Marika Donadio
Numero di matricola: 11084A
Corso di laurea: Scienze Umanistiche per la Comunicazione
Crediti: 9
L’ombra del passato, il ritorno della magia
In questo elaborato l’intento è di correlare la fantasmagoria del XVIII secolo alle esperienze sensoriali che i mezzi di comunicazione, e in particolare il cinema, ci offrono oggigiorno. Per renderlo possibile ho deciso di procedere partendo dalle sue caratteristiche generali e origini, per poi proseguire sotto l’aspetto culturale e la sua funzione nei secoli. Per questo percorso medioarcheologico mi sono ispirata ad una serie tv di produzione Netflix: il sesto episodio di “Guillermo del Toro’s Cabinet of Curiosities”, “Sogni nella casa stregata”. L’aria della fantasmagoria aleggia in tutto l’episodio e passa attraverso diverse dinamiche sociali molto interessanti, oltre a questo è particolarmente rilevante per questa indagine la seconda scena dell’episodio, grazie alla quale possiamo assistere al setting e alle modalità di una fantasmagoria pubblica.
Origini e caratteristiche principali
La parola “fantasmagoria” esprime il concetto di saper parlare con i fantasmi in pubblico, deriva dal greco antico “φάντασμα”, phántasma, e “αγορά”, ossia agorà, con l’aggiunta del suffisso “ἀγορεύω”, l’insieme di queste parole si traduce nel francese, e inglese, e di conseguenza nell’italiano fantasmagoria.
Questa corrente di intrattenimento fu molto popolare in tutte le fasce d’età, e rimase dominando l’intrattenimento fino al 1830; la fantasmagoria nasce dalle credenze popolari e dal misticismo per poi evolversi in forma teatrale, con lo scopo di produrre un effetto magico e di ricreare la presenza di un fantasma.
Per la riuscita di questo effetto ultraterreno si usava una lanterna, in modo da poter proiettare immagini spaventose grazie al gioco di luci ed ombre, accompagnata da effetti scenici come fumo e schermi semi-trasparenti. La riproduzione abbastanza realistica di questi spiriti era resa grazie alla maneggevolezza degli strumenti utilizzati: l’uso della lampada permetteva di ingrandire, o rimpicciolire a seconda delle intenzioni, i soggetti rappresentati; grazie a questa condizione potevano verificarsi dei cambi d’immagine molto rapidi, quasi a simulare l’effetto del montaggio.
In molti spettacoli si utilizzavano degli artifici sensoriali, come completa oscurità o una presentazione verbale suggestiva, per poter coinvolgere maggiormente il pubblico; alcuni decisero di introdurre anche sensazioni olfattive e addirittura scariche elettriche. Secondo Schröpfer - massone indipendente e performer di negromanzie - molto importanti per la riuscita sono il fattore orario, ovvero realizzare le rappresentazioni a tarda notte, e la presenza di pozioni: entrambi servivano a convincere gli spettatori che quello che stavano vedendo fosse reale.
Questa tecnica teatrale affonda le sue origini nel XVIII secolo in Francia e in Germania, per poi espandersi in tutta Europa nei secoli successivi, raggiunge la massima popolarità durante il XIX secolo in Inghilterra.
Prima del 1750 abbiamo comunque tracce di fantasmagoria: nel 1420 ad esempio Giovanni Fontana - medico e ingegnere veneziano - disegnò un uomo che mantenendo una lanterna proiettava un demonio al femminile ed alato. Oltre 200 anni dopo Kircher - sacerdote erudita - in un suo testo avvertì i lettori della possibilità di essere ingannati da una proiezione di fantasmi e demoni, in modo da essere poi obbligati a compiere azioni perverse. Nello stesso secolo, e più precisamente nel 1659, l’inventore Huygens disegnò diverse fasi della Morte in cui questa si mette e toglie il cranio dal collo, questo denota anche una funzione goliardica di questo genere.
Alla fine del 1700, nella fase iniziale del Romanticismo, cresce una curiosità per lo “strano” e il soprannaturale fino al punto di diventare una vera e propria ossessione da cui vediamo nascere il romanzo gotico; l’interessamento del pubblico verso questo nuovo genere letterario spiega il grande successo della fantasmagoria come intrattenimento. I mezzi di cui si servirono per la rappresentazione erano perfetti per mantenere la convinzione dell’incorporeità degli spiriti e dei demoni. Edmé-Gilles Guyot racchiuse nel suo testo “Nouvelles récréations physiques et mathématiques” svariate tecniche fantasmagoriche, includendo anche informazioni su come inserire il fumo durante le proiezioni. In questo periodo diventano molto popolari anche le ombre cinesi, di cui alcune tecniche vennero via via introdotte negli spettacoli di fantasmagoria.
Robertson
Inventore e fisico belga, è conosciuto per essere stato il pioniere della fantasmagoria, intesa sia come genere teatrale sia come medium tra il mondo terreno e quello sovrannaturale; gli si riconosce anche l’invenzione della parola “fantascopio”, ossia la lanterna “magica” che veniva usata per la proiezione, ma a differenz
-
Elaborato di Geometria
-
Elaborato sull'arte multimediale
-
Elaborato di analisi matematica
-
Elaborato corso in semiotica dei media