PREISTORIA
La preistoria va dalla comparsa in Africa dell’homo habilis fino all’invenzione della scrittura nel IV millennio. La
comparsa della scrittura costituisce il discrimine tra la preistoria e la storia. Della preistoria infatti non abbiamo
documenti, dobbiamo aspettare i sumeri e cinesi. Gli studiosi trascurarono la preistoria, ritenendo che potesse
essere interessante solo il confronto con uomini capaci di lasciare testimonianze scritte. Charles Darwin fece una
teoria sull’evoluzione dell’uomo, sostenendo che il genere umano fosse comparso sulla Terra originandosi dal
ramo dei primati. Da allora gli studiosi iniziarono a focalizzarsi anche su quest’epoca primordiale. L'attività
artistica fu identificata come uno dei caratteri più indicativi nel rilevare la differenza tra uomo e animale.
Preistoria scandita in 4 periodi:
- Paleolitico: età della pietra antica, utensili ottenuti per scheggiatura.
- Mesolitico: età della pietra di mezzo, pietre scheggiate più piccole e precise.
- Neolitico: età della pietra nuova, strumenti litigi e levigati (lancia, arco)
- Eneolitico: età del ferro, scoprono il fuoco con cui cuociono la carne, aumentano le proteine e diventano
più intelligenti.
Le prime case erano caverne. Le palafitte erano costruite dove c’era l’acqua più calma (lago di Garda). Gli ipogei
erano case scavate per terra, in estate era fresco e in inverno era caldo (Rimini). Le terramare erano un
agglomerato di palafitte circondate da pozzi (Bologna).
ARTE PARIETALE
Si tratta di raffigurazioni su rocce, incise o tracciate con le mani usando terre colorate e carbone di legno. La
grotta era concepita come una sorta di ingresso in un mondo ultraterreno, dove era possibile entrare in contatto
con forze soprannaturali. Le figure umane erano rappresentate raramente, e spesso si limitavano ad alcune parti
del corpo, ad esempio le mani, di cui si trovavano impronte in positivo (intingendole nel colore) o in negativo
(spruzzando il colore sulla parete dopo avervi appoggiato la mano). I colori potevano essere vegetali (es.
fragola), minerali (es. grafite) o naturali (es. sangue). Il soggetto prevalente è l’animale, venivano rappresentate
bestie di media e grossa taglia o più di rado uccelli rapaci, in branchi o in lotta tra loro. Creano una resa
volumetrica con lo sfumato e utilizzano le protuberanze naturali per dare volume ai corpi. Gli animali potevano
essere sovrapposti, affiancati o contrapposti e le dimensioni di alcuni potevano essere fortemente risaltate. Il
significato di queste opere poteva essere quello di pratiche rituali svolti dagli sciamani, stregoni incaricati di
stabilire un contatto con gli spiriti degli spiriti degli animali. Gli ideogrammi sarebbero la traccia di rituali per
assicurare il ripetersi di una buona caccia, ma anche per giustificare l’uccisione dell’animale.
VENERE PALEOLITICA
C’è un evidente accentuazione degli attributi anatomici della donna: seno, pube, glutei. C’è una sproporzione di
alcune parti del corpo: assenza dei piedi e del volto, presenza di mani, dita, ombelico e testa.
ARCHITETTURA MEGALITICA
Sono le uniche architetture di valore artistico della preistoria, realizzate dal 5000 al 1800 a.c. in tutta l'Europa.
Sono strutture composte da massi pesanti fino a 30-40 tonnellate, infissi nel terreno secondo un disegno
preordinato. Gli spazi rimasti non potevano essere adibiti a funzioni pratiche.
TIPOLOGIA DI MONUMENTI MEGALITICI:
Menhir: singolo monolite infisso nel terreno (immagini di animali o esseri umani).
Dolmen: due massi verticali sormontati da un terzo orizzontale (trilite), hanno funzioni funerarie.
Cromlech: circolo di monoliti e triliti, sono state trovate tracce di pratiche rituali.
INSEDIAMENTO URBANO:
I primi villaggi erano basati su un modello insediativo nucleato (aggregazione di abitazioni attorno a un’area
centrale). L’insediamento urbano era contenuto all’interno di uno spazio prestabilito delimitato da mura munite di
guardia, porte monumentali, fossate e opere difensive. Nella zona più elevata c’erano le sedi delle attività
amministrative, di culto e di rappresentanza. Nella zona più bassa c’erano gli edifici pubblici destinati ai
magazzini, le botteghe artigianali, gli spazi per i mercati e le unità abitative.
URUK
Uruk fu la prima città, nacque nella metà del IV millennio a.c. nell’attuale Warka, in Iraq. Si trasformò in una città
estesa per 70 ettari, diventando ben presto uno dei maggiori centri economici e religiosi del territorio. L’impiego di
materiali da costruzione poco durevoli ha provocato nel tempo il deterioramento degli edifici, rendendo difficile la
lettura planimetrica. Gli archeologi sono riusciti a capire che era cintata da mura lunghe 10 km, aveva due porte
collocate a nord e sud. Si sviluppa attorno a due aree sacre: Kullab ed Eanna.
KULLAB:
Il Kullab è la zona dedicata al dio Anu. E’ sviluppato in senso verticale con un edificio sacro, chiamato Tempio
Bianco perchè rivestito in pietra calcarea. E’ innalzato su una piattaforma di 15 m, che sono l'accumulo dei resti
dei templi precedenti. Ogni volta che se ne costruiva uno, l’altro si distruggeva. Le macerie venivano sigillate e
inglobate nella nuova piattaforma.
EANNA
L’area dell’Eanna è dedicata al culto di Inanna (dea dell’amore). Si estende in senso orizzontale e comprende
una serie di templi e edifici di rappresentanza, connessi tramite cortili e porticati. Le colonne dell’edificio di culto
più antico sono rivestite di coni di pietra con la base dipinta di rosso, bianco e nero. I coni sono disposti a cuneo
nell’intonaco fresco per formare motivi geometrici e fasce a zig-zag. I templi circondavano alcuni edifici
interpretati come ambienti di rappresentanza, funzionali ad attività amministrative e cerimoniali: il palazzo del
sovrano, la grande corta aperta, la piccola sala a pilastri e la grande sala con pareti a nicchie per i ricevimenti
ufficiali del re.
ZIGGURAT
Le ziggurat sono montagne artificiali a cui era attribuita la funzione simbolica di facilitare la discesa del dio tra gli
uomini. Gli angoli delle ziggurat sono orientati secondo i punti cardinali e si pensa che fungessero da osservatori
astronomici. Nella città sumerica di Ur si trovano i resti di un tempio con ziggurat edificato verso il 2550 a.c. il cui
aspetto risale all’epoca del re Ur-Nammu. L’area è dedicata al dio della luna, Nanna-Sin. E’ un’ampia piattaforma
rettangolare sopraelevata di circa 3 m e circondata da uno spesso muro che la protegge dalle piene del fiume. Al
suo interno sorge la ziggurat, formata da due gradoni con pareti inclinate, in cima c’era la cella che custodiva la
statua del dio Nanna ed era sede di riti a cui poteva assistere solo il re. La piattaforma ospitava altri edifici: la
cella della dea Ningal, le abitazioni dei sacerdoti e delle sacerdotesse, i magazzini e gli archivi di tavolette su cui
erano registrate le attività del tempio. Oggi resta la parte inferiore della ziggurat , un volume a tronco di piramide
ampio circa 40x60 m e alto circa 20 m , su cui sono addossate lunghe scalinate di accesso.
MURA DI BABILONIA E LA PORTA DI ISHTAR
Le mura che corrono attorno all’abitato sono affiancate da un fossato e munite di torri di guardia e assolvevano
due obiettivi. Il primo era quello di proteggere una notevole quantità di beni e le persone, il secondo è che aveva
un valore simbolico. Le porte