INFORMAZIONI GENERALI
La filosofia nasce in grecia tra il 7/6 sec a.C. quando i primi testi filosofici furono scritti dai
filosofi greci, che si impegnarono nel l’indagine critica e razionale da cui deriva la filosofia,
ed infine perché ci furono i presupposti politico-culturali che permisero lo sviluppo.
Società greca➜ dinamismo➜ scambi culturali (colonie) e sviluppo di problemi risolti
seguendo la logica e il pensiero (non la guerra)
I PRIMI FILOSOFI
presocratici/presofisti➜ si occupano del problema della natura e della realtà
scuola di mileto➜ problema della natura (realtà unica ed eterna, individuabile un archè➜
sia la materia originaria che la forza che la legge che ne descrive la nascita e la morte)
TALETE (fondatore della scuola di mileto)
archè acqua: la terra è sostenuta dall’acqua e da essa circondata (tutto contiene acqua
➜
anche sotto forma di umidità, aristotele)
ANASSIMANDRO (“inventore del termine archè”)
archè qualcosa di infinito e indeterminato da dove tutto ha avuto origine e nel quale
➜
tornassero a dissolversi quando si fosse concluso il ciclo, chiamato apeiron (materia
uniforme in cui gli elementi non sono ancora distinti.
processo attraverso il quale le cose derivano dalla sostanza primordiale, separazione➜
sostanza in continuo movimento, i contrari si separano dando origine alle cose➜ visione
ciclica (infiniti mondi che si succedono)
ordine/equilibrio=mondo=/caos
ANASSIMENE
archè aria, infinita e in continuo movimento
➜
dal respiro nasce tutto ciò che è stato, che è che sarà➜ principio del movimento e di ogni
mutamento
massa in continuo movimento che si scalda (rarefazione) e si raffredda (condensazione) e
dal suo riscaldamento e dal raffreddamento si generano le cose➜ ciclicità
psiche=pneuma
PITAGORA e pitagorici
Samo (Turchia), 570 a.C. - Calabria, 490.
fonda una scuola/setta (gruppo di persone che si ritrova in modo segreto, rituali)
metempsicosi, ovvero la reincarnazione delle anime dopo la morte in corpi di altri uomini o
animali. Secondo Pitagora l’anima è la parte che va coltivata e che il corpo, che va a
marcire nel tempo, è una prigione per l’anima. La via per liberare l’anima dal corpo era la
filosofia, che esigeva la pratica di alcuni rituali ascetici e purificatori.
nascita di una nuova scienza: la matematica. Infatti lui diceva che per capire come funziona
il mondo bisogna capirne il ragionamento numerico/quantitativo.
archè numero, insieme di unità (=punto geometrico)
➜
Ogni numero aveva delle proprietà. Le cose hanno un valore quantitativo e qualitativo.
tetraktys (piramide dei numeri, lati di 4 punti), composta da 1, 2, 3, 4 e 10 (numero perfetto
per loro) ed essa rappresentava anche la società.
Numeri PARI: entità illimitata, non compiuta e non terminata➜ difettoso
Numeri DISPARI: entità limitata, finita
Numeri PARIMPARI: il numero 1 (aggiunto a un pari diventa un numero dispari)
Pensava che esistesse l’armonia celeste, ovvero che l’universo è fatto di sfere che si
muovono continuamente e muovendosi creano quella che lui chiamava armonia/melodia
celeste, che il matematico può comprendere.
La geometria è la concretezza dell’aritmetica.
Tutto il mondo è fatto di numeri, attraverso di essi è possibile spiegare tutto.
ERACLITO
Eraclito nacque e visse nella colonia di Efeso tra il VI e il V secolo a.c. Di lui sappiamo
pochissimo, ma conosciamo la sua opera in prosa denominata “intorno alla natura”
costituita principalmente da aforismi che spiegano “l’oscuro”.
E’ il filosofo di cui abbiamo meno ma il più importante. Chiamato anche lo scuro, ci porta nel
mondo del divenire, afferma che la realtà non è mai uguale a se stessa, tutto cambia e
questo perché c'è una logica di fondo, un senso ed una direzione.
Odiava le comunità di persone che vivevano secondo regole stabilite e non cercavano di
capire il perchè di queste regole.
Eraclito distingue 2 tipi di persone
“i più”, filosofi abbandonano il mondo delle idee comuni e sanno riflettere
★ ➜
sanno riflettere in solitudine, e questa ricerca è senza fine poiché questi ricercano nella
propria anima e possiedono una visione profonda del mondo, riescono a individuare una
propria condotta di vita indipendente.
i “dormienti” persone che dormono anche di giorno ad occhi aperti, considerati
★ ➜
stolti/idioti e che non cercano di capire la realtà sono gli sciocchi.
Gli studiosi di oggi pensano che questa distinzione sia l'eguaglianza tra la distinzione popolo
ed aristocrazia, mentre altri pensano che non ci sia una parte sociologica, bensì solo dal
punto di vista filosofico.
LA DOTTRINA DEL DIVENIRE
“Logos” = senso del divenire
La realtà cambia in ogni momento, ma cerchiamo di avere una visione stabile delle cose.
Non esiste stabilità eterna la realtà cambia eternamente.
➜
Tutto cambia / scorre (es. come un fiume) /si trasforma panta rei
➜
Non siamo in grado di spiegare come mai tutto si trasforma, il senso delle cose per lui non lo
scopriremo mai.
Secondo lui il principio di tutto è il fuoco, elemento mobile e distruttore per eccellenza. Per
lui tutto ciò che esiste proviene dal fuoco e ritorna al fuoco.
Segue la scia di Anassimandro, secondo lui le cose continuano a trasformarsi perché al
➜
loro interno ci sono continue lotte (polemos) , i contrari danno origine alle cose e non c'è
niente prima e dopo il divenire.
Accettare il cambiamento secondo eraclito è importante, c'è una logica nella
➜
trasformazione che è la trasformazione stessa.
FILOSOFIA ELEATICA
L’eleatismo prende il suo nome da una città nell’italia meridionale, Elea. La scuola eleatica
pretende di andare oltre l’esperienza che appare ai nostri sensi e di svelare un essere
unico, eterno e immutabile.
PARMENIDE
Parmenide è il fondatore della scuola eleatica.
Nacque ad Elea, visse tra il 550 e il 450 a.c. ed espose il suo pensiero filosofico in un’opera in
versi che fu poi indicata con il titolo “Sulla natura”.
Secondo Parmenide di fronte all’uomo si aprono tre vie:
il sentiero della verità (Episteme): basato sulla ragione, ci porta a conoscere l’essere
➜
vero;
il sentiero dell’opinione: basato sui sensi, ci porta a conoscere l’essere apparente.
➜ il sentiero dell’opinione plausibile: è una via di mezzo: il verosimile, non è mai nè vero,
➜
nè falso, ma sta in mezzo.
L’opinione (doxa) è la visione popolare diffusa e può essere:
fallace: ammette la possibilità del non essere, andando contro il principio di non
★ contraddizione;
plausibile: esclude la possibilità del non essere.
★
Il filosofo deve seguire la strada della ragione, che secondo parmenide ci consente di capire
che: l’essere è e non può non essere, mentre il non essere non è e non può essere. Ciò
vuol dire che può essere pensato ed espresso verbalmente solo ciò che è, poichè esiste,
mentre non può esserlo ciò che non è, in quanto non esiste.
Il pensiero di Parmenide anticipa due principi logici:
Il principio di identità, per il quale ogni cosa è se stessa;
★ Il principio di non contraddizione, per il quale è impossibile che una stessa cosa sia e
★ nello stesso tempo non sia ciò che è.
Con Parmenide il termine essere diventa un sostantivo neutro che si riferisce alla realtà in
generale.
Con lui nasce un nuovo ramo della filosofia chiamata ontologia che si basa proprio sullo
studio dell’essere nelle sue caratteristiche universali. Si tratta di una disciplina filosofica
attuale.
Parmenide afferma, inoltre, che il nostro mondo implica il non essere e, dunque, è pura
apparenza o illusione.
Gli eleati sono in contrasto con Eraclito. Per Eraclito tutto scorre, mentre per
Parmenide le cose non possono cambiare (A non può diventare A1, resta sempre A). La
trasformazione di qualcosa la porta a un cambiamento. Noi siamo qualcosa che non muta,
non si trasforma.
ZENONE
Zenone fu allievo e amico di Parmenide, nacque verso il 489 e morì torturato nel 431 per
aver cospirato contro un tiranno.
Fece di tutto per difendere le teorie del maestro che in quei tempi erano molto osteggiate.
Secondo Platone il pensiero di Zenone è una sorta di rinforzo della filosofia di Parmenide.
Egli, infatti, difende la teoria del maestro con due ordini di argomenti indirizzati contro
la pluralità e contro il movimento, in contrapposizione a quello che affermavano i
Pitagorici (numeri), Anassagora (semi), Anassimandro (apeiron) e Eraclito (panta rei),
ovvero che la realtà è molteplice e mutevole, al fine di confermare le tesi di Parmenide.
Il metodo utilizzato da Zenone viene chiamato riduzione dell’assurdo e consiste
nell'ammettere ipoteticamente che l’ipotesi dell’avversario sia corretta, per poi
dimostrare logicamente l'assurdità di questa ipotesi.
Contro la pluralità delle cose, Zenone afferma che se le cose fossero molte, il loro numero
sarebbe allo stesso tempo finito e infinito:
finito perchè le cose non possono essere né più né meno di quante sono;
★ infinito perchè tra due cose ce ne sarà sempre una terza e tra questa e altre due ce ne
★ saranno altre ancora.
Per questo motivo, secondo Zenone, affermare che le cose sono molteplici significa
chiudersi in una contraddizione.
Secondo il filosofo si entra in contraddizione anche quando si ammette che ogni cosa è
composta da molte unità: se queste unità non hanno grandezza nemmeno le cose che
compongono la avranno; al contrario se le unità hanno grandezza, allora anche le cose che
compongono avranno una grandezza infinita, in quanto composte da infinite unità.
Zenone è famoso per i suoi paradossi (affermazione che contraddice l’opinione comune)
contro il movimento e nello specifico esistono:
PARADOSSO DI ACHILLE E LA TARTARUGA
In una gara tra Achille ed una tartaruga, se noi facessimo partire prima la tartaruga, Achille
non riuscirebbe mai a raggiungerla. Prima di poterla raggiungere l’eroe dovrà arrivare alla
posizione occupata precedentemente dalla tartaruga, che nel frattempo si sarà spostata.
Dunque la distanza tra Achille e la tartaruga potrà ridursi, ma non arriverà mai a essere pari
a 0, perché per quanto minima, sarà sempre costituita da parti e quindi ci sarebbero infiniti
spazi da raggiungere nella distanza tra i due.
Non è possibile, infatti, percorrere in un tempo finito, infinite parti di spazio.
PARADOSSO DELLA FRECCIA
Una freccia scagliata da un arco, che ci appare in movimento, in realtà non si muove, è
immobile: essa infatti in un determinato istante occupa un determinato spazio pari alla sua
lunghezza, il che significa che è ferma; ma poiché il tempo in cui essa si muove è fatto di
molteplici istanti, per ognuno di questi istanti la freccia sarà immobile. (E' come quando noi
vediamo un film, non è un video, ma sono una serie di fotogrammi).
Questo paradosso ha un aspetto in comune con quello di Achille, perché in entrambi il
movimento sembra impossibile; ma d’altrocanto risulta opposto a quello precedente, perchè
consiste nella tesi dell’esistenza di istanti indivisibili.
Zenone, quindi, ha introdotto un pensiero che lavora al di là della fisica.
Per noi sono paradossi complicati da capire; per capirli dovremmo ragionare in modo
olistico (a più cose nello stesso momento).
Zenone dice che l’essere c’è ed esiste, ma non è spiegabile razionalmente, perché è
fatto di paradossi.
FISICI PLURALISTI
I fisici pluralisti tornano ad interessarsi del problema della natura.
Sono detti fisici pluralisti perchè tornano a studiare i fenomeni della natura (fisici) e trovano
l’arché in una molteplicità di cose. Individuano degli elementi immutabili alla base di
tutto.
Sono scienziati che studiano la realtà, quindi per loro, la realtà è troppo complessa per
originarsi da una sola cosa.
I più importanti pluralisti sono: Empedocle, Anassagora e Democrito.
EMPEDOCLE
Nasce ad Agrigento tra il 484 e il 481 e morì circa a sessant'anni. Partecipò alla vita politica
della sua città e fu allo stesso tempo medico e scienziato.
Di Empedocle sono stati ritrovati più testi di qualsiasi altro filosofo presocratico, tutti
provenienti da due poemi: Sulla natura e Purificazione.
Come Parmenide, anche Empedocle crede che l’essere non possa nascere né perire, ma a
differenza di Parmenide, egli intende spiegare l’apparenza della nascita e della morte.
Lo fa ricorrendo all’idea di combinarsi e dividersi in quattro radi o elementi di tutte le
cose, la cui unione e disunione rappresentano la nascita e la morte delle cose.
Questi quattro elementi sono quelli che noi chiamiamo “i quattro elementi alla base del
mondo” ovvero l’aria, l’acqua, il fuoco e la terra, che secondo Empedocle, sono animati
due forze opposte: l’amore, che tende a unirli/mescolarli e l’odio che tende a separarli.
L’amore e l’odio sono due forze divine, che determinano le fasi del ciclo cosmico.
C’è una fase in cui l’amore domina completamente, che è la fase dello “sfero” o “stasi”, nel
quale tutti gli elementi sono unificati e legati nella più completa armonia. L’odio, poi, spezza
questa unità, separando gli elementi, ma in questa fase le due forze cosmiche sono a metà
strada tra il regno dell’amore e quello dell’odio. L’odio, poi, prende il sopravvento e
determina l’instaurarsi del regno del caos, nel quale tutti gli elementi vengono separati.
Allora interverrà di nuovo l’amore, per la riunificazione degli elementi, dove si avrà di nuovo
il mondo attuale, una mescolanza tra odio e amore.
Possiamo quindi dire che, dove c’è solo odio (in cui quindi le cose si respingono), ma
anche dove c’è solo amore (in cui quindi le cose non si evolvono) non c’è vita.
Quando invece c’è equilibrio tra i due, si viene a creare una sorta di contesa, che
permette l’esistenza della vita.
Perchè noi conosciamo le cose?
Secondo Empedocle la conoscenza avviene tra gli elementi che sono nell’uomo e gli stessi
elementi che sono fuori dall’uomo, infatti afferma che il simile si conosce con il simile.
Noi conosciamo le cose per similarità o differenza; io riconosco qualcuno o qualcosa
perché già la ho dentro di me. (A=A A1 simile A)
ANASSAGORA
Nacque nella colonia ionica di Clazomene tra il 500 e il 496 a.c. e morì intorno al 428.Fu lui
che portò la filosofia ad Atene.
Anassagora è autore di un’opera intitolata Sulla natura, anche lui ammette il principio di
Parmenide per cui nulla nasce e nulla perisce.
Anche lui interpreta il verbo nascere come unirsi e perire come separarsi.
Gli elementi che si uniscono e si separano per Anassagora sono i semi, ovvero particelle
piccolissime e invisibili di materia, che sono tra loro qualitativamente differenti.
Egli li chiama semi, perché, come dal seme si genera la pianta, così da quelle particelle si
generano tutte le cose corporee.
Aristotele chiamerà i semi omeomerie (che significano letteralmente “parti uguali”),infatti
questi semi hanno tutte le qualità, anche se in quantità diverse, infatti si dice che hanno
qualità simili in equilibri differenti, altrimenti sarebbe tutto omogeneo. Quantità diverse
all’interno dei semi daranno vita a cose differenti.
Anassagora crede che il carattere fondamentale dei semi è la loro divisibilità
all’infinito, infatti secondo lui non esiste una quantità minima e neanche una
grandezza massima.
Come avviene la conoscenza?
Per Anassagora la conoscenza delle cose avviene attraverso la conoscenza del dissimile,
perciò l’assenza in noi di una determinata qualità ci consente di coglierla con i sensi,
quando essa si presenta nelle cose.
DEMOCRITO
Nacque ad Abdera intorno al 460-459 a.c. in una famiglia molto agiata, ma ad una giovane
età decise di mollare tutto e dedicarsi a studiare e viaggiare per il mondo. Fu proprio ad
Atene che venne a contatto con la cultura sofistico-socratica.
A Democrito sono attribuiti molti scritti, tra cui: Piccola cosmologia, Sulla natura, Sulle forme
degli atomi e Sulle parole.
La dottrina di Leucippo (suo maestro) e Democrito viene indicata con il termine
➜
atomismo, che descrive l’universo come composto da un numero infinito di atomi,
piccole particelle invisibili. Democrito identifica l’essere con il pieno, ovvero la materia,
e il non essere con il vuoto, ovvero lo spazio in cui gli atomi si muovono. Questo
pensiero è frutto di una deduzione razionale.
Si contrappone a Zenone dicendo che la divisibilità all’infinito vale solo in campo
logico-matematico e non in campo reale, perchè a furia di dividere la materia, la realtà si
dissolverebbe nel nulla, per cui Democrito pensa che gli atomi sono particelle minime e non
ulteriormente decomponibili.
Definisce gli atomi come: pieni, immutabili, ingenerati ed eterni
Gli atomi non hanno differenze qualitative ma si differenziano per gli aspetti
quantitativi (di forma e grandezza). Determinano la nascita e la morte delle cose, con la
loro unione e separazione, così come determinano la diversità e il cambiamento in
base a
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