Estratto del documento

Università Telematica "e-Campus"

Facoltà di lettere

Corso di laurea in lingue e letterature moderne e traduzione interculturale

Dislessia: metodologie didattiche e strategie efficaci per l'insegnamento delle lingue straniere

Relatore: Chiar.Ma Prof.ssa Sandra Ciarcianelli
Correlatore: Chiar.Ma Prof.ssa Chiara Varrica
Tesi di laurea di: Nicola Pretelli
Matricola: 005174576
Anno Accademico: 2020/2021

Allegato "B"

Autorizzazione alla consultazione della tesi di laurea

Il sottoscritto Nicola Pretelli, N° di matricola 005174576, nato a Urbino il 28/06/1995, autore della tesi dal titolo "Dislessia: metodologie didattiche e strategie efficaci per l'insegnamento delle lingue straniere" AUTORIZZA o NON AUTORIZZA la consultazione della tesi stessa, fatto divieto di riprodurre, parzialmente o integralmente, il contenuto. Dichiara inoltre di: AUTORIZZARE o NON AUTORIZZARE oper quanto necessita l'università telematica e-Campus, ai sensi della legge n. 196/2003, al trattamento, comunicazione, diffusione e pubblicazione in Italia e all'estero dei propri dati personali per le finalità ed entro i limiti illustrati dalla legge. Data 25/08/21 Firma.

Indice

  • Abstract 1
  • Introduzione 3
  • Capitolo 1 DSA: Disturbi Specifici dell'Apprendimento 5
    • 1.1. Cosa sono i DSA? 5
    • 1.2. Riferimenti normativi: riconoscimento e tutela 8
    • 1.3. Diagnosi e Piano Didattico Personalizzato 12
    • 1.4. Caratteristiche psicologiche del DSA 18
    • 1.5. Diverse forme di dislessia 23
    • 1.6. Componente ereditaria 30
    • 1.7. False credenze e punti di forza 31
  • Capitolo 2 Dislessia ed insegnanti 34
    • 2.1. Opacità e trasparenza delle lingue 34
    • 2.2. Difficoltà e ansia linguistica 38
    • 2.3. Sviluppo delle abilità linguistiche 41
    • 2.4. Diversi approcci linguistici 46
    • 2.5. Stili di apprendimento e cognitivi 51
    • 2.6. Metodologie di insegnamento: TPR, format e storytelling 57
  • Capitolo 3 Strategie didattiche per l'insegnante 67
    • 3.1. Consigli pratici per l'insegnante di lingua 67
    • 3.2. Struttura dei materiali ed accessibilità 71
    • 3.3. Preparazione e valutazione di verifiche 88
    • 3.4. Suggerimenti per lo studio 92
    • 3.5. La figura del Tutor DSA 99
  • Conclusioni 101
  • Bibliografia 103
  • Sitografia 106
  • Fonti normative 107

Abstract

L’elaborato si apre presentando le caratteristiche dei Disturbi Specifici dell'Apprendimento ed evidenziando le normative di riferimento che sono state promulgate negli ultimi anni, facendo chiarezza sulle misure compensative e dispensative da adottare in ambito scolastico e non solo. Sono state analizzate le diverse tipologie di dislessia che un soggetto può presentare con particolare riferimento alla compromissione dell’aspetto psicologico con il quale queste persone talvolta si ritrovano a convivere, smentendo alcuni dei miti che purtroppo ancora si celano dietro a questo disturbo e mettendone in luce i punti di forza.

L’attenzione posta su questo argomento nasce grazie al mio percorso professionale durante il quale ho avuto modo di accompagnare un ragazzo “speciale” della scuola secondaria di primo grado nel suo percorso scolastico, affiancandolo quotidianamente nello studio e nello svolgimento dei compiti a casa, in quanto dislessico e disgrafico. Pertanto, ho potuto riscontrare in prima persona quali sono le caratteristiche di questi disturbi, come vengono percepiti dagli insegnanti e dalla famiglia stessa, quali sono le insicurezze e le certezze che gli studenti che ne soffrono presentano.

Nella scuola italiana sono ancora frequenti pregiudizi in merito ai DSA, troppo spesso non vi è una consapevolezza da parte dei docenti stessi su questi disturbi e non sono chiare quali sono le modalità di insegnamento e di valutazione più adatte per agevolarli nel loro percorso scolastico, caratterizzato da particolari difficoltà come l’apprendimento delle lingue straniere. Pertanto, questa tesi vuole fornire una serie di spunti applicativi che un qualsiasi docente può mettere in pratica durante le proprie lezioni per incrementare il livello di accessibilità per gli alunni dislessici, ma più generalmente agevolando e coinvolgendo maggiormente tutta la classe.

Si analizzeranno alcune delle metodologie di insegnamento considerate più efficaci dalla letteratura internazionale per l’insegnamento delle lingue straniere a questa tipologia di studenti, considerando i diversi stili di apprendimento e cognitivi possibili. La chiave per il successo in qualità di insegnante di soggetti con dislessia è il grado di accessibilità dei materiali forniti, verranno presentati alcuni esempi di riadattamento personale di testi ed esercizi realizzati in prima persona, dimostrando come l’apprendimento può essere agevolato senza andare a modificare i contenuti ed il livello di difficoltà, ma solamente coinvolgendo la veste grafica ed applicando alcuni principi fondamentali.

Inoltre, verranno indicate alcune delle modalità di verifica più consigliate ed anche alcuni suggerimenti per lo studio a casa ed in classe. Infine, si presenterà un’attività che ho svolto personalmente, la figura del Tutor DSA: una professione in costante crescita che viene sempre più richiesta dalle famiglie italiane per affiancare i propri ragazzi con Disturbi dell’Apprendimento nello studio pomeridiano.

Essere insegnanti significa anche supportare dei piccoli campioni e vederli sorridere ogni giorno dei progressi compiuti insieme. Uno degli strumenti più importanti a disposizione per raggiungere questo obiettivo comune è proprio la sensibilizzazione: di dislessia è necessario parlare.

Introduzione

La maggior parte delle persone impara a leggere e scrivere senza troppe difficoltà, vi è però una percentuale di soggetti che ha un Disturbo dell'Apprendimento e riscontra notevoli complicazioni nel processo di lettura e nella decodifica del codice scritto: queste persone soffrono di dislessia. Esistono grandi dibattiti sulla dislessia, anche a livello internazionale, ma in Italia in particolare sono stati compiuti grandi passi in avanti per quanto riguarda una maggiore sensibilizzazione e consapevolezza in merito a questo disturbo di origine neurobiologica.

Questo elaborato nasce grazie al mio percorso professionale durante il quale ho avuto modo di accompagnare un ragazzo “speciale” della scuola secondaria di primo grado nel suo percorso scolastico, affiancandolo quotidianamente nello studio e nello svolgimento dei compiti a casa, in quanto dislessico e disgrafico. Pertanto ho deciso di concentrarmi sull’analisi di questo disturbo e sulle caratteristiche ad esso collegate, per poi fornire una serie di indicazioni teoriche e pratiche per i docenti di lingue straniere su come organizzare le proprie lezioni in classe, vista la mia passione per l’insegnamento.

Nel corso del primo capitolo verrà fornito un quadro generale sui DSA con particolare attenzione in merito alla dislessia, riguardo la tutela in ambito scolastico, le possibili cause, la diagnosi e le varie forme che si possono presentare.

Successivamente, verranno analizzate alcune delle lingue comunemente studiate nel sistema scolastico italiano, distinguendole tra opache e trasparenti, in base alla difficoltà che gli studenti dislessici riscontrano. Nel corso del secondo capitolo, si evidenzieranno alcuni stili ed approcci che l’insegnante può adottare per facilitare l’apprendimento, nonché alcune delle metodologie di insegnamento che la letteratura internazionale consiglia per questa tipologia di alunni nello specifico, ma più generalmente applicabili anche al resto della classe.

Nell’ultima parte verrà trattata la tematica dell’accessibilità dei manuali di lingua e dei testi che l’insegnante fornisce, con alcuni esempi pratici di adattamento di esercizi realizzati da me personalmente, i quali evidenzieranno come l’apprendimento può essere reso più efficace con dei semplici interventi grafici senza andare ad intaccare i contenuti che restano uguali per tutti. Inoltre, verranno indicate alcune delle modalità di verifica più consigliate ed anche alcuni suggerimenti per lo studio a casa ed in classe. Infine, si presenterà un’attività che ho svolto personalmente, la figura del Tutor DSA: una professione in costante crescita che viene sempre più richiesta dalle famiglie italiane per affiancare i propri ragazzi con Disturbi dell’Apprendimento nello studio pomeridiano.

Ad oggi, pregiudizi e mancata conoscenza in merito a questi argomenti non sono più trascurabili, ogni docente di qualsiasi materia dovrebbe avere ben chiaro come poter agevolare il percorso di uno studente DSA ed accompagnarlo in quelle attività tortuose dove, seppur dimostri un grande impegno, non riesce ad ottenere i successi che merita.

Capitolo 1: DSA - Disturbi Specifici dell'Apprendimento

1.1. Cosa sono i DSA?

L’acronimo DSA indica i cosiddetti Disturbi Specifici dell'Apprendimento, i quali rientrano nei disturbi relativi al neurosviluppo, oggetto negli ultimi anni di accesi dibattiti e ricerche. I DSA possono interessare la capacità di leggere, di scrivere e di eseguire calcoli in maniera corretta e solitamente si iniziano a manifestare con l’inizio della scolarizzazione.

Secondo recenti studi scientifici i DSA hanno un’origine neurobiologica: sono infatti condizionati dalle differenti modalità di funzionamento delle reti neuronali, le quali vengono coinvolte nei processi di letto-scrittura. Questi disturbi interessano uno specifico dominio di abilità, non interferiscono con il funzionamento intellettivo generale, non dipendono da un deficit che riguarda l’intelligenza, da problemi psicologici o da deficit ambientali e non sono imputabili a disabilità fisiche. Proprio per questo motivo, i soggetti DSA non hanno difficoltà sotto l’aspetto cognitivo e generalmente tendono ad essere persone vivaci, creative, intelligenti e socievoli.

In Italia il numero di alunni con DSA frequentanti istituti scolastici statali, paritari e non paritari è costantemente incrementato. In particolare, negli ultimi anni i casi di dislessia registrati in ambito scolastico sono aumentati notevolmente: dal 2014 al 2018 sono passati da circa 94 mila a 177 mila, con un tasso di crescita dell’88,7%. Nell’anno scolastico 2018/2019 gli studenti frequentanti gli istituti italiani a cui è stato diagnosticato un Disturbo Specifico dell’Apprendimento sono 298.114, pari al 4,9% del totale degli alunni.1 È importante precisare che questi dati riguardano solo i DSA certificati, ovvero gli studenti che sono in possesso di una diagnosi. Si stima quindi che questa percentuale sia sicuramente inferiore ai casi effettivamente presenti.

Il termine “disturbo”, impiegato nella sigla DSA e reso in lingua inglese come "disorder", deriva dalle prime teorie di Critchley che lo introdusse nel 1968 per indicare la differenza fra il quoziente intellettivo riscontrato e le abilità scolastiche effettive. Ad oggi questo criterio è ancora presente: nei DSA si registra infatti una discrepanza fra il QI e le prestazioni significativamente ridotte evidenziate nelle fasi di letto-scrittura e di calcolo, ma con un’intelligenza che si attesta nella media, in alcuni casi anche al di sopra. Negli esercizi di lettura, scrittura e calcolo i DSA, per essere considerati tali, devono manifestare, o per correttezza o per velocità, almeno due deviazioni standard sotto la media. Il disturbo non è affatto una malattia ma rappresenta un’alterazione di una particolare funzione. Si parla di specificità proprio perché colpisce solamente determinate abilità della persona e in alcun modo l’intelligenza.

La legge n.170/20102 riconosce: “la dislessia, la disgrafia, la disortografia e la discalculia quali disturbi specifici di apprendimento, di seguito denominati «DSA», che si manifestano in presenza di capacità cognitive adeguate, in assenza di patologie neurologiche e di deficit sensoriali, ma possono costituire una limitazione importante per alcune attività della vita quotidiana”.

In riferimento al deficit funzionale che interessa il soggetto possiamo distinguere quindi i seguenti disturbi: dislessia, disgrafia, disortografia e discalculia.

La dislessia è un disturbo relativo alla lettura frequentemente correlato a difficoltà di decodifica del testo, consiste nel non corretto riconoscimento della corrispondenza fra lettere e suoni ed influisce in maniera negativa sulla capacità di leggere e scrivere correttamente.

La disgrafia è un deficit che consiste nella difficoltà di realizzare il gesto grafico, interessa quindi la dimensione esecutivo-motoria della scrittura. Quest’ultima infatti rappresenta un processo complesso che richiede numerose abilità di diversi ambiti funzionali, pertanto un soggetto disgrafico incontra serie difficoltà nel mettere in pratica gli schemi motori necessari per la rappresentazione del segno grafico, nonché nella progettazione e l’organizzazione dell’area visiva e spaziale del foglio. I bambini disgrafici hanno spesso difficoltà nel dosare la dimensione delle lettere che intendono scrivere e talvolta anche a gestire correttamente la pressione da esercitare con la penna sul foglio, pertanto la scrittura appare spesso o molto leggera o estremamente calcata, con una grafia obliqua o spostata rispetto allo spazio preposto per lo svolgimento dell’esercizio. Tali soggetti riscontrano anche problematiche nel rileggere ciò che loro stessi hanno scritto poco prima.

La disortografia indica invece una disfunzione che influisce sulla capacità di utilizzare e applicare correttamente le regole convenzionali del codice scritto e interessa quindi anche i processi di cifratura e di trasformazione del parlato in segni grafici, nonostante non sussista alcun problema d’udito. I soggetti con disortografia compiono un numero molto elevato di errori durante il processo di scrittura, pur non ignorando le regole ortografiche non riescono ad applicarle in maniera automatica e naturale. Questo deficit si riscontra spesso anche nei soggetti dislessici.

Infine la discalculia riguarda le difficoltà relative alle abilità di calcolo numeriche e aritmetiche, coinvolgendo anche quelle fondamentali come addizione, sottrazione, divisione e moltiplicazione. Si riscontrano particolari deficit soprattutto nei calcoli a mente, nella rappresentazione delle operazioni in colonna e nel riuscire a leggere e scrivere i numeri correttamente.

Per quanto concerne l’origine dei Disturbi Specifici dell’Apprendimento, la ricerca neuropsicologica ha accertato l’esistenza di un’alterazione di tipo strutturale e/o funzionale, di natura genetica e/o acquisita, relativa alle strutture cerebrali dedite all’acquisizione e all’automatizzazione dell’apprendimento. Nello specifico le compromissioni principali sono relative al lobo temporale, lobo prefrontale, lobo occipitale e corteccia temporo-parietale sinistra. Queste aree del cervello sono diversamente coinvolte a seconda del soggetto e in relazione all’aspetto dell’apprendimento che risulta più compromesso.

1.2. Riferimenti normativi: riconoscimento e tutela

Nel corso degli anni il tema relativo ai DSA è stato sempre più oggetto di ricerche e ha acquisito maggiore rilevanza agli occhi degli esperti. Mentre in passato questi disturbi venivano spesso scambiati per svogliatezza, scarso impegno o mancata attenzione da parte degli studenti, oggi i DSA hanno acquisito una dignità scientifica e pedagogica grazie alla progressione delle ricerche e alla forte pressione da parte delle famiglie interessate e di specifiche associazioni di riferimento, come l’AID (Associazione Italiana Dislessia), che da anni si interessano dell’argomento.

A partire dal 2004 il Ministero dell’Istruzione ha iniziato ad emanare delle circolari ministeriali contenenti indicazioni che potessero rispondere ai problemi e alle domande emerse nell’ambito della scuola sulla questione DSA, in riferimento a quanto non era ancora stato normato.

Per prima cosa il Miur ha posto delle distinzioni per quanto riguarda gli studenti con una diagnosi certificata di DSA rispetto a quelli in possesso di una certificazione di Legge 104/923, prevedendo per i primi un percorso personalizzato idoneo al raggiungimento di determinati obiettivi in ambito formativo. Una delle prime prerogative del Miur è stata la necessità di dover contenere il fenomeno dell’abbandono scolastico da parte degli studenti con questo tipo di disturbi: basandosi sul concetto della “centralità della persona”, ha invitato gli organi preposti all’identificazione precoce, all’impiego di determinati strumenti compensativi con apposite misure dispensative e all’adozione di una valutazione personalizzata ed individuale, quest’ultima già applicata al tempo da lodevoli docenti ed educatori che con grande spirito di iniziativa portavano avanti delle buone pratiche in merito pur non in maniera unitaria, poiché ancora poco diffuse a livello nazionale.

Grazie alle diverse circolari emanate nel corso degli anni, il Miur ha stabilito...

--- 1 Pubblicazione Miur “I principali dati relativi agli alunni con DSA”, Giugno 2019.
2 Legge 8 ottobre 2010, n. 170 “Nuove norme in materia di disturbi specifici di apprendimento in ambito scolastico.”
3 Legge 5 febbraio 1992, n. 104, “Legge-quadro per l'assistenza, l'integrazione sociale e i diritti delle persone handicappate”.
Anteprima
Vedrai una selezione di 20 pagine su 111
Dislessia: metodologie didattiche e strategie efficaci per l'insegnamento delle lingue straniere Pag. 1 Dislessia: metodologie didattiche e strategie efficaci per l'insegnamento delle lingue straniere Pag. 2
Anteprima di 20 pagg. su 111.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Dislessia: metodologie didattiche e strategie efficaci per l'insegnamento delle lingue straniere Pag. 6
Anteprima di 20 pagg. su 111.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Dislessia: metodologie didattiche e strategie efficaci per l'insegnamento delle lingue straniere Pag. 11
Anteprima di 20 pagg. su 111.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Dislessia: metodologie didattiche e strategie efficaci per l'insegnamento delle lingue straniere Pag. 16
Anteprima di 20 pagg. su 111.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Dislessia: metodologie didattiche e strategie efficaci per l'insegnamento delle lingue straniere Pag. 21
Anteprima di 20 pagg. su 111.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Dislessia: metodologie didattiche e strategie efficaci per l'insegnamento delle lingue straniere Pag. 26
Anteprima di 20 pagg. su 111.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Dislessia: metodologie didattiche e strategie efficaci per l'insegnamento delle lingue straniere Pag. 31
Anteprima di 20 pagg. su 111.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Dislessia: metodologie didattiche e strategie efficaci per l'insegnamento delle lingue straniere Pag. 36
Anteprima di 20 pagg. su 111.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Dislessia: metodologie didattiche e strategie efficaci per l'insegnamento delle lingue straniere Pag. 41
Anteprima di 20 pagg. su 111.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Dislessia: metodologie didattiche e strategie efficaci per l'insegnamento delle lingue straniere Pag. 46
Anteprima di 20 pagg. su 111.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Dislessia: metodologie didattiche e strategie efficaci per l'insegnamento delle lingue straniere Pag. 51
Anteprima di 20 pagg. su 111.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Dislessia: metodologie didattiche e strategie efficaci per l'insegnamento delle lingue straniere Pag. 56
Anteprima di 20 pagg. su 111.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Dislessia: metodologie didattiche e strategie efficaci per l'insegnamento delle lingue straniere Pag. 61
Anteprima di 20 pagg. su 111.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Dislessia: metodologie didattiche e strategie efficaci per l'insegnamento delle lingue straniere Pag. 66
Anteprima di 20 pagg. su 111.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Dislessia: metodologie didattiche e strategie efficaci per l'insegnamento delle lingue straniere Pag. 71
Anteprima di 20 pagg. su 111.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Dislessia: metodologie didattiche e strategie efficaci per l'insegnamento delle lingue straniere Pag. 76
Anteprima di 20 pagg. su 111.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Dislessia: metodologie didattiche e strategie efficaci per l'insegnamento delle lingue straniere Pag. 81
Anteprima di 20 pagg. su 111.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Dislessia: metodologie didattiche e strategie efficaci per l'insegnamento delle lingue straniere Pag. 86
Anteprima di 20 pagg. su 111.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Dislessia: metodologie didattiche e strategie efficaci per l'insegnamento delle lingue straniere Pag. 91
1 su 111
D/illustrazione/soddisfatti o rimborsati
Acquista con carta o PayPal
Scarica i documenti tutte le volte che vuoi
Dettagli
SSD
Scienze antichità, filologico-letterarie e storico-artistiche L-LIN/01 Glottologia e linguistica

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher frida955 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Glottologia e linguistica e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università telematica "e-Campus" di Novedrate (CO) o del prof Ciarcianelli Sandra.
Appunti correlati Invia appunti e guadagna

Domande e risposte

Hai bisogno di aiuto?
Chiedi alla community