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Università Cattolica del Sacro Cuore - Sede di Milano

Facoltà di scienze della formazione

Corso di laurea in scienze dell'educazione e della formazione

La dipendenza affettiva: una falsa e malsana idea dell'amore

Relatore:

Elaborato finale di:

Matricola N.:

Anno Accademico 2023/2024

Dedico questa tesi a me e alla mia famiglia, ma in particolar modo a chi si ama e a chi non lo fa abbastanza.

Indice

  • Abstract e parole chiave ................................................................................................. 7
  • Introduzione ................................................................................................................... 7
  • Capitolo 1: Dipendenza affettiva ................................................................................ 11
  • 1.1 Cause della dipendenza affettiva ......................................................................... 13
  • 1.2 Visione psico-neuro-funzionale ........................................................................... 17
  • 1.3 Differenza tra amore sano e “amore” patologico................................................. 21
  • Capitolo 2: Riconoscere la dipendenza affettiva ........................................................ 24
  • 2.1 Sentimenti negativi e percezione di sé ................................................................. 27
  • 2.2 Craving e dissonanza cognitiva ............................................................................ 35
  • 2.3 Disturbi comportamentali ..................................................................................... 37
  • Capitolo 3: Cura e raggiungimento del benessere interiore ...................................... 40
  • 3.1 Terapia cognitivo-comportamentale e mindfulness ............................................. 41
  • 3.2 Intelligenza emotiva e comportamento assertivo ................................................ 46
  • 3.3 Il ruolo dell’educazione e dell’educatore .............................................................. 52
  • Conclusioni .................................................................................................................. 60
  • Bibliografia ................................................................................................................... 63

Abstract e parole chiave

L’amore è un sentimento tanto bello quanto sottile nella sua comprensione. Si manifesta in varie forme e, quando disorganizzato, può sfociare in una dipendenza malsana che, sovente, si traduce gradualmente in patologia. La dipendenza affettiva può manifestarsi in diversi modi ed è anche per questo che è difficile da scoprire e risolvere. L’obiettivo che ci si pone con il presente elaborato è quello di andare ad analizzare la dipendenza affettiva all’interno delle relazioni, le sue cause, i sintomi e come poterne uscire, acquistando fiducia in sé stessi e nelle proprie capacità grazie alla terapia.

Dobbiamo sempre ricordarci che per far stare bene gli altri, dobbiamo prima stare bene noi. Dobbiamo amarci in maniera sana per poterci relazionare e amare in maniera altrettanto sana.

Parole chiave: patologia, sintomi, cause, terapia, amore.

Introduzione

Il tema del presente elaborato è quello della dipendenza affettiva. La dipendenza affettiva è spesso sottovalutata e confusa, sempre più frequentemente, all’interno delle relazioni amorose, con l’amore sano. La tesi si pone pertanto come obiettivo quello di analizzare questa dipendenza, sottile ma al tempo stesso complessa e grave, che matura nella vita delle persone fin dalla prima infanzia per poi sbocciare in età adulta creando problemi relazionali e malesseri personali interni.

L’elaborato è stato suddiviso in tre capitoli. Il primo, in particolar modo, ha come scopo quello di dare una definizione a questa dipendenza, anche chiamata “Love Addiction”. Attraverso lo studio di alcune strutture cerebrali, quali l’amigdala e l’ippocampo, è stato osservato un pattern disfunzionale di attivazione associato sia alla dipendenza affettiva sia alle dipendenze più in generale. Per diversi motivi, spesso questa dipendenza viene sottovaluta: il primo è che non ha ancora un vero e proprio riconoscimento a livello clinico, in quanto non è stata inserita nel DMS-5, ma condivide lo spazio con i disturbi comportamentali e “new addiction”; il secondo motivo è che le relazioni al giorno d’oggi risultano sempre più complicate e più fragili. Le persone non sono motivate a investire in una relazione, non hanno la volontà di assumersi i rischi di una vita di coppia, non sono in grado di gestire la responsabilità e la reciprocità che un rapporto sano richiede. Nella società di oggi, l’“amore” patologico viene confuso con l’amore sano, il che crea il tutto ancora più complicato da gestire e da riconoscere. La dipendenza affettiva è silenziosa, si costruisce giorno dopo giorno, nell’incoscienza delle azioni di tutti i giorni; mi piacerebbe ricordare qui “La banalità del male” di Hannah Arendt, la quale con queste parole mira a farci riflettere su come il male possa diffondersi in maniera facile e veloce tramite soggetti totalmente normali, senza alcun vero e proprio pensiero di malvagità, e la dipendenza affettiva, come visto, non è qualcosa che la vittima sceglie di possedere o che il carnefice vuole necessariamente realizzare.

La dipendenza affettiva, come analizzato nel primo capitolo, proviene da cause che non dipendono da noi in prima persona, ma può essere fortemente influenzata da un attaccamento insicuro, prevalentemente di tipo ambivalente, instaurato durante l’età dell’infanzia con le figure adulte di riferimento; tutto quello che viviamo, proviamo, creiamo in età adulta deriva da questo. Tutto il male che porta questo tipo di dipendenza non è quindi un qualcosa che vogliamo creare noi direttamente, ma è qualcosa che sviluppiamo all’interno della nostra mente e che si sprigiona successivamente all’interno delle nostre relazioni, le quali saranno disfunzionali. Infine, nel primo capitolo, si vuole mostrare e sottolineare la differenza tra amore sano e patologico. L’amore sano è reciprocità, responsabilità, impegno, è capire che l’altro è lì con noi, ma non deve diventare il nostro tutto. Per vivere un amore sano bisogna avere responsabilità emotiva, la consapevolezza che una comunicazione assertiva e il rispetto per l’altro sono alla base di ogni relazione amorosa, amicale o familiare che sia. Per arrivare a raggiungere un amore funzionale bisogna prima avere in mente chi si è, altrimenti si rischia di confondersi e fondersi con il proprio partner e creare così dipendenza. Nella relazione amorosa si è in due, e i due devono mantenere ciascuno la propria identità, personalità, le proprie passioni, le proprie amicizie e i propri spazi, senza annullarsi, sottomettersi o addirittura, umiliarsi, per l’altro.

Nel secondo capitolo sono state analizzate le manifestazioni di questa dipendenza: i sentimenti, le emozioni, la percezione che ognuno ha di sé stesso. Lo scopo di questo capitolo è quello di capire più in profondità cosa provano le persone affette da dipendenza affettiva e, soprattutto, di osservare come un sentimento di malessere interno possa mostrare segni di disagio anche in maniera esternalizzata. Sebbene la dipendenza affettiva sia una delle dipendenze più nascoste e silenziose, difficile da identificare e da risolvere, vi sono altresì dei segnali che possono aiutarci nel riconoscere il malessere della vittima, come il turbamento, l’insoddisfazione, la sofferenza interiore e quella vissuta all’interno della relazione di coppia. Si è voluto sottolineare, in questo secondo capitolo, come i carnefici mettono in atto dei comportamenti (es. ricatti morali, love bombing, manipolazione), a volte in maniera inconscia ed inconsapevole, per aumentare la dipendenza, con la capacità di trattenere la vittima legata a sé, confondendola e vincolandola ancora di più. Si sono quindi approfonditi quei sentimenti ed emozioni che nascono all’interno dei dipendenti affettivi quali ad esempio ansia, paura dell’abbandono, gelosia. È stato notato come i soggetti, con queste esperienze relazionali disfunzionali, emozioni e sentimenti negativi, abbiano tutti un elemento in comune: una bassa autostima che, entrando in un circolo vizioso, tenderà a diminuire fino ad annullarsi all’interno del rapporto patologico. Le vittime non credono più in loro stesse, nel loro valore e nella loro unicità. Inoltre, vengono messe in atto delle strategie per cercare di fermare il circolo vizioso di questa dipendenza, come la dissonanza cognitiva, ma purtroppo altre spinte più forti come quella del craving, non permettono ai soggetti di liberarsi da questa “prigionia amorosa”. Il secondo capitolo chiude con l’analisi di potenziali pattern psicologici disfunzionali che possono intrecciarsi con questo tipo di dipendenza, come ad esempio il disturbo ossessivo-compulsivo e il disturbo dipendente di personalità.

Nel terzo capitolo mi sono soffermata sull’osservazioni di metodologie per aiutare i soggetti affetti da dipendenza affettiva ad uscire dal circolo vizioso della dipendenza per prendere in mano la propria vita, attraverso la terapia cognitiva comportamentale integrata alla mindfulness e attraverso l’apprendimento di tecniche che possono essere utili in diversi ambienti e momenti di vita quotidiana. In particolar modo, la terapia cognitiva comportamentale è considerata una delle tecniche psicologiche più efficaci per il raggiungimento del benessere interiore dei soggetti e, grazie all’integrazione della tecnica di mindfulness, è stato notato come i soggetti riescano ad assumere un nuovo punto di vista, dove le loro azioni e i loro pensieri non sono più governati da dipendenza o sottomissione, ma diventano riflessivi, più consapevoli e volenterosi di essere padroni della propria vita. Con la terapia si arriva a una maggiore consapevolezza anche grazie alla messa in atto di nuovi comportamenti e strategie, incluse la comunicazione assertiva e la responsabilità emotiva. Raggiungere questi due modi di fare e di pensare porta il soggetto a sentirsi meglio con sé stesso e, contemporaneamente, gli dà la possibilità di iniziare ad instaurare relazioni sane, basate su responsabilità e reciprocità, dove il timore e il disagio non sono contemplati.

Come ultimo punto dell’elaborato, ho voluto infine soffermarmi sul ruolo dell’educatore e dell’educazione sessuale, emotiva, affettiva e sentimentale. Nella società di oggi il ruolo dell’educatore purtroppo è ancora molto sottovalutato. L’educazione a scuola, ma non solo, serve per il mondo presente e futuro, per avere in mente che dalla cura ed all’amore derivano a loro volta cura e amore per sé stessi e per gli altri. Dagli studi condotti per portare a termine questo elaborato ho riscontrato diverse problematicità in questo ambito: l’educazione (affettiva, sessuale, sentimentale, emotiva) non è ancora presente nei programmi scolastici italiani e la loro diffusione è molto lenta nonostante la grande importanza che vi si nasconde dietro. Solo insegnando alle nuove generazioni ad amare in maniera sana si potrà avere una società che non si spaventa dell’amore.

Capitolo 1: Dipendenza affettiva

I primi studi sulla dipendenza affettiva risalgono agli anni ’80. Nonostante la grande diffusione a livello globale questa dipendenza continua ad essere poco studiata e poco conosciuta tanto che non viene ancora riconosciuta come un vero e proprio disturbo dal Manuale Diagnostico e Statistico dei Disturbi Mentali (DMS-5, 2013). Tuttavia, oggi questa dipendenza può essere inserita all’interno delle “New Addiction” e delle “Dipendenze comportamentali”.

La dipendenza affettiva, anche detta dipendenza dall’amore, è un modello problematico della relazione amorosa che sta diventando sempre più prevalente ed evidente nel contesto delle relazioni di coppia (Özal, 2023).

Le fasi iniziali di qualsiasi relazione romantica genererebbero una sensazione di benessere, ricompensa e soddisfazione. Tuttavia, man mano che la relazione progredisce, si sviluppa una vera e propria dipendenza verso il partner (che diventa essenziale per il mantenimento dell'equilibrio psicologico del soggetto). La perdita (o la prospettiva di perdere) il partner è associata ad importanti stati di ansia, sintomi depressivi e disperazione. Quando si trovano ad affrontare la perdita del partner, questi soggetti possono persistere nel tentativo di ripristinare la relazione oppure spostare rapidamente la loro attenzione su un nuovo partner, sostituendo la loro fonte di dipendenza (Sanches, 2019). Il soggetto affetto da dipendenza affettiva assume cognitivamente le seguenti caratteristiche: paura di essere abbandonati e bisogno di controllo sulla relazione; incapacità di affrontare la solitudine e difficoltà con la separazione; disregolazione delle emozioni; sensazione di non meritare amore come risultato di bassa autostima e fiducia in sé stessi; completa dedizione al partner e totale accettazione; una tendenza all'isolamento e ai pensieri ossessivi (Özal, 2023).

Peabody (1989) ha evidenziato diversi tipi di dipendenza affettiva, che possono corrispondere a profili differenti, denominati in base al modo con cui è agita. Il dipendente affettivo ossessivo è un individuo non in grado di lasciare andare il partner, nonostante esso possa essere non disponibile emotivamente o sessualmente, impegnato, egoista, egocentrico, indagatore o dittatore, abusante.

Il dipendente affettivo codipendente è uno dei profili maggiormente diffusi. Tali soggetti presentano, nella maggior parte dei casi, sentimenti di bassa autostima e sicurezza che li induce a mettere in atto comportamenti di qualsiasi tipo allo scopo di trattenere il proprio partner all’interno della relazione. Manifestano un atteggiamento codipendente e investono tutte le loro forze ed energie per prendersi cura del partner, ed in attesa che tali premure vengano ricambiate, li controllano con atteggiamenti passivo-aggressivi.

Il dipendente dalla relazione invece, non riesce a lasciare andare via il partner nonostante non ne sia più innamorato. Infatti, anche quando il compagno assume atteggiamenti aggressivi nei suoi confronti, non riesce a fare a meno del rapporto, a causa del timore dell’abbandono.

Il dipendente affettivo narcisista è un individuo dominatore, seduttore, manipolatore rispetto al compagno, che non permette di interferire con il suo benessere, mostrandosi quasi disinteressato all’andamento della relazione ma solo concentrato su sé stesso. Ciononostante, quando esso avverte la possibilità di essere abbandonato dal partner, cerca di proseguire la relazione anche arrivando alla violenza.

Il dipendente romantico è un soggetto che vive la dipendenza non solo nei confronti del singolo compagno, ma anche con altri. Cercano in ogni modo di avere e mantenere legami romantici e affettivi con ognuno dei loro partner, anche nelle relazioni di breve durata, ma avendo attenzione di non legarsi in maniera troppo profonda o impegnativa; Il dipendente affettivo ambivalente, infine, soffre di disturbo di personalità evitante. Infatti, non ha problemi a separarsi dal compagno, è costantemente alla ricerca di amore e ha difficoltà nell’intimità (Montinaro, 2024).

Dagli studi effettuati è stato notato come il genere non influenzi la nascita della dipendenza affettiva, ma si osserva come si modifica il modo in cui si manifesta. Se la donna si chiude in sé stessa e nel proprio dolore, l'uomo, al contrario, rimuove dalla sua mente tutti i ricordi e ciò che gli procura angoscia, dedicandosi interamente ad altro; infatti, nella maggior parte dei casi, quando la relazione finisce, è più probabile che l'uomo ricorra a fattori esterni come l'alcool e la droga, ribadendo la modalità del rapporto. Le caratteristiche di questa dipendenza mostrano una persona con un attaccamento insicuro, bassa autostima e un estremo bisogno di rassicurazioni (Maglia, 2023).

Dato quanto sopra descritto notiamo come siano due gli aspetti principali che permettono alla dipendenza affettiva di svilupparsi 1) un attaccamento insicuro, durante l’infanzia, il quale porta i bambini a non avere modelli di riferimento adeguati e trasportano, in età adulta, questa continua incertezza e incoerenza all’interno delle relazioni; 2) una bassa e scarsa percezione della propria persona, in quanto pensano di non poter meritare amore o di doversi accontentare per ottenere anche solo un briciolo di questo.

1.1 Cause della dipendenza affettiva

Le cause della dipendenza affettiva possono essere molteplici, ma dagli studi vediamo come una delle principali sia derivante dall’infanzia. Il tipo di attaccamento che si instaura dopo la nascita tra bambino e figure di riferimento sembra influenzare molto il tipo di rapporto che questo avrà all’interno delle sue relazioni, che siano amicali o amorose, e viene influenzata anche la fiducia e percezione di sé stessi, oltre che degli altri. Solitamente, persone con dipendenza affettiva, hanno molta insicurezza, paura di lanciarsi nelle novità, si basano molto sulle parole e scelte degli altri. Hanno paura a prendere in mano la loro vita e, per questo, proiettano tutta la loro attenzione ed energia in un'altra persona.

In psicologia, la teoria dell’attaccamento, nella sua formulazione più completa, può essere considerata come il risultato del lavoro congiunto di Bowlby e Ainsworth (Bowlby, 1969/1982, 1973, 1988; Ainsworth et al., 1978). L’obiettivo esterno del sistema dell’attaccamento

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Scienze storiche, filosofiche, pedagogiche e psicologiche M-PSI/08 Psicologia clinica

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher SaraVi2001 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Psicologia clinica e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università Cattolica del "Sacro Cuore" o del prof Di Dio Cinzia.
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