Eleatismo e scuole filosofiche
L'eleatismo nasce nelle colonie greche, come Elea e Samo, dell'Italia meridionale. La sua fondazione risale al V secolo a.C.
Scuole filosofiche
- Scuola eleatica: miravano a oltrepassare l’apparenza dei fenomeni per giungere alla scoperta di un essere unico, eterno e immutabile, rispetto al quale il mondo sensibile appare come puro inganno.
- Scuola ionica: ricercava il principio nella sostanza fisica delle cose e nel divenire.
Parmenide
Parmenide visse tra il 520-440 a.C. a Elea, l'odierna Velia, situata nella Campania del Sud. La sua opera "Sulla Natura" è suddivisa in due parti:
- Prima parte: Dottrina della verità (Alétheia).
- Seconda parte: Dominio dell'opinione (Dòxa).
Le due vie di conoscenza
Dinanzi all'uomo si aprono due vie di conoscenza:
- Sentiero del giorno: quello dell'aletheia, la via della ragione, che si incentra su un concetto logico di ragione che ci permette di conoscere l'Essere autentico.
- Sentiero della notte: quello della doxa, dell'opinione, dell'inganno dei sensi. Si attiene ai sensi che permettono di cogliere l'Essere apparente.
Principi filosofici
Principio di identità: ogni cosa è sempre se stessa; l'essere è, A è uguale ad A.
Principio di non contraddizione: non può essere che una cosa sia e non sia; il non essere non è, A è diverso da non-A.
L'essere è e non può non essere, mentre il non-essere non è e non può essere.
Caratteristiche dell'essere
- Ingenerato e incorruttibile: perché altrimenti ci sarebbe un momento in cui l’essere non sarebbe stato o in cui potrebbe non essere.
- Tutto intero e omogeneo: perché altrimenti per una parte sarebbe in un certo modo e per un’altra no, quindi di nuovo l’essere si mischierebbe al non-essere.
- Immobile: perché muovendosi non sarebbe più in un luogo.
- Eterno: inteso come assenza di tempo, pura atemporalità e non infinito.
- Uno, continuo, indivisibile: perché se fosse divisibile una parte non sarebbe l’altra.
- Finito: perché se fosse infinito sarebbe ancora manchevole, cioè qualcosa potrebbe sempre aggiungersi e dunque ancora non sarebbe.
È la stessa cosa pensare ed essere, una tesi che può essere intesa nel senso che pensare secondo verità significa, in generale, pensare l’essere, mentre il non-essere non può essere pensato.
Qualsiasi enunciato vero comprende comunque il verbo “essere”, sia che questo abbia un valore esistenziale assoluto, sia che abbia una funzione predicativa.
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