Attraverso la lente dell’ipovisione: implicazioni teoriche e pratiche a scuola
Dipartimento di scienze della formazione, dei beni culturali e turismo.
Laurea magistrale in Scienze Pedagogiche.
Classe LM 85 - Tesi di laurea in Metodologie e Tecnologie per l’Educazione e la Didattica Inclusiva.
Titolo: Attraverso la lente dell’ipovisione: implicazioni teoriche e pratiche a scuola.
Relatore: Prof. Arianna Taddei. Laureanda: Caterina Strappa.
Anno accademico 2022/2023.
Ai miei nonni, che mi hanno sempre sostenuto.
Indice
Indice……………………………………………………………………………………………………………………… 1
Introduzione…………………………………………………………………………………………………………… 3
Capitolo 1: L’ipovisione…………………………………………………………………………………………… 5
1.1 Le caratteristiche dell’ipovisione…………………………………………………….. 5
1.2 La fisiologia dell’occhio umano……………………………………………………..… 9
1.2.1. L’acuità visiva……………………….…………………………………….…….. 10
1.3 I principali disturbi della vista………………………………………………………….. 11
1.3.1. Miopia………………………………………………………………….….…………….. 12
1.3.2. Ipermetropia…………………………………………………………….…………….. 12
1.3.3. Astigmatismo………………………………………………………………………….. 13
1.3.4. Cataratta…………………………………………………………………………………. 14
1.3.5. Glaucoma………………………………………………………………………………... 14
1.3.6. Presbiopia…………………………………………………………………………….…. 15
1.3.7. Degenerazione maculare………………………………………………………... 15
1.3.8. Ambliopia……………………………………………………………………………….. 16
1.4 Il contesto legislativo italiano………………………………………………………….. 16
1.5 Gli aspetti psicologici dell’ipovisione………………………………………………. 19
1.6 Come l’ambiente accoglie il soggetto ipovedente………………………….… 22
Capitolo 2: Le metodologie didattiche da utilizzare con bambini ipovedenti………….. 25
2.1 La struttura del setting…………………………………………………………………….. 25
2.2 Le strategie di intervento…………………………………………………………………. 26
2.3 Gli ausili e le tecnologie assistive……………………………………………………… 29
2.3.1. Il bastone bianco……………………………………………………………………. 31
2.3.2. Il cane guida…………………………………………………………………………… 32
1 2.3.3. Sintesi vocale………………………………………………..…………….………… 32
2.3.4. Lo screen reader………………………………………………………….………… 33
2.3.5. Il display Braille…………………………………………………………….……….. 34
2.3.6. Software ingrandente…………………………………………………….………. 35
2.3.7. Videoingranditori…………………………………………………………….…….. 35
2.3.8. Audiolibri digitali……………………………………………………………………. 36
2.4. Il ruolo e le competenze dell’insegnante di sostegno……………………… 37
2.5 Il ruolo della scuola………………………………………………………………………….. 39
Capitolo 3: Analisi di caso………………………………………………………………………………………… 41
3.1 Motivazioni della scelta……………………………………………………………………. 41
3.2 Quadro informativo del caso…………………………………………………………….. 41
3.3 Osservazioni condotte per progettare gli interventi di sostegno didattico……………………………………………………………………………………………. 42
3.4 Interventi per il bambino………………………………………………………………….. 44
Conclusioni……………………………………………………………………………………………………………….. 46
Ringraziamenti………………………………………………………………………………………………………….. 47
Bibliografia………………………………………………………………………………………………………………… 48
Sitografia…………………………………………………………………………………………………………………… 49
Introduzione
“Noi tutti, vedenti e non vedenti, ci differenziamo gli uni dagli altri non per i nostri sensi, ma per l’uso che ne facciamo.” (Helen Keller)
La vista è senza dubbio uno dei sensi più importanti, ma non è l’unico. Le persone con disabilità visiva hanno sviluppato altri sensi, come l’udito e il tatto, per compensare la mancanza della vista. Ciò significa che la disabilità visiva non è un impedimento alla vita quotidiana, ma piuttosto una sfida che può essere superata.
L’ipovisione è una condizione caratterizzata dalla ridotta capacità di vedere e di distinguere i dettagli. Può essere causata da diverse patologie oculari e neurologiche. Questa condizione può avere un impatto significativo sulla qualità della vita della persona, in quanto può limitare l’autonomia e la capacità di svolgere normalmente le attività quotidiane. È importante che la società sia consapevole delle difficoltà che queste persone possono incontrare e che sono necessarie delle misure di supporto, come la creazione di ambienti accessibili e l’istituzione di servizi di assistenza, in modo da garantire a queste persone una migliore qualità della vita.
Il presente lavoro di tesi si propone di esplorare in profondità il mondo dell'ipovisione, analizzando le sfide quotidiane che le persone con questa condizione devono affrontare e cercando soluzioni innovative che possano migliorare la loro autonomia e partecipazione sociale a partire dal contesto scolastico. La tesi si articola in tre capitoli.
All’interno del primo capitolo si definiscono le caratteristiche dell’ipovisione, i principali disturbi che possono colpire la vista, per poi passare a come il contesto legislativo italiano si sia adoperato per riconoscere giuridicamente la condizione di cecità e ipovisione. Successivamente vengono evidenziati i possibili aspetti psicologici legati all’ipovisione e di come l’ambiente accoglie e interagisce con il soggetto ipovedente.
Nel secondo capitolo si delineano le metodologie da attuare con dei bambini ipovedenti all’interno dell’ambiente scolastico e di quali tecnologie assistive servirsi per poter garantire loro un apprendimento efficace, evidenziando, inoltre, l’importanza della figura dell’insegnante di sostegno e di come la scuola ricopra un ruolo fondamentale nell’integrazione dei soggetti ipovedenti.
Infine, il terzo e ultimo capitolo, analizza il caso di un bambino ipovedente frequentante la scuola dell’infanzia e le osservazioni condotte per poter progettare degli interventi di sostegno didattico funzionali alla sua integrazione.
Capitolo 1: L’ipovisione
1.1 Le caratteristiche dell’ipovisione
L’ipovisione è «una minorazione visiva, ossia una riduzione più o meno grave della funzione sensoriale che consegue a un danno avvenuto a carico dell’apparato visivo». (Caldin, 2023)
Si parla di ipovisione in presenza di residuo visivo compreso tra 3/10 circa e 1/20, quando dunque la percezione degli oggetti e del mondo in generale viene a mancare parzialmente con diversi livelli di gravità. Questa condizione dovuta per la maggior parte dei casi a danni alla retina implica una visione fortemente sfuocata, restrizione del campo visivo (la sensazione è quella di guardare attraverso un tubo), o presenza di zone scure che offuscano le immagini, costringendo i soggetti ipovedenti a compensare tale mancanza con gli altri quattro sensi. Ne consegue un’instabilità psicologica sul padroneggiamento del residuo stesso. Essere consapevoli di possedere una funzionalità visiva influenzata da fattori difficilmente prevedibili e controllabili dal soggetto, provoca in quest'ultimo una costante insicurezza di trovarsi in frangenti in cui il proprio residuo non possa essere impiegato.
In relazione alla gravità del deficit di acuità visiva l’ipovisione risulta così identificata:
- Ipovisione lieve: quindi un residuo visivo non superiore a 3/10 in entrambi gli occhi o, nell’occhio migliore, anche con correzione; residuo perimetrico binoculare inferiore al 60%;
- Ipovisione moderata: ovvero un residuo visivo non superiore a 2/10 in entrambi gli occhi o nell’occhio migliore anche in caso di correzione; residuo perimetrico binoculare inferiore al 50%; ipovisione grave: un residuo visivo quindi non superiore a 1/10 in entrambi gli occhi o nell’occhio migliore anche con correzione; residuo perimetrico binoculare inferiore al 30%.
L’ipovisione può essere centrale o periferica: il primo impedisce la visione del dettaglio, mentre il secondo tipo ostacola l’orientamento e la mobilità. C’è chi non vede bene da vicino e chi da lontano. L’acutezza visiva è la capacità di riconoscere nei minimi dettagli l’oggetto fissato, mentre si definisce sensibilità al contrasto la capacità di percepire la differenza di luminosità tra i diversi punti dello stimolo. È importante riconoscere le persone che presentano una scarsa sensibilità al contrasto, perché un’illuminazione appropriata dell’ambiente familiare e l’utilizzo di adeguati filtri fotoselettivi sono, in alcuni casi, rimedi utili. Spesso i danni visivi possono essere combinati (ad esempio visione centrale con cataratta), quindi la visione è maggiormente deficitaria, ed è perciò importante che gli ambienti ed i sistemi di comunicazione non verbale siano il più possibile adattati ad entrambi i deficit.
Le cause dell’ipovisione sono molteplici: le maculopatie determinano un’evidente riduzione della capacità visiva centrale; la retinite pigmentosa ereditaria porta alla cecità notturna e a una progressiva riduzione del campo visivo; il glaucoma, che causa la progressiva perdita della visione periferica; la miopia grave che danneggia in maniera irreversibile vaste aree di retina, infine, il diabete, che provoca danni progressivi alla retina. (Buratto, 2010)
L’ipovisione spesso è una conseguenza di un processo involutivo, la certezza di una diminuzione consistente del residuo visivo legata all’impossibilità di poter conoscere quando questa riduzione potrebbe verificarsi, influenza notevolmente le scelte individuali del singolo. Tale processo può verificarsi anche quando l’ipovisione è descritta come stazionaria, poiché l’insorgenza di eventi patologici oculari non direttamente connessi all’ipovisione stessa, potrebbero determinare uno sconvolgimento radicale nel set delle autonomie acquisite.
Sin dalla nascita siamo soggetti a notevoli modificazioni durante quel periodo detto “plastico” o “critico” e che si riferisce ai primi 7-8 anni di vita. In questo periodo il nostro sistema visivo si modifica e sviluppa in relazione alla quantità e alla qualità degli stimoli ambientali a cui siamo sottoposti. Al contrario un’interruzione di tali stimolazioni porta ad un arresto nella crescita fisiologica e personale. I primi anni di vita di un individuo non sono fondamentali solo da un punto di vista dello sviluppo ma anche per la diagnosi e l’insorgenza di patologie ereditarie o dovute a scorretto utilizzo di alcuni farmaci, che, soprattutto in età infantile possono portare ad infiammazioni, neuropatie, distrofie o altre problematiche visive.
Le principali patologie causa di ipovisione infantile possono essere:
- Patologie della cornea: congenite e acquisite; la trasparenza della cornea e del cristallino sono fondamentali per vedere, dal momento che l’integrità di queste due strutture permette all’impulso visivo di raggiungere le strutture oculari posteriori;
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