Estratto del documento

Università degli studi di Verona

Dipartimento di Management

Corso di Laurea in Economia aziendale

Analisi macroeconomica dell’impatto della Brexit sul Regno Unito

Relatore Laureanda

Prof. Giulia Peloso Riccardo Fiorentini Matricola VR442582

Anno Accademico 2022/23

“Alla tua testa dura, all’ansia e alla paura, giuro che un po’ mi fa ridere”

Indice

  • Indice I
  • Introduzione II
  • Capitolo 1 – L’Unione Europea 1
  • 1.1 La nascita attraverso i trattati 1
  • 1.1.1 Vantaggi economici dell’Unione Europea 7
  • 1.1.2 Svantaggi economici dell’Unione Europea 10
  • 1.2 L’Unione economica e monetaria (UEM) 11
  • 1.2.1 La nascita dell’UEM attraverso le tre fasi del rapporto Delors 12
  • 1.2.2 L’opposizione del Regno Unito all’adesione dell’euro: I cinque test economici di Gordon Brown 14
  • Capitolo 2 – L’impatto della Brexit sui principali indicatori macroeconomici 16
  • 2.1 Prodotto interno lordo (PIL) 16
  • 2.1.1 Output 19
  • 2.1.2 Spesa 20
  • 2.1.3 Reddito 22
  • 2.2 Inflazione 22
  • 2.2.1 I principali settori che hanno portato all’ultimo ribasso del tasso di inflazione 23
  • 2.2.2 Considerazioni sull’inflazione prima e dopo il referendum sulla Brexit 24
  • 2.3 Tassi di occupazione/ disoccupazione 26
  • 2.3.1 Occupazione 27
  • 2.3.2 Disoccupazione e posizioni vacanti 28
  • Capitolo 3 – Un Regno Unito che ad oggi farebbe le stesse scelte? 30
  • 3.1 Analisi del pensiero britannico ai tempi del referendum 30
  • 3.2 Art 50 Trattato di Lisbona: riflessioni sulla legittimità di un ritorno ai propri passi 31
  • 3.3 Il fenomeno Bregret: il pensiero britannico oggi 35
  • Sitografia 37
  • Ringraziamenti 38

Introduzione

Il fine primario dell’elaborato è quello di esaminare l’impatto macroeconomico del complesso iter che il Regno Unito ha deliberatamente scelto di percorrere operando la decisione di rinunciare all’Europa.

Il primo capitolo traccia le origini dell’Unione Europea attraverso i trattati fondamentali.

Tra i momenti chiave vi è la creazione della CECA (Comunità Europea del Carbone e dell’Acciaio), seguita dai Trattati di Roma che istituirono la CEE (Comunità Economica Europea) e l’EURATOM (Comunità Europea dell’Energia Atomica).

Questi eventi furono seguiti dal Trattato di Maastricht (noto anche come Trattato sull’Unione Europea), ulteriormente sviluppato tramite il Trattato di Amsterdam.

Con l’inizio dell’attuale millennio, si sancì la stipula del Trattato di Nizza, mediante il quale si facilitarono le prospettive di ulteriori allargamenti dell’Unione Europea. In seguito, il primo decennio si concluse con l’entrata in vigore del Trattato di Lisbona.

Il secondo capitolo esamina gli effetti sulle principali variabili macroeconomiche del “divorzio” tra Regno Unito e Unione Europea, reso ufficiale con la vittoria del Leave nel referendum del 2016.

Tuttavia, va ricordato che l’analisi non potrà essere completamente circoscritta all’effetto Brexit per l’inevitabile influenza degli eventi concomitanti degli ultimi anni, quali pandemia e la situazione in Ucraina.

La documentazione riportata in questo testo è fornita dall’istituto dell’Office for National Statistics (Ons), che raccoglie le statistiche nazionali ufficiali del Regno Unito.

Sono stati estratti dall’ultimo rapporto le informazioni relative al Prodotto Interno Lordo (PIL), all’Indice dei Prezzi al Consumo (IPC) che misura l’inflazione, nonché all’occupazione, inclusa la disoccupazione.

Inoltre, si effettua un confronto temporale che abbraccia un arco di dieci anni, dalla decade precedente fino all’attualità.

Il terzo capitolo fornisce un approfondimento sulle scelte dei cittadini britannici durante il referendum del 2016, analizzando le preferenze di voto e le relative motivazioni.

È stato esaminato l’articolo 50 del Trattato sull’Unione Europea, il quale sancisce il diritto che ha ogni Paese di lasciare l’Unione Europea.

Infine, è stato presentato un quadro generale di quello che è il pensiero del popolo britannico oggi. II

Capitolo 1 – L’Unione Europea

1.1 La nascita attraverso i trattati

L’Europa che conosciamo oggi è il prodotto di un lungo e complesso processo storico.

L’idea di “Stati Uniti d’Europea” nasce tempo addietro rispetto la sua effettiva realizzazione grazie alla presenza di filosofi, scrittori e politici; né è un esempio Victor Hugo che, nella seduta di apertura della Conferenza internazionale sulla pace (1849), preconizzava il giorno in cui, cito: “[..] l’uomo vedrà questi due immensi insiemi, gli Stati1 Uniti d’America e gli Stati Uniti d’Europa”.

Ad ogni modo, l’idea cominciò a concretizzarsi solamente dopo le due guerre mondiali, la tragedia procurata in particolar modo dalla seconda guerra mondiale portò a far stringere i primi accordi tra le varie nazioni dell’occidente europeo, lo scopo era quello di impedire che gli eventi del passato potessero ripresentarsi nuovamente portando così ad un devasto, probabilmente, di portata insostenibile.

Uno dei primi passi significativi verso l’integrazione europea fu il discorso pronunciato da Winston Churchill, ex primo ministro britannico, il 19 settembre 1946 all’Università di Zurigo, fu uno dei primi a chiedere la creazione degli “Stati Uniti d’Europa”, e, negli anni successivi, partecipò attivamente alla realizzazione del Consiglio d’Europa.

Il 5 maggio 1949 al St James Palace a Londra venne firmato da dieci paesi (tra cui l’Italia)2 il trattato che costituì il Consiglio d’Europa.

L’obiettivo principale fu quello di garantire la pace tra le nazioni attraverso la tutela dei diritti dell’uomo, per meglio dire, salvaguardare i valori umani attraverso il contrasto ad ogni forma di intolleranza.

Successivamente, il 9 maggio 1950, data dipoi scelta per celebrare la Giornata dell’Europa, il ministro degli esteri francese Robert Schuman illustrò il piano che portava il suo nome, elaborato assieme a Jean Monnet, in cui proclamava: "L'Europa non potrà 1 farsi in una sola volta, né sarà costruita tutta insieme; essa sorgerà da realizzazioni3 concrete che creino anzitutto una solidarietà di fatto.".

Il piano Schuman avrebbe portato nel 1951 alla creazione della Comunità Europea del Carbone e dell’Acciaio (CECA) iniziativa a cui presero parte sei paesi (Francia, Italia, Germania federale, Lussemburgo, Paesi Bassi, Belgio) firmando il primo Trattato di Parigi.

L’obiettivo della CECA era l’integrazione economica europea nel dopoguerra mediante l’istituzione di un mercato comune del carbone e dell’acciaio, si tratta di introdurre la libera circolazione di tutti i prodotti eliminando le barriere commerciali; quest’ultimo aspetto inoltre favoriva l’espansione economica, l’incremento dell’occupazione e un generale incremento del tenore di vita.

Un elemento fondamentale fu l’istituzione di un’Alta Autorità dotata di poteri propri che limitò, parzialmente ai settori d’interesse, la sovranità degli Stati membri.

Nacque così l’Europa a Sei, dalla quale rimase esclusa la Gran Bretagna che portò avanti i suoi ideali contrari al principio di un’autorità sovrannazionale.

Vi era una diversità, inoltre, attinente gli aspetti politici ed economici; se da una parte avevamo la CECA che prometteva di essere specifica nei settori del carbone e dell’acciaio e creava un mercato comune libero ma allo stesso tempo chiuso verso l’esterno, dall’altra il governo britannico aveva una visione più ampia favorevole a scambi commerciali più estesi con altre parti del mondo.

Merito anche della buona riuscita di questo primo trattato, gli stessi sei paesi estesero la loro cooperazione ad altri settori economici.

Il 25 marzo 1957 furono firmati i Trattati di Roma, che istituirono rispettivamente la Comunità economica Europea (CEE) e la Comunità europea dell’energia atomica (EURATOM).

La CEE portò ulteriori progressi all’integrazione europea e alla cooperazione economica tra gli stati membri, ampliò gli orizzonti ponendosi nuovi obiettivi e nuovi settori, si voleva eliminare le barriere commerciali non più solo nel settore del carbone e dell’acciaio ma in tutti i settori economici, l’idea era quella di creare un mercato comune, 3 noto anche come mercato unico, che permettesse la libera circolazione di persone, merci, capitali e servizi all’interno dell’Unione Europea.

L’EURATOM si poneva come obiettivo la cooperazione nel settore dell’energia nucleare, sviluppando la ricerca scientifica e tecnologica per l’attività nucleare stessa al fine di garantirne maggiore sicurezza e per scopi pacifici a beneficio della società.

La Gran Bretagna scelse di non entrare a far parte delle due Comunità dei Trattati di Roma, si predilessero i legami commerciali con i paesi del Commonwealth con i quali essa riuscì ad ottenere agevolazioni tariffarie.

Successivamente, su proposta britannica, venne istituita European Free Trade Association (EFTA), la quale comprendeva sette paesi (Austria, Danimarca, Norvegia, Portogallo, Regno Unito, Svezia e Svizzera), l’obiettivo principale era quello di promuovere il libero scambio tra i suoi membri creando dunque un’area di libero scambio alternativa alla CEE.

Tuttavia, nel corso degli anni, alcuni membri dell’EFTA, inclusa la Gran Bretagna, si accorsero dei vantaggi e della maggior efficienza della CEE e, di conseguenza, ne4 chiesero la partecipazione.

A seguito dei trattati di Roma nasce l’Assemblea parlamentare europea con sede a Strasburgo e Robert Schuman come primo Presidente eletto; quest’ultima sostituì l’Assemblea comune della CECA e, nel marzo 1962, iniziò a prendere il nome di5 Parlamento europeo.

Le tre istituzioni finora citate: la Comunità europea del carbone e dell’acciaio (CECA), la Comunità economica europea (CEE) e la Comunità europea per l’energia atomica (EURATOM), vennero unificate il 1° luglio 1967 con l’entrata in vigore del Trattato di Fusione che fondò un Consiglio unico, che divenne l’organo esecutivo delle tre comunità, e una Commissione unica delle Comunità europee, che divenne responsabile dell’attuazione delle politiche e dell’esecuzione delle decisioni prese dal Consiglio.

Gli Stati membri delle Comunità europee divennero nove nel 1973 con l’adesione di Danimarca, Irlanda e Regno unito; nel 1981 la Grecia divenne il decimo Stato membro; 4 ulteriore espansione si ebbe con la Spagna e il Portogallo che nel 1986 fecero nascere6 l’Europa a dodici.

L’Atto Unico Europeo (AUE), entrato in vigore il 1° luglio 1987, si occupò di riesaminare i trattati di Roma con lo scopo di completare la creazione del mercato interno (dove ci fosse una libera circolazione di persone, merci, capitali e servizi) entro la fine del 1992.

Per facilitare l’attuazione del mercato unico entro i termini prestabiliti una delle riforme chiave fu l’introduzione del voto a maggioranza qualificata in capo al Consiglio, prima dell’AUE molte decisioni richiedevano l’unanimità tra i paesi membri, la quale rendeva spesso difficile raggiungere un accordo su questione complesse; Tuttavia, l’AUE introdusse il voto a maggioranza qualificata in determinati settori specifici consentendo così una semplificazione notevole al processo decisionale.

La fine degli anni Ottanta fu sancita dalla caduta del muro di Berlino seguita dal riavvicinamento, dopo quasi mezzo secolo, delle due Germanie (dell’Est e dell’Ovest); la dissoluzione dell’Unione Sovietica segnò un altro punto cruciale di questo periodo storico che segnò la fine della Guerra Fredda. 7

Dopo questi eventi si aprì un nuovo decennio che vide la stipula di due importanti trattati.

Il 7 febbraio 1992 venne firmato il Trattato di Maastricht, noto anche come Trattato sull’Unione Europea, si tratta di un traguardo significativo che istituì ufficialmente l’Unione europea.

Il trattato stabilì tre pilastri fondamentali: la Comunità europea (primo pilastro), la politica estera e di sicurezza comune (PESC, secondo pilastro) e una cooperazione più stretta in materia di giustizia e affari interni (GAI, terzo pilastro).

Si crearono inoltre le basi per l’Unione economica e monetaria (UEM), che ha portato all’introduzione dell’euro come moneta unica e ha stabilito la BCE come responsabile della politica nell’area dell’euro.

Il 1° gennaio 1994 entrò in vigore l’accordo sullo Spazio economico europeo (SEE) che aveva come obiettivo la creazione di un’area di libero scambio sempre più estesa.

L’accordo sul SEE mirava a promuovere la libera circolazione di persone, merci, capitali8 e servizi tra i paesi dell’UE e i paesi dell’EFTA che ne aderivano.

Nel 1995 l’Unione Europea si allarga ulteriormente con l’adesione di Austria, Finlandia e Svezia; questo ingrandimento ha portato alla copertura quasi dell’intera Europa occidentale.

Si arrivò quindi al raggiungimento di quindici Stati membri, i quali firmarono nell’ottobre del 1997 il Trattato di Amsterdam volto alla messa a punto dei precedenti trattati in vigore (in particolare il Trattato di Maastricht).

Con l’entrata in vigore di suddetto trattato nel 1999, la nomina del presidente della Commissione veniva indetta dal Parlamento.

Il trattato prevedeva, inoltre, lo strumento delle cooperazioni rafforzate, si consentì ad alcuni Stati membri di procedere con una maggiore integrazione in taluni settori, anche se gli altri Stati membri sceglievano di non partecipare.

L’entrata di nuovi paesi nell’Unione aveva portato ad un aumento dell’eterogeneità tra gli Stati membri. Questo meccanismo delle cooperazioni rafforzate, nonostante anch’esso riporti alcune limitazioni nell’attuazione, ha permesso il perseguimento, qual ora vi fossero politiche comuni, di un’integrazione più profonda tra alcuni paesi membri.

Il 1° gennaio 1999 è stato introdotto l’euro, per i primi tre anni è stata utilizzata come moneta scritturale (pagamento e transazioni elettroniche), solamente il 1° gennaio 2002 le banconote e le monete euro sono state introdotte fisicamente.

Il Trattato di Nizza, firmato nel dicembre del 2000 ed entrato in vigore dal febbraio del 2003 dopo un lungo processo di ratifica, aveva l’obiettivo principale di rinnovare gli assetti istituzionali dell’Unione Europea in vista degli allargamenti futuri dell’UE a un numero maggiore di Stati membri.

La Conferenza intergovernativa (CIG) aiutò nell’operare cambiamenti nella struttura istituzionale dell’Unione, si svolgeva in riunioni tra i rappresentanti dei governi degli stati membri e dalla Commissione europea e veniva convocata prima di procedere con un processo di ampliamento dell’UE.

Si tratta quindi di un meccanismo per apportare cambiamenti istituzionali dell’UE in modo democratico tra i vari Stati membri, assicurando inoltre che, grazie all’introduzione 5 di una nuova serie di riforme, i processi di allargamento futuri fossero svolti in maniera efficiente.

Il sistema più rapido ed efficiente della maggioranza qualificata si estese ad altri ambiti (circa trenta nuovi titoli) che fino a quel momento avevano tenuto il sistema dell’unanimità che risultava sempre più problematico.

Il Trattato di Nizza è intervenuto anche sulle cooperazioni rafforzate, introdotte dal Trattato di Amsterdam, rendendole più flessibili.

Infine, è stata proclamata la Carta dei diritti fondamentali dell’Unione Europea, essa raccoglieva in un unico documento i diritti civili, politici, economici e sociali dei cittadini europei, garantendo una protezione più ampia e completa dei diritti fondamentali.

Per affiancarci al contesto storico del tempo è importante riportare l’evento dell’

Note

1 Nel discorso di apertura della Conferenza internazionale sulla pace (1849) è interessante sottolineare come le parole di V. Hugo furono accolte da applausi e consensi dai partecipanti di differenti paesi.

2 Ad oggi gli Stati membri sono 46, di cui 27 fanno parte dell’UE.

3 Robert Schuman fu un politico francese, ritenuto uno dei padri fondatori dell’Unione europea. La Dichiarazione del 9 maggio 1950 a Parigi costituì il punto di partenza del processo di integrazione europea che condusse poi alla formazione dell’Unione Europea.

4 I membri dell’Associazione europea di libero scambio (EFTA) nel 2023 sono l’Islanda, il Liechtenstein, la Norvegia e la Svizzera

5 L’assemblea della CECA era composta da 78 parlamentari, l’Assemblea parlamentare europea fu allargata a 142 e si raggiunsero i 198 con il Parlamento europeo. Nel 1979 ci furono le prime elezioni del Parlamento europeo a suffragio universale (la nomina fino ad allora era tra i parlamentari di ciascun paese).

6 A metà degli anni Settanta in Grecia, Spagna e Portogallo crollò la dittatura e iniziarono a sviluppare governi di tipo democratico, questa scelta fu determinante per quella che fu poi l’adesione alle Comunità europee.

7 Storia dell’Unione europea 1990-1999. Sito dell’Unione Europea. https://european-union.europa.eu/principles-countries-history/history-eu/1990-99_it

8 L’accordo sul SEE attualmente comprende 30 paesi: 27 Stati membri dell’Unione Europea e 3 paesi dell’Associazione Europea di Libero Scambio (EFTA).

Anteprima
Vedrai una selezione di 10 pagine su 42
Analisi macroeconomica dell'impatto della Brexit sul Regno Unito   Pag. 1 Analisi macroeconomica dell'impatto della Brexit sul Regno Unito   Pag. 2
Anteprima di 10 pagg. su 42.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Analisi macroeconomica dell'impatto della Brexit sul Regno Unito   Pag. 6
Anteprima di 10 pagg. su 42.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Analisi macroeconomica dell'impatto della Brexit sul Regno Unito   Pag. 11
Anteprima di 10 pagg. su 42.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Analisi macroeconomica dell'impatto della Brexit sul Regno Unito   Pag. 16
Anteprima di 10 pagg. su 42.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Analisi macroeconomica dell'impatto della Brexit sul Regno Unito   Pag. 21
Anteprima di 10 pagg. su 42.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Analisi macroeconomica dell'impatto della Brexit sul Regno Unito   Pag. 26
Anteprima di 10 pagg. su 42.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Analisi macroeconomica dell'impatto della Brexit sul Regno Unito   Pag. 31
Anteprima di 10 pagg. su 42.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Analisi macroeconomica dell'impatto della Brexit sul Regno Unito   Pag. 36
Anteprima di 10 pagg. su 42.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Analisi macroeconomica dell'impatto della Brexit sul Regno Unito   Pag. 41
1 su 42
D/illustrazione/soddisfatti o rimborsati
Acquista con carta o PayPal
Scarica i documenti tutte le volte che vuoi
Dettagli
SSD
Scienze economiche e statistiche SECS-P/01 Economia politica

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher GiuliaPeloso315 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Macroeconomia e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Verona o del prof Fiorentini Riccardo.
Appunti correlati Invia appunti e guadagna

Domande e risposte

Hai bisogno di aiuto?
Chiedi alla community