Estratto del documento

Congresso di Vienna: la restaurazione

Il Congresso di Vienna iniziò il 1 novembre 1814 e terminò il 9 giugno 1815. Ad esso parteciparono:

  • Austria
  • Russia
  • Prussia
  • Inghilterra

E successivamente anche la Francia, perché il ministro degli esteri, Talleyrand, si dichiarò un nemico di Napoleone.

Inizialmente il Congresso andò a rilento per due motivi:

  • Si pensava che Napoleone fosse stato definitivamente sconfitto.
  • Per le pretese dello zar Alessandro I, che chiedeva il dominio su tutta la Polonia, che era stata riformata da Napoleone e aveva assunto il nome di “Regno di Varsavia”.

Invece la Prussia chiedeva tutta la Sassonia e l’Inghilterra, l’Austria e la Francia decisero di unirsi contro le due nazioni, ma lo scontro armato fu evitato per il ritorno di Napoleone.

Motivo del rallentamento delle decisioni fu la decisione di Francesco I di dare più importanza allo sfarzo della città, anziché alle decisioni politiche; infatti, alcuni storici hanno affermato che il Congresso non camminava ma danzava, perché fu introdotto il valzer come ballo ufficiale di Corte.

Tutto cambiò con il ritorno di Napoleone in Francia, perché le nazioni decisero di affrontarlo militarmente, però emanarono i tre principi che chiusero il Congresso:

  • Principio di sovranità (o legittimità) con il quale saliranno sul trono tutti i sovrani che ne avevano avuto la legittimità prima del 1792, così com'era successo in Francia con Luigi XVIII.
  • Principio di equilibrio, con il quale si firmò il cosiddetto “Concerto europeo” perché prevedeva che, una volta stabiliti i confini, nessuno Stato doveva superarli, proprio in base ad esso, così lo zar Alessandro I accettò di avere solo una parte della Polonia, lo stesso fece il re di Prussia con la Sassonia. Gli studiosi affermarono che questo principio rispettava il pensiero di Kant, che nell'opera “Per la pace perpetua” affermava che tutti gli Stati dovevano accettare i confini dati, così potevano essere evitate le guerre.
  • Principio di intervento, voluto dallo zar Alessandro I, perché prevedeva l'aiuto ad una nazione nel caso fosse stata attaccata da un'altra.

Questi principi ratificati sembravano aver portato in Europa una apparente pace duratura, che però fu definita, perché si era data più importanza alle tradizioni e all'assolutismo, anziché al liberalismo e al nazionalismo, diffuso in Europa e soprattutto in Prussia, con l'opera di Fichte.

I moti del ‘20-21 e del ‘30-31

Dopo il Congresso di Vienna, negli intellettuali, soprattutto nella popolazione, si manifestavano sentimenti di insoddisfazione, perché si temeva un ritorno, ancor più in Francia, ai processi che si erano verificati con l’Ancien Regime.

In Francia, Spagna e Italia meridionale nacque la carboneria, una società segreta, formata soprattutto da operai che lavoravano il carbone e che chiedevano la libertà o l'indipendenza del proprio paese, utilizzavano inoltre i segni della religione cristiana.

I primi moti si ebbero tra il 1820-1821 in Spagna, Grecia e Italia meridionale. Questi movimenti furono chiamati “moti”, e non rivoluzioni, perché furono manifestazioni spontanee, che non portarono una vera e propria trasformazione, come era avvenuto con le rivoluzioni.

In Spagna, dopo il Congresso di Vienna ritornò il Re Ferdinando VII che eliminò la Costituzione, introdotta dal 1812 e ripristinò l'inquisizione. Il popolo si ribellò, ma ebbe come conseguenza una dura repressione, così il moto si rivelò un fallimento.

In Grecia, invece, si formò una società segreta definita eteria, chiamata così perché voleva ripristinare gli antichi valori della Grecia; infatti il termine deriva da etiri, ossia valori ellenici. I greci chiedevano l'indipendenza dall'Impero ottomano e furono inizialmente aiutati dallo zar Alessandro I, che aveva come obiettivo il dominio della Grecia. Attraverso il principio di intervento, in aiuto alla Grecia arrivarono Francia e Inghilterra, così la Grecia rese indipendente.

In Italia, invece al Nord un gruppo di intellettuali, guidati da Silvio Pellico, fondò una rivista chiamata “il Conciliatore”, ma lo stesso Pellico fu arrestato e durante la prigionia scrisse, “Le mie prigioni”.

Nell'Italia del Sud si era formata la carboneria, che chiese al Re d'Austria Ferdinando I la Costituzione, che fu concessa. Il Re, però decise di lasciare l'Italia e andare in Austria per formare un esercito con il quale ritornò in Italia e iniziò una dura repressione, imponendo di nuovo l'assolutismo.

Anche in Russia vi furono dei movimenti simili ai moti dell'Occidente, ma con la differenza che in Russia si era contro la modernizzazione del paese, infatti, ad Alessandro I fu impedito di concedere la Costituzione, perché in Russia nacquero i due partiti:

  • Gli occidentalisti, che volevano la modernizzazione
  • Gli slavofili, che volevano mantenere le antiche tradizioni russe

Nel 1830 i moti ci furono in Francia, Italia, Belgio e Po

Anteprima
Vedrai una selezione di 3 pagine su 9
Storia contemporanea Pag. 1 Storia contemporanea Pag. 2
Anteprima di 3 pagg. su 9.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Storia contemporanea Pag. 6
1 su 9
D/illustrazione/soddisfatti o rimborsati
Acquista con carta o PayPal
Scarica i documenti tutte le volte che vuoi
Dettagli
SSD
Scienze storiche, filosofiche, pedagogiche e psicologiche M-STO/04 Storia contemporanea

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher marcoso21 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Storia Contemporanea e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Roma La Sapienza o del prof Storini Monica Cristina.

Domande e risposte

Hai bisogno di aiuto?
Chiedi alla community