Estratto del documento

A speculative future

Designing for extreme environments

Virginia Scatolini Ortenzi 064147

Walter Terruso

Year 2023

Class ID3 ITA 1

Virginia Scatolini Ortenzi 064147 2022-2023 Course 2

Index istituto marangoni

  • 3.1 Architetture nel deserto.........................................................................................................................25
  • 3.2 Architettura ipogea................................................................................................................................25
  • 3.3 Architetture in ambienti freddi..............................................................................................................26
  • 3.4 Architetture sott’acqua..........................................................................................................................28
  • 2. Nuove fonti di energia ………………………………………………………………………………………
  • 2.1 Rivoluzione solare……………………………………………………………………………………………..
  • 2.2 La Luna …………………………………………………………………………
  • 2.3 Design sostenibile e i nuovi materiali ………………………………………………………………………
  • 3. Architetture in territori estremi……………………………………………………………………………………………..…
  • 3.1 Architetture nel deserto ……………………………………………………………………………….…………
  • 3.2 Architetture ipogee………………………………………………………………………………………………………
  • 3.3 Architetture al polo nord/ sud ……………………………………………………………….………………
  • 3.4 Architetture sott’acqua ……………………………………………………………………….………………………
  • 4. Alla conquista del pianeta rosso ………………………………………………………………………………
  • 4.1 Introduzione …………………………………………………………………………………………………..
  • 4.2 Possibilità di una vita su Marte ………………………………………………………………………………
  • 4.3 Alexandra Daisy - colonizzazione delle piante terrestri……………………………………………………
  • 4.4 Problemi da affrontare………………………………………………………………………….…………………
  • 5. Adattamento umano…………………………………………………………………………………………………………
  • 5.1 Comportamento psicologico …………………………………………………………………..………………………
  • 5.2 Cambiamento dell’ambiente marziale per adattarlo a noi ……………………………………………..……………
  • 6. I prossimi 500 anni……………………………………………………………………………………………………………
  • 6.1 Ingegneria primaria dei genomi (2021-2040)…………………………………………………………………………
  • 6.1.1 I nuovi metodi di “gen-editing”
  • 6.1.2 Rivoluzione CRISP
  • 6.1.3 Crispr per umani
  • 6.1.4 Design e modifica dell’embrione
  • 6.2 Cambiamento del genoma umano e cellulare a lungo termine (2041-2100)………………………………………
  • 6.2.1 Opzioni genetiche per la difesa dalle radiazioni
  • 6.2.2 Primo back-up per l’umanità
  • 6.3 Preparare l’uomo per lo spazio (2010-2150)…………………………………………………………………………
  • 6.3.1 Una cellula che diventa qualsiasi cellula
  • 6.4 La biologia sintetica per una nuova casa (2151-2200)………………………………………………………………
  • 6.4.1 Forme di vita già inviate 3
  • Virginia Scatolini Ortenzi 064147 2022-2023 Course
  • 6.4.2 Radici della biologia sintetica
  • 6.4.3 Necessità minime per la vita
  • 6.4.4 Nuovi occhi per nuovi pianeti
  • 6.5 Espansione dei limiti della vita (2201-2250) …………………………………………
  • 6.5.1 Luce o non luce
  • 6.5.2 Umani prototrofici
  • 7. Conclusione …………………………………………………………………………………………………………….
  • 8. Bibliografia ………………………………………………………………………………………………..……………………
  • 9. Sitografia ………………………………………………………………………………………………………… 4

Intro

Spaced proximity

“Questo è un piccolo passo per un uomo, ma un balzo gigantesco per l’umanità”

Neil Armstrong 5

Virginia Scatolini Ortenzi 064147 2022-2023 Course 6

Virginia Scatolini Ortenzi 064147 2022-2023 Course

Intro

Spaced proximity

7

Capitolo 1

Il cambiamento climatico

“Resilience, the capacity to lead to a continued existence by incorporating change”

Berkes, Colding, Folke, 2003 8

Virginia Scatolini Ortenzi 064147 2022-2023 Course 9

1. Cambiamento climatico

Il cambiamento climatico è diventato repentinamente una realtà. Negli ultimi decenni è passato dall’essere una mera ipotesi ad una effettiva e tangibile concretezza. Gli studi più recenti e in particolare il “Rapporto speciale sul riscaldamento globale” dell’IPCC, organismo dell’ONU (Intergovernmental Panel on Climate Change) che si occupa di sintetizzare la recente letteratura in tema di ambiente, considera scontato e unanime l’emergenza futura pericolosa per le persone e in senso più ampio per gli ecosistemi terrestri. Quelle che in passato erano solo ipotesi oggi sono previsioni scientifiche certe. Nei prossimi decenni ci saranno cambiamenti climatici conseguenti all’aumento delle temperature terrestri che comporteranno l’innalzamento dei mari, della glaciazione delle calotte polari, siccitosi, tempeste, deforestazione, nubifragi e incendi.

L’architetto Stig Lennart Andersson, fondatore e direttore creativo dello studio internazionale SLA con sedi a Copenaghen, Aartheus e Oslo, sostiene che: ”prima di tutto dobbiamo renderci conto che siamo in presenza di una condizione climatica nuova. Il clima oggi è qualcosa di diverso rispetto a ciò che abbiamo conosciuto in precedenza. Nel momento in cui ci rendiamo conto di vivere in un contesto climatico diverso dal precedente, significa che dobbiamo poter agire in modo diverso dal passato 2”. Queste parole ci dimostrano che siamo di fronte ad una presa di coscienza di un futuro cambiamento che è ormai reale.

Andersson ha avviato delle progettazioni paesaggistiche e architettoniche nelle quali confluisce l’esperienza di studiosi appartenenti a diversi settori. Lo studio SLA ha avviato, tra i primi al mondo, una visione multidisciplinare al problema climatico, si avvale della collaborazione di sociologi, antropologi, filosofi, comunicatori, architetti del paesaggio, biologi, giardinieri, pianificatori, artisti e chimici. Una visione così ampia e complessa coniuga scienze esatte e scienze umane e riconosce la volontà collettiva, la cooperazione, le conoscenze, la tecnologia, le risorse politiche e cooperative come strettamente connesse e inscindibilmente legate a qualsiasi progetto che riguardi il vivere umano del futuro.

In questa visione sistemica del mondo si inserisce anche la dichiarazione “UK Architects Declare Climate and Biodiversity Emergency”, nata da una collaborazione tra alcuni studi inglesi e i nomi più importanti della progettazione internazionale. Ne è nato un manifesto programmatico al quale sono seguite numerosissime sottoscrizioni tese ad approvare un patto programmatico sul ruolo dell’architettura in relazione al rischio di catastrofe legata al climate change. Nel manifesto uno dei punti salienti è da rintracciare nel riconoscimento di una doppia emergenza. Da una parte la perdita della biodiversità e dall’altra la catastrofe climatica. I promotori dell’iniziativa riconoscono che il lavoro dell’architettura e delle costruzioni implicano automaticamente il violare i limiti ambientali della Terra, viene riconosciuta in modo esplicito l’insostenibilità dell’attività umana. La conclusione del manifesto è illuminante: è necessario “progettare il futuro che dà futuro”.

In seguito al manifesto inglese sopra citato, l’Italia ha dato una risposta forte alla sollecitazione dei colleghi inglesi. Otto studi di architettura italiani (Schiattarella, Archilinea, Michele De Lucchi, Fuksas e altri) hanno redatto il documento “Italian Architects Declare Climate and Biodiversity Emergency” nel quale si dichiarano alcuni intenti programmatici e assunzioni di responsabilità condivisa da quasi 300 studi di progettazione. I punti salienti del programma sono 11. Sostanzialmente rimarcano la necessità di una presa di coscienza della problematica dell’emergenza climatica. Il punto numero 4 è interessante perché sottoscrive il patto di condividere le conoscenze e le ricerche sul tema in open source, ponendo la collaborazione e la condivisione al di sopra di qualsiasi iniziativa singola.

Le conseguenze del cambiamento climatico avranno un impatto diretto sulle condizioni di vita umana, animale e vegetale. Ogni forma di vita e ogni Paese è esposto alle conseguenze delle variazioni ambientali. È facilmente immaginabile l’esito nefasto sulle città, sui servizi, sulle infrastrutture, altrettanto logico è quello sulla società agricola.

Se è vero che oggi abbiamo già patito un primo, iniziale e lento cambiamento climatico, è altrettanto vero che la sua gradualità, che è pari a migliaia di anni, ha consentito all’uomo di mettere in atto le sue capacità di adattamento. A partire dalle epoche più remote dell’umanità, le popolazioni si sono adattate alle variazioni ambientali nei modi più semplici possibili, per esempio, spostandosi nei luoghi che offrivano le condizioni più favorevoli per il modello sociale di appartenenza. Se l’uomo primitivo era nomade, gradualmente con la scoperta dell’agricoltura e dell’allevamento è diventato sedentario e ha cercato gli ambienti più favorevoli per sviluppare le proprie attività. Non è un caso se le civiltà più fiorenti siano quelle legate ai fiumi, pensiamo a quelle nate sul Nilo, sul Tigri e sull’Eufrate.

La Storia ci insegna che l’uomo ha capacità di adattamento meravigliose, oggi si pensa di incorporare nelle politiche di sviluppo locale le azioni di “disaster risk management” e di adattamento ai cambiamenti climatici. Ma tra gli studiosi c’è una corrente molto ampia di sostenitori della limitatezza delle capacità di adattamento umane. Quest’ultima teoria ci deve far riflettere sulla necessità di accelerare tutti i processi che possono favorire soluzioni innovative, risorse alternative, politiche progressiste, visioni aperte al futuro, creatività tecnologiche.

L’emergenza climatica può essere un pretesto per aprirsi a nuovi mondi, ad interpretazioni e prospettive visionarie, futuristiche, fantastiche. Il presente studio è animato dall’interesse e dall’entusiasmo per ciò che possiamo progettare nel mondo, nella sua infinità spaziale, come fosse una sconfinata e smisurata tela sulla quale le nuove generazioni possano dipingere il loro futuro.

Nel mondo ci sono già molti tentativi di interventi nuovi e alternativi rispetto all’architettura tradizionale, progetti che si aprono al rispetto e al recupero ambientale. In ambito progettuale contemporaneo si distinguono i progetti dei Paesi scandinavi, americani, arabi e italiani nei quali si progetta adattando l’urbanizzazione al cambiamento climatico. Tutti gli interventi sono accomunati dal considerare in forma propositiva e ottimistica quello che veniva considerato un problema. Se il problema diventa un’opportunità per migliorare una città, uno spazio urbano, un paese, allora la resilienza umana avrà trovato la sua strada di adattamento. Il mondo contemporaneo possiede numerose conoscenze e tecnologie di alto livello che dovrebbero essere il fondamento per proseguire verso una progettazione nuova e aperta e possibilità sempre più creative, tutto ciò come sottolineato da Pietro Mezzi in “Fare resilienza” sarà possibile solo se i tentativi saranno uniti ad una volontà collettiva capace di organizzarsi di concerto con diverse professioni, discipline, studi e approcci.

L’uomo ha sempre fantasticato su nuovi mondi possibili, nuovi pianeti sui quali trasferire la vita umana, nuove risorse extra-atmosferiche, progetti visionari e utopici. Da Antoine de Saint-Exupéry il quale nel 1943 con Il Piccolo Principe ci presenta un re imponente e solingo che si dedica a una rosa

Note

1 È uno dei numerosi organismi che si dedicano alla salvaguardia ambientale, tra gli altri: GRCN (Global Resilient Cities Network); GCoM (Global Covenant of Mayors for Climate & Energy); ICLEI (Local Governments for Sustainability); GPSC (The Global Platform for Sustainable Cities); Resilience Alliance; CIP (Climate Initiatives Platform); European Green Capital Award; Osservatorio Pratiche di Resilienza.

2 In Pietro Mezzi, Fare Resilienza, Altraeconomia, 2020

3 Vedi http://www.architectsdeclare.com

4 Vedi http://www.architectsdeclare.com 10

5 Intervista alla Biennale di Venezia a Stig Lennart Andersson in P. Mezzi, Fare resilienza, cit.

6 In questa direzione l’European Green Award è un’iniziativa presa da 15 città europee (Tallinn, Helsinki, Riga, Vilnius, Berlino, Varsavia, Madrid, Lubiana, Praga, Vienna, Kiel, Kotka, Dartford, Tartu e Gaslow) il 15 maggio 2006 a Tallinn. Le

Anteprima
Vedrai una selezione di 20 pagine su 93
A speculative future - Designing for extreme enviroments Pag. 1 A speculative future - Designing for extreme enviroments Pag. 2
Anteprima di 20 pagg. su 93.
Scarica il documento per vederlo tutto.
A speculative future - Designing for extreme enviroments Pag. 6
Anteprima di 20 pagg. su 93.
Scarica il documento per vederlo tutto.
A speculative future - Designing for extreme enviroments Pag. 11
Anteprima di 20 pagg. su 93.
Scarica il documento per vederlo tutto.
A speculative future - Designing for extreme enviroments Pag. 16
Anteprima di 20 pagg. su 93.
Scarica il documento per vederlo tutto.
A speculative future - Designing for extreme enviroments Pag. 21
Anteprima di 20 pagg. su 93.
Scarica il documento per vederlo tutto.
A speculative future - Designing for extreme enviroments Pag. 26
Anteprima di 20 pagg. su 93.
Scarica il documento per vederlo tutto.
A speculative future - Designing for extreme enviroments Pag. 31
Anteprima di 20 pagg. su 93.
Scarica il documento per vederlo tutto.
A speculative future - Designing for extreme enviroments Pag. 36
Anteprima di 20 pagg. su 93.
Scarica il documento per vederlo tutto.
A speculative future - Designing for extreme enviroments Pag. 41
Anteprima di 20 pagg. su 93.
Scarica il documento per vederlo tutto.
A speculative future - Designing for extreme enviroments Pag. 46
Anteprima di 20 pagg. su 93.
Scarica il documento per vederlo tutto.
A speculative future - Designing for extreme enviroments Pag. 51
Anteprima di 20 pagg. su 93.
Scarica il documento per vederlo tutto.
A speculative future - Designing for extreme enviroments Pag. 56
Anteprima di 20 pagg. su 93.
Scarica il documento per vederlo tutto.
A speculative future - Designing for extreme enviroments Pag. 61
Anteprima di 20 pagg. su 93.
Scarica il documento per vederlo tutto.
A speculative future - Designing for extreme enviroments Pag. 66
Anteprima di 20 pagg. su 93.
Scarica il documento per vederlo tutto.
A speculative future - Designing for extreme enviroments Pag. 71
Anteprima di 20 pagg. su 93.
Scarica il documento per vederlo tutto.
A speculative future - Designing for extreme enviroments Pag. 76
Anteprima di 20 pagg. su 93.
Scarica il documento per vederlo tutto.
A speculative future - Designing for extreme enviroments Pag. 81
Anteprima di 20 pagg. su 93.
Scarica il documento per vederlo tutto.
A speculative future - Designing for extreme enviroments Pag. 86
Anteprima di 20 pagg. su 93.
Scarica il documento per vederlo tutto.
A speculative future - Designing for extreme enviroments Pag. 91
1 su 93
D/illustrazione/soddisfatti o rimborsati
Acquista con carta o PayPal
Scarica i documenti tutte le volte che vuoi
Dettagli
SSD
Ingegneria civile e Architettura ICAR/17 Disegno

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher vscatoliniortenzi di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Storia delle arti, del design e dell'architettura e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Istituto Europeo di Design - Ied o del prof Gemin Tiziana.
Appunti correlati Invia appunti e guadagna

Domande e risposte

Hai bisogno di aiuto?
Chiedi alla community