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Bilancio d’esercizio

Il bilancio d’esercizio è l’insieme dei documenti contabili che un’impresa deve redigere

periodicamente (ai sensi di legge) allo scopo di accertare la propria situa patrimoniale e finanziaria,

nonché il proprio risultato economico

Il bilancio d’esercizio ha due schemi di registrazione:

- stato patrimoniale (Codice Civile, art. 2424): registra la consistenza delle risorse (passività) e degli

impieghi (attività) del patrimonio aziendale

- conto economico (Codice Civile, art. 2425): riporta i flussi dei ricavi e costi d’esercizio.

Per rendere più agevole l’interpretazione e l’analisi del bilancio d’esercizio vengono riclassificati,

rispettivamente, secondo un criterio finanziario (distinguendo le voci contabili in base al grado di

liquidità o esigibilità) e funzionale (raggruppando le voci contabili in aree gestionali).

Stato patrimoniale riclassificato → Nb: è bilanciato (tot attivo = tot passivo)

Attivo → risorse che rappr il capitale investito nell’impresa e sono classificate in base al

ritorno liquido: immediato, breve o più lungo

- Attivo immobilizzato: impieghi durevoli per cui si prevede un ritorno in forma liquida oltre l’esercizio

(immobilizzazioni materiali, immateriali e finanziarie, crediti oltre l’esercizio)

Le immobilizzazioni sono “gli elementi patrimoniali destinati ad essere utilizzati

durevolmente” → molti dei beni che vengono utilizzati in azienda hanno un uso singolo o

limitato nel tempo, le immobilizzazioni rimangono attive per più tempo, solitamente per

più anni.

Materiali sono beni materiali tangibili di utilizzo durevole (macchinari, impianti, automezzi …),

immateriali sono beni non tangibili (costi di avviamento, costi di ampliamento, software, marchi e

brevetti…), finanziarie sono titoli, azioni, crediti e altri strumenti finanziari destinati a rimanere nel

patrimonio dell’azienda per più anni.

- Attivo circolante: li hai attività che ti danno liquidità nel breve periodo relativo all’esercizio

Quando fai il bilancio, devi assegnare costi e ricavi all’anno giusto → ma a volte paghi o

incassi in un anno, mentre il servizio o il ricavo è di un altro anno

Ratei = qualcosa è già successo, ma i soldi arrivano dopo

Rateo attivo = ti spetta un ricavo → incasserai più avanti

Rateo passivo = devi un costo → pagherai più avanti

es presti soldi a qualcuno, ogni mese maturano 100 € di interessi sicchè il 31/12 hai già

"guadagnato" 200 €, ma li incasserai a gennaio → rateo attivo di 200 €

es: il tuo commercialista lavora a dicembre, ma ti manda la fattura a gennaio (300 €) →

rateo passivo di 300 €

Risconti= hai già pagato o incassato, ma il servizio riguarda l’anno dopo

Risconto attivo = hai già pagato qualcosa che serve per l’anno prossimo

Risconto passivo = hai già incassato qualcosa, ma il ricavo è per l’anno prossimo

es paghi l’assicurazione a novembre: copre da novembre a ottobre dell’anno dopo → hai

pagato 1.200 €, ma solo 2 mesi (nov-dic = 200 €) sono dell’anno in corso → risconto

attivo di 1.000 €)

es a dicembre, un cliente ti paga 600 € per un corso che farai a gennaio → risconto

passivo di 600 €

Focus sui crediti: quando vendi un bene o un servizio e il pagamento non è immediato →

si genera un credito verso il cliente

Es supponi di vendere un macchinario a un cliente per 10.000 € (credito), con

pagamento dilazionato in 5 rate annuali da 2.000 € ciascuna → è una forma di

finanziamento concessa dal venditore all’acquirente che prevede una dilazione di

pagamento. Come viene classificato il credito?

crediti entro l’esercizio: 2.000 € (esigibili entro 12 mesi)

crediti oltre: 8.000 € (esigibili oltre i 12 mesi)

I crediti commerciali derivano da operazioni legate alla gestione caratteristica (vendita di

beni o servizi), i crediti finanziari derivano da rapporti di finanziamento (come prestiti

concessi a terzi) → il loro pagamento avverrà nell’esercizio o sarà dilazionato nei

successivi

Passivo / risorse: si distinguono in base al grado di esigibilità (di riscossione)

- Patrimonio netto: risorse di autofinanziamento (capitale sociale, riserve, utile non redistribuito)

capitale sociale → quello che i soci hanno messo nella azienda che è una passività senza

scadenza

riserve → parte di utili di esercizio messa da parte e non distribuita (la differenza fra le

attività e le passività supera l’importo del capitale sociale e dei dividendi da assegnare)

utile non redistribuiti → profitti netti accumulati dall'impresa negli esercizi precedenti,

che non sono stati distribuiti ai soci sotto forma di dividendi, ma sono stati trattenuti

all'interno dell'azienda per essere reinvestiti nell’attività, coprire future perdite…

→ nella prima parte nessuna esigibilità

- Passivita consolidate: risorse di finanziamento da terzi con esigibilità oltre l’esercizio, più di un anno

- Passività correnti: risorse di finanziamento da terzi con esigibilità entro l’esercizio, entro l’anno

→ i debiti rappresentano somme che l’azienda deve pagare a terzi

Conto economico riclassificato

RICAVI DELLE VENDITE (FATTURATO)

+ variazione delle rimanenze (finali - iniziali)

- sconti, abbuoni, resi

VALORE DELLA PRODUZIONE

- costi esterni (materie prime, servizi …)

VALORE AGGIUNTO

- costi del personale

MARGINE OPERATIVO LORDO

- quote di ammortamento

RISULTATO OPERATIVO

+ SALDO GESTIONE FINANZIARIA (proventi - oneri)

+ SALDO GESTIONE EXTRA-CARATTERISTICA (proventi - oneri)

RISULTATO PRIMA DELLE IMPOSTE

- oneri tributari

UTILE DI ESERCIZIO

→ è a cascata, ordinato in base alle funzionalità che l’azienda svolge

Il conto economico riclassificato in base al criterio funzionale è suddiviso in tre aree di gestione:

1. Gestione caratteristica/ tipica (da ricavi delle vendite a risultato operativo inclusi): comprende i

ricavi e i costi della gestione “tipica” dell’impresa, ovvero volta a realizzare l’obiettivo imprenditoriale.

Ha come saldo il risultato operativo

2. Gestione finanziaria: comprende oneri e proventi delle operazioni volte al reperimento dei mezzi

finanziari necessari all’ attività imprenditoriale

3. Gestione extra-caratteristica (o accessoria): comprende oneri e proventi delle operazioni estranee

alla gestione caratteristica e finanziaria ma che l’impresa svolge con continuità

La somma dei saldi delle tre aree di gestione costituisce il risultato prima delle imposte,

a cui si sottraggono gli oneri tributari per ottenere l’utile d’esercizio → se l’utile è

negativo l’impresa è in perdita.

Dati di bilancio e risultato economico-finanziario

I dati di bilancio sono utili per valutazione economico-finanziario dell’impresa, ha due finalità:

- interna: come monitoraggio a fini gestionali

- esterna: come informazione sull'attività dell’impresa per soggetti terzi (stakeholders), ovvero clienti,

fornitori, creditori, investitori …

Indici di bilancio

Gli indici di bilancio rappresentano una sintesi del risultato economico finanziario di un’impresa. La

loro forma di rapporto consente l’eliminazione delle differenze dovute alla dimensione dell’impresa e

di disporre perciò di misure comparabili

- Indici di liquidità: esprimono la capacità di sostenere le passività nel breve termine

- Indici di solvibilità (o di copertura): esprimono il grado di copertura degli impieghi durevoli o del

debito tramite il capitale proprio o il profitto

- Indici di indebitamento (o di leva finanziaria): esprimono il grado di ricorso al debito

- Indici di redditività: esprimono la capacità di generare reddito

- Indici di rotazione (o di efficienza): esprimono la velocità di ritorno in forma liquida delle risorse

produttive

Indici di liquidità

Gli indici di liquidità rapportano l’attivo circolante (o una sua parte) alle passività

correnti, esprimendo il grado di copertura delle obbligazioni a breve termine attraverso

mezzi liquidi → più è elevato il valore di questi indici, più l’impresa dispone di mezzi

liquidi per sostenere i debiti a breve scadenza

(Un’obbligazione è un prestito che un investitore (obbligazionista) fa a un’azienda, in cambio

l’emittente (chi ha preso in prestito i soldi) promette di: restituire il capitale alla scadenza e pagare

interessi periodici (cedole))

Le componenti dell'attivo circolante hanno gradi di copertura diversi, le rimanenze sono

più lente → se lo tolgo mi concentro su un ritorno in forma liquido più immediato

- Indice corrente (Current ratio, CR) = Attivo circolante/Passività correnti

→ trovo quanto attivo circolante ho per unità di debito a breve termine

- Indice di liquidità primaria (Quick Ratio, QR) = (Attivo circolante − Rimanenze) /

Passività correnti

- Indice di liquidità immediata (Cash Asset Ratio, CAR) = Liquidità immediate/Passività correnti

→ grado di copertura me lo dice solo considerando depositi e cassa

es

QR = (attivo circolante - rimanenze= / passività = 0.8

→ è minore di 1, quindi sono maggiori le passività

per ogni unità di debito a breve termine, ho 0,8 in copertura di attivo circolante senza rimanenze

QR= 1,5 per ogni unità di debito a breve ne ho 1,5 in copertura di attivo circolante senza rimanenze

Indici di solvibilità

Gli indici di solvibilità (o di copertura) rapportano il patrimonio netto oppure il risultato

operativo all’attivo immobilizzato oppure all’indebitamento, esprimendo il grado di

copertura degli impieghi durevoli o del debito → più è elevato il valore di questi indici,

più l’impresa risulta solida nel medio-lungo termine

(es attivo immobilizzato è necessario per l'attività di impresa ed è un investimento a lungo termine;

ma a differenza dell’attivo circolante non è liquidabile in tempi brevi

se però l’attività si trova in momento di difficoltà, la possibilità di liquidare questi attivi è

molto ridotta → magari li liquidi però ad un prezzo inferiore rispetto al valore contabile o

comunque se li vendi puoi compromettere la capacità produttiva e operativa

dell’azienda aggravandone ulteriormente le difficoltà)

In gen cerco di capire quali sono i mezzi di finanziamento dell’impresa e quindi se usa capitale a

debito o no (cerco quindi una stabilità nel lungo periodo)

- Indice di autocopertura delle immobilizzazioni = Patrimonio netto/Attivo immobilizzato

→ quanto patrimonio ho per unità di immobilizzazione → più è alto e più l’attivo

immobilizzato è coperto dal capitale proprio

Esprime la magnitudine del patrimonio netto rispetto all’attivo immobilizzato. Valori maggiori di 1

dell’indice indicano che l’impresa finanzia le immobilizzazioni esclusivamente col capitale proprio. Se

invece l’indice è minore di 1, una parte delle immobilizzazioni è finanziata col ricorso al debito.

- Indice di autonomia finanziaria = Patrimonio netto/Indebitamento (passività correnti + consolidate)

Esprime la magnitudine del patrimonio netto rispetto al debito → più l’indice è elevato,

più l’impresa fa ricorso al capitale proprio piuttosto che al debito per finanziare la sua

attività → per ogni unità di debito ha tot di patrimonio netto

- Indice di copertura dei debiti = Risultato operativo/Indebitamento

Esprime la magnitudine del profitto rispetto al debito → più l’indice è elevato, più

l’impresa è in grado di sostenere il proprio debito → quanto è coperto il debito dal

profitto, quanto profitto ho per unità di debito

se l’impresa ha tanto profitto può permettersi un debito più elevato

- Indice di copertura degli interessi passivi = Risultato operativo/Oneri finanziari

Esprime la magnitudine del profitto rispetto agli interessi passivi → più

l’indice è elevato, minore è l’impatto del costo del debito

Se l'indice è alto, significa che l'azienda genera un profitto operativo sufficientemente elevato rispetto

al costo del debito. Ciò implica che gli oneri finanziari rappresentano una piccola parte del risultato

operativo, rendendo l’azienda meno esposta al rischio di insolvenza in caso di variazioni nei tassi di

interesse o problemi operativi.

Un indice basso segnala che una grande porzione del risultato operativo viene destinata al

pagamento degli interessi, ciò può indicare una maggiore vulnerabilità

Indici di indebitamento

Gli indici di indebitamento (o di leva finanziaria) esprimono il grado di ricorso al debito da parte

dell’impresa. Più è elevato il valore di questi indici, maggiore è l’indebitamento dell’impresa. Sono

definiti al contrario, indebit al nume e copertura al den (quanto pesa il debito sul patrimonio netto)

- Rapporto di indebitamento = Indebitamento/Patrimonio netto

Indica l’ammontare di debito per unità di capitale proprio. Più l’indice è elevato, più l’impresa fa

ricorso al debito piuttosto che al capitale proprio per finanziare la sua attività

- Indice di incidenza dei debiti = Indebitamento/Totale passivo

Indica il peso (proporzione) del debito sul totale delle fonti di finanziamento a disposizione

dell’impresa.

il debito è >= 0

il patrimonio netto può essere in perdita se impresa in perdita e quindi il capitale dei soci

risente della perdita di esercizio → quindi puoi avere un incidenza di debiti maggiore di 1

RI = I / PN (patrimonio netto)

ID = I / (PN + I)

I = RI * PN

ID = (RI * PN) / (PN + RI * PN)

1/ DN = (PN + RI * PN) / (RI * PN) = (1/ RI ) + 1

- Rapporto debiti su ricavi (nb i ricavi non possono essere negativi)

= Indebitamento/Ricavi delle vendite

Indica l’ammontare di debito per unità di venduto, ovvero il numero di esercizi necessari a ripagare il

debito con gli incassi

- Rapporto oneri finanziari su ricavi = Oneri finanziari/Ricavi delle vendite

Indica l’ammontare di interessi sul debito per unità di venduto, ovvero il numero di esercizi necessari

a ripagare gli interessi passivi con gli incassi

- Indice del costo del capitale di debito = Oneri finanziari/Indebitamento

Indica l’ammontare di interessi passivi per unità di indebitamento, ovvero il costo medio del debito.

Più l’indice è elevato, più il ricorso al debito è oneroso per l’impresa (se è basso allora l’impresa

riesce a sostenere bene il debito)

quanti oneri finanziari ho per unita di debito (quanti interessi passivi per i debiti devo onorare per i

miei debiti)

a partità di debito se un'azienda ha indice di debito inferiore a un’altra appare meglio agli occhi dei

creditori e avrà diritto a prestiti più agevolati con interessi minori, se va male i tassi son più alti

Indici di redditivita

Gli indici di redditività esprimono la capacità di generare profitto

- Ritorno sulle attività (Return on Assets, ROA) = Risultato operativo/Totale attivo

Indica l’ammontare di risultato operativo per unità di attivo, quindi esprime la redditività complessiva

degli investimenti dell’impresa

→ quanto valore operativo l’impresa crea (ricavi - costi di prod) rapportato al valore

complessivo delle risorse investite nell’impresa → quanto un'unità investita rende in

termine di profitto

- Ritorno sulle vendite (Return on Sales, ROS) = Risultato operativo / Ricavi delle vendite = ricavi -

costi / ricavi

(va da -inf a 1)

Indica l’ammontare di risultato operativo per unità di venduto, ovvero la proporzione dei ricavi che va

a costituire il profitto. Viene comunemente detto “margine operativo“. Si preferisce che abbia valori

alti

- Ritorno sul capitale proprio (Return on Equity, ROE) = Risultato prima delle imposte/Patrimonio

netto

Indica l’ammontare di utile (al lordo di imposte) per unità di patrimonio netto, quindi esprime la

redditività del capitale proprio. Più il ROE è elevato, più l’impresa è attrattiva per gli investitori.

Mi dice quanto rende l’attività dell’impresa al lordo delle tasse quindi includo tutto il valore che

l’impresa genera e lo rapporto al patrimoni

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Scienze economiche e statistiche SECS-S/03 Statistica economica

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher lavi1 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Statistica per l’economia e l’impresa e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Firenze o del prof Magrini Alessandro.

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