzione.9
Un’ulteriore svolta avviene con il d.P.C. n. 329 del 21 marzo 200110, ovvero la legge che istituisce e regolamenta l’Agenzia per il Terzo settore, organismo di diritto pubblico operante sotto la vigilanza della Presidenza del Consiglio dei ministri, che vigila, coordina, promuove e gestisce i vari attori presenti (no-profit e altri attori) al fine di garantire su tutto il territorio nazionale la piena uniformità, successivamente l’Agenzia però è stata soppressa e le sue funzioni trasferite al Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali.
Nel 2014 viene potenziato il settore non profit con la redazione delle “Linee guida per una riforma del Terzo Settore”11, che mirano a responsabilizzare maggiormente gli Enti del Terzo Settore e la Pubblica Amministrazione, al fine di creare un equilibrio tra l’indipendenza e l’autonomia delle aziende sociali.
La vera Riforma del Terzo Settore avviene però due anni dopo quando dopo un complesso iter viene approvata la legge n. 106 del 6 giugno 201612 “Delega al Governo per la riforma del Terzo settore, dell'impresa sociale e per la disciplina del servizio civile universale”.
8 DECRETO LEGISLATIVO 24 marzo 2006, n. 155 - Disciplina dell'impresa sociale, a norma della legge 13 giugno 2005, n. 118 https://www.normattiva.it/atto/caricaDettaglioAtto?atto.dataPubblicazioneGazzetta=2006-04-27&atto.codiceRedazionale=006G0176&tipoDettaglio=originario&qId=
9 LEGGE 8 novembre 2000, n. 328 - Legge quadro per la realizzazione del sistema integrato di interventi e servizi sociali https://www.normattiva.it/atto/caricaDettaglioAtto?atto.dataPubblicazioneGazzetta=2000-11-13&atto.codiceRedazionale=000G0369&tipoDettaglio=originario&qId=
10 DECRETO DEL PRESIDENTE DEL CONSIGLIO DEI MINISTRI 21 marzo 2001, n. 329 - Regolamento recante norme per l'Agenzia per le organizzazioni non lucrative di utilità sociale https://www.normattiva.it/atto/caricaDettaglioAtto?atto.dataPubblicazioneGazzetta=2001-08-17&atto.codiceRedazionale=001G0391&tipoDettaglio=originario&qId=
11 Linee guida per una Riforma del Terzo Settore https://presidenza.governo.it/GovernoInforma/documenti/LINEE-GUIDA-RIFORMA-TERZO-SETTORE_20140513.pdf
12 LEGGE 6 giugno 2016, n. 106 - Delega al Governo per la riforma del Terzo settore, dell'impresa sociale e per la disciplina del servizio civile universale https://www.normattiva.it/uri-res/N2Ls?urn:nir:stato:legge:2016;106~art10-com4
La principale novità introdotta è il riconoscimento della finalità perseguita come elemento centrale nell’identificazione dell’azione degli enti non profit.
Sono ammesse anche le organizzazioni che svolgono un’attività imprenditoriale purché esse siano orientate al bene comune e utili per la collettività.
Al contrario, qualora vi sia una componente commerciale con finalità di lucro, sarà necessario verificarne attentamente l'effettiva funzionalità pubblica.
In questa legge è evidente anche l’intento di semplificazione della Disciplina.
A seguito della Legge delega, entra in Vigore il 3 agosto del 2017 il “Codice del Terzo Settore”13 che abroga di conseguenza la legge sul volontariato (266/91)14, quella sulle associazioni di prevenzione sociale (383/2000)15 e alcune parti di quella relativa alle ONLUS (460/97)16.
Le principali novità del Decreto:
- Tutte le tipologie di organizzazioni vengono denominate “enti del Terzo settore” (ETS);
- Viene stabilito che tutti gli enti che svolgono una o più attività di interesse generale per finalità civiche, solidaristiche e di utilità sociale senza scopo di lucro (un elenco di 26 aree di intervento centrali per la vita delle comunità) in forma di azione volontaria o di erogazione gratuita di denaro, beni o servizi, o di mutualità o di produzione o scambio di beni o servizi possano essere iscritti al registro unico nazionale del terzo settore (RUNTS);
- Vengono stabilite 7 nuove tipologie di organizzazioni: organizzazioni di volontariato (ODV); associazioni di promozione sociale (APS); imprese sociali (incluse le attuali cooperative sociali); enti filantropici; reti associative; società di mutuo soccorso; altri enti e invece sono lasciati fuori soggetti come le amministrazioni pubbliche, le fondazioni di origine bancaria, i partiti, i sindacati, le associazioni professionali, di categoria e di datori di lavoro.
- Viene istituito il registro unico nazionale del terzo settore (RUNTS) presso il Ministero delle Politiche sociali ma gestito e aggiornato a livello regionale ed elimina così tutti gli altri registri regionali esistenti. Inoltre, vengono fondati presso il Ministero, il Consiglio nazionale del Terzo settore, un organo consultivo composto da circa una 30ina di componenti non remunerati, che si occuperà di armonizzazione l’intera materia, e la Cabina di regia, con funzione di coordinamento delle politiche di governo.
13 DECRETO LEGISLATIVO 3 luglio 2017, n. 117 - Codice del Terzo settore, a norma dell'articolo 1, comma 2, lettera b), della legge 6 giugno 2016, n. 106 https://www.normattiva.it/atto/caricaDettaglioAtto?atto.dataPubblicazioneGazzetta=2017-08-02&atto.codiceRedazionale=17G00128&tipoDettaglio=multivigenza&qId=
14 LEGGE 11 agosto 1991, n. 266 - Legge-quadro sul volontariato https://www.normattiva.it/atto/caricaDettaglioAtto?atto.dataPubblicazioneGazzetta=1991-08-22&atto.codiceRedazionale=091G0313&tipoDettaglio=originario&qId=
15 LEGGE 7 dicembre 2000, n. 383 - Disciplina delle associazioni di promozione sociale
16 https://www.normattiva.it/atto/caricaDettaglioAtto?atto.dataPubblicazioneGazzetta=2000-12-27&atto.codiceRedazionale=000G0431&tipoDettaglio=originario&qId= DECRETO LEGISLATIVO 4 dicembre 1997, n. 460 - Riordino della disciplina tributaria degli enti non commerciali e delle organizzazioni non lucrative di utilità sociale https://www.normattiva.it/atto/caricaDettaglioAtto?atto.dataPubblicazioneGazzetta=1998-01-02&atto.codiceRedazionale=097G0489&tipoDettaglio=originario&qId=
Un ETS ha una serie di obblighi su democrazia interna, trasparenza, rapporti di lavoro, assicurazione dei volontari, destinazione di eventuali utili, a fronte di esenzioni e vantaggi economici e fiscali, anche sotto forma di incentivi.
Viene normato anche il rapporto tra pubblica amministrazione ed enti del
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